Garaguso

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Garaguso
comune
Garaguso – Stemma Garaguso – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Matera-Stemma.png Matera
Amministrazione
Sindaco Francesco Auletta (lista civica) dal 26-05-2014
Territorio
Coordinate 40°33′N 16°14′E / 40.55°N 16.233333°E40.55; 16.233333 (Garaguso)Coordinate: 40°33′N 16°14′E / 40.55°N 16.233333°E40.55; 16.233333 (Garaguso)
Altitudine 492 m s.l.m.
Superficie 38,61 km²
Abitanti 1 108[1] (gennaio 2013)
Densità 28,7 ab./km²
Frazioni Parata
Comuni confinanti Calciano, Grassano, Oliveto Lucano, Salandra, San Mauro Forte
Altre informazioni
Cod. postale 75010
Prefisso 0835
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 077009
Cod. catastale D909
Targa MT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti garagusani
Patrono san Gaudenzio
Giorno festivo 14 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Garaguso
Garaguso
Garaguso – Mappa
Posizione del comune di Garaguso nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Garaguso è un comune italiano di 1.108 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è un centro agricolo ai bordi dell'Appennino lucano situato nell'alta valle del fiume Cavone nella parte nordoccidentale della provincia di Matera. Il suo territorio confina con il "Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane". Il piccolo centro abitato, arroccato su un'altura rocciosa, a 492 m s.l.m., è circondato dallo spettacolare profilo del monte La Croccia e dei monti dell'Impiso (mediamente circa 1200 metri s. m) ammantati di cupe foreste e compresi nel suddetto parco: crinali che separano, in quest'area, le due province lucane. A sud si eleva, al di la' del greto del torrente Salandrella, al confine con San Mauro Forte, il ripido e imponente rilievo di Serra Boscone (790 m.), che, insieme alla contigua Serra Cavallo e alla Serra Antica ad occidente, in territorio di Oliveto Lucano, costituiscono una pittoresca e suggestiva quinta boscosa immediatamente alle spalle del paese. Il bosco di Garaguso è molto fitto e impervio, costituito da grandi esemplari di roverella e cerri, con un folto sottobosco di lecci, alaterni ed altre sempreverdi nelle quote più basse; carpini, aceri, cornioli, frassini dovunque. Ricco di sorgenti, una delle quali approvvigionava anche il paese, il "Boscone" di Garaguso era popolato un tempo da una fauna tipica delle zone incontaminate e selvagge (scoiattoli, caprioli, lupi, come indicato da alcuni microtoponimi della zona), al punto che l'area era prediletta per l'attività venatoria dai Duchi Revertera, secondo quanto enunciato dalla lapide del settecentesco palazzo ducale al centro del paese. La rupe su cuo sorge il paese è molto ripida e circondata da profonde gole una delle quali è attraversata dal pittoresco "ponte del diavolo". Confina a nord con il comune di Grassano (17 km), ad est con Salandra (11 km), a sud con San Mauro Forte (15 km), e ad ovest con Oliveto Lucano (7 km) e Calciano (7 km). Dista 58 km da Matera e 57 km dal capoluogo di regione Potenza. Fa parte della Comunità Montana Medio Basento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I risultati di indagini archeologiche indicano che la località fu abitata sin dall'età preistorica, mentre la frequentazione magnogreca dalla vicina Metaponto e' attestata dal rinvenimento casuale di un raffinato modellino, in marmo greco dell'isola di Paro, di cella templare ellenica con divinita' femminile seduta, in stile severo, databile al V sec. A. C.: probabile antropomorfizzazione, secondo un non meglio precisabile modello iconografico dell"arte religiosa di Metaponto (molto probabi!mente Hera, senza escludere l'ipotesi di Demetra o Persefone), di una primitiva sconosciuta divinita' indigena della fertilita' (Moret). La scoperta e divulgazione del reperto avvenne nel 1916 ad opera del solerte archeologo di San Mauro Forte Vittorio Di Cicco (ibidem). Il "tempietto" e "la dea di Garaguso" sono ora esposti presso il Museo archeologico provinciale di Potenza. Il manufatto ha suscitato subito l'interesse degli archeologi e storici dell'arte antica, tra cui l'accademico tedesco E. Langlotz (1895 / 1978), che ha ritenuto il reperto fabbricato in Grecia (ibidem), mentre il sito è stato oggetto successivamente di numerose campagne di scavo, frequenti ma brevi e provvisorie, che hanno evidenziato segni della presenza di un grande luogo di culto ellenizzato. Ulteriori campagne di scavo nella vicina area di Grotta delle Fontanelle, sul versante settentrionale della rupe di Garaguso, hanno portato alla luce grandi quantità di ex voto: ceramica e figurine di divinità sedute o stanti, rinvenimenti che fanno sospettare la presenza di un altro o addiriittura due santuari con culti rivolti ad entità divine dai caratteri simili a quelli della dea del santuario più importante (Bertesago, Garaffa). Tali cosi dense scoperte archeologiche confermano il ruolo della località nel mondo antico quale centro di contatto tra gli indigeni enotri e i Greci delle colonie costiere, ma anche come luogo ritenuto dotato di notevoli valenze sacrali legate alla particolare topografia e all'ambiente naturale caratterizzato da rupi, corsi d'acqua, grotte e sorgenti. Per il Medioevo, nel catalogo dei baroni, di epica normanna, redatto sotto Guglielmo II, è nominato un Adam de Garagusa, mentre in una bolla del 1060, Garaguso viene incluso nella giurisdizione del vescovo di Tricarico. Fu inoltre feudo dei Sanseverino, dei Poderico e della Casa di Palo, ed infine dei Revertera, per lunghi secoli, a partire dal viceregno spagnolo e fino alla scomparsa della feudalità.

1861 - Brigantaggio[modifica | modifica wikitesto]

il 13 novembre 1861 le bande capitanate da Carmine Crocco, da Accettura si diressero su Garaguso inseguite da una colonna di soldati del 50° e del 30° fanteria[2]. A Garaguso le formazioni di Crocco e di José Borjès si organizzarono a difesa ma non si verificarono scontri degni di nota. Tallonate da presso dalle truppe citate a da contingenti di guardie nazionali le formazioni di Crocco raggiunsero Grassano il 14 novembre.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, presso cui è il settecentesco palazzo Revertera con loggiato a tre arcate, conserva una scultura fittile del quattrocento raffigurante la Madonna della Puglia, un braccio reliquiario in argento, pure del quattrocento, e una tela del 1761 dipinta da frà Deodato da Tolve.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cereali e legumi sono i principali prodotti della terra. Si allevano ovini e caprini e si lavorano lana e latte.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Garaguso che milita nel girone materano di Terza Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico 2013, dati Istat, demo.istat.it. URL consultato il 27 agosto 2013.
  2. ^ Per maggiori dettagli vedi: G. Bourelly Brigantaggio nelle zone di Melfi e Lacedonia dal 1860 al 1865 – Napoli 1865. Ristampa Forni Editore. Pag 150
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Pennetti, Notizie storiche di San Mauro Forte e degli altri paesi del Mandamento, Accettura-Garaguso-Oliveto (in Basilicata), Avellino, tipo-litografia E. Pergola, 1909.
  • S. M. Bertesago, V. Garaffa, L'area sacra e i depositi votivi di Grotta delle Fontanelle a Garaguso, Osanna, Venosa, 2015.
  • AAVV, Garaguso, la sua storia e il suo territorio, BMG, Matera, 2006.
  • Moret Jean Marc, I marmi di Garaguso. Vittorio Di Cicco e l'imbroglio della loro scoperta. Osanna, Venosa, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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