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Policoro

Coordinate: 40°12′N 16°40′E
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Disambiguazione – Se stai cercando il politopo quadridimensionale, vedi Policoro (matematica).
Policoro
comune
Policoro – Stemma
Policoro – Bandiera
Policoro – Veduta
Policoro – Veduta
Piazza Eraclea con la chiesa madre, 2018
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Basilicata
Provincia Matera
Amministrazione
SindacoEnrico Bianco (indipendente di centro-destra) dal 27-6-2022
Data di istituzione26 febbraio 1959
Territorio
Coordinate40°12′N 16°40′E
Altitudine32 m s.l.m.
Superficie67,66 km²
Abitanti17 708[1] (31-5-2026)
Densità261,72 ab./km²
FrazioniCasalini
Comuni confinantiRotondella, Scanzano Jonico, Tursi
Altre informazioni
Cod. postale75025
Prefisso0835
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT077021
Cod. catastaleG786
TargaMT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 137 GG[3]
Nome abitantipolicoresi
PatronoMadonna del Ponte
Giorno festivo16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Policoro
Policoro
Policoro – Mappa
Policoro – Mappa
Posizione del comune di Policoro nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Policòro[4] (Pulecore in dialetto locale[5]) è un comune italiano di 17 708 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica

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Il territorio comunale di Policoro è situato nella piana di Metaponto, nella parte sud-orientale della provincia di Matera, e si estende fino alla costa del Mar Ionio. È compreso tra i bacini idrografici dei fiumi Agri e Sinni; l'abitato sorge su un terrazzo morfologico, mentre la fascia litoranea è caratterizzata dalla presenza di una rete di canali di bonifica.[6]

Il comune confina con Scanzano Jonico a nord, Rotondella a sud e Tursi a ovest, mentre a est è delimitato dal Mar Ionio.[7]

Il territorio comunale è classificato in zona sismica 2.[8] La classificazione deriva dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi n. 3274 del 20 marzo 2003.

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Policoro.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di 7,8 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di 25,4 °C.[9]

Policoro Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 12,013,615,818,923,127,831,131,027,322,518,214,213,319,330,022,721,3
T. min. media (°C) 3,64,56,89,012,916,919,419,817,213,59,55,34,59,618,713,411,5

Policoro appartiene alla zona climatica C e presenta 1 137 gradi giorno.[10]

Origini del nome

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Il toponimo Policoro deriva dalla denominazione greca medievale Polychorion o Polychoron (Πολυχώριον), con la quale in età bizantina veniva indicato un insediamento sorto nell'area dell'antica Herakleia.[11] La documentazione medievale registra successivamente la forma latina Policorium, attestata nel IX secolo e dalla quale deriva l'attuale nome della città.[12]

Statua raffigurante la lotta tra Eracle e il Leone di Nemea in piazza Eraclea

Il territorio dell'odierna Policoro fu interessato dalla colonizzazione greca della costa ionica della Basilicata. Nel VII secolo a.C. coloni provenienti dalla Ionia fondarono Siris, che divenne uno dei centri della Magna Grecia nell'area della Siritide.[13] Dopo la distruzione di Siris, nel 433 a.C. i Tarantini fondarono nello stesso territorio la colonia di Herakleia, che divenne in seguito sede della Lega italiota.[13]

Nel 280 a.C., nel territorio di Eraclea, fu combattuta la battaglia di Eraclea tra l'esercito romano e quello di Pirro, re dell'Epiro. La città entrò successivamente nell'orbita romana e sopravvisse alla seconda guerra punica e ai tumulti dell'ultima fase della Repubblica romana, venendo interessata nel 72 a.C. anche dal passaggio delle forze di Spartaco.[14] In età imperiale Eraclea conobbe una progressiva decadenza.[14]

Dell'antica città si conservano resti nell'area archeologica di Policoro, dove le campagne di scavo avviate nel 1959 hanno riportato alla luce settori dell'acropoli, i santuari di Dioniso e Demetra e tratti delle mura della città bassa.[15] Tra le più importanti testimonianze provenienti da Herakleia figurano le Tavole di Eraclea, due tavole bronzee recanti sul recto testi greci relativi all'organizzazione e allo sfruttamento di proprietà fondiarie e sul verso un testo legislativo latino.[14]

Dal Medioevo all'età contemporanea

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Dopo la decadenza dell'insediamento antico, il territorio conobbe una ripresa nel Medioevo; al IX secolo risale l'attestazione del toponimo Policorium.[14] Durante il regno di Federico II di Svevia vi ebbe sede il Magister Ratiarum, legato all'allevamento dei cavalli della Corona nella pianura metapontina.[14]

In età feudale il territorio appartenne successivamente ai Sanseverino, ai Gesuiti e ai principi Serra di Gerace; nel 1892 passò ai Berlingieri.[14] Testimonianza di questa fase storica è il castello baronale, le cui origini sono ricondotte al periodo medievale e che conserva nelle sue linee generali la configurazione assunta durante la presenza dei Gesuiti nel XVII secolo.[14]

La città contemporanea

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La nascita della Policoro contemporanea è legata alla riforma agraria del secondo dopoguerra, che trasformò profondamente il territorio del Metapontino. I lavori per la costruzione della nuova borgata di servizio iniziarono il 14 aprile 1953, su progetto di Giuseppe Candura e Paolo Maria Petrignani. Il nuovo insediamento, organizzato intorno all'attuale piazza Eraclea, costituiva il centro dei servizi destinati alla popolazione rurale insediatasi nelle campagne in seguito alla riforma fondiaria.[13]

Il 26 febbraio 1959 la frazione di Policoro fu distaccata dal comune di Montalbano Jonico e costituita in comune autonomo.[16] Policoro fu il primo comune autonomo sorto nelle aree interessate dalla riforma fondiaria in Italia.[13] Alla costituzione del comune la popolazione era di circa 800 abitanti, mentre al censimento del 1961 raggiunse 5 611 residenti, in conseguenza del rapido popolamento determinato dalla riforma.[17]

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Matera.
Stemma

Lo stemma di Policoro raffigura Eracle nell'atto di strangolare il Leone di Nemea, accompagnato dalla clava e dall'arco e dalla legenda greca ΗΡΑΚΛΕΙΩΝ.[18]

Gonfalone

Il gonfalone è costituito da un drappo partito di bianco e di azzurro.[18]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga n. 4154»
 15 settembre 1988[18][19]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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Chiesa madre di Maria Santissima del Ponte

La chiesa madre di Maria Santissima del Ponte sorge su Piazza Eraclea e costituisce uno degli edifici principali del nucleo urbano realizzato negli anni cinquanta nell'ambito della riforma agraria. Costruita dall'Ente per la Riforma Fondiaria insieme alla nuova borgata, fu la prima chiesa parrocchiale della moderna Policoro e presenta i caratteri propri dell'architettura dei borghi rurali sorti nel secondo dopoguerra. L'edificio, a navata unica, ha struttura in cemento armato, abside semicircolare e facciata caratterizzata da un portico a tre campate e da un grande rosone.[20][21]

All'interno è conservata la statua lignea medievale della Madonna con Bambino, venerata con il titolo di Madonna del Ponte e patrona della città, databile tra il XIII e il XIV secolo e proveniente dall'antica cappella posta presso il palazzo baronale. In seguito ai lavori di ristrutturazione eseguiti tra il 2019 e il 2020, nella zona absidale è stato inoltre realizzato un mosaico raffigurante la Resurrezione.[20]

Cappella della Madonna del Ponte

Posta accanto al palazzo baronale, la cappella della Madonna del Ponte risale ai primi anni del XVIII secolo e costituiva originariamente il luogo di custodia della statua lignea della patrona. L'edificio conserva il monogramma della Compagnia di Gesù e gli stemmi delle famiglie Grimaldi e Serra, che possedettero il feudo prima del suo passaggio ai Berlingieri. Un'iscrizione sulla parete laterale ricorda un restauro effettuato nel 1899; la cappella fu riaperta al culto nel 1902 per volontà del barone Berlingieri.[22] La facciata, dalle forme semplici e leggermente ondulate, appartiene all'assetto settecentesco dell'edificio.[23]

Chiesa del Buon Pastore

La chiesa del Buon Pastore fu realizzata tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del XX secolo in una zona interessata dalla contemporanea espansione dell'abitato. La costruzione presenta una struttura portante in cemento armato e un'unica navata coperta da una volta in legno lamellare. La torre campanaria, posta sul lato destro della facciata, presenta una base circolare che nella parte superiore assume pianta quadrangolare ed è caratterizzata da una croce inserita nelle pareti.[24]

Centro giovanile Padre Minozzi

Il centro giovanile Padre Minozzi, appartenente alla congregazione della Famiglia dei Discepoli, fu istituito agli inizi degli anni ottanta. Il complesso comprende una chiesa aperta al pubblico, una cappella interna e ambienti destinati alle attività comunitarie, culturali e formative.[25]

Architetture civili

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Lungomare di Policoro
Palazzo baronale

Il palazzo baronale, noto anche come castello di Policoro o palazzo Berlingieri, sorge sul rilievo che domina la piana circostante ed è uno dei principali edifici storici del territorio comunale. Il nucleo da cui deriva il complesso fu utilizzato nel corso dei secoli come insediamento monastico e centro produttivo agricolo: appartenne dapprima ai basiliani, quindi ai benedettini e successivamente ai gesuiti, che trasformarono il complesso in un casale fortificato. Nel 1791 l'edificio e il fondo circostante furono acquistati dalla principessa Maria Grimaldi Gerace Serra, alla quale viene ricondotta la trasformazione del precedente complesso nell'attuale residenza nobiliare.[26]

Alla fine del XIX secolo la proprietà passò alla famiglia Berlingieri. Il complesso è organizzato attorno a una corte interna e l'ingresso principale è costituito da un portale settecentesco sormontato dallo stemma della famiglia; dalla corte si accede agli ambienti del piano terreno e alla scala che conduce ai piani superiori.[27][26]

Architetture della riforma fondiaria

Una parte consistente del patrimonio architettonico contemporaneo di Policoro deriva dalla riforma agraria degli anni cinquanta, durante la quale furono realizzati il nuovo centro urbano, gli edifici destinati ai servizi collettivi e le case coloniche distribuite nel territorio agricolo. I lavori per la costruzione della nuova borgata ebbero inizio il 14 aprile 1953 su progetto di Candura e Petrignani.[28] Al nucleo originario appartengono, oltre alla chiesa madre e agli edifici di Piazza Eraclea, il complesso scolastico di Piazza Dante, realizzato poco dopo il centro civico e originariamente destinato a ospitare la prima scuola elementare della Policoro sorta dalla riforma. L'edificio conserva in particolare sui prospetti verso via Dante e via Belvedere parte dell'impostazione architettonica originaria, caratterizzata dalla ricerca di simmetria e funzionalità propria dell'architettura razionalista del periodo.[29]

Siti archeologici

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Parco archeologico di Herakleia

Il parco archeologico si estende alla periferia settentrionale dell'abitato, sulla cosiddetta collina del Barone, posta sulla sinistra idrografica dell'Agri, e comprende l'area dell'acropoli dell'antica Herakleia. La città fu fondata da coloni di Taranto e Thurii nel 434-433 a.C. e occupò un'area nella quale sono state rinvenute anche consistenti testimonianze della precedente colonia ionica di Siris.[30]

Sull'acropoli è stato parzialmente riportato alla luce un impianto urbano ortogonale, organizzato attorno a una strada principale orientata in direzione est-ovest, sulla quale si innestavano perpendicolarmente strade secondarie. Sono visibili resti di abitazioni e strutture produttive e, per l'età tardo-ellenistica, di case a peristilio dotate di canalizzazioni e pavimenti musivi. Nell'area posta a sud dell'acropoli si estendeva invece l'agorà, presso la quale sorgevano, tra gli altri, santuari dedicati a Dioniso e Demetra.[30] Tra i rinvenimenti più significativi figura un mosaico policromo della prima metà del III secolo a.C., conservato all'interno di un'abitazione prossima alla strada principale e decorato con una figura fantastica dal corpo serpentiforme e con una scena rituale di purificazione.[31]

Piazze e giardini

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Piazza Eraclea

Piazza Eraclea costituisce il centro civico della borgata realizzata a partire dal 1953 nell'ambito della riforma fondiaria. Già prevista nel progetto del 1952, fu concepita come spazio di collegamento tra i principali edifici pubblici e collettivi del nuovo insediamento, comprendenti la chiesa madre, gli uffici dell'Ente di Riforma, laboratori artigiani, magazzini e attività commerciali. L'impianto della piazza e degli edifici circostanti risente delle esperienze dell'architettura razionalista italiana, con porticati, volumi geometrici semplici e una disposizione basata sulla simmetria e sull'alternanza tra pieni e vuoti.[32]

Al centro della piazza è collocata una scultura in bronzo di Tonino Cortese raffigurante Eracle in lotta con il Leone di Nemea, soggetto ispirato a una moneta dell'antica Herakleia.[32]

Villa comunale Guido Vicino

La villa comunale costituisce il più antico parco pubblico della Policoro contemporanea. È intitolata a Guido Vicino, sindaco della città durante gli anni della sua maggiore espansione nel secondo dopoguerra, al quale viene ricondotto l'assetto assunto dal parco.[33]

Aree naturali

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Riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro

La riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro tutela uno degli ultimi lembi della foresta planiziale che in passato occupava una parte considerevole della pianura costiera ionica. È stata istituita dalla Regione Basilicata con la legge regionale n. 28 dell'8 settembre 1999 con lo scopo di favorire la ricostituzione del bosco umido planiziale e degli ambienti costiero e fluviale, tutelare le caratteristiche naturali e paesaggistiche dell'area e proteggere le specie animali e vegetali e i relativi habitat.[34]

Il bosco rappresenta ciò che rimane dei complessi storicamente denominati «Pantano soprano» e «Pantano sottano» ed è situato prevalentemente sulla sinistra idrografica del Sinni, in prossimità della foce. La riserva comprende, oltre ai residui della foresta planiziale, ambienti golenali, zone umide, macchia mediterranea, litorale e rimboschimenti costieri, formando un sistema ambientale particolarmente diversificato.[35] L'area è inoltre interessata dal sito della rete Natura 2000 «Bosco Pantano di Policoro – Costa Ionica Foce Sinni».[36]

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[37]

Etnie e minoranze straniere

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Al 1º gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti a Policoro erano 1 741, pari al 9,8% della popolazione residente.[38]

Tradizioni e folclore

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Le principali tradizioni religiose popolari di Policoro sono storicamente legate al culto della Madonna del Ponte, patrona della città, e dei santi Cosma e Damiano. Le due ricorrenze risultano attestate già durante il periodo in cui il territorio apparteneva al feudo della famiglia Berlingieri e costituivano importanti momenti di aggregazione per la popolazione rurale, alla quale partecipavano contadini, salariati e lavoratori stagionali.[39]

Festa della Madonna del Ponte

La festa patronale in onore di Maria Santissima del Ponte si celebra nel mese di maggio e costituisce una delle principali ricorrenze religiose della città.[39] La devozione è legata alla statua lignea medievale della Madonna col Bambino, conservata nella chiesa madre e venerata come patrona di Policoro. Nella società rurale precedente alla riforma agraria, la festa aveva assunto anche una funzione legata al ciclo stagionale: secondo le testimonianze raccolte dal Museo multimediale della Riforma fondiaria del Comune, la ricorrenza segnalava l'avvicinarsi della stagione estiva, durante la quale una parte della popolazione abbandonava temporaneamente il territorio a causa delle condizioni ambientali e sanitarie della pianura prima degli interventi di bonifica.[39]

La festa conserva carattere patronale anche nella Policoro contemporanea. Nel 2026 i festeggiamenti si sono svolti dal 15 al 17 maggio, con la ricorrenza patronale fissata al 16 maggio.[40][41]

Festa dei santi Cosma e Damiano

Un'altra ricorrenza tradizionale è quella dedicata ai santi Cosma e Damiano, celebrata nel mese di settembre. Anche questa festa è documentata nel territorio policorese fin dall'epoca del feudo Berlingieri e richiamava tradizionalmente una consistente partecipazione della popolazione rurale.[39]

Nella memoria orale raccolta dal Comune, le due festività scandivano simbolicamente il periodo dell'anno durante il quale, prima delle opere di bonifica, le condizioni della pianura erano considerate maggiormente insalubri. Se la festa della Madonna del Ponte precedeva l'allontanamento estivo, quella dei santi Cosma e Damiano era associata al ritorno, nel mese di settembre, dei lavoratori e degli abitanti stagionali nel territorio di Policoro. La tradizione collegava tale momento all'arrivo di condizioni climatiche ritenute più salubri dopo i mesi estivi.[39]

Museo archeologico nazionale della Siritide

Il Museo archeologico nazionale della Siritide, situato in prossimità del parco archeologico di Herakleia, raccoglie testimonianze archeologiche relative alle colonie greche di Siris e Herakleia e ai centri indigeni dell'entroterra.[42]

I reperti riferibili a Siris comprendono statuette votive e corredi funerari dei secoli VII-VI a.C., tra i quali figurano ceramiche figurate di produzione locale considerate fra le più antiche realizzate in Magna Grecia. Alla successiva Herakleia appartengono invece matrici per statuette provenienti dal quartiere artigianale, oggetti votivi rinvenuti nei santuari urbani ed extraurbani e numerosi corredi funerari. Tra questi si distingue quello della cosiddetta Tomba del Pittore di Policoro, risalente alla fine del V secolo a.C. e caratterizzato dalla presenza di vasi figurati con episodi della mitologia greca. I corredi dei secoli IV e III a.C. comprendono inoltre ceramiche a figure rosse e monili in oro filigranato, alcuni dei quali attribuiti a botteghe locali; l'esistenza di una tradizione orafa a Herakleia è attestata anche dal rinvenimento della tomba di un orafo, databile tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C.[42]

Una parte delle collezioni è dedicata alle popolazioni indigene dell'entroterra. Sono esposti reperti provenienti dai centri enotri, databili tra il IX e il V secolo a.C., e lucani, riferibili soprattutto al IV secolo a.C.; i corredi funerari comprendono armature in bronzo, gioielli in oro e argento, ceramiche indigene a decorazione geometrica e numerosi ornamenti in ambra proveniente dall'area baltica. I reperti delle fasi più tarde documentano la progressiva influenza della cultura greca sulle popolazioni dell'entroterra.[42]

Tra le produzioni cinematografiche realizzate, in tutto o in parte, nel territorio di Policoro figurano:[43]

Blues in Town

Festival musicale dedicato al blues, nato nel 2004 e organizzato dall'associazione culturale La Mela di Odessa. La prima edizione si svolse dal 3 al 5 agosto 2004 nell'anfiteatro Antonio Segni e vide tra gli ospiti Francesca De Fazi, Sharrie Williams e Roberto Ciotti.[45] La manifestazione è proseguita negli anni successivi: nel calendario degli eventi estivi del Comune del 2016 figurava come XIII edizione.[46]

Policoro in Swing

Festival dedicato alla musica e al ballo swing, nato nel 2013 per iniziativa dell'associazione culturale ALIA come evoluzione del precedente festival Policoro in Musica. La manifestazione fu concepita unendo ai concerti jazz e swing corsi e attività dedicate ai balli diffusi tra gli anni venti e cinquanta del XX secolo.[47] La prima edizione si svolse dal 19 al 25 agosto 2013 e comprendeva anche l'Hercules Camp, campo dedicato all'insegnamento del ballo swing.[48] Negli anni successivi l'organizzazione è stata assunta dall'associazione culturale Vintage Routes.[49]

Balloon - Festa del fumetto e della letteratura per ragazzi

Rassegna dedicata al fumetto e alla letteratura per ragazzi, inaugurata nel 2012. La prima edizione si svolse il 2 e 3 giugno in piazza Eraclea e comprese incontri con fumettisti, laboratori, mostre e iniziative rivolte alle scuole.[50] Tra gli ospiti della prima edizione figuravano Silver, Clod, Giuseppe Palumbo e Corrado Mastantuono.[50] La manifestazione raggiunse la quarta edizione nel 2015[51] e fu nuovamente organizzata nel settembre 2016.[46]

Vivi Heraclea

Rassegna culturale finalizzata alla valorizzazione del patrimonio archeologico di Siris e Herakleia, organizzata dall'associazione culturale I Colori dell'Anima. La manifestazione comprende iniziative ospitate nel parco archeologico di Herakleia e nell'area del Museo archeologico nazionale della Siritide, con spettacoli, visite, attività didattiche e iniziative di divulgazione archeologica.[52] Inserita anche nella rassegna Il Cammino di Policoro, nel 2016 fu organizzata in collaborazione con il Comune, la Soprintendenza, il Polo museale e il Museo archeologico nazionale della Siritide.[53] La manifestazione è proseguita negli anni successivi ed è documentata ancora nel 2025, quando si è svolta nell'area museale del Museo nazionale della Siritide.[54]

La riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro

L'economia di Policoro è storicamente legata al settore agricolo e agroalimentare, il cui assetto contemporaneo deriva in larga parte dalle trasformazioni introdotte nella seconda metà del XX secolo dalla riforma agraria. La bonifica, l'estensione dell'irrigazione, la redistribuzione dei terreni e la creazione di una rete di aziende poderali determinarono il passaggio da un'agricoltura prevalentemente estensiva a produzioni specializzate orientate anche verso i mercati nazionali e internazionali.[55] Policoro fa parte del Distretto agroalimentare di qualità del Metapontino, riconosciuto dalla Regione Basilicata nel 2004 e comprendente dodici comuni della fascia ionica lucana.[56]

L'agricoltura specializzata costituisce una delle attività caratteristiche dell'economia locale. La trasformazione avviata con la riforma fondiaria interessò inizialmente colture tradizionali quali agrumi, olivi, viti, peschi e albicocchi, alle quali si aggiunsero successivamente produzioni introdotte nella zona, tra cui fragole e kiwi. Lo sviluppo di tali coltivazioni favorì a sua volta la nascita di attività agroindustriali dedicate alla trasformazione e alla conservazione dei prodotti agricoli.[55]

Il territorio comunale è inserito nel sistema ortofrutticolo del Metapontino, che costituisce la principale area di produzione ortofrutticola della Basilicata. Secondo i dati regionali relativi al Distretto agroalimentare, nel comprensorio ricadono circa 24 000 ettari dei 28 000 complessivamente destinati all'ortofrutticoltura regionale e viene realizzato circa l'85% della produzione ortofrutticola della Basilicata. Tra le principali colture del distretto figurano pesco, albicocco, susino, fragola, arancio, clementine, actinidia, uva da tavola e diverse produzioni orticole.[56]

Particolare rilievo ha assunto la Fragola della Basilicata, coltura fortemente concentrata nell'arco ionico e nel Metapontino.[57] Nel 2026 Policoro ha ospitato Fragola Expo Basilicata, manifestazione dedicata alla valorizzazione della IGP Fragola della Basilicata e della relativa filiera produttiva.[58]

Lo sviluppo industriale di Policoro è stato storicamente connesso alla trasformazione dei prodotti agricoli. Il principale insediamento sorto durante la riforma fondiaria fu lo zuccherificio, entrato in funzione il 13 agosto 1955 su iniziativa dell'Ente di Riforma, dopo l'avvio della coltivazione sperimentale della barbabietola da zucchero nella pianura ionica in collaborazione con il gruppo Ferrero.[59]

Lo stabilimento, esteso su circa 30 ettari, arrivò a impiegare oltre 300 lavoratori tra stagionali e specializzati e a lavorare, oltre alle produzioni locali, barbabietole provenienti dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Campania. La produzione media annua raggiunse circa 180 000 quintali di zucchero, oltre a sottoprodotti come la melassa.[59][55] Lo zuccherificio cessò definitivamente l'attività nel 1991.[59]

L'attività di trasformazione agricola si è successivamente orientata soprattutto verso il comparto ortofrutticolo. Nel più ampio Distretto agroalimentare del Metapontino operano aziende e organizzazioni di produttori dedicate alla produzione, lavorazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; sono inoltre presenti attività di trasformazione alimentare, tra cui produzioni conserviere e lattiero-casearie.[56]

Tra le attività artigianali tradizionalmente attestate nel territorio figurano quelle connesse alla lavorazione della ceramica, della porcellana e della terracotta, legate alla cultura agricola e pastorale locale.[60][61][62]

L'offerta turistica di Policoro è legata principalmente al litorale ionico, al patrimonio archeologico e agli ambienti naturali costieri. Il turismo culturale è connesso in particolare al Museo archeologico nazionale della Siritide e al parco archeologico di Herakleia, che conservano testimonianze delle colonie greche di Siris e Herakleia. Il turismo naturalistico è invece legato soprattutto alla riserva naturale orientata Bosco Pantano di Policoro, che tutela uno degli ultimi lembi della foresta planiziale un tempo estesa lungo la costa ionica lucana.

Al turismo balneare è collegato lo sviluppo degli insediamenti e dei servizi lungo il litorale e delle infrastrutture per la nautica da diporto, tra le quali il Porto turistico di Policoro. Nel territorio del Metapontino si è inoltre sviluppata una rete di strutture agrituristiche connessa al sistema agricolo e agroalimentare locale.[56]

Infrastrutture e trasporti

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Il principale asse viario che attraversa il territorio comunale è la strada statale 106 Jonica, che percorre longitudinalmente la fascia costiera ionica collegando Policoro con i centri del Metapontino, con Taranto verso nord-est e con la costa ionica calabrese verso sud-ovest.

In corrispondenza di Policoro ha inoltre origine la strada statale 598 di Fondo Valle d'Agri, importante collegamento trasversale tra la costa ionica e l'entroterra della Basilicata. La strada segue la valle dell'Agri e consente il collegamento del Metapontino con la Val d'Agri e con la viabilità principale della parte occidentale della regione.

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Jonica, linea che si sviluppa lungo il versante ionico dell'Italia meridionale. Policoro è servita dalla stazione di Policoro-Tursi, situata nel territorio comunale e denominata congiuntamente anche in riferimento alla vicina città di Tursi.[63]

La stazione è servita da collegamenti ferroviari regionali e a lunga percorrenza lungo la direttrice ionica. Nell'orario ferroviario 2026 vi effettuano fermata anche servizi InterCity che collegano Policoro, tra le altre località, con Taranto, Bari, Lecce, Sibari, Crotone, Catanzaro, Reggio Calabria e Villa San Giovanni.[63]

Il porto turistico di Policoro

Sul litorale comunale è presente il porto turistico di Policoro, infrastruttura destinata prevalentemente alla nautica da diporto. Il complesso portuale è inserito nell'area costiera di Marinagri ed è collegato al mar Ionio mediante un canale di accesso.

Mobilità urbana

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Il trasporto pubblico su gomma comprende servizi automobilistici urbani e collegamenti extraurbani con gli altri centri del territorio regionale.

Amministrazione

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Sindaci e commissari prefettizi

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Primo cittadino Partito Coalizione Periodo
Otello Marsano Democrazia Cristiana DC 22 ottobre 1988 26 settembre 1992
Gerardo Bisogno Commissario prefettizio 27 settembre 1992 7 giugno 1993
Sindaci ad elezione diretta (dal 1993)
Mario Arbia Alleanza Popolare AD 6 giugno 1993 27 aprile 1997
Antonio Di Sanza Indipendente di centro-sinistra Lista civica 27 aprile 1997 27 aprile 2000
Nicolino Lopatriello Forza Italia CdL 13 maggio 2001 29 maggio 2006
Serafino Di Sanza Democratici di Sinistra DS-DL-UDEUR 29 maggio 2006 2 ottobre 2007
Mariarita Iaculli Commissario prefettizio 2 ottobre 2007 14 aprile 2008
Nicolino Lopatriello Forza Italia
Il Popolo della Libertà
PdL-UdC-L. civiche 14 aprile 2008 24 gennaio 2012
Alberico Gentile Commissario prefettizio 24 gennaio 2012 21 maggio 2012
Rocco Luigi Leone Il Popolo della Libertà
Fratelli d'Italia
PdL-L. civiche 21 maggio 2012 26 giugno 2017
Enrico Mascia Partito Democratico PD-AP-L. civiche 26 giugno 2017 27 giugno 2022
Enrico Bianco Indipendente di centro-destra Liste civiche 27 giugno 2022 in carica

Policoro è gemellata con:

Il 25 maggio 1984 fu sede di partenza dell'ottava tappa del Giro d'Italia 1984.[64]

Il 12 maggio 2003, quando da Policoro partì la terza tappa del Giro d'Italia 2003.[65]

Nel Giro d'Italia 2004 Policoro fu interessata da due tappe consecutive. Il 16 maggio vi si concluse l'ottava tappa e il giorno seguente la città ospitò la partenza della nona tappa, diretta a Carovigno.[66]

La principale società calcistica cittadina è il Policoro Calcio & Academy, impegnato nel campionato regionale di Eccellenza Basilicata.[67][68]

Fino alla stagione 2008-2009 fu attivo il Policoro 2000 Calcio; nella stagione successiva la città fu rappresentata dall'A.S.D. Policoro 2000 e dall'A.S.D. Borussia Pleiade, entrambe partecipanti all'Eccellenza Basilicata. Nel 2010 le due formazioni confluirono nell'A.S.D. Policoro Heraclea, anch'essa iscritta al massimo campionato regionale.[69]

Il Centro Sportivo Avis ottenne nella stagione 2010-2011 la promozione in Serie B; successivamente la società assunse la denominazione di Avis Borussia Policoro e raggiunse la Serie A2. Nella stagione 2016-2017 disputò il terzo campionato consecutivo nella categoria, partecipando al girone B e qualificandosi ai play-off per la promozione in Serie A.[70][71]

Nel settore è successivamente sorta la Policoro Academy Futsal, società attiva nell'attività agonistica e giovanile.[72]

Impianti sportivi

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Tra i principali impianti sportivi cittadini figurano lo stadio comunale Rocco Perriello, utilizzato per il calcio, e il PalaErcole, destinato principalmente agli sport al coperto.[73]


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