Coordinate: 40°12′N 16°40′E

Policoro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Disambiguazione – Se stai cercando il politopo quadridimensionale, vedi Policoro (matematica).
Policoro
comune
Policoro – Stemma
Policoro – Bandiera
Policoro – Veduta
Policoro – Veduta
La Chiesa Madre in Piazza Eraclea
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Basilicata
Provincia Matera
Amministrazione
SindacoEnrico Bianco (indipendente di centro-destra) dal 27-6-2022
Data di istituzione1959
Territorio
Coordinate40°12′N 16°40′E
Altitudine32 m s.l.m.
Superficie67,66 km²
Abitanti17 759[1] (31-8-2023)
Densità262,47 ab./km²
FrazioniCasalini
Comuni confinantiRotondella, Scanzano Jonico, Tursi
Altre informazioni
Cod. postale75025
Prefisso0835
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT077021
Cod. catastaleG786
TargaMT
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Nome abitantipolicoresi
PatronoMadonna del Ponte
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Policoro
Policoro
Policoro – Mappa
Policoro – Mappa
Posizione del comune di Policoro nella provincia di Matera
Sito istituzionale

Policòro[3] è un comune italiano di 17 759 abitanti[1] della provincia di Matera in Basilicata.

Geografia fisica

[modifica | modifica wikitesto]

Policoro è posizionata sulla fertile pianura di Metaponto a 3 chilometri dal Mar Ionio nelle vicinanze del fiume Agri, nella parte sud-orientale della provincia. È il secondo centro della provincia di Matera, il terzo della regione, come popolazione e secondo della provincia come importanza economica. Confina a nord con il comune di Scanzano Jonico (9 km), ad est con il mar Jonio (3 km), a sud con Rotondella (23 km) e ad ovest con i territori di Tursi (27 km).

Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Policoro.

Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,8 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,4 °C[5].

POLICORO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. media (°C) 12,013,615,818,923,127,831,131,027,322,518,214,213,319,330,022,721,3
T. min. media (°C) 3,64,56,89,012,916,919,419,817,213,59,55,34,59,618,713,411,5

Il nome deriva dal greco antico Polychoron (Πολύχωρον). La città moderna sorge a poca distanza dalle rovine dell'antica città di Eraclea, importante centro della Magna Grecia sorto nel VI secolo a.C., dove nel 280 a.C. i Romani combatterono Pirro. La città antica faceva parte della regione della Siritide, in prossimità di Siris. Secondo altre differenti interpretazioni storico-archeologiche, Siris si situava nello stesso territorio di Eraclea. Infatti, secondo tali ricostruzioni, la fondazione di Eraclea avvenne nei pressi dello stesso abitato della florida e ricca Siris[7].

Durante tutta l'età repubblicana, Eraclea viene colpita da tumulti sociali, giunti al culmine nel 72 a.C. con il passaggio della ribellione di Spartaco. I recenti scavi archeologici, della missione archeologica italo-francese condotta dall'Università degli Studi della Basilicata e dall'École pratique des hautes études, hanno portato alla luce le testimonianze che attestano la ribellione di Spartaco ad Eraclea[8]. Dagli scavi archeologi è emerso che, durante il passaggio della ribellione di Spartaco, la parte più ricca dell'acropoli di Eraclea fu assediata attraverso l'utilizzo di armi da guerra[7]. Nell'età imperiale cominciò invece la sua decadenza. Vi hanno risieduto il poeta Archia e il grande pittore Zeusi, forse originario della città.

Dal Medioevo si sviluppò un piccolo centro urbano nelle vicinanze del Castello Baronale[9]. Dal 1300 al 1600, il feudo di Policoro, in piena decadenza diviene proprietà della famiglia Sanseverino, con passaggi tra i vari discendenti. Un principe di quella famiglia, nel 1600, per ottenere la guarigione di un figlio da una grave malattia, donò il feudo ai Gesuiti, che lo tennero per lungo tempo, trasformando il castello in monastero. Il 21 novembre 1772 i Gesuiti furono espulsi dal Regno delle due Sicilie dal re Ferdinando IV di Borbone. Tutti i loro beni, compreso il feudo “disabitato” di Policoro, furono incamerati dal Regio Fisco. Il feudo di Policoro venne venduto all'asta e acquistato dalla nobildonna Maria Grimaldi, principessa di Gerace. Alla fine di aprile del 1799, nei giorni 29 e 30, nell’ex monastero di Policoro, trasformato di nuovo in castello, soggiornò il cardinale Ruffo, ospite della principessa di Gerace, mentre risaliva il Regno con il suo esercito di volontari per domare la rivolta contro la monarchia borbonica; nel maggio del 1806 pernottò nel castello il re Giuseppe Bonaparte durante il suo viaggio da Reggio Calabria a Napoli.[10]

Nel 1959 cessò di essere frazione di Montalbano Jonico diventando comune autonomo. A partire dagli anni '60 vi è stato un notevole incremento demografico, grazie alla popolazione proveniente dall'entroterra lucano stabilitasi nel comune, che ha portato Policoro ad essere il terzo centro della regione per numero di abitanti, oltre che uno dei più importanti a livello economico essendo posto al centro della piana del Metapontino[11].

A sinistra lo stemma, a destra il gonfalone civico

Blasonatura stemma

«Herakles (Ercole) che strozza il leone Nemeo al naturale; a sinistra la scritta ΗΡΑΚΛΕΙΩΝ (Herakleion) in oro. Ornamenti esteriori da Città.[12]»

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Decreto del Presidente della Repubblica[13]»
— 15 settembre 1988
Bandiera Blu delle spiagge - nastrino per uniforme ordinaria
— 10 maggio 2021
Lungomare "sinistro" di Policoro

Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali

[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica

[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Etnie e minoranze straniere

[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera residente a Policoro era composta da 1668 persone, pari al 9,3% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

I film girati nel territorio di Policoro, sono[15]:

Eventi culturali

[modifica | modifica wikitesto]
  • Blues in Town: organizzato annualmente dall'associazione culturale La Mela di Odessa, questo festival estivo, nato nel 2004.[16]
  • Policoro in Swing: ideato e organizzato dall'associazione culturale ALIA fino al 2015 e successivamente dall'associazione culturale Vintage Routes, dal 2013 si tiene ogni anno alla fine di agosto.
  • Balloon - Festival del fumetto e della letteratura per ragazzi: è una rassegna culturale estiva nata nel 2012.[17]
  • Vivi Heraclea: organizzato annualmente dall'associazione culturale I Colori dell'Anima, questa rassegna estiva si svolge nel parco archeologico del museo nazionale della Siritide.[senza fonte][18]
Porto turistico di Policoro
Policoro, Oasi WWF

Anche se a pochi "passi" dal mare, la città di Policoro ha per lo più una cultura agricola iniziata negli anni sessanta con lo zuccherificio e proseguito col tempo supportata prevalentemente dalle coltivazioni di kiwi e di fragole. Solo negli ultimi anni si è avuto un aumento del turismo grazie anche alle recenti costruzioni di opere turistiche.

  • Agricoltura: di notevole importanza le colture pregiate, soprattutto di fragole, tipiche del Metapontino. Infatti la zona presenta una forte presenza di aziende agricole per il compattamento della frutta. In tal senso le esportazioni verso l'Europa sono il punto forte dell'economia del luogo.
  • Turismo: in fase di forte sviluppo è il turismo balneare e importante è il turismo archeologico: da segnalare, a tal proposito, la presenza del Museo archeologico nazionale della Siritide, che presenta i reperti rinvenuti ad Heraclea secondo un percorso cronologico dal neolitico all'età romana.
  • Industria: le industrie, soprattutto piccole aziende, stanno avendo un notevole sviluppo. Si tratta di aziende tessili, pastifici e della lavorazione del ferro. Sviluppate sono anche le attività commerciali e i servizi.
  • Artigianato: tra le attività più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, legate alla cultura contadina e pastorale. Si tratta di attività per l'arte della ceramica, della porcellana e della terracotta.[19][20][21]

Infrastrutture e trasporti

[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dai seguenti collegamenti stradali e ferroviari:

Amministrazione

[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Primo cittadino Partito Coalizione Periodo
Otello Marsano Democrazia Cristiana DC 22 ottobre 1988 26 settembre 1992
Gerardo Bisogno Commissario prefettizio 27 settembre 1992 7 giugno 1993
Sindaci ad elezione diretta (dal 1993)
Mario Arbia Alleanza Popolare AD 6 giugno 1993 27 aprile 1997
Antonio Di Sanza Indipendente di centro-sinistra Lista civica 27 aprile 1997 27 aprile 2000
Nicolino Lopatriello Forza Italia CdL 13 maggio 2001 29 maggio 2006
Serafino Di Sanza Democratici di Sinistra DS-DL-UDEUR 29 maggio 2006 2 ottobre 2007
Nicolino Lopatriello Forza Italia
Il Popolo della Libertà
PdL-UdC-L. civiche 14 aprile 2008 24 gennaio 2012
Rocco Luigi Leone Il Popolo della Libertà
Fratelli d'Italia
PdL-L. civiche 21 maggio 2012 26 giugno 2017
Enrico Mascia Partito Democratico PD-AP-L. civiche 26 giugno 2017 27 giugno 2022
Enrico Bianco Indipendente di centro-destra Liste civiche 27 giugno 2022 in carica

Policoro è gemellata con:


La città ha avuto fino al campionato 2009 come squadra cittadina il Policoro 2000 Calcio.

Nel campionato 2009-2010 sono invece due le formazioni che rappresentano la città: l'A.S.D. Policoro 2000 e l'A.S.D. Borussia Pleiade, militanti entrambe nell'Eccellenza lucana.

Dal campionato 2010-2011 le due compagini formano una sola squadra che scende in campo, sempre nell'Eccellenza, con il nome di Associazione Sportiva Dilettantistica Policoro Heraclea[22].

Nel campionato 2010/2011 il Centro Sportivo Avis ha ottenuto la promozione nella serie B di calcio a 5. Rinominata Avis Borussia Policoro, gioca attualmente in Serie A2 girone B.

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Dizionario d'ortografia e di pronunzia, su dizionario.rai.it. URL consultato il 20 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).
  4. ^ Classificazione sismica dei comuni lucani Archiviato il 14 gennaio 2009 in Internet Archive.
  5. ^ Tabella climatica[collegamento interrotto]
  6. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani (PDF), su confedilizia.it, 23 novembre 2017.
  7. ^ a b Eraclea, su researchgate.net.
  8. ^ Eraclea (PDF), su researchgate.net.
  9. ^ Castello di Policoro
  10. ^ policoro - Il fuedo di Policoro, su policoroinbasilicata.it.gg. URL consultato il 24 giugno 2020.
  11. ^ Policoro nella geografia urbana della Basilicata (PDF), su consiglio.basilicata.it. URL consultato il 23 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2016).
  12. ^ Stemma di Policoro, su comuni-italiani.it.
  13. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 22 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2016).
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Film girati a Policoro, da imdb.com, su imdb.com. URL consultato il 26 febbraio 2009.
  16. ^ Blues In Town» Blues in TOWN 2013 – X Edizione
  17. ^ FESTA DEL FUMETTO DI POLICORO, i fumettisti disegneranno anche per il pubblico - Cultura / Spettacoli Policoro
  18. ^ Vivi Heraclea, su museosiritide.beniculturali.it.
  19. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  20. ^ Prodotti artigianali della Basilicata, su guidaconsumatore.com. URL consultato il 21 maggio 2016.
  21. ^ L'artigianato, su aptbasilicata.it. URL consultato il 21 maggio 2016 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2016).
  22. ^ Sito ufficiale dell'A.S.D. Policoro Heraclea Archiviato il 13 febbraio 2014 in Internet Archive.
  • Salvatore Bianco, Marcello Tagliente, Il Museo nazionale della siritide di Policoro: archeologia della Basilicata meridionale, Laterza, 1985, ISBN 88-420-2641-7.
  • Luisa Moscati Castelnuovo, Siris tradizione storiografica e momenti della storia di una città della Magna Grecia Collection Latomus: tradizione storiografica e momenti della storia di una città della Magna Grecia, Latomus, 1989, ISBN 2-87031-147-8.
  • Emanuele Greco, Siritide e Metapontino. Storie di due territori coloniali, Centre Jean Bérard, 1991, ISBN 2-903189-57-9.
  • Salvatore Bianco, Il Museo nazionale archeologico della Siritide, Scorpione, 1996.
  • Salvatore Bianco, Greci, Enotri e Lucani nella Basilicata meridionale, Napoli, Electa, 1996.
  • Antonio Signorile, L'Università di Policoro nel XIII secolo, Salerno, Edisud, 2006, ISBN 88-95154-07-X.
  • Nicola Buccolo, Policoro Stella della Magna Grecia, Policoro, 2005.

Voci correlate

[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
Controllo di autoritàVIAF (EN150181357 · SBN ANAL000116 · GND (DE4437819-1 · J9U (ENHE987007562583705171 · WorldCat Identities (ENlccn-n86098133
  Portale Basilicata: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Basilicata