Libera nos a malo (film)

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Libera nos a malo
Paese di produzione Italia
Anno 2008
Durata 75 min
Genere documentario
Regia Fulvio Wetzl
Soggetto Marcello Cozzi, Fulvio Wetzl, Valeria Vaiano
Sceneggiatura Marcello Cozzi, Fulvio Wetzl, Valeria Vaiano
Produttore Fulvio Wetzl e Valeria Vaiano per Vawe-un'onda anomala nel cinema italiano e Marcello Cozzi per Libera-Associazioni,nomi e numeri contro le mafie
Fotografia Paola Carbone
Montaggio Fulvio Wetzl
Musiche Giovanni Fusco
Interpreti e personaggi
  • Marcello Cozzi
  • Ermenegildo Claps
  • Filomena Claps
  • Olimpia Fuina Orioli
  • Gerardo Melchionda
  • Fabio Amendolara
  • Marco Travaglio
  • Gianloreto Carbone
  • Pietro Forgione
  • Don Luigi Ciotti

Libera nos a malo è un film documentario del 2008, diretto dal regista Fulvio Wetzl.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'opera ripercorre, con un'intervista a Don Marcello Cozzi, responsabile di Libera Basilicata, ripercorriamo i delitti e le sparizioni, irrisolti da anni, di una regione del Sud Italia, la Basilicata, a torto considerata "isola felice", perché a differenza delle regioni circostanti, ciascuna caratterizzata da criminalità organizzate autonome (camorra in Campania, 'ndrangheta in Calabria, Sacra Corona Unita in Puglia), non ha una criminalità propria.

Si passano in rassegna alcuni casi molto conosciuti, come la sparizione di Elisa Claps 16 anni fa a Potenza, andando a messa, rievocata, ripercorrendo l'ipotetico tragitto della ragazza prima della sparizione, insieme alla mamma Filomena Claps e al fratello Ermenegildo Claps. Altro caso conosciuto, la "morte per folgorazione" nella vasca da bagno dei fidanzatini di Policoro, Luca e Marirosa, 22 anni fa, attraverso l'appassionata rievocazione della madre del ragazzo Olimpia Fuina Orioli, da cui si evince, senza ombra di dubbio, come l'incidente sia stato un duplice omicidio, mascherato per il coinvolgimento di familiari di "poteri forti" locali. Con il giornalista del Quotidiano della Basilicata Fabio Amendolara e con l'ex sindaco di Nemoli Gerardo Melchionda si analizzano altri delitti irrisolti: la sparizione di Maria Antonietta Flora, maestra elementare di 24 anni, la cui utilitaria fu ritrovata vuota e accesa in una piazzola d'emergenza dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria; l'imprenditore Domenico Di Lascio, ucciso a colpi di pistola nel suo ufficio; Il camionista Vincenzo De Mare, ucciso a Scanzano Ionico, probabilmente perché si rifiutò di trasportare rifiuti tossici; i coniugi Gianfredi, freddati con tipica tecnica mafiosa, davanti ai figli al parco Aurora di Potenza. Il quadro che ne viene fuori è quello di una regione che, pur non producendo una mafia indigena, è stata infiltrata dalle mafie circostanti. Una regione però che, grazie anche al lavoro per tener desta la memoria fatto dall'associazione Libera, e alla pertinacia civile di familiari ostinati, si rifiuta di far calare il silenzio su omicidi e sparizioni, indegni di una società civile.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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