Abbazia di San Venerio

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Abbazia di San Venerio
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàIsola del Tino (Porto Venere)
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Spezia-Sarzana-Brugnato
Inizio costruzioneVII secolo
CompletamentoXI secolo

Coordinate: 44°01′38.73″N 9°51′03.95″E / 44.027425°N 9.851097°E44.027425; 9.851097

L'abbazia di San Venerio, è un edificio religioso situato sull'isola del Tino a Porto Venere, nel golfo dei Poeti in provincia della Spezia.

Il complesso, così come l'isola, non è visitabile in quanto zona militare e le uniche eccezioni sono concesse per la festività di san Venerio il 13 settembre e la domenica successiva.

Cenni storici e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Una prima cappella votiva fu edificata [1] nel VII secolo sul luogo dove fu ritrovato il corpo di san Venerio, santo eremita nativo della Palmaria, isola maggiore dell'arcipelago spezzino.[1].

L'abbazia successiva fu invece edificata, quale trasformazione della prima cappella, dai monaci benedettini nell'XI secolo[1] , salvo poi essere abbandonata dai successivi monaci Olivetani nel XV secolo[1] (che si trasferirono in un nuovo insediamento monastico nella zona del Varignano[2] ) e quindi cadere in una lenta decadenza strutturale[1].
Dell'antico edificio medievale rimangono visibili la facciata e i muri perimetrali della chiesa e del chiostro in stile romanico[1].

Panorama dell'isola del Tino

In epoca contemporanea[2] sono stati eseguiti scavi archeologici ed indagini sulla struttura da parte della Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria, i quali hanno accertato e attestato[2], soprattutto nella zona absidale, la datazione del sito all'Alto Medioevo e ad un periodo riferibile tra il V e il VI secolo[2].

Nel convento degli olivetani ha sede il museo archeologico dell'Isola del Tino[2] dove tra gli oggetti esposti si conservano anfore, monete romane ed altri manufatti dei monaci come boccali in graffita policroma e un catino in maiolica[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Fonte dalla Guida d'Italia-Liguria del Touring Club Italiano, Milano, Mondadori, 2007.
  2. ^ a b c d e f Fonte dal sito della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, su archeoge.beniculturali.it. URL consultato il 18 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]