Santuario della Madonna Bianca

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Santuario della Madonna Bianca
Santuario della Madonna Bianca.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàPorto Venere
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Spezia-Sarzana-Brugnato
Consacrazione1130
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzione1098
CompletamentoXII secolo

Coordinate: 44°03′02.58″N 9°50′00.8″E / 44.050717°N 9.833556°E44.050717; 9.833556

Il santuario della Madonna Bianca, già chiesa parrocchiale di San Lorenzo, è un edificio religioso sito tra via della Chiesa e piazza San Lorenzo a Porto Venere, nel golfo dei Poeti in provincia della Spezia. Situato in posizione dominante il centro storico e vicino al castello Doria, il santuario è sede della parrocchia dei Santi Pietro e Lorenzo della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.

La Madonna Bianca, festeggiata solennemente il 17 agosto, è patrona della comunità di Porto Venere[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa

Secondo le fonti storiche l'originaria chiesa fu eretta a partire dal 1098 per opera dei genovesi, seguendo lo stile romanico, in un luogo dove in antichità sorgeva probabilmente un tempio dedicato a Giove; l'edificio verrà consacrato nel 1130 da papa Innocenzo II[1]. Alla fine del XIV secolo erediterà il titolo parrocchiale dalla chiesa di San Pietro[1].

Nel 1340 vi si sviluppò un incendio che danneggiò la chiesa che, nel 1494, venne parzialmente distrutta dall'incursione degli aragonesi. Per tali motivi la chiesa fu sottoposta a continui restauri in un periodo che va dal 1494 al 1582.

Questi interventi di restauro consistettero nella sostituzione delle colonne in marmo portoro con colonne in marmo bianco, nella demolizione della torre nolare del presbiterio e relativa sostituzione con cupola ottagonale, ricostruzione del campanile a fianco dell'abside e sostituzione di quest'ultimo con un coro quadrato allungato.

La Madonna Bianca[modifica | modifica wikitesto]

Il culto religioso verso la Madonna Bianca è legato ad un evento miracoloso, così come racconta la leggenda popolare, verificatosi nel 1399 durante l'occupazione francese nel borgo marinaro portovenerese invaso dalla peste. La tradizione afferma che un certo Lucciardo, un paesano, invocò davanti ad un'immagine raffigurante la Vergine Maria la liberazione di tale malattia e, improvvisamente, i colori del quadro s'illuminarono splendendo. Vedendo nello strano fenomeno un probabile evento miracoloso, legato alla sparizione della pestilenza attribuita alla Madonna, il dipinto fu trasportato nella vicina chiesa di San Lorenzo dando inizio alla devozione dei fedeli verso l'immagine e verso la Madonna Bianca, intitolazione derivante dal chiarore della pelle raffigurato nel dipinto, patrona della comunità.

Annualmente in occasione della festa patronale di Porto Venere, celebrata il 17 agosto e dedicata alla Madonna Bianca, per le vie del borgo si svolge alla sera una fiaccolata processionale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Particolare della lunetta sopra il portale con la raffigurazione del martirio di san Lorenzo
Il campanile e la cupola esterna

All'interno è ancora oggi conservato in una cappella il presunto quadro miracoloso ritraente la Vergine Maria - dipinta su una pergamena - denominata Madonna Bianca per il chiarore della pelle. Il dipinto, la cui storia è sintetizzata in un manoscritto del 1672, raffigura Maria seduta sul trono con il Bambino Gesù reggente un rotolo di carta con la scritta Madre, quel che te piace mi contenta pur chel peccator dal mar far si penta.

Nel quadro sono inoltre raffigurati due santi, il primo identificabile in san Cristoforo mentre il secondo - aggiunto in seguito - è ancora oggi sconosciuto.

Secondo un accurato restauro, effettuato recentemente, l'opera pittorica sarebbe risalente al XIV secolo e solo in seguito colorato con colori a tempera. L'immagine è collocata al centro di un'ancóna dello scultore Mino da Fiesole.
Sono altresì conservati oggetti e arredi del XIV e XVI secolo[1] e opere pittoriche come il trittico del Crocifisso raffigurante la Vergine Maria con san Giovanni ai piedi della croce di Gesù[1] o il polittico di san Martino[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Fonte dal sito turistico della Provincia della Spezia, su turismoprovincia.laspezia.it. URL consultato il 17 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale l'8 january 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Meriana, Guida ai Santuari in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990, ISBN 88-7058-361-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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