Carlo Alberto Biggini

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Carlo Alberto Biggini
Biggini.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIX

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione dei prodotti tessili

Ministro dell'Educazione Nazionale della Repubblica Sociale Italiana
Durata mandato 23 settembre 1943 -
25 aprile 1945
Predecessore nessuno
Successore nessuno
Coalizione Governo Mussolini della RSI

Dati generali
Partito politico PNF
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza e laurea in scienze politiche
Professione Docente universitario

Carlo Alberto Biggini (Sarzana, 9 dicembre 1902Padova, 19 novembre 1945) è stato un politico e accademico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del politico Ugo Biggini e di Maria Accorsi, nel 1920 aderisce alle avanguardie giovanili di Sarzana (SP) e nel 1925 dà la sua adesione al manifesto intellettuale fascista. Si laurea in Giurisprudenza presso l'Università di Genova, in tale periodo (1926-1928) collabora con la rivista Pietre. Nel 1929, Biggini si laurea anche in scienze politiche ed amministrative presso l'università di Torino, mentre nel 1930 ottiene il diploma di perfezionamento presso la scuola superiore di scienze corporative presso l'università di Pisa.

Nel 1932 consegue la libera docenza in diritto costituzionale e comparato e di dottrina generale dello Stato presso l'università di Sassari. Nel 1936 consegue l'ordinariato nel concorso di Cagliari, in cui la terna vincitrice lo vide promosso insieme a Costantino Mortati ed Agostino Origone[1]. Nel 1938 si trasferisce presso l'ateneo di Pisa, dove nel 1941 diviene rettore.

In questi anni collabora con varie riviste: Rivista internazionale di filosofia del diritto (1929-1932), Rivista di scienze politiche e giuridiche: lo Stato (1930), Archivio di storia della filosofia (1932), Archivio di studi corporativi (1932-1942), di cui assume la direzione dopo la sua chiamata all'università di Pisa, L'economia italiana (1934), Nuovi studi di diritto, economia e politica (1929-1930), Studi sassaresi (1935-1936), Terra e Lavoro (1935) e a riviste politiche di vario orientamento fascista (Dottrina fascista, L'ordine corporativo, Origini, Politica sociale, La Terra).

Per quanto concerne l'attività politica, Biggini nutriva una vera e propria devozione per Benito Mussolini, mentre ebbe rapporti maggiormente contrastati con gli esponenti spezzini. Nel 1934 viene eletto deputato per il collegio unico nazionale e nominato membro della corporazione olearia in rappresentanza dei lavoratori dell'agricoltura, in seguito, nel 1937, membro parlamentare per la riforma dei codici, quindi presidente di commissione nell'istituto di rapporti culturali con l'estero, presidente del consiglio direttivo delle scuole superiori del partito e consulente giuridico del ministero degli Esteri per l'Albania. Consigliere nazionale nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni nel 1939, dalla corporazione olearia fu trasferito poi in quella dei tessili.

Dopo aver partecipato alla campagna d'Africa e a quella di Grecia (per cui ottenne una medaglia di bronzo postuma), Biggini assume la carica di ispettore generale del Partito Nazionale Fascista. Nel 1943 viene nominato Ministro dell'Educazione Nazionale, membro del Gran Consiglio e del direttorio nazionale del partito. In occasione della seduta del 24-25 luglio, Biggini non firma l'ordine del giorno Grandi, riaffermando la sua lealtà verso Mussolini, affermando che sarebbe stato impossibile scindere le responsabilità degli oppositori da quelle del Duce.

Dopo l’8 settembre, Biggini viene raggiunto dall'invito ad entrare a far parte della Repubblica Sociale Italiana. Accetta dopo un primo rifiuto, dettato dal dubbio di entrare in realtà a far parte di un governo fantasma. Il 23 settembre diviene così Ministro dell'Educazione Nazionale. Tra i suoi primi atti, il mantenimento in carica dei rettori nominati dal governo Badoglio e la sua presenza al discorso d'inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Padova tenuto dal rettore Marchesi. Il 20 dicembre, Biggini emana un decreto attraverso il quale sottopone a revisione i ruoli degli insegnanti universitari e liberi docenti che avevano ottenuto i loro titoli per motivi esclusivamente politici durante il ventennio ottenendo che gli insegnanti vengano esonerati dal giuramento di fedeltà alla Repubblica di Salò.

Il 18 giugno 1944 modifica l'ordinamento delle scuole medie, che viene soppressa e sostituita da tre classi di ginnasio, dopo le quali si poteva accedere al liceo classico, scientifico, artistico e magistrale. Biggini si impegna inoltre per la difesa del patrimonio artistico, oggetto di interesse soprattutto da parte dei tedeschi.

La politica svolta da Biggini nell'ambito scolastico trova opposizioni negli ambiti più oltranzisti del fascismo, che sollevano lamentele presso lo stesso Mussolini. La stima del Duce nei confronti del Biggini rimane però inalterata, al punto che al Ministro viene affidato il compito di redigere un progetto costituzionale della repubblica sociale[2]. Il 25 aprile 1945 Biggini è a Padova, presso la sede del suo dicastero, dove anche grazie alla protezione di alcuni autorevoli antifascisti che aveva contribuito a salvare, supera la fase più critica del dopo-liberazione.

Viene ricoverato presso la clinica San Camillo di Padova, dove muore il 19 novembre 1945, poco prima di compiere 43 anni, con una diagnosi di tumore al pancreas.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Biggini, Carlo Alberto, Storia inedita della conciliazione. Con 16 fac-simili e 3 tavole fuori testo. Milano, Garzanti, 1942.
  • Biggini, Carlo Alberto, Il pensiero politico di Pellegrino Rossi di fronte ai problemi del risorgimento italiano. Roma, Vittoriano, 1937.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fulco Lanchester, Santi Romano e le ideologie giuridiche italiane nella transizione allo Stato di massa, in RIVISTA AIC N°: 4/2011, p. 8 (06/12/2011).
  2. ^ Martone, Luciano, Guerra civile e diritto : una costituzione per la Repubblica di Mussolini, Giornale di storia costituzionale. II semestre, 2008 (Macerata : EUM-Edizioni Università di Macerata).
  3. ^ La strana moprte di Biggini, su ilgiornaleditalia.org, 8 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mussolini e il Professore. Vita e diari di Carlo Alberto Biggini, Mursia, 1983, ISBN 9788842543251.
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Annibale Evaristo Breccia 1941 - 1943 Remo De Fazi
Controllo di autoritàVIAF: (EN41833619 · ISNI: (EN0000 0000 8346 7263 · SBN: IT\ICCU\RAVV\071517 · LCCN: (ENn85812252 · BNF: (FRcb11235049t (data)