Balbino Giuliano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Balbino Giuliano
Balbino Giuliano.gif

Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d'Italia
Durata mandato 12 settembre 1929 –
20 luglio 1932
Monarca Vittorio Emanuele III di Savoia
Primo ministro Benito Mussolini
Predecessore Giuseppe Belluzzo
Successore Francesco Ercole
Legislature XXVIII

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 1º marzo 1934 –
Incarichi parlamentari
  • membro della commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (28 gennaio 1935 - 2 marzo 1939)
  • membro della commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori (22 ottobre 1935 - 2 marzo 1939)
  • membro della commissione per l'istituzione della Camera dei fasci e delle corporazioni (15 dicembre 1938)
  • membro della commissione dell'educazione nazionale e della cultura popolare (17 aprile 1939 - 5 agosto 1943)
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII, XXVIII
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Titolo di studio Laurea in lettere, Laurea in filosofia
Professione Docente universitario

Balbino Giuliano (Fossano, 4 gennaio 1879Roma, 13 giugno 1958) è stato un politico e storico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in lettere e filosofia all'Università di Torino, fu insegnante di Piero Gobetti al Liceo classico Vincenzo Gioberti. Nel 1925 ebbe poi inizio la sua carriera nel mondo accademico che lo portò ad essere docente. Insegnò:

Dal 1935 al 1940 fu anche preside della facoltà di lettere e filosofia nell'ateneo della Capitale.

Benché nel 1904 fosse stato iniziato in Massoneria nella Loggia "Valle del Chiento" di Camerino (Macerata)[1], in seguito aveva aderito al fascismo e venne venne eletto deputato per il Partito Nazionale Fascista nel 1924 e nel 1929. Sottosegretario di Stato al Ministero della pubblica istruzione dal 1924 al 1925, ebbe l'incarico di ministro dell'Educazione Nazionale del governo Mussolini dal 1929 al 1932: fu egli ad imporre ai professori universitari il giuramento di fedeltà al regime, che venne sottoscritto da tutti i docenti tranne circa dodici.

Nominato senatore del Regno nel 1934, dopo la caduta del fascismo si ritirò a vita privata. Nel dopoguerra fu deferito all'Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo ma beneficiò dell'amnistia Togliatti e non subì alcuna condanna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ V. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.147.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 22 luglio 1923
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 30 novembre 1924
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 3 gennaio 1932
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 30 dicembre 1929
Controllo di autorità VIAF: (EN39763867
Predecessore Ministro dell'Educazione Nazionale del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Giuseppe Belluzzo 12 settembre 1929 - 20 luglio 1932
governo Mussolini
Francesco Ercole