Arrigo Solmi

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Arrigo Solmi
Arrigo Solmi.gif

Ministro di Grazia e Giustizia
Durata mandato 24 gennaio 1935 –
12 luglio 1939
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Pietro De Francisci
Successore Dino Grandi

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Educazione Nazionale
Durata mandato 20 luglio 1932 –
24 gennaio 1935
Presidente Benito Mussolini

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXX
Incarichi parlamentari
  • sottosegretario di Stato al Ministero dell'educazione nazionale
  • Ministro di grazia e giustizia

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII, XXVIII, XXIX

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Membri del Gran Consiglio del Fascismo

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Docente universitario

Arrigo Solmi (Finale Emilia, 27 gennaio 1873Roma, 5 marzo 1944) è stato uno storico, giurista e accademico italiano.

Fu Ministro di Grazia e Giustizia del governo Mussolini dal 24 gennaio 1935 al 12 luglio 1939.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu professore di Storia del diritto italiano nelle Università di Camerino, Cagliari, Siena, Parma e Pavia; poi di Scienze politiche nell'Università di Milano e, infine, di Diritto nell'Università di Roma.

Aderì al fascismo e fu eletto deputato del Regno nel 1924 per il PNF, riconfermato nel 1929[1]. Accademico dei Lincei, nel 1925 fu tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti.

Fu sottosegretario all'Educazione nazionale dal 1932 al 1935. Riconfermato ancora alla Camera, divenne ministro guardasigilli dal 1935 al 1939. Membro del Gran consiglio del fascismo. Nel marzo 1939 divenne consigliere nazionale della Camera dei fasci e delle corporazioni[2], fino alla sua nomina al Senato del Regno nel dicembre 1939[3].

Scrisse un'apprezzata Storia del Diritto italiano e saggi di storia del Risorgimento sostenendo il carattere nazionale di esso. Si occupò anche di studi di politica estera (Italia e Francia) con ispirazione nazionalistica. Studioso di Dante, ne indagò particolarmente la dottrina politica in un'importante serie di studi.

Importanti, infine, anche i suoi scritti di storia e di diritto medievali, dei rapporti fra Stato e Chiesa, del diritto sardo, della storia delle associazioni italiane, della storia di Piacenza e Milano, e altri, rivelando un'ecletticità di temi veramente notevole.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia del diritto italiano, (1' ed. 1908; 3' ed. 1930)
  • Il pensiero politico di Dante, 1922
  • Discorsi sulla storia d'Italia, Firenze, La Nuova Italia, 1935 (Sancasciano Pesa: Tip. F.lli Stianti)
  • Ciro Menotti e l'idea unitaria nell'insurrezione del 1831, 1931;
  • L'idea dell'unità italiana nell'età napoleonica, 1935
  • L'amministrazione finanziaria del Regno italico, 1932;
  • Contributi alla storia del diritto comune, 1937;
  • Studi storici sulle istituzioni della Sardegna nel Medioevo, 1917

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

Predecessore Ministro della Giustizia del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Pietro De Francisci 24 gennaio 1935 - 12 luglio 1939 Dino Grandi
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Educazione Nazionale Successore Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
- 20 luglio 1932 - 24 gennaio 1935 -
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