Stefano Cavazzoni

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Stefano Cavazzoni
Stefano Cavazzoni.gif

Ministro del Lavoro e Previdenza sociale del Regno d'Italia
Durata mandato 31 ottobre 1922 –
27 aprile 1923
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Arnaldo Dello Sbarba
Successore accorpato al Ministero dell'Economia Nazionale

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 21 gennaio 1929 –
Legislature XXVII
Incarichi parlamentari
  • Membro supplente della Commissione d'accusa dell'Alta Corte di Giustizia (27 dicembre 1929-19 gennaio 1934)
  • Membro della Commissione per l'esame delle tariffe doganali e dei trattati di commercio (8 marzo 1930-19 gennaio 1934)
  • Membro ordinario della Commissione d'accusa dell'Alta Corte di Giustizia (1º maggio 1934-2 marzo 1939)
  • Membro della Commissione degli affari esteri, degli scambi commerciali e della legislazione doganale (17 aprile 1939-5 agosto 1943)
  • Membro della Commissione dell'economia corporativa e dell'autarchia (17 aprile 1939-28 gennaio 1940)
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXV, XXVI, XXVII
Gruppo
parlamentare
Gruppo popolare
Collegio Milano
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Popolare Italiano (1919)
Titolo di studio Autodidatta
Professione Industriale

Stefano Cavazzoni (Guastalla, 1º agosto 1881Milano, 30 maggio 1951) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Industriale, fu eletto consigliere comunale di Milano nel 1904 e consigliere provinciale nel 1911 in liste clerico-moderate. Prese parte come soldato semplice alla prima guerra mondiale, venendo promosso nel 1918 sottotenente per meriti di guerra.

Nel primo dopoguerra fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano e venne eletto deputato alla Camera del Regno nel 1919, dove fu segretario del gruppo parlamentare, e nel 1921 [1]. Esponente della corrente di destra del partito, venne scelto dopo la marcia su Roma, tra i popolari, come Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel primo governo Mussolini[2] e tenne l'incarico dal 31 ottobre 1922 al 27 aprile 1923. Il 25 luglio 1923 fu espulso dal PPI.

Nel 1924 accettò di candidarsi nel Listone Mussolini e confermò il suo scranno alla Camera dei deputati. Il 21 gennaio del 1929 fu nominato senatore del Regno[3] e fu sempre sostenitore del governo fascista. Nel 1932 operò il salvataggio di piccole banche lombarde coinvolte nella crisi del 1929, fondando la Banca Provinciale Lombarda, è affidando l'incarico di direttore generale a Giovanni Goisis.

Dal 1933 al 1943 fu rappresentante del governo nel Consiglio d'amministrazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e nel 1940 si iscrisse, come ex combattente, al Partito Nazionale Fascista[4].

Nell'agosto 1944 fu deferito all'Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo, con la seguente accusa:

« Senatori ritenuti responsabili di aver mantenuto il fascismo e resa possibile la guerra sia coi loro voti, sia con azioni individuali, tra cui la propaganda esercitata fuori e dentro il Senato »

e fu dichiarato decaduto dal Senato nel settembre 1945. Negli ultimi anni della sua vita divenne un militante della Democrazia Cristiana; fondò anche l'associazione "Amici di Don Orione", di cui fu presidente. Stefano Cavazzoni è sepolto nella cripta della parrocchia Orionina di San Benedetto (Milano).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Controllo di autorità VIAF: (EN88993608 · ISNI: (EN0000 0000 6295 6682 · SBN: IT\ICCU\UFIV\148050 · LCCN: (ENn2014183699 · BAV: ADV10239943