Gioacchino Volpe

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Gioacchino Volpe
Gioacchino Volpe.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXVII
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio laurea
Professione storico, docente universitario

Gioacchino Volpe (Paganica, 16 febbraio 1876Santarcangelo di Romagna, 1º ottobre 1971) è stato uno storico e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Finite le scuole elementari, si trasferì a l'Aquila, per continuare gli studi, e poi a Santarcangelo di Romagna con tutta la famiglia. Conseguita la maturità, nel 1895 si iscrisse all'Università di Pisa, presso la Scuola Normale, e fu allievo di Amedeo Crivellucci, con cui discusse la tesi di laurea e sulla cui rivista Studi storici pubblicò i suoi primi lavori dedicati alla storia di Pisa medievale. A Pisa conobbe Giovanni Gentile, anch'egli allievo del Crivellucci. Dal 1906 fu professore di storia moderna nell'Accademia scientifico-letteraria di Milano. Prende parte come ufficiale alla prima guerra mondiale, ricevendo una medaglia d'argento al valore. Prima, durante e dopo la Prima guerra mondiale partecipa attivamente al dibattito politico e culturale italiano.

Nel 1919 è, insieme a Luigi Einaudi e Giovanni Gentile, tra i firmatari del manifesto del Gruppo Nazionale Liberale romano, che, insieme ad altri gruppi nazionalisti e di ex combattenti forma l'Alleanza Nazionale per le elezioni politiche, il cui programma politico prevede la rivendicazione di uno «Stato forte», anche se provvisto di larghe autonomie regionali e comunali, capace di combattere la metastasi burocratica, i protezionismi, le aperture democratiche alla Nitti, rivelatosi «inetto a tutelare i supremi interessi della Nazione, incapace di cogliere e tanto meno interpretare i sentimenti più schietti e nobili» [1] Di orientamento liberal-nazionalista e monarchico si avvicinò nel dopoguerra al fascismo.

Fu eletto nel cosiddetto listone fascista al Parlamento nella XXVII legislatura, dal 1924 al 1929[2]. Nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali fascisti. Dal 1924 al 1940 è professore di storia moderna poi nell'Università di Roma. Durante il regime fascista svolse un ruolo importante. Si adoperò presso Mussolini per la liberazione dal confino e la concessione del passaporto a Nello Rosselli, suo vecchio allievo, e ad alcuni amici dei Rosselli, tra cui Piero Calamandrei.

Diresse fino al 1943 la Scuola di storia moderna e contemporanea e fu direttore della sezione storia medievale[3] e moderna dell'Enciclopedia Italiana dal 1925 al 1937.

Fu segretario generale dell'Accademia d'Italia dal 1929 al 1934 e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei dal 1935 al 1946. Dopo l'armistizio di Cassibile aderì alla Repubblica Sociale Italiana[4] e per questo, alla fine della guerra, fu allontanato dall'insegnamento e si dedicò completamente agli studi storici.

Il sovrano Umberto II, dall'esilio, lo insignì dell'Ordine al merito civile di Savoia per meriti scientifici, in seguito gli fu attribuito dallo stesso Umberto il titolo di conte. Il figlio primogenito Giovanni fu un noto editore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Gli interessi storiografici del Volpe si concentrano, agli inizi della sua attività, soprattutto sul Comune medievale e sui conflitti sociali presenti al suo interno. Dopo la Prima Guerra mondiale, i suoi interessi si spostano dai temi sociali ed economico-giuridici, che pure non vengono rinnegati, a quelli politici[5]. La questione della Nazione diviene fondamentale, mentre la sua attenzione si sposta gradualmente dal Medioevo, su cui pure continua a scrivere, all'Età Contemporanea. Formatosi alla scuola positivista del Crivellucci, i suoi lavori furono inizialmente contrassegnati, in special modo prima della Grande Guerra, da una forte considerazione dei fattori economico-sociali delle vicende storiche. Il suo opus magnum è considerato L'Italia moderna, pubblicato in 3 volumi tra il 1949 e il 1952.

  • Caporetto, Roma: Gherardo Casini Editore, 1966.
  • Corsica. Milano: Istit. Edit. Scientifico, 1927.
  • Francesco Crispi. Venezia: La nuova Italia, 1928.
  • Guerra, dopoguerra, fascismo. Venezia: La nuova Italia, 1928.
  • L'impresa di Tripoli (1911-12). Roma: Ed. Leonardo, 1946.
  • L'Italia che fu: come un italiano la vide, sentì, amò . Milano: Le edizioni del Borghese, stampa 1961.
  • L'Italia in cammino: l'ultimo cinquantennio. Milano: Treves, 1927 (ripubblicato varie volte: nel 1973 dalle Edizioni Volpe, nel 1991 da Laterza a cura di Giovanni Belardelli e nel 2010 da Donzelli a cura di Salvatore Lupo).
  • L'Italia nella Triplice alleanza (1882-1915). Milano: Istituto per gli studi di politica internazionale, 1939 e 1940.
  • L'Italia moderna. Firenze: Sansoni, 1949-1952.
  • Lo sviluppo storico del Fascismo. Palermo: Sandron, 1928
  • Lunigiana medievale: storia di vescovi signori, di istituti comunali, di rapporti tra Stato e Chiesa nelle città italiane nei secoli 11.-15. Firenze: La voce, 1923.
  • Il Medioevo. Firenze: Vallecchi, 1927 [ripubblicato da Sansoni nel 1958].
  • Medio Evo italiano. Firenze: Vallecchi, stampa 1923. Ripubblicato da Laterza nel 2003 con una introduzione di Cinzio Violante.
  • Movimenti religiosi e sette ereticali nella società medievale italiana: secoli 11.-14. Firenze: Vallecchi, stampa 1922 (2ª ed. 1926, ripubblicato più volte a Firenze da Sansoni - 1961, 1971, 1972, 1977 - e da ultimo nel 1997 a Roma dall'Editore Donzelli nel 1997, con introduzione di Cinzio Violante).
  • Pacifismo e storia. Roma: Istituto Nazionale Fascista di Cultura, 1933
  • Ritorno al paese: Paganica: memorie minime. Roma: Tip. A. Urbinati, 1963.
  • Scritti sul fascismo: 1919-1938; con prefazione di Piero Buscaroli. Roma: Volpe, 1976.
  • Storia del movimento fascista. Milano: Istituto per gli studi di politica internazionale, 1939 e 1943.
  • Storia della Corsica italiana. Milano: Istituto per gli studi di politica internazionale, 1939.
  • Storici e maestri. Firenze: Vallecchi 1924 (Nuova ed. accresciuta Firenze: Sansoni, 1967).
  • Studi sulle istituzioni comunali a Pisa. Nuova ed. Firenze: Sansoni, 1970.
  • Toscana medievale: Massa Marittima, Volterra, Sarzana. Firenze: Sansoni, 1964.
  • Volterra: storia di Vescovi signori, di istituti comunali, di rapporti tra Stato e Chiesa nelle città italiane nei secoli 11.-15. Firenze: La Voce, 1923.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manifesto cit. in Eugenio Di Rienzo, Storia d'Italia e identità nazionale. Dalla Grande Guerra alla Repubblica, Firenze, Le Lettere, 2006, p. 71-72
  2. ^ Storia Camera
  3. ^ V. Volpe, Gioacchino Scrittori politici all'inizio dell'Età moderna : Marsilio da Padova, Nuova rivista storica : XCII, 1, 2008, Roma : Società editrice Dante Alighieri, 2008.
  4. ^ Renzo De Felice, Mussolini l'alleato, vol. II "La guerra civile (1943-1945)", Einaudi, Torino, 1997, p. 112n
  5. ^ Angela Crea, Il Medioevo di Gioacchino Volpe nella storiografia successiva agli anni Venti, “Aevum”, 72, 1998, pp. pp. 781-783.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, gioacchinovolpe.it.
  • Gioacchino Volpe, Genesi del Fascismo (PDF) (PDF), cursushonorum.files.wordpress.com. URL consultato il 13 settembre 2014.
  • Vólpe, Gioacchino, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 13 settembre 2014.
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