Cesare Maria De Vecchi

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Cesare Maria De Vecchi
Cesare Maria De Vecchi.jpg
14 novembre 1884 - 23 giugno 1959
Nato a Casale Monferrato
Morto a Roma
Cause della morte morte naturale
Religione Cattolicesimo
Dati militari
Paese servito Italia Regno d'Italia
Forza armata Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
Arma Esercito
MVSN
Anni di servizio 1923 - 1943
Grado MVSN-Comandante generale.jpg Comandante generale

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Cesare Maria De Vecchi

Governatore generale della Somalia Italiana
Durata mandato 8 dicembre 1923 - 1º giugno 1928
Predecessore Carlo Ricci
Successore Guido Corni

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza, laurea in lettere e filosofia
Professione Militare, politico
Cesare Maria De Vecchi

Governatore della Colonia delle Isole Italiane dell'Egeo
Durata mandato 2 dicembre 1936 - 9 dicembre 1940
Predecessore Mario Lago
Successore Ettore Bastico

Dati generali
Partito politico PNF
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza, laurea in lettere e filosofia
Professione Militare, politico
sen. Cesare Maria De Vecchi
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Legislatura XXVII
Cesare Maria De Vecchi
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Partito PNF
Legislatura XXVI

Cesare Maria De Vecchi, Conte di Val Cismon (Casale Monferrato, 14 novembre 1884Roma, 23 giugno 1959) è stato un generale e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Laureato in giurisprudenza (1906), e successivamente anche in Lettere e Filosofia (1908), fu un avvocato di successo a Torino e partecipò alla vita culturale della città essendo, per esempio, per ben due volte segretario della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino. Riguardo alla prima guerra mondiale non fu interventista. Prese parte a tutta la guerra fin dal primo giorno essendo già sotto le armi allo scoppio della guerra stessa ed al suo ritorno dal fronte aderì al movimento fascista, di cui rappresentò sempre il volto monarchico e "moderato"[senza fonte].

Presidente degli ex-combattenti torinesi, il 15 maggio 1921 venne eletto deputato nel collegio di Torino; aderì al gruppo fascista di cui fu nominato vice segretario senior, essendone presidente Mussolini e vice segretario junior Costanzo Ciano. Comandante generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale nel 1923, partecipò da quadrumviro alla marcia su Roma, anche se non approvò questa scelta. Egli rappresentò all'interno del movimento fascista l'ala di tendenza monarchica e legittimista.

Fu sostenitore di un governo Salandra con la partecipazione dei fascisti. Sottosegretario all'Assistenza militare e Pensioni di guerra e poi nel 1923 al Tesoro. Dal 21 maggio 1923 al maggio 1928 fu governatore della Somalia Italiana, una carica che lo allontanò dalla scena politica nazionale. Successivamente ottenne il titolo di conte di Val Cismon (in ricordo del combattimento da lui sostenuto insieme a quattro suoi bombardieri al Ponte di Corlo nella Val Cismon nell'ottobre del 1918).

Giunto in Somalia Italiana, De Vecchi, trovò soltanto una parte del paese sotto il controllo del governo coloniale italiano, ed in base ad una legge del governo italiano provvide a portare sotto il controllo diretto anche i territori dei sultanati di Migiurtinia e di Obbia che erano fino ad allora protettorati. Nel 1925 fu nominato senatore dopo un primo tentativo andato a vuoto nel 1924. Dal giugno del 1929 fu il primo ambasciatore presso il Vaticano dopo i Patti Lateranensi, carica che mantenne fino al gennaio del 1935.

Ebbe anche importanti incarichi quale commissario agli archivi di Stato nel 1934 e dalla quale si dimise perché divenuto ministro dell'Educazione Nazionale (24 gennaio 1935-15 novembre 1936). Fu anche presidente della giunta centrale per gli studi storici e della Società Nazionale per la Storia del Risorgimento e fu il fautore di una ipotesi storica che faceva iniziare il Risorgimento con l'assedio di Torino del 1706 e dava particolare importanza alla Casa Savoia in questo movimento politico.

Durante la sua carriera politica ricoprì anche l'incarico di membro della commissione per l'esame dei Patti Lateranensi (16 maggio 1929), membro della commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (27 dicembre 1929-19 gennaio 1934), (1º maggio 1934-24 gennaio 1935. Decaduto), membro della commissione consultiva per la determinazione degli enti che possono proporre candidati alle elezioni politiche (7 dicembre 1932), membro della commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori (22 marzo 1933-19 gennaio 1934), membro della commissione per l'esame del disegno di legge "Costituzione e funzioni delle Corporazioni" (8 gennaio 1934), presidente della commissione per la verifica dei titoli dei nuovi senatori (30 aprile 1934-24 gennaio 1935. Decaduto), membro della commissione per il regolamento interno (1º maggio 1934-24 gennaio 1935. Decaduto), membro della commissione delle Forze Armate (17 aprile 1939-5 agosto 1943).

Nel novembre del 1936 si recò in visita a Rodi, per assistere ad alcune inaugurazioni, al suo ritornò avanzò a Mussolini la richiesta di assumere il governatorato dell'Egeo. Il Duce approvò la richiesta, e De Vecchi divenne "Governatore del Possedimento Italiano delle Isole dell'Egeo", fino al 27 novembre 1940. La motivazione di questo nuovo incarico fuori dall'Italia fu determinata dagli scontri che il De Vecchi ebbe con Starace e Farinacci e pertanto dalla inimicizia del partito nei suoi confronti. Ma anche, come annotò Galeazzo Ciano, dalla necessità di "allontanare l'uomo dall'Italia pur affidandogli una carica prestigiosa".

Il 15 agosto 1940, ben prima della dichiarazione ufficiale italiana di guerra alla Grecia (28 ottobre 1940), il sommergibile italiano Delfino, silurò presso l'isola di Tinos, un vecchio incrociatore leggero greco, l'Helli, che partecipava in rappresentanza del Governo greco ad una festività. Tutto ciò avvenne su ordine preciso e documentato di Mussolini trasmesso con lettera autografa dall'ammiraglio Cavagnari, Sottosegretario alla Marina Militare. Ebbe numerosi attriti con gli stati maggiori e anche con Badoglio allora capo di stato maggiore generale a causa degli scarsi rifornimenti che venivano mandati alle isole e al suo assoluto dissenso sulla guerra alla Grecia.

Nel dicembre del 1940 al suo rientro in Italia, De Vecchi non ebbe più alcun incarico ufficiale sino al luglio del 1943 e rimase solo membro del Gran Consiglio come lo era dalla sua fondazione. Il 24 luglio del 1943 quando, convocato per la seduta del "Gran Consiglio del Fascismo", votò in favore dell'ordine del giorno Grandi, che esautorava Benito Mussolini dal suo ruolo di capo del governo e comandante delle Forze Armate, e assunse il comando della 215ª divisione costiera in Toscana. Per questo, dopo la liberazione di Benito Mussolini e la costituzione della RSI, fu condannato a morte in contumacia durante il processo di Verona. De Vecchi si salvò anche grazie alla protezione dei salesiani che lo tennero nascosto in Italia. Procuratosi un passaporto paraguayano, si trasferì nel giugno 1947 in Argentina.

Oltre alle cariche istituzionali, ricoprì anche quella di presidente dell'Istituto per la storia del Risorgimento (agosto 1933), fu anche socio nazionale dell'Accademia dei Lincei (6 maggio 1935-4 gennaio 1946), nonché presidente della Cassa di risparmio di Torino. Ritornò in Italia solo nel giugno 1949, dopo che la Cassazione aveva cancellato senza rinvio la sentenza della corte d'appello di Roma II Sezione Speciale con la quale era stato condannato ad anni 5 di reclusione, condonati, per aver promosso e diretto la marcia su Roma, con le attenuanti generiche e l'attenuante di cui all'art.7 lett.b DLL 27-7-44 n.159.

Carriera militare e onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Importante fu anche la sua carriera militare, partecipò ad entrambe le guerre mondiali, distinguendosi in entrambe per il suo coraggio. Durante la Grande Guerra fu capitano di artiglieria; durante la seconda guerra mondiale arrivò al grado di generale di brigata. Conquistò sul campo tre volte la medaglia d'argento e due volte quella di bronzo al valor militare.

Tante le onorificenze riconosciutegli in vita, tra queste: Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia 11 giugno 1922, Grande cordone dell'Ordine della Corona d'Italia 18 novembre 1923, Commendatore dell'Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro 17 dicembre 1922, Grande cordone dell'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro 24 giugno 1929, Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia, medaglia di bronzo al valor Civile, Ordine dello Speron d'Oro Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Ulteriori informazioni nella scheda sul database dell'Archivio Storico del Senato, I Senatori d'Italia.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia
Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Cavaliere dell'ordine della Milizia Aurata o dello Speron d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'ordine della Milizia Aurata o dello Speron d'Oro
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Piano
Cavaliere di Gran Croce Magistrale dell'Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Magistrale dell'Ordine di Malta
Medaglia d'argento al valor militare (3 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare (3 volte)
Medaglia di bronzo al valor militare (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare (2 volte)
Medaglia di bronzo al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor civile
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della Marcia su Roma, oro - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della Marcia su Roma, oro
Croce di anzianità di servizio nella Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Croce di anzianità di servizio nella Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Predecessore Governatore Generale della Somalia Italiana Successore Flag of the colony governor of the Kingdom of Italy.svg
Carlo Ricci 8 dicembre 1923 - 1º giugno 1928 Guido Corni
Predecessore Governatore della Colonia delle Isole Italiane dell'Egeo Successore Flag of the colony governor of the Kingdom of Italy.svg
Mario Lago 2 dicembre 1936 - 9 dicembre 1940 Ettore Bastico

Controllo di autorità VIAF: 50024780 LCCN: n86051349