Immunità (diritto)

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L'immunità è l'esenzione da un onere, da un obbligo o da un dovere.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è una parola composta di origine latina, immunitas, inmunitas derivata dall'arcaico munus, ufficio, dovere, compito o prestazione, comunemente usata dai latini per indicare la dispensa da una attività o da imposte e servizi pubblici[1].

Terminologia giuridica[modifica | modifica wikitesto]

L'immunità è una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti giuridici in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono in genere mitigati in presenza di determinate situazioni eccezionali[2]; la definizione di queste situazioni può dipendere da normative interne o da specifici trattati bilaterali o internazionali. I reati "d'opinione" sono l'oggetto principale delle garanzie riconosciute e per questi sono rare le eccezioni ammissibili.

Le immunità si distinguono inoltre per i loro effetti. Alcune di esse estendono le garanzie protettive sino alla non punibilità o al riconoscimento di irresponsabilità per talune fattispecie criminose, o ad altre esenzioni civili, in deroga all'ordinamento ordinario. Più comune è il caso di mera posposizione di alcune conseguenze pratiche delle procedure che riguardano i soggetti riconosciuti immuni.

In alcuni ordinamenti, ad esempio europei, le immunità sono residui di norme talvolta molto antiche[3] che salvaguardavano in genere i monarchi assoluti; in caso di passaggio ad altre forme di Stato, non sempre risultavano abrogate. Queste immunità sono in genere assolute e sempre vigenti, mentre, nei casi in cui risponde ad interessi dello Stato moderno, come ad esempio le immunità parlamentari, l'immunità viene opposta, caso per caso, da uno o più organi dello Stato.

Immunità politica[modifica | modifica wikitesto]

L'immunità politica consiste in genere in una serie di garanzie che gli ordinamenti giuridici riconoscono ai cittadini che rivestono determinate cariche pubbliche, in particolare politiche, sottraendoli, se non alla previsione normativa, all'applicazione almeno immediata dei suoi effetti e giudizi.

Vi sono differenze da paese a paese, ma in genere i principali esponenti politici dei rispettivi paesi non possono essere oggetto di azioni giudiziarie,[4] se non in presenza di gravi condizioni e, spesso, qualsiasi azione giudiziaria avente ad oggetto una persona con responsabilità politiche o di stato, può dover essere sottoposta a preventivo veto e quindi specificamente autorizzata da altro organo dello stato (spesso lo stesso parlamento).

Il principio della norma risiede nell'interesse dell'ordinamento di garantire al politico l'assoluta serenità civile, al riparo da eventuali strumentalizzazioni delle funzioni giudiziarie a fini di pressione, repressione o intimidazione.

Immunità parlamentare europea[modifica | modifica wikitesto]

Il Protocollo di Bruxelles dell'8 aprile 1965 ha riconosciuto ai parlamentari europei le medesime immunità e prerogative di cui godono gli appartenenti al Parlamento del loro Paese.

Nel 2003 la relazione della Commissione giuridica del Parlamento europeo, firmata da Willi Rothley, propose la sostituzione del "sistema plurale" con un'immunità unica, imperniata sull'autorizzazione a procedere operante a richiesta del Parlamento stesso e non della magistratura[5]: il testo, però, non è mai stato consacrato in una modifica dei trattati, pur avendo avuto un voto favorevole del Parlamento europeo.

Immunità previste dal diritto italiano[modifica | modifica wikitesto]

Immunità del presidente della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni, fatta eccezione per i casi di alto tradimento e di attentato alla Costituzione, come stabilito dall'articolo 90 della Costituzione[6], per i quali può esser posto in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, e giudicato dalla Corte Costituzionale, integrata nella sua composizione da 16 cittadini tratti a sorte da un elenco di 45 persone compilato dal Parlamento tra i cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore.

Per gli atti non rientranti nel concetto di atti eseguiti nello svolgimento delle proprie funzioni il Presidente della Repubblica è equiparato a qualsiasi altro cittadino; tuttavia, ragioni di opportunità costituzionale sconsigliano di sottoporre il Presidente al giudizio della magistratura ordinaria, considerata la sua posizione di vertice nel Consiglio superiore della magistratura.

Immunità parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

L'immunità per i parlamentari è stabilita dall'art. 68 della Costituzione, che recita:

« I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza »

(Costituzione della Repubblica Italiana)

È quindi consentito: sottoporre ad indagini i parlamentari senza richiedere l'autorizzazione della Camera di appartenenza, arrestare il parlamentare in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna e mettere in arresto il parlamentare nel caso in cui sia colto nell'atto di commettere un reato per cui è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.

Mentre non è consentito all'autorità giudiziaria, senza la preventiva autorizzazione della Camera: sottoporre a perquisizione personale o domiciliare il parlamentare, arrestare o privare della libertà personale il membro del Parlamento ad eccezione di una sentenza irrevocabile o della flagranza, e procedere ad intercettazioni delle conversazioni o comunicazioni e a sequestro della corrispondenza.

Con la riforma del 1993 si escluse dall'immunità parlamentare il caso in cui un deputato dovesse essere perseguito in virtù di una sentenza di condanna passata in giudicato e si eliminò la necessità dell'autorizzazione a procedere per sottoporlo a procedimento penale.

Altra prerogativa dei parlamentari è l'insindacabilità. Il parlamentare non può essere chiamato a rispondere per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle funzioni (cosiddetta insindacabilità, art. 68, primo comma, Cost. come modificato dalla Legge cost. 29 ottobre 1993 n.3). In altre parole non ha nessuna responsabilità penale, civile, amministrativa o patrimoniale per tali attività. E rispetto ai suoi elettori, è anche esente da "vincolo di mandato".

Secondo la legge n. 140 del 2003 - detta anche legge Boato - la Camera di appartenenza del parlamentare può essere chiamata a pronunciarsi sul fatto che un determinato comportamento rientri o meno nell'ambito di applicazione della insindacabilità. Ove il giudice competente dissenta, il parlamentare può sollevare conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale[7], la quale finora nel merito ha dato ragione alla magistratura in un rapporto di otto ad uno rispetto alle decisioni parlamentari[8], determinando un aggravio del contenzioso contro il quale invano sono state avanzate proposte a palazzo della Consulta[9].

Ma non meno rigorosa - contro l'abuso delle Camere nell'accordare la dichiarazione di insindacabilità[10] - è anche la ricca giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo[11].

L'immunità è concessa al parlamentare in virtù della sua carica pubblica. Qualora egli decada dalla carica, mentre rimane ferma l'insindacabilità relativa al periodo in cui era nell'esercizio delle funzioni[12], cessa la cosiddetta inviolabilità ed il soggetto può tornare a subire i provvedimenti in precedenza soggetti ad autorizzazione.

L'immunità sostanziale per le opinioni espresse e i voti dati non si esaurisce con la fine del mandato del parlamentare, a differenza dell'immunità procedurale, valida solo per il periodo di carica.

Immunità religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Immunità del Papa[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi dell'art. 8 del Trattato del Laterano fra l'Italia e la Santa Sede, la persona del Sommo Pontefice è considerata in Italia sacra ed inviolabile. Si tratta di una immunità assoluta, riconosciuta al Papa in quanto Capo della Chiesa cattolica.

Immunità dei religiosi ed inviolabilità e delle loro sedi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Congregazione dell'immunità ecclesiastica.

Specialmente in epoche passate, ai ministri del culto venivano quasi ovunque riconosciute particolari garanzie che non sono state ritirate in tutti i paesi e quindi ancora vigono in alcuni ordinamenti.

Immunità diplomatica[modifica | modifica wikitesto]

L'immunità diplomatica è l'insieme di trattamenti particolari concessi agli agenti diplomatici accreditati presso uno Stato per l'intero periodo del loro soggiorno in quel Paese.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Immunità diplomatica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il concetto è quindi, prima che medico, di matrice giuridica rinviando ad uno stato del soggetto: Druides militiae vacationem omniumque rerum habent immunitatem. Caes.
  2. ^ Ad esempio in flagranza di reato comune grave l'arresto è quasi in tutti gli ordinamenti consentito sul posto.
  3. ^ Immunità dell'era del feudalismo era il diritto, per i signori di banno, di esercitare un potere sul territorio che controllavano.
  4. ^ Fermo, arresto, reclusione, ispezione, perquisizione.
  5. ^ V. Giampiero Buonomo, Lo scudo di cartone, Rubbettino Editore, 2015, p. 161
, ISBN 9788849844405.
  6. ^ Art. 90 della Costituzione
  7. ^ ((https://www.academia.edu/11435524/Sui_conflitti_di_attribuzioni_in_materia_di_insindacabilità))
  8. ^ V. Giampiero Buonomo, Lo scudo di cartone, Rubbettino Editore, 2015, p. 245
, ISBN 9788849844405
  9. ^ v. Sabino Cassese, Dentro la corte. Diario di un giudice costituzionale, Il Mulino, 2015, citato alla URL ((https://6rc7ba-dm2306.files.1drv.com/y3mC6TAyKQ85HmVUX92mUSOrcTH1Ra-2C-NJhdQUNyBSuNO94IzPuWjuIPgbdcRhRw1ZBtLm_1tvGPi_L_CCyHY7QT_TteHrQ7DOXOBEZ1K6tZpRECgnHNPPaTBLJSY9E4K6UvPV9ufkB_7CATuoeOQWg/recensione%20Corriere%20di%20Roma.pdf?download&psid=1))
  10. ^ ((https://www.academia.edu/11435751/Insindacabilità_parlamentari_senza_contraddittorio))
  11. ^ ((https://www.academia.edu/11434664/Insindacabilità_alla_CEDU_i_casi_Cordova_contro_Italia)), ((https://www.academia.edu/11436081/Insindacabilità_alla_CEDU_caso_Patrono_ed_altri_contro_Italia)), ((https://www.academia.edu/11436010/Insindacabilità_alla_CEDU_il_caso_De_Jorio_contro_Italia)).
  12. ^ Quindi, in sostanza, per le opinioni e per i voti che ha espresso nella sua qualità di parlamentare: "eppure più volte le Camere sono state chiamate a pronunciarsi su istanze di declaratoria di insindacabilità per fatti avvenuti in una data in cui l’interessato non rivestiva la carica di parlamentare: conseguentemente, la Giunta competente prese atto che non vi era luogo a procedere" (v. Giampiero Buonomo, Lo scudo di cartone, Rubbettino Editore, 2015, p. 71, n. 35
, ISBN 9788849844405).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angiolini V., Tre dubbi sul comma primo dell'art. 68 Cost., Milano, Giuffrè, 2001.
  • Zagrebelsky G., Le immunità parlamentari, Torino, Einaudi, 1979.


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