Contratto di acquisto della Baia di Assab

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Il contratto di acquisto della baia di Assab fu un compromesso-contratto di acquisto a carattere privato stipulato il 15 novembre 1869 tra il sultano di Raheita e l'esploratore Giuseppe Sapeto, per conto dell'acquirente società di navigazione Rubattino allo scopo di creare un deposito di carbone, ma che era una copertura del Governo italiano per incominciare il colonialismo italiano in Africa orientale[1][2].

Giuseppe Sapeto, firmatario del contratto d'acquisto per la Baia di Assab con il sultano di Raheita per conto della societa di navigazione Rubattino in una foto del 1870 circa.

La Baia di Assab: punto di inizio del colonialismo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Sapeto aveva esortato nello stesso anno con un memoriale il ministro dell'agricoltura Marco Minghetti del governo di Luigi Federico Menabrea per l'invio Mar Rosso di un console italiano e l'acquisto di una stazione mercantile e militare per proteggere il commercio italiano. Inizialmente, lo stesso Sapeto aveva proposto di acquistare Khur Amera sulla costa araba o Dumeira sulla costa africana. Il contratto per la Baia venne stipulato con i fratelli arabi Hassan e Ibrahim ben Ahmad, e fissava un costo di 6.000 talleri, con duecentocinquanta di caparra (pari a circa 31.250 lire[3]), il tutto doveva essere pagato da Sapeto entro cento giorni, pena la perdita della caparra. Il nuovo territorio della Baia di Assab misurava 6 chilometri di base e sei chilometri di altezza, ed era compreso tra il monte Ganga e il capo Lumah. L'11 marzo 1870 venne firmata la convenzione di ratifica con l'assenso del governo italiano: era nato ufficialmente il colonialismo italiano e l'Eritrea italiana, la colonia primogenita[4]. Due giorni dopo Sapeto issò la bandiera italiana ad Assab per la prima volta in Africa, ma la sua scelta suscitò forti polemiche soprattutto con Nino Bixio, il quale sosteneva che a causa di questa scelta il commercio italiano nel Mar Rosso si sarebbe dovuto affidare alla tutela di qualche altra potenza coloniale, e che Assab era un "luogo più deserto, inadatto, scomodo per fondare una colonia europea" . Un altro critico del tempo disse che "se la baia di Assab è stata un affare, lo è stato perché non valeva nulla, e nulla vale ora". Venne nominata una commissione, per decidere se trasformare Assab in una colonia penale o in una base commerciale, ed allo stesso tempo continuò la sfiducia nell'operazione di Sapeto, mentre si cercò di colonizzare (inutilmente) l'isola di Sumatra in Indonesia. A causa anche di questo inutile sforzo, la politica coloniale si concentrò sul Corno d'Africa[5]. La baia di Assab venne acquistata ufficialmente solo il 10 marzo 1882 dal Governo italiano con una convenzione con la compagnia Rubattino, ad un costo di 416.000 lire[6][7]. La Colonia Eritrea nacque con il regio decreto n. 6592 del 1º gennaio 1890 a firma del re Umberto I e del presidente del Consiglio Francesco Crispi[8].

Carta di Assab.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assab sull'Enciclopedia italiana, ed. 1929
  2. ^ Il Museo Coloniale di Roma (1904-1971): Fra le zebre nel paese dell’olio di ricino, Gangemi Editore, pag. 76 "A questo angolo di mondo, conteso tra quattro paesi e divenuto di colpo, con l'apertura del canale di Suez, uno degli scacchieri più delicati del globo, si afafccia, il 15 novembre 1869 il professor Giuseppe Sapeto. Non più in veste di diplomatico dilettante e sfortunato in cerca di miniere inesistenti o di un ladro di un incunaboli, ma con l'incarico ufficiale (anche se inegenuamente mascherato) di acquisire all'Italia una testa di ponte in Africa, il suo primo lembo di colonia." Angelo Del Boca, 1976
  3. ^ Considerando la rivalutazione e il cambio in euro, pari a circa 120.000 euro del 2017
  4. ^ L'acquisto di Assab, l'esordio del colonialismo italiano
  5. ^ Rudolph Vescoli e Francesco Durante, Oh capitano!: La vita favolosa di Celso Cesare Moreno in quattro continenti 1831-1901, Gli Specchi Marsilio
  6. ^ Con la rivalutazione e il cambio in euro pari a circa 1.400.000 euro del 2017
  7. ^ 1882 - Il Regno d'Italia acquista, dalla società Rubattino, la baia di Assab.
  8. ^ Regio decreto n. 6592 del 1º gennaio 1890

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