Strada Asmara-Addis Abeba

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Strada statale 2
Strada della Vittoria
Strada Statale 2 Italia.svg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Dati
Classificazione Strada statale
Inizio Addis Abeba
Fine presso Massaua
Lunghezza 1.100[1] km
Data apertura 1938[1]
Gestore AASS fino al 1943

La strada Asmara - Addis Abeba fu la principale opera stradale realizzata dagli italiani in Africa Orientale.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato della "Via della Vittoria" (com'era soprannominata la Asmara-Addis Abeba) aveva uno sviluppo di circa 1.100 km e seguiva l'orlo nord-orientale dell'Acrocoro Etiopico congiungendo le due principali città dell'A.O.I. fra loro e con il porto di Massaua.[2]

Era completamente asfaltata con due banchine laterali. Furono costruiti 64 ponti e importanti gallerie, fra le quali degna di nota è quella del monte Termaber. Va precisato che il tracciato totale della rete stradale dell’impero in AOI si sviluppava su nove arterie con uno sviluppo di 4.389 km: la Strada 2 detta Via della Vittoria (Asmara-Dessié-Addis Abeba) aveva 1077 km.[3]

La grande arteria venne costruita a tempo di record dal 1935 al 1938 impiegando decine di migliaia di lavoratori italiani ed indigeni etiopici e dello Yemen. Alla fine del 1938 venne attivato su questo percorso un servizio settimanale di autobus della Società nazionale trasporti F.lli Gondrand, che impiegava 5 giorni.

Il viaggio veniva effettuato solamente nelle ore diurne, per via di possibili attacchi della guerriglia etiope nel nord abissino. Ma già nell'aprile 1940, la repressione operata contro i guerriglieri indigeni nell'area permise di ridurre i tempi di percorrenza a 18 ore al giorno[18 ore complessivamente o la percorrenza era possibile 18/24h?] tra Addis Abeba e Asmara.[4]

Questa strada è ancor oggi la principale via di comunicazione fra la capitale etiopica ed il nord del Paese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Consociazione Turistica Italiana, 1939
  2. ^ La realizzazione della rete stradale in Africa orientale italiana (1936-41), di Stefano Cecini
  3. ^ Rete stradale dell’impero (in "AICPM")
  4. ^ Labanca, Nicola. Oltremare. Storia dell'espansione coloniale italiana. Il Mulino. Bologna, 2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Guida dell'Africa Orientale T.C.I. ed. 1938.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Strade statali dell'Africa Orientale Italiana