Armoriale delle colonie italiane

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Questa pagina contiene gli stemmi delle colonie dell'Italia suddivisi per area geografica.

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Impero dell'Africa Orientale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Nome e blasonatura Periodo
Scudo Africa Orientale Italiana.svg Impero coloniale italiano d'Africa
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stemma dell'Africa Orientale italiana.

Lo Stemma Imperiale dell'Africa Orientale Italiana è formato da uno scudo sannitico inquartato: Nel primo (Eritrea): troncato: al 1º d'argento alla leonessa illeopardita di rosso, armata d'oro, caricata di una stella d'argento nel cuore; al 2º ondato d'azzurro e d'argento di sei pezzi; Nel secondo (Amara): al 1º d'oro al braccio steso vestito di manica di camicia nera impugnante con la mano destra di carnagione un gladio romano, il tutto posto in fascia; al 2º di rosso alla croce copta d'oro; nel terzo (Somalia): troncato innestato d'argento sulla partizione; al 1º d'azzurro al leopardo d'oro, chiazzato di nero, sormontato da una stella d'argento nel punto del capo; al 2º di rosso a due stelle d'argento a sei raggi poste in fascia; Nel quarto (Galla e Sidama): d'oro alla fascia ondata di azzurro, accompagnata in capo da un aratro al naturale; Controinnestato, in capo (Scioa): d'azzurro al monte di cinque colli all'italiana d'argento, movente dalla punta, sormontato dall'emblema legionario romano d'oro; in punta (Harar): d'argento al montante di verde. Sul tutto allo Scudo di Savoia: di rosso alla croce d'argento.
Lo scudo:
accostato da due fasci Littori, sostenuti da due leoni d'oro, linguati di rosso, controrampanti, con la testa in maestà, poggianti, su una lista d'azzurro, con la scritta: « Fert – Fert – Fert »;
accollato alla grande Colla dell'Ordine Supremo della SS.ma Annunziata e alla decorazione dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia:
sormontato dalla Corona Imperiale che è chiusa da otto vette d'oro (cinque visibili) moventi da aquile d'oro ad ali aperte, e da scudetti di Savoia sostenuti da Fasci Littori d'oro, alternati le une e gli altri con gruppi di tre perle disposte 1–2, riuniti con doppia curvatura sulla sommità, fregiata all'esterno da otto grosse perle decrescenti dal centro e sostenenti un globo d'oro cerchiato, cimato dalla Croce Mauriziana d'oro, trifogliata, sulla sommità del globo; il tutto con alla base un cerchio d'oro con i margini cordonati fregiato da otto grossi zaffiri e rubini, cinque visibili, divisi da otto nodi di Savoia, quattro visibili.

R.D. 31 agosto 1939 n. 2225

1939-1944
Coat of arms of Addis Abeba governorate.svg Addis Abeba

Di rosso al fiore d'argento di cinque petali, al Capo del Littorio

1º giugno 1936 -
11 novembre 1938
confluito successivamente nel Governatorato dello Scioa
Coat of arms of Amhara governorate-2.svg Amara

Troncato, nel primo d'oro al braccio destro vestito di nero, impugnante con la mano di carnagione un gladio romano, d'argento, il tutto posto in fascia; nel secondo, di rosso alla croce copta d'oro, ripiena del campo.

R.D. 18 aprile 1940, RR.LL.PP. 21 novembre 1940[1]

1º giugno 1936 -
11 novembre 1938
confluito successivamente nel Governatorato dello Scioa
Coat of arms of Eritrea (1936-1941).svg Eritrea

Dal 1936 al 1947
Troncato, nel primo d'argento alla leonessa illeopardita, di rosso, armata d'oro, caricata di una stella d'argento sul cuore, posta sulla partizione; nel secondo ondato di azzurro e d'argento di sei pezzi. Al Capo del Littorio.

Coat of arms of Galla-Sidamo governorate.svg Galla e Sidama

D'oro all'aratro al naturale passante su una fascia ondata d'azzurro. Al Capo del Littorio.

R.D. 18 aprile 1940, RR.LL.PP. 21 novembre 1940[1]

Coat of arms of harar governorate.svg Harar

D'argento, al crescente montante di verde. Al Capo del Littorio.

R.D. 18 aprile 1940, RR.LL.PP. 21 novembre 1940[1]

Coat of arms of Scioa governorate.svg Scioa

D'azzurro all'insegna con l'aquila imperiale romana d'oro sostenuta da un monte all'italiana di cinque cime d'argento poste 2, 3. Al Capo del Littorio.

R.D. 29 maggio 1939, RR.LL.PP. 21 novembre 1940[2]

11 novembre 1938 - 9 settembre 1943
Coat of arms of Italian Somaliland governorate.svg Somalia

Dal 1936 al 1947
Troncato, innestato d'argento sulla partizione: nel primo d'azzurro al leopardo d'oro, chiazzato di nero, sormontato da una stella d'argento nel punto del capo; al secondo di rosso a due stelle d'argento di sei raggi poste in fascia. Al Capo del Littorio.

Eritrea e Somalia prima dell'Africa Orientale Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Nome e blasonatura Periodo
Coat of arms of Eritrea (1919-1936).svg Colonia Eritrea

Dal 1880 al 1929
Troncato, al primo d'argento alla leonessa illeopardita di rosso, armata d'oro e caricata sulla spalla sinistra di una stella d'argento, posta sulla partizione; nel secondo fasciato ondato di azzurro e d'argento di sei pezzi. Lo scudo timbrato da corona antica romana.[3]

D.L.Lgt. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 8 giugno 1919

Confluita il 9 maggio 1936 nell'Africa Orientale Italiana
Italian Somaliland COA.svg Somalia Italiana

Troncato, innestato d'argento sulla partizione: nel primo d'azzurro al leopardo d'oro, chiazzato di nero, sormontato da una stella d'argento nel punto del capo; al secondo di rosso a due stelle d'argento di sei raggi poste in fascia. Lo scudo timbrato da una corona antica romana.

R.D. 3 aprile 1919

Confluita il 9 maggio 1936 nell'Africa Orientale Italiana

Libia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Nome e blasonatura Periodo
Coat of arms of Libya (1940).svg Libia

Partito, al 1º d'azzurro al palmizio al naturale fruttato d'oro, nodrito su nel terreno dello stesso e sormontato da una stella d'argento; al 2º di rosso, al silfio d'oro reciso e sormontato da una stella d'argento; al Capo del Littorio che è: di rosso (porpora) al Fascio Littorio d'oro, circondato da due rami di quercia e di alloro, annodati da un nastro dai colori nazionali.

R. D. 16 dicembre 1940[4]

1940-1944
Cyrenaica COA.svg Cirenaica

D'azzurro, al silfio d'oro reciso, reciso e sormontato da una stella d'argento. Lo scudo timbrato da corona antica romana.[5][6]

R.D. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 8 giugno 1919

15 ottobre 1912 - 1º gennaio 1934
confluita nella Libia italiana
Tripolitana COA.svg Tripolitania

D'azzurro al palmizio al naturale fruttato d'oro, nodrito su nel terreno dello stesso e sormontato da una stella d'argento. Lo scudo timbrato da una corona antica romana.[7]

D.L.Lgt. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 8 giugno 1919

15 ottobre 1912 - 1º gennaio 1934
confluita nella Libia italiana

Città[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Nome e blasonatura Periodo
Stemma da disegnare.svg Asmara

Di rosso, alla croce abissina potenziata, crociata e ricrociata d'oro a ciascuna estremità. Ornamenti esteriori da città.[8]

D.L.Lgt. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 8 giugno 1919

Stemma da disegnare.svg Bengasi

D'azzurro, all'albero sradicato al naturale, fruttato d'oro e con attorcigliato al tronco un serpente dello stesso, coronato, animato di nero. Ornamenti esteriori da città.[9]

D.L.L.gt. 2 aprile 1919

Stemma da disegnare.svg Massaua

Controinnestato d'argento e d'azzurro, alla banda di rosso, caricata di tre conchiglie perlifere d'argento. Ornamenti esteriori da città.[10]

D.L.L.gt. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 3 giugno 1919

Stemma da disegnare.svg Mogadiscio

Dal 1919 al 1947
Di rosso, all'antica sua torre al naturale, fondata nel mare di argento, con raggi dello stesso, uscenti dalle quattro aperture del faro, che è sulla cima della torre. Ornamenti esteriori da città[11][12]

D.L.L.gt. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 9 giugno 1919

Stemma da disegnare.svg Tripoli

Dal 1919 al 1947
D'azzurro, alla nave d'oro, con le vele d'argento, e pavesata di fiamme al tricolore italiano, sul mare d'argento, accompagnata in capo da tre corone murali d'oro, ordinate in fascia.[7]

D.L.Lgt. 3 aprile 1919, RR.LL.PP. 8 giugno 1919

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Nome e blasonatura Periodo
Royal Coat of arms of Albania (1939–1943).svg Albania

Grande stemma: il grande stemma dello Stato è formato di uno scudo di rosso all'aquila bicipite di nero coronata dal casco di Scanderbeg. Sostegni: due fasci littori addossati, con l'ascia all'infuori, legati con strisce di cuoio, congiunti in alto da nodi di Savoia e sotto da una lista accartocciata, di azzurro foderata d'oro e caricata dal motto « Fert » tre volte ripetuto. Il tutto posto sotto un padiglione di porpora bordato di un gallone e frangiato d'oro, soppannato d'ermellino, cimato dalla Corona Reale di Savoia.[13]

Piccolo stemma: il piccolo stemma dello Stato è formato di uno scudo di rosso all'aquila bicipite di nero coronata dal casco di Scanderbeg.
Sostegni: due fasci littori addossati con l'ascia all'esterno, legati da strisce di cuoio, congiunti in alto da nodi di Savoia e sotto da una lista accartocciata di azzurro, foderata d'oro, e caricata dal motto « Fert » tre volte ripetuto. Lo scudo cimato dalla Corona Reale di Savoia
.[13]

R.D. 28 settembre 1939 n. 141[13]

7 aprile 1939 - 9 settembre 1943
Blason Ordre Malte 3D.svg Isole Italiane dell'Egeo

Di rosso, alla croce di Malta d'argento

5 maggio 1912 - 10 febbraio 1947

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bollettino, p. 164.
  2. ^ Bollettino, p. 169.
  3. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, agosto, p. 365.
  4. ^ A. Z., Lo stemma coloniale della Libia, in Vexilla Italica, a. XIV, n. 2, 1988, pp. pp. 46-47.
  5. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, luglio, p. 365.
  6. ^ CYRENAICA su hubert-herald.nl, su hubert-herald.nl. URL consultato l'08-03-2012.
  7. ^ a b Rangoni Machiavelli, 1934, giugno, p. 267.
  8. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, marzo, p. 103.
  9. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, aprile, p. 171.
  10. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, ottobre, p. 472.
  11. ^ Rangoni Machiavelli, 1933, novembre, p. 518.
  12. ^ SOOMALIYA su hubert-herald.nl, su hubert-herald.nl. URL consultato l'08-03-2012.
  13. ^ a b c Bollettino, p. 102.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Rangoni Machiavelli, Stemmi delle colonie, delle provincie e dei comuni del Regno d'Italia riconosciuti o concessi dalla Consulta Araldica del Regno al 1º novembre 1932, in Rivista del Collegio Araldico, anno XXXI, 1933, pp. 97-103, pp. 169-174, pp. 314-318, pp. 467-472, pp. 517-521.
  • Luigi Rangoni Machiavelli, Stemmi delle colonie, delle provincie e dei comuni del Regno d'Italia riconosciuti o concessi dalla Consulta Araldica del Regno al 1º novembre 1932, in Rivista del Collegio Araldico, anno XXXII, 1934, pp. 265-271.
  • Bollettino Ufficiale della Consulta Araldica del Regno, vol. IX, nº 45, 1942.