Domenico Pellegrini Giampietro

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Domenico Pellegrini Giampietro
Domenico Pellegrini Giampietro.jpg

Ministro delle Finanze
Durata mandato 23 settembre 1943 -
25 aprile 1945
Predecessore nessuno
Successore nessuno

Consigliere nazionale del Regno d'Italia
Legislature XXX
Gruppo
parlamentare
Corporazione della previdenza e del credito

Dati generali
Partito politico Partito Fascista Repubblicano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato

Domenico Pellegrini Giampietro (Brienza, 30 agosto 1899Montevideo, 18 giugno 1970) è stato un politico, accademico, economista e scrittore italiano che negli ultimi anni della sua vita si dedicò anche al giornalismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanissimo si trasferisce a Caserta dove fonda la legione nazionalista "Sempre pronti". Prende parte alla prima guerra mondiale insieme ad altri ragazzi del '99 come tenente di fanteria e viene decorato con la medaglia d'argento al valor militare. Nel 1922 si iscrisse al Partito Nazionale Fascista e partecipò alla marcia su Roma, che partì da Napoli, legandosi ad alcuni gruppi massonici.

Figura di spicco del fascismo campano (insieme ad Alfredo Rocco, Bruno Spampanato e l'economista Alberto Beneduce), nel 1926 si laureò in giurisprudenza ed esercitò per otto anni la professione di avvocato. Nel 1934 divenne professore universitario di Diritto pubblico comparato e di storia e dottrina del Fascismo a Napoli, e nel corso degli anni trenta ricevette numerosi incarichi di rilievo: fu ad esempio segretario dell'Unione interprovinciale credito e assicurazioni dal 1937 al 1943 e membro della Corporazione previdenza e credito dal 1934 al 1943.

Volontario nella guerra civile spagnola come capitano di fanteria, nel conflitto viene ferito e decorato con due medaglie d'argento al valor militare. Rientrato in Italia è nominato membro del direttorio federale di Napoli e del direttorio nazionale nel 1943, segretario federale di Napoli, consigliere nazionale nella Camera dei Fasci e delle Corporazioni e sottosegretario al ministero delle Finanze nel 1943, fino al 25 luglio.

Successivamente aderisce alla Repubblica Sociale Italiana, di cui Ministro per le Finanze: in questa veste egli costituì nel 1944 la "Brigata Nera", di cui fu anche comandante. Al termine della Seconda guerra mondiale fu arrestato ed assolto dall'accusa di collaborazionismo col regime nazista. Nel 1949 si trasferisce prima in Brasile, poi in Argentina e in Uruguay dove fa svolge la professione di banchiere e di direttore della rivista Sintesi.

Tra i suoi scritti, oltre agli Aspetti spirituali del fascismo del 1941 (che si basano su quello che venne definito "misticismo fascista"), ha una notevole importanza L'oro di Salò nel quale Pellegrini Giampietro non solo spiegò il modo con cui diresse l'economia della RSI (ad esempio nei primi mesi del 1945 fece stampare solo 10,881 milioni di carta moneta rispetto ai 137,840 autorizzati) ma fece anche delle ipotesi su chi si poté appropriare delle ingenti risorse economiche possedute da Benito Mussolini.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare (3 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare (3 volte)
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Medaglia commemorativa della Marcia Su Roma - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della Marcia Su Roma
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