Carlo Rubbia

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Carlo Rubbia
Carlo Rubbia 2012.jpg
Carlo Rubbia nel 2012

Medaglia del Premio Nobel Premio Nobel per la fisica 1984


Senatore della Repubblica Italiana
Senatore a vita
In carica
Inizio mandato 30 agosto 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XVII: Gruppo Misto (dal 4 settembre al 26 novembre 2013)
Per le Autonomie - PSI - MAIE (dal 26 novembre 2013)

XVIII: Gruppo Misto

Tipo nomina Nomina presidenziale di Giorgio Napolitano
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Indipendente
Titolo di studio Laurea in fisica
Professione Fisico

«per il suo contributo decisivo al grande progetto, che ha portato alla scoperta delle particelle W e Z, comunicatori di interazione debole»

(Motivazione per il Premio Nobel per la fisica 1984)

Carlo Rubbia (Gorizia, 31 marzo 1934[1]) è un fisico italiano, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984 con Simon van der Meer.

È senatore a vita della Repubblica italiana dal 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un ingegnere elettrotecnico e di una maestra di scuola elementare, alla fine della seconda guerra mondiale lascia la città natale, Gorizia, spostandosi prima a Venezia[2] e poi a Udine, dove frequenta il liceo scientifico Giovanni Marinelli[3]. All'esame di selezione per entrare alla Normale di Pisa risulta undicesimo su dieci posti disponibili[4]. Si iscrive quindi a ingegneria[2] al Politecnico di Milano, ma viene riammesso alla Scuola Normale di Pisa grazie a un posto rimasto vacante. Si laurea in fisica all'Università di Pisa nel 1957 con una tesi sui raggi cosmici, relatore Marcello Conversi. Trascorre poi un anno presso la Columbia University, dove esegue esperimenti sulle interazioni deboli presso il sincrociclotrone di Nevis. Trascorre in seguito un anno in Italia all'Università La Sapienza di Roma come assistente di Marcello Conversi.

Dal 1960 svolge la sua attività di ricerca al CERN di Ginevra, il più grande laboratorio nel mondo per la fisica delle alte energie, di cui sarà poi Direttore generale dal 1989 al 1994, svolgendo ricerche inerenti alla fisica delle particelle elementari e dove completa esperimenti sulle interazioni deboli al sincrociclotrone, al protosincrotrone e in seguito al collisionatore di fasci protonici, risultando dunque attivo nel campo della fisica sperimentale.

Per verificare la teoria elettrodebole di Abdus Salam e Steven Weinberg, modifica l'acceleratore Super Proton Synchrotron (SPS) in un collisionatore di protoni e antiprotoni. Con questo esperimento, a capo del gruppo di cento fisici noto con il nome di UA1, scopre nel 1983 le particelle responsabili dell'interazione debole, cioè i bosoni vettoriali W+, W e Z, confermando anche la teoria dell'unificazione della forza elettromagnetica e della interazione debole nella forza elettrodebole. Nel 1984, ad appena un anno dalla scoperta, riceve insieme con l'olandese Simon van der Meer il Premio Nobel per la fisica.

Dal 1970 al 1988 è Higgins Professor per la fisica presso la Harvard University. Dal 1997 è professore ordinario di complementi di fisica superiore all'Università di Pavia, nomina ricevuta per chiamata diretta per fama[5].

Dal 1986 al 1994 è stato il Presidente del Laboratorio di Luce di Sincrotrone di Trieste.

Nel 1990 per volontà della Regione Autonoma della Sardegna fondò il CRS4 Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna, ricoprendo la carica di presidente fino al 2006.

Dal 1999 è Presidente dell'ENEA. Nel 2005, a seguito di ripetuti contrasti con il consiglio di amministrazione dell'ENEA, critica il governo Berlusconi sull'«umiliazione che la ricerca in Italia sta subendo». L'ENEA viene allora commissariato e Rubbia non viene riconfermato dal Ministro Claudio Scajola. A questa vicenda seguono alcune polemiche, in particolare sulle competenze e sulle affermazioni di alcuni successori[6][7].

Carlo Rubbia in compagnia di Giorgio Napolitano, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Aaron Ciechanover e Rita Levi-Montalcini nel 2009, in occasione del centesimo compleanno della scienziata.

Da allora collabora con il CIEMAT (centro di ricerca sull'energia, l'ambiente e la tecnologia), un organismo spagnolo simile all'italiano ENEA, come consigliere speciale per la ricerca in campo energetico, dove sostiene fortemente lo sviluppo del "solare termodinamico", che aveva avviato nel 2001 all'ENEA con il Progetto Archimede.

Nel 2007 viene nominato membro Gruppo dei Consiglieri in materia di Energia e Cambiamenti Climatici, istituito dal Presidente dell'Unione Europea Barroso. Viene nominato Presidente della task-force sulle energie rinnovabili presso il Ministero dell'Ambiente dal secondo governo Prodi. Nel 2008 diventa consigliere speciale per l'energia presso la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'America Latina (CEPAL).

Ha ricevuto 28 Lauree Honoris Causa tra le quali, in Italia, dagli atenei di Genova, Udine, Camerino, Padova, Trieste e Perugia e all'estero dalle Università di Ginevra, Carnegie Mellon University, Università La Plata, Northwestern University, Chicago University, Loyola University, Boston University, Università di Sofia, Università di Mosca, Università del Cile, Università Politecnica di Madrid, Università Tecnica di Rio de Janeiro, Università di Oxford, Università Cattolica Pontificia del Perù, Università Nazionale di Sant'Antonio Abad di Cusco, Università di Bordeaux, St John's University di Roma, Università di Aachen, Università Pontificia di Santiago del Cile.

È socio onorario nazionale dell'Accademia Nazionale dei Lincei, della Pontificia Accademia delle Scienze, della National Academy of Sciences statunitense, dell'Accademia russa delle scienze, della Royal Society e di numerose altre accademie europee e americane.

Gli è stato dedicato un asteroide, 8398 Rubbia.

Il 30 agosto 2013 viene nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[8].

Nel 2016 ha vinto il Premio Vinarius al Territorio quale personaggio del Collio Goriziano.

Ricerche[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Rubbia nel 1984 circa

Le sue ricerche coprono molti aspetti della fisica delle particelle elementari in cui è estremamente attivo. Negli anni dopo il Nobel comincia a interessarsi ai problemi energetici e studia un reattore nucleare a fissione sicuro, il cosiddetto Amplificatore di Energia, conosciuto anche con il nome di Rubbiatron, nel quale i neutroni della reazione a catena vengono prodotti tramite un acceleratore di particelle. Il reattore resta però allo stadio di progetto.

Ha inoltre contribuito in maniera decisiva alle attività di ricerca dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, con le ricerche sui neutrini cosmici. Con l'esperimento ICARUS ha sviluppato una nuova tecnica di rivelazione degli eventi ionizzanti in argon liquido ultrapuro, mirata anche alla rilevazione diretta dei neutrini emessi dal Sole.

Continua a svolgere attività di ricerca nel campo della stabilità del protone, della fissione, della fusione nucleare controllata; ha ideato un motore (il progetto 242) che usando solo 2,5 kg di americio 242 può portare un'astronave fino a Marte in un tempo molto minore degli attuali propulsori. Attualmente si interessa al problema della materia oscura. L'esperimento da lui proposto, WARP (Wimp ARgon Programme), si prefigge di rivelare la presenza di materia oscura sotto forma di WIMP (Weakly Interacting Massive Particles).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 22 novembre 1984[9]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— Roma, 2 giugno 1983[10]
Medaglia ai benemeriti della scienza e della cultura - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia ai benemeriti della scienza e della cultura
— Roma, 29 settembre 2000[11]
Membro della Royal Society - nastrino per uniforme ordinaria Membro della Royal Society
Premio Nobel per la fisica 1984 - nastrino per uniforme ordinaria Premio Nobel per la fisica 1984

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quaderni della Direzione n.5 - elenco degli allievi dal 1813 al 1998, Pisa, Scuola Normale Superiore, 1999, p. 452.
  2. ^ a b (EN) Carlo Rubbia - Autobiography
  3. ^ Biografia Premio Roma. Premio Internazionale alla Cultura 2001
  4. ^ Intervista per Astri e Particelle, 2009
  5. ^ Giovanni Maria Pace, RUBBIA IN CATTEDRA A PAVIA 'È FINITO L'ISOLAMENTO', su Archivio - la Repubblica.it, 15 settembre 1997. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  6. ^ Francesco Bei, Via Rubbia, l'Enea commissariato, su Archivio - la Repubblica.it, 16 luglio 2005. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  7. ^ Gian Antonio Stella, Enea: l’ingegnere fantasma bocciò Rubbia, su corriere.it, 2 agosto 2005. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  8. ^ Nominati Abbado, Cattaneo, Piano e Rubbia senatori a vita, su quirinale.it. URL consultato il 30 agosto 2013.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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