Tranvia Pinerolo-Perosa Argentina

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Pinerolo-Perosa Argentina
Inaugurazione1882
Chiusura1963 (Villar Perosa-Perosa Argentina)
1968 (Pinerolo-Villar Perosa)
GestoreSocietà Anonima Funivie Ferrovie Tranvie Automobili (SAFFTA)
Vecchi gestoriSocietà anonima per la costruzione e l’esercizio di un tramway a vapore da Pinerolo a Perosa Argentina (TPP) (1882-1918)
Lunghezza17,970 km
Tipotranvia
Mezzi utilizzatilocomotive tranviarie a vapore e rimorchi (1882-1921);
locomotive elettriche ed elettromotrici con rimorchiate (1921-1968)
Elettrificazione2200 V CC (dal 1921)
Scartamento1100 mm
Mappa tranvia Pinerolo-Perosa Argentina.png
Trasporto pubblico

La tranvia Pinerolo-Perosa Argentina fu una linea tranviaria interurbana collegante Pinerolo a Perosa Argentina, tra il 1882 e il 1963, e la prima con Villar Perosa fino al 1968.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La linea fu inaugurata nel 1882 come tranvia a vapore e l'esercizio fu affidato ad una società istituita appositamente, la Società Anonima per la Costruzione e l'esercizio di un Tramway a Vapore da Pinerolo a Perosa Argentina, abbreviata anche in Tranvia Pinerolo Perosa (TPP). Il primo orario prevedeva sei coppie di corse giornaliere[1].

Nel 1918 la gestione passò nelle mani della Società Anonima Funivie Ferrovie Tranvie Automobili (SAFFTA), facente capo al senatore Giovanni Agnelli. Sotto la nuova gestione, nel 1921, la linea fu elettrificata a 2200 volt in corrente continua.

Durante un periodo identificato come "aureo" dal Molino, dal punto di vista del servizio passeggeri la tranvia ebbe fino a dodici/tredici coppie di corse al giorno. Per quanto riguarda il traffico merci, sin dal 1º gennaio 1887 era stato istituito un servizio cumulativo con le linee della Compagnia Generale dei Tramways Piemontesi (CGTP)[2].

Passato il secondo conflitto mondiale, il traffico tranviario subì il diffondersi della motorizzazione di massa, mentre l'ANAS richiese l'allargamento della strada statale 23 del Colle di Sestriere, la quale si trovava stretta tra la sede tranviaria e il torrente Chisone.

Nel marzo 1963 fu sospeso l'esercizio oltre Villar Perosa sostituendolo con un servizio di autobus[3]; da allora si effettuarono esclusivamente treni per gli operai nei giorni feriali e qualche raro convoglio merci. Dal febbraio 1968, dopo dieci anni di controversie[3] tra ANAS e SAFFTA[4][5] e grazie all'interessamento di Gianni Agnelli, all'epoca sindaco di Villar Perosa[6], la tranvia fu definitivamente chiusa e sostituita da linee autobus SAPAV (ora SADEM).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La linea aveva caratteristiche di tranvia interurbana ed era armata con un binario a scartamento ridotto da 1100 mm.

Curiosamente, i pinerolesi presero a chiamare negli anni trenta[7] il convoglio tranviario che impegnava la linea con il termine "il Gibuti", richiamando alla memoria per la sua lentezza il servizio ferroviario coloniale inaugurato per collegare Addis Abeba con l'omonima località portuale africana.

Originariamente interessata da convogli a vapore, nel 1921 la linea fu elettrificata in corrente continua con tensione di 2200 volt: l'inaugurazione dell'elettrificazione avvenne il 10 aprile di quell'anno alla presenza di Luigi Facta, all'epoca Ministro delle finanze[8].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Fermate e raccordi
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Perosa Argentina
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deposito
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raccordo setificio Gutermann
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Pinasca
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Dubbione
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Villar Perosa
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raccordo RIV (azienda)
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raccordo cotonificio Mazzonis
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San Germano Chisone
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Malanaggio
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raccordo Talco e Grafite
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Porte
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Riaglietto
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Abbadia Alpina
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torrente Lemina
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per Torre Pellice (esercizio sospeso nel 2012)
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Pinerolo FS / Pinerolo TPP
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per Torino

L'impianto traeva la sua ragion d'essere dai numerosi impianti industriali presenti nella zona e ad essa raccordati. Fra essi i più notevoli erano quelli della Società Talco e Grafite Val Chisone, poi Luzenac Val Chisone, del cotonificio Mazzonis, poi Widemann, di San Germano Chisone, della Roberto Incerti & C. Villar Perosa (RIV), oggi filiale della SKF, e del Setificio Gutermann, di Perosa Argentina. Grazie ai carri in dotazione alla TTP, le merci potevano raggiungere la stazione FS di Pinerolo e da lì essere trasbordate.

Partita da Pinerolo, in cui il capolinea sorgeva nell'area adiacente alla stazione ferroviaria (all'angolo tra corso Bosio e corso Torino, nei pressi dei capolinea delle tranvie per Saluzzo e Orbassano)[9], e superato il torrente Lemina, la tranvia attraversava in successione le località di Abbadia Alpina, ove era presente un breve tratto in sede propria, Porte e Malanaggio, per raggiungere Villar Perosa, la cui stazione comprendeva un caratteristico fabbricato realizzato di fronte agli stabilimenti RIV[10]; da qui i treni proseguivano alla volta di Dubbione e Pinasca per terminare a Perosa Argentina. Inizialmente ubicato in località San Sebastiano, il capolinea fu in seguito spostato in un'area più centrale, fino a raggiungere la configurazione definitiva nel 1922, anno in cui fu realizzata la nuova stazione.

Quasi tutto il tracciato si snodava lungo la Strada statale 23 del Colle di Sestriere, la quale era attraversata in sei punti:

  • tre per il traffico ordinario, i quali erano dotati di segnalazione acustica e luminosa;
  • due in località Malanaggio, per il raccordo con lo stabilimento della Società Talco e Grafite Val Chisone, privi di segnalazioni;
  • uno a Villar Perosa per il raccordo con la RIV, anch'esso privo di segnalazione.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Elettromotrice E.6 a Pinerolo, nel 1966

Per l'esercizio della tranvia furono acquistate nel 1882 tre locomotive a vapore a due assi di tipo tranviario costruite dalla svizzera SLM, cui se ne aggiunse l'anno successivo un'altra di analoghe caratteristiche dello stesso costruttore. Nel 1909 entrò a far parte del parco rotabili un'ulteriore locomotiva a vapore a due assi di costruzione Borsig[11].

Nel 1967 il parco rotabili della società esercente consisteva in tre locomotive con rodiggio Bo-Bo, un locomotore da manovra a due assi, due elettromotrici, di cui una a carrelli, dodici carrozze a carrelli, diciannove carrozze a due assi e quarantaquattro carri merci. Le locomotive[12] erano tutte di costruzione Fiat Ferroviaria con parte elettrica Tibb.

Materiale rotabile alla chiusura della linea[modifica | modifica wikitesto]

Unità Tipologia Quantità Caratteristiche Note
E1÷E3 Locomotive elettriche 3 a carrelli, 250 kW per treni di linea
E5 Locomotiva elettrica 1 a 2 assi, 125 kW da manovra
E4 Elettromotrice 1 a carrelli, 250 kW
E6 Elettromotrice 1 a carrelli, 250 kW
Carrozze a carrelli 7
Carrozze 5 a carrelli
Carrozze 19 a 2 assi accantonate
Carri merci 44 accantonati

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferrovie e tranvie - Tranvia a vapore Pinerolo-Perosa Argentina, Gazzetta Piemontese, 25 agosto 1882, pag. 3
  2. ^ Nico Molino, Il trenino di Saluzzo. Storia della Compagnia Generale Tramways Piemontesi, Immagini e Parole, Torino, 1981, p. 122
  3. ^ a b Verrà smantellata la tranvia Pinerolo-Perosa Argentina, La Stampa, 1º febbraio 1964, pag. 9
  4. ^ Presto verrà ampliata la statale del Sestriere, La Stampa, 11 settembre 1965, pag. 9
  5. ^ L'Anas vuole ampliare la strada per il Sestriere, La Stampa, 4 agosto 1966, pag. 7
  6. ^ Sarà presto ampliata la statale del Sestriere, La Stampa, 28 dicembre 1967, pag. 8
  7. ^ «Il Gibuti» Storica ferrovia dal 1882 al 1968, La Stampa, 3 novembre 1995
  8. ^ L'arrivo del ministro Facta, in La Stampa, 10 aprile 1921, 4.
  9. ^ Gianvittorio Avondo, Le ferrovie e la mobilità nel Pinerolese di fine '800, in Il Pinerolese, l'Unità d'Italia, gli Alpini. Atti del convegno, castello di Macello, 18 giugno 2011 Archiviato l'8 dicembre 2015 in Internet Archive., p. 56
  10. ^ www.alpcub.com[collegamento interrotto] villaggio_operaio.htm URL consultato nel maggio 2013.
  11. ^ Walter Hefti, Dampf-Strassenbahnen, Birkhäuser Verlag, Basilea, 1984, ISBN 978-3-7643-1536-8, p. 217.
  12. ^ Immagine della locomotiva E2 presente su I treni, n. 77, giugno 1995, p. 26.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Molino, La Tranvia Pinerolo-Perosa-Villa Argentina, in Italmodel Ferrovie, nº 134, Genova, Dott. I. Briano Editore, luglio-agosto 1967, pp. 4368-4369.
  • Gian Vittorio Avondo, Valter Bruno, Dario Seglie, Il Gibuti. Storia della tramvia Pinerolo-Perosa Argentina, Torino, Kosmos, 1995, ISBN 88-86484-10-0.
  • FENIT 1946-1996, Roma, FENIT, 1996, No ISBN.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte. Dalle origini alla vigilia della seconda guerra mondiale, Torino, Il Punto, 1996, ISBN 88-86425-26-0.
  • Gian Vittorio Avondo, Valter Bruno, Dario Seglie, C'era una volta... Il Gibuti, Pinerolo, Alzani, 1998, ISBN 88-8170-079-4.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte. Dalle origini alla vigilia della seconda guerra mondiale, Torino, Il Punto, 2002, ISBN 88-88552-00-6.

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