Valle Germanasca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Valle Germanasca
ValleGermanasca3.JPG
StatiItalia Italia
RegioniPiemonte Piemonte
ProvinceTorino Torino
Località principaliPomaretto, Perrero, Salza, Massello, Prali
Comunità montanaComunità Montana Valli Chisone e Germanasca
FiumeGermanasca
Superficie200 km²
Altitudineda 600 a 3.060 m s.l.m.
Cartografia
Mappa della Valle
Sito web

Coordinate: 44°56′13.36″N 7°07′18.97″E / 44.937044°N 7.121936°E44.937044; 7.121936

La Valle Germanasca, un tempo nota come Val San Martino, è una valle alpina collocata nella città metropolitana di Torino, diramazione della val Chisone.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La valle è una diramazione della più ampia Val Chisone, alla quale si unisce all'altezza di Perosa Argentina, in bassa valle. Arriva fino a quota 1500 metri nella conca di Prali. Si dirama, lungo il suo percorso, in vari valloni laterali, dei quali il più importante è il vallone di Massello. La valle è percorsa dal torrente Germanasca, tributario alla destra orografica del Chisone.

Monti[modifica | modifica wikitesto]

I monti principali che contornano la valle sono, elencandoli in ordine di altezza:

Valichi[modifica | modifica wikitesto]

Il Col Giulian

I principali valichi che interessano la valle sono:

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

I comuni della valle sono Pomaretto, Perrero, Salza, Massello e Prali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Balziglia in una xilografia del XIX secolo

La valle subì un avvicendarsi di occupazioni e dominazioni, patteggiamenti, cessioni, liti che spostavano di continuo i limiti delle varie influenze politico-religiose.

Fin dall'epoca longobarda vi operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo reale ed imperiale monastico[1][2][3], cui dipese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, mentre in seguito verso il IX secolo la gestione delle vallate saranno poi organizzata dall'abbazia di Novalesa. Dopo le razzie e le distruzioni da parte dei Saraceni nel X secolo, il territorio passerà nel 1064 all'abbazia di Santa Maria di San Verano (oggi Abbadia Alpina) di Pinerolo, fondata dalla marchesa Adelaide di Susa e dai monaci benedettini della Sacra di San Michele dove un tempo sorgeva l'antica pieve intitolata a San Verano.L'imbocco della valle era protetto dal forte Luigi, una delle piazzeforti di casa Savoia.

Tradizionalmente la Val Germanasca fa parte delle Valli Valdesi, dove la maggioranza assoluta della popolazione segue il culto Valdese, che si riallaccia a Pietro Valdo, perseguitato come eretico nel Medioevo. Nei confronti di queste popolazioni si alternarono in passato periodi di tolleranza a periodi di persecuzioni.

Nel 1533 i Valdesi vi celebrarono un Sinodo per confermare l'adesione alla Riforma protestante. Nel 1556 fu costruito a Ghigo, frazione di Prali, un tempio per tutti i valdesi dell'alta val Germanasca. Tra il 1630 e il 1655 la popolazione della valle fu colpita dalla peste e successivamente vide distrutti i suoi insediamenti dalle truppe dei Savoia. Nel 1686 gli abitanti si arresero ai francesi, che avevano già distrutto Angrogna e Torre Pellice. Il tempio valdese fu trasformato in chiesa cattolica. I valdesi ritornarono dall'esilio di Ginevra nel 1689 (il cosiddetto Glorioso Rimpatrio), ma il comune fu nuovamente occupato dai francesi. Passò poi ai Savoia, che cercarono di riportarvi il cattolicesimo: nel 1767 Carlo Emanuele III fece ricostruire una chiesa cattolica nella frazione Villa.

La valle fu poi occupata da Napoleone e nel 1815 passò definitivamente ai Savoia. Solo con la "libertà" Albertina del 1848, che concesse a quello valdese il carattere di "culto tollerato", la valle trovò la pace.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Pista di fondo a Prali

Oggi la valle ha acquistato una vocazione turistica. La località di maggior interesse turistico è Ghigo, frazione di Prali, e vallone di Massello. Una delle attrazioni è la possibilità di visitare le miniere di talco, particolarmente importanti e in parte ancora attive nella valle. La visita alle miniere viene denominata Scopriminiera. Interessante è anche, sia per il turismo estivo che per quello invernale, l'Altopiano dei Tredici Laghi, servito dall'omonima seggiovia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  2. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  3. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918