Poltrona Frau

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Poltrona Frau
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1912 a Torino
Fondata daRenzo Frau
Sede principaleTolentino
GruppoHaworth Inc.
Persone chiaveDario Rinero amministratore delegato
SettoreArredamento
Fatturato163 milioni di € [1]
Sito web
Modello 177, 1915

Poltrona Frau è un'azienda italiana che opera nel settore dell'arredamento di alta gamma con sede a Tolentino e con i marchi Poltrona Frau, Cassina, Cappellini, Janus et Cie, Luminaire. Fondata nel 1912 a Torino dal cagliaritano Renzo Frau, dal 2016 è controllata dal gruppo americano Haworth Inc.

È stata quotata alla Borsa di Milano nel segmento FTSE Italia STAR dal 2006 al 2016.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1916 Renzo Frau lancia la prima campagna pubblicitaria sulla rivista torinese Numero. Tre anni più tardi nasce la poltrona 128, in seguito entrata in catalogo come 1919. Nel 1923 le prime forniture per gli alberghi e i transatlantici grazie alla collaborazione con un'azienda siciliana, la Ducrot.

Nel 1926 diventa fornitore ufficiale della Real Casa Savoia, lo stesso anno Renzo Frau scompare a soli 45 anni. La vedova, Savina Pisati, prende la guida della società che nel 1930 arreda il transatlantico Rex e nel 1932 il Parlamento italiano. Nel 1941 Savina Pisati cede il controllo dell'azienda al genero Roberto Canziani. Nel dopoguerra l'azienda arreda le sale di rappresentanza di Torino della Rai e della Sip. Nel 1962 il gruppo Nazareno Gabrielli rileva l'azienda, la gestione è affidata a Franco Moschini (il genero del proprietario della Gabrielli avendone sposato la figlia Isabella), la sede della società è trasferita a Tolentino, nelle Marche.[2]

Nel 1965 Gio Ponti firma la poltrona Dezza che vince il premio Tecnhotel di Genova. Due anni più tardi inizia la collaborazione con Luigi Massoni che ricopre il ruolo di art director e nel 1968 disegna Lullaty, un letto tutto tondo. Nel 1970 il restyling del marchio a cura di Mimmo Castellano, negli anni Ottanta collaborano con l'azienda Pierluigi Cerri, Marco Zanuso, Lella e Massimo Vignelli.

Nel 1990 nuovo cambio di proprietà: l'azienda è rilevata da Franco Moschini il quale imprime un forte impulso all'internazionalizzazione. Nel 1992 è inaugurato il primo flagship store a New York (quartiere Soho), lo stesso anno la poltrona Vanity Frau appare nel film The bodyguard di Nick Jackson, nel 1996 sono arredati il Piccolo Teatro di Milano e l'Europarlamento a Strasburgo. Nel 2001 rileva Gebrueder Thonet Vienna e il marchio Gufram,[3] nel 2003 entra con una partecipazione nel capitale di Poltrona Frau (inizialmente del 30%, poi arriverà al 60%) il fondo di private equity, Charme Investments, in cui uno dei principali azionisti è la famiglia di Luca Cordero di Montezemolo.[4] Tra gli altri soci importanti del fondo Diego Della Valle, Isabella Seragnoli, Nerio Alessandri, Giovanni Punzo.[4] Nel 2004 la società acquisisce l'azienda Cappellini[3] e nel 2005 Cassina,[4] l'azienda che rappresenta il design italiano nel mondo. E con Cassina anche Alias.[3] A quel punto nasce il Gruppo Poltrona Frau.

Nel 2010 realizza i sedili della Walt Disney Concert Hall a Los Angeles.[5] Nel 2011 la società commercializza un divano da 13.000 dollari progettato dall'architetto e designer francese Jean-Marie Massaud - chiamato il divano John-John, in omaggio a John F. Kennedy, Jr.[6] seguito nel 2012 da John-John letto.[7] Nel 2013 progetta e produce anche 600 posti per l'Arena Corinthians a San Paolo, in Brasile: è la prima volta che l'azienda produce posti per uno stadio di calcio.[8]

Nel febbraio 2014 l'americana Haworth, sede a Holland, nel Michigan, leader mondiale nella progettazione e produzione di ambienti di lavoro flessibili e sostenibili e già partner dell'azienda italiana per la distribuzione del canale ufficio nel Nord America,[9] acquista il 58,6% del capitale di Poltrona Frau da Charme Investments (51,3%) e da Moschini (7,3%)[10][11] per una cifra di 243 milioni (2,96 euro ad azione). Haworth, fondata nel 1948 e guidata dall'italiano Franco Bianchi, lancia poi un'OPA obbligatoria per ritirare il titolo dal listino di Borsa, pagando in totale l'acquisizione 415 milioni di euro.[9]

Sedili per il trasporto[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a progettare sedili per yacht, aeroplani ed elicotteri, Poltrona Frau ha progettato interni in pelle per automobili dal 1988, quando la Lancia chiede all'azienda di realizzare interni per la nuova versione 8.32 modello Thema. Da allora Poltrona Frau ha realizzato interni di varie aziende automobilistiche, dall'Alfa Romeo alla Lancia, dalla Ferrari alla Maserati, dalla Fiat a Chrysler.

Nel 2002 gli specialisti della società hanno creato sedili e sedili in pelle rossa per un'edizione speciale del modello californiano dell'italiana Moto Guzzi, in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'azienda.

Il Museo Poltrona Frau[modifica | modifica wikitesto]

Per celebrare il suo centenario, nel 2012, l'azienda apre il Museo Poltrona Frau, progettato dall'architetto italiano Michele De Lucchi, ex Memphis Group, presso la sede centrale dell'azienda a Tolentino.

Il museo ospita una sessantina di mobili emblematici dell'azienda (molti della collezione di Franco Moschini). Illustra anche la storia dell'azienda con esempi di mobili, disegni, immagini e materiali di produzione in un edificio di 1400 metri quadrati. Il tema: "L'intelligenza delle mani". Una galleria video mette in risalto un glossario tecnico dell'azienda: nove utensili manuali - tra cui l'ago ricurvo, i chiodi, il crine, il quilt e il martello - cioè gli strumenti e i materiali necessari per piegare, cucire, attaccare e lavorare la pelle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.reportaziende.it/poltrona_frau_spa
  2. ^ Tolentino ricomincia da Nazareno Gabrielli, su ilsole24ore.com, 14 settembre 2012. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  3. ^ a b c Poltron Frau, la storia dell'azienda, su design.repubblica.it, 1º luglio 2008. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  4. ^ a b c Frau acquista Cassina, decolla il polo del design, su ricerca.repubblica.it, 24 maggio 2005. URL consultato il 2 dicembre 2018.
  5. ^ (EN) Stephanie Wilson, Presenting Italy, in hauteliving.com. URL consultato il 2 febbraio.
  6. ^ (EN) Steven Kurutz, Analyzing the Couch, in New York Times, 27 febbraio 2013.
  7. ^ Poltrona Frau John-John Bed, in Poltrona Frau.
  8. ^ (PT) Itaquerão terá poltronas de Ferrari em setor 'very VIP', su www1.folha.uol.com.br, 14 novembre 2013. URL consultato il 7 dicembre 2013.
  9. ^ a b Gli americani comprano Poltrona Frau di Moschini e Montezemolo, su ilsecoloxix.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  10. ^ La Haworth compra Poltrona Frau, su lastampa.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 3 settembre 2017.
  11. ^ Poltrona Frau venduta agli americani: Montezemolo incassa 213 milioni di euro, su espresso.repubblica.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 3 settembre 2017.

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