Pievebovigliana

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Pievebovigliana
ex comune
Pievebovigliana – Stemma Pievebovigliana – Bandiera
Pievebovigliana – Veduta
Pieve di San Giusto in una foto del fotografo Paolo Monti (1969)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Amministrazione
Data di soppressione31 dicembre 2016
Territorio
Coordinate43°03′43.81″N 13°05′03.91″E / 43.062169°N 13.084419°E43.062169; 13.084419 (Pievebovigliana)Coordinate: 43°03′43.81″N 13°05′03.91″E / 43.062169°N 13.084419°E43.062169; 13.084419 (Pievebovigliana)
Altitudine439 m s.l.m.
Superficie27,22 km²
Abitanti845[1] (30-11-2016)
Densità31,04 ab./km²
FrazioniColle San Benedetto, Fiano, Frontillo, Isola, Roccamaia, San Giusto, San Maroto
Comuni confinantiCaldarola, Camerino, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Muccia, Pieve Torina
Altre informazioni
Cod. postale62035
Prefisso0737
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT043037
Cod. catastaleG637
TargaMC
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 156 GG[2]
Nome abitantipieveboviglianesi
Patronosan Nicola
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pievebovigliana
Pievebovigliana
Pievebovigliana – Mappa
Posizione del comune di Pievebovigliana nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Pievebovigliana (La Pìe o La Pieve in dialetto maceratese[3]) è stato un comune italiano di 845[1] abitanti della provincia di Macerata nelle Marche fino al 31 dicembre 2016. Dal 1º gennaio 2017 è confluito nel nuovo comune di Valfornace insieme a Fiordimonte.[4]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Pievebovigliana ha un'exclave, identificabile nella frazione di San Giusto, compresa tra i comuni di Camerino, Caldarola, Cessapalombo e Fiastra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini romane, nel Medioevo il feudo fu possesso dei Benedettini, che fondarono l'abbazia di San Giusto. Successivamente il borgo sviluppatosi nel XIV secolo, divenne possesso di Camerino, della famiglia Da Varano, che distrusse il castello del paese, dopo ribellioni varie. Dal XVI secolo fece parte stabilmente dello Stato della Chiesa fino all'abolizione del Feudalesimo nel 1806. Subì carestie per le condizioni climatiche rigide della montagna, nonché vessazioni dalle truppe austriache durante le Guerre di Indipendenza per l'Unità d'Italia. Di conseguenza è entrata nella provincia di Macerata.

Il 26 ottobre e poi il 30 dello stesso mese 2016 è colpita da un forte sisma che lesiona gran parte degli edifici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come la rinomata arte della tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti e di tanti altri prodotti caratterizzati da motivi artistici pregiati.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 maggio 2014 31 dicembre 2016 Sandro Luciani lista civica sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale, il Pievebovigliana calcio, gioca in Terza Categoria marchigiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 494.
  4. ^ Valfornace, tuttialia.it
  5. ^ I Luoghi del Silenzio, iluoghidelsilenzio.it, 11 gennaio 2018, http://www.iluoghidelsilenzio.it/castello-di-beldiletto-pievebovigliana-mc/. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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