Piazza del Popolo (Ascoli Piceno)

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Piazza del Popolo
Ascoli Piceno.jpg
Piazza del Popolo
Nomi precedentiPlatea superior, Piazza delle scaje
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàAscoli Piceno-Stemma.pngAscoli Piceno
Caratteristiche
TipoPiazza
Costruzionea partire dal XVI secolo
Mappa

Coordinate: 42°51′16.2″N 13°34′31.8″E / 42.8545°N 13.5755°E42.8545; 13.5755

« Piazza del Popolo, la piazza italiana che insieme con quella di San Marco a Venezia dà più di un'impressione di sala, cinta da porticati, chiusa dalla stupenda abside di San Francesco. »

(Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1957)

Piazza del Popolo è una nota piazza in stile rinascimentale della città di Ascoli Piceno. Deve la sua denominazione al Palazzo dei Capitani del Popolo,[1] uno dei principali edifici storici che, con la sua medioevale torre merlata, a fianco dello storico Caffè Meletti, ne contorna l'area.

Lo storico Antonio Rodilossi la descrive come «una delle piazze più armoniose d'Italia, isola pedonale e cuore del centro storico.» È spesso definita come il salotto cittadino ed è il luogo per eccellenza dove gli ascolani s'incontrano e passeggiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel tempo, la piazza è stata individuata anche con le denominazioni di "platea superior" e "delle scaje". Quest'ultima definizione che le fu attribuita indicava e descriveva la presenza delle numerosissime scaglie, (scaje in dialetto ascolano), di travertino che ne ricoprivano l'area durante la costruzione della chiesa di San Francesco, prodotte dagli scalpellini che lavoravano le pietre.

La piazza assunse la configurazione architettonica attuale nei primi anni del XVI secolo, quando si occupò della sua sistemazione, finanziata con spesa pubblica nel 1507, il governatore Raniero de' Ranieri, detto "pelato di testa e di polso".[1] Questi dispose la costruzione di portici con volte a mattoni rossicci e colonne in travertino su tre lati della piazza per sanare la triste situazione urbana di molte botteghe, depositi e malridotte casette medioevali che la contornavano.

Ultimata la costruzione del colonnato, nel 1509, si dette la possibilità ai privati di costruire e sopraelevare i fabbricati seguendo gli spazi della proprietà preesistente. Ogni proprietario dovette attenersi alle regole fissate che prevedevano: l'elevazione di un solo piano, oltre il colonnato, mantenendo l'uniformità dell'altezza dei fabbricati; l'utilizzo degli stessi materiali edili, travertino per le finestre e mattoni rossicci per le volte e le case;[2] di costruire l'identica tipologia di finestra definita: “riquadrata con timpani tondi e decorazioni a palmette”, secondo il gusto dei maestri lombardi. Per questo il disegno può esserne attribuito a Bernardino di Pietro da Carona, operante ad Ascoli in quel periodo.
Solo successivamente furono aggiunti i merli alla ghibellina.

Piazza del Popolo di notte

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

La piazza, di forma rettangolare si apre all'incrocio del cardine e del decumano dell'impianto stradale cittadino, precisamente tra corso Giuseppe Mazzini e via del Trivio. Il suo spazio è circoscritto dalla possente facciata del Palazzo dei Capitani del Popolo, dal Caffè Meletti, dalle leggere e gentili forme gotiche della chiesa di San Francesco, cui è addossata l'edicola di Lazzaro Morelli. Tutto il resto del perimetro è incorniciato da palazzetti rinascimentali a portici e logge.

La piazza è anche completamente pavimentata con lastre di levigato travertino apparendo chiara e luminosa, in caso di pioggia assume un suggestivo effetto a specchio.

Facciata Palazzo dei Capitani del Popolo

Filatelia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1987, la sua immagine è stata riprodotta nella serie dei francobolli[3][4] policromi e dentellati, emessa dalla Repubblica Italiana, il 10 ottobre dello stesso anno, e dedicata alle "Piazze d'Italia". Nella stessa serie comparivano anche piazza San Carlo di Torino, piazza dei Signori di Verona, piazza Giuseppe Verdi di Palermo.[5]

Media[modifica | modifica wikitesto]

È stata la cornice di spot e campagne pubblicitarie come ad esempio quello di Telecom - Impresa Semplice e di Vodafone nel 2012. Da qualche anno la sua gigantografia compare nella scenografia del programma televisivo Striscia la notizia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b G. Marinelli, op. cit. pag. 256.
  2. ^ A. Rodilossi, op. cit. pag. 106.
  3. ^ Scheda del dettaglio del francobollo di Piazza del Popolo di Ascoli - su bolli.it. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  4. ^ G. Marinelli, opo. cit. pag. 256, Il valore del francobollo era di 380 lire.
  5. ^ Scheda dettagliata della serie di francobolli Piazze d'Italia emessa il 10 ottobre 1987 - su bolli.it. URL consultato il 23 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Rodilossi, Ascoli Piceno città d'arte, "Stampa & Stampa" Gruppo Euroarte Gattei, Grafiche STIG, Modena, 1983, pp. 105–106.
  • Giannino Gagliardi, Le piazze di Ascoli, Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, Cinisello Balsamo, Amilcare Pizzi, 1996.
  • Giuseppe Marinelli, Dizionario Toponomastico Ascolano - La Storia, i Costumi, i Personaggi nelle Vie della Città, D'Auria Editrice, Ascoli Piceno, marzo 2009, pp. 255 – 256.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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