Porto San Giorgio

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Porto San Giorgio
comune
Porto San Giorgio – Stemma Porto San Giorgio – Bandiera
Porto San Giorgio – Veduta
Piazza San Giorgio vista da Largo del Teatro
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
SindacoNicola Loira (PD) dal 21-5-2012 (2º mandato)
Territorio
Coordinate43°11′05.46″N 13°47′43.76″E / 43.18485°N 13.795489°E43.18485; 13.795489 (Porto San Giorgio)Coordinate: 43°11′05.46″N 13°47′43.76″E / 43.18485°N 13.795489°E43.18485; 13.795489 (Porto San Giorgio)
Altitudinem s.l.m.
Superficie8,58 km²
Abitanti16 014[2] (31-3-2018)
Densità1 866,43 ab./km²
Comuni confinantiFermo
Altre informazioni
Cod. postale63822
Prefisso0734
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT109033
Cod. catastaleG920
TargaFM
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona D, 1 644 GG[3]
Nome abitantisangiorgesi[1]
Patronosan Giorgio
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Porto San Giorgio
Porto San Giorgio
Porto San Giorgio – Mappa
Posizione del comune di Porto San Giorgio nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Porto San Giorgio è un comune italiano di 16 014 abitanti[2] della provincia di Fermo.

Porto San Giorgio è chiamata anche "La Perla dell'Adriatico", è il comune con maggiore densità di popolazione della provincia di Fermo[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Porto San Giorgio è una città situata sulla fascia costiera delle Marche e appartiene alla provincia di Fermo. Confina da tre lati con il comune di Fermo, a est è bagnata dal mare Adriatico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Strabone, storico greco del primo secolo a.C., nomina Porto San Giorgio nella sua Geografia: ”Le città di Piceno sono Ancona, Osimo, San Severino, Potenza, Fermo e il suo porto, Cupra etc.” A sua volta Plinio il Vecchio, scrittore latino, comandante della flotta romana, morto nell’eruzione del Vesuvio (79 d.C.), nella sua Naturalis Historia, lo designa come Castellum Firmanorum. La città è inoltre nominata nell’Itinerario dell’imperatore Antonino, risalente al III secolo d.C. e nella Tabula Peutingeriana, antichissima carta geografica dell’epoca imperiale romana. Vi figura col nome di Castello Firmani, sito in epoca romana probabilmente alla foce del fiume Ete.

Nei documenti medievali compare col nome di Portus Sancti Georgi e Portus Firmi nel 1231, nell'XI secolo divenne fortezza col nome di Castel San Giorgio. È indicato nei portolani e nelle carte nautiche antiche come scalo marittimo di primaria importanza. Dopo la calata dei barbari e le conseguenti distruzioni, si stabilirono sulle falde del così detto Monte Cacciù nella zona una colonia di pescatori veneti o dalmati che diedero vita ad un centro abitato che nel 1164 passò per ordine di Federico Barbarossa al Capitolo dei Canonici di Fermo e nel 1266 fu preso in affitto dal comune di Fermo.

La storia di Porto San Giorgio da allora in poi si riassume in una serie di tentativi di riconquistare l'autonomia rispetto a Fermo.

Lorenzo Tiepolo, podestà a Fermo e futuro doge di Venezia, dette impulso al porto, dotandolo nel 1267 di una roccaforte, che da lui avrebbe preso il nome, per vigilare contro le incursioni dei Saraceni dal mare e proteggere Fermo. Per questo suo ruolo chiave nella difesa di Fermo, a Castel S. Giorgio era riconosciuto il diritto di sfilare in testa al corteo della Cavalcata dell’Assunta, il 15 agosto.

Nel 1362, viste le incursioni turche nell’Adriatico, con il permesso di Giovanni Visconti d’Oleggio, signore di Fermo, fu eretta, a difesa del porto, una fortificazione che viene scandita ad intervalli regolari da delle torri merlate. Il baluardo (oggi in parte ancora visibile) venne realizzato parallelo alla costa per chiudersi alle due estremità da ulteriori mura che correvano fino al mare, il quale arrivava dove oggi troviamo la statale adriatica. Lungo i due muraglioni laterali, a protezione della vasca navale, erano state aperte tre arcate a sesto acuto, quasi totalmente demolite nel ‘900.

Nei secoli successivi il Castello cercò sempre di affrancarsi da Fermo, ma la città episcopale si oppose a lungo alla sua autonomia. Durante la manifestazione del 15 agosto 1490, approfittando del fatto che i sangiorgesi si trovavano a Fermo, duecento fermani, capeggiati da tale Antonio Trovatelli irruppero nel palazzo del Vicario di Porto San Giorgio, bruciando l'archivio e asportando libri e documenti. L'evento testimonia tensioni mai sopite fra i due paesi. Nel 1538 tra il Porto e Fermo si registrano nuovi contrasti, che si ripetono nel 1620 e nel 1711. Asti e attriti che nel 1729 sfociano in un conflitto passato alla storia con il nome di "guerra per l'imbarco dei grani".

Nel 1741 la Congregazione Fermana stabilì che Porto San Giorgio fosse considerata un castello distinto da Fermo ottenendo l'indipendenza ed il diritto di eleggere i suoi consiglieri ed i suoi Magistrati e prese il nome di Porto San Giorgio. Nel 1782 il Governo Pontificio concesse il possesso dei territori che vanno dal Tenna all’Ete. Nel 1802 con un documento scritto da Pietro Orlandi e firmato da numerosi sangiorgesi si ribadisce la volontà di autonomia e indipendenza del Porto in opposizione ai tentativi di riannessione da parte di Fermo. Durante il periodo napoleonico Porto San Giorgio conseguì la sospirata autonomia da Fermo ottenendo anche, nel 1810, l’annessione di Torre di Palme.

Tuttavia in questi primi anni dell’Ottocento il centro abitato di Porto San Giorgio non era ancora al sicuro dalle incursioni dei pirati provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico: nel 1815 una nave corsara portò via decine di giovani sangiorgesi che sarebbero stati venduti come schiavi in Oriente.

Con la Restaurazione l’autonomia comunale non fu revocata, ma confermata dal governo pontificio nel 1816. Con la maggiore sicurezza del mare che si andò creando nei decenni successivi Porto San Giorgio poté incrementare le proprie attività di pesca, sulle quali si fondava gran parte dell’economia locale. La cittadina cominciava ad essere vista come un luogo di soggiorno in riva all’Adriatico, tanto che Girolamo Bonaparte, fratello dell’imperatore ed ex re di Vestfalia, vi fece costruire una villa neoclassica.

Con l’Unità d’Italia Porto San Giorgio, che aveva meno di 4000 abitanti, perse Torre di Palme, che fu ceduta a Fermo, ma la sua autonomia comunale fu confermata. Nel 1878 una minore porzione del territorio comunale di Fermo viene concessa a quello di Porto San Giorgio che riesce ad espandersi di poco verso ovest (confini attuali).

Durante la seconda guerra mondiale subì numerose incursioni aeree finalizzate al danneggiamento della linea ferroviaria. Porto San Giorgio fu liberata dalle truppe inglesi, indiane e polacche comandate dal generale Montgomery il 28 giugno 1944.

Monumenti e luoghi d'interesse[5][modifica | modifica wikitesto]

  • Rocca Tiepolo: costruita nel 1267 dal veneziano Lorenzo Tiepolo, podestà di Fermo. La rocca, di forma quadrangolare con un mastio e merli guelfi, è stata recentemente ristrutturata ed è sede di manifestazioni culturali teatrali di arte drammatica.
  • Teatro comunale, edificato nel 1815 e affrescato nel 1910 da Sigismondo Nardi.
  • Villa Bonaparte, costruita su ordine del fratello di Napoleone, Girolamo Bonaparte, a Porto San Giorgio dal 1829 al 1832, realizzata in stile neoclassico seguendo il progetto di Ireneo Aleandri, dedicata a "Caterina" dal Bonaparte. Per divergenze politiche con il Re di Napoli, nel 1831 fu confiscata e pochi anni dopo venduta alla nobile famiglia Pelagallo, dopo essere stata adibita a Camera Apostolica. La villa presenta nella facciata decorazioni con bassorilievi e altorilievi di trofei d'armi. È circondata da un grande parco. Le stanze, pregevolmente affrescate, sono arredate con numerosi mobili in stile impero dell'epoca. Il pavimento è in graniglia e presenta decorazioni a mosaico.
  • Chiesa di San Giorgio: costruita nel 1830 a fianco della torre dell'orologio e ai piedi di Rocca Tiepolo su progetto è dell'architetto Ildebrando Giunchini. Davanti alla facciata, che risulta incompiuta, doveva trovarsi un portico con colonne doriche. L'interno a tre navate è cadenzato da colonne ioniche. Nell'abside una scultura di Giorgio Paci raffigurante San Giorgio con il drago. Ospita una copia del Polittico di Porto San Giorgio di Carlo Crivelli.
  • Chiesa dei Morti: realizzata nel secolo XVIII è collocata adiacente alla chiesa di San Giorgio. La struttura è preceduta da una sorta di atrio, dove, sulla facciata esterna, si notano dei bassorilievi. Sopra l'ingresso (sempre dell'atrio) troviamo lo stemma dell'arcivescovo di Fermo Cesare Brancadoro.
  • Torre dell’Orologio: costruita nel 1829 nella piazza principale in sostituzione di un'altra torre purtroppo demolita nel 1820.
  • La fontana della Democrazia o dell'Abbondanza: nel 1897 fu costruito l'acquedotto per la città di Porto San Giorgio e, per celebrare l'importante evento, si commissionò ad Alfonso Bernardini di realizzare una scultura. Nella parte alta dell'intero impianto scultoreo, posta sopra un globo, si erge maestosa una figura femminile (immagine allegorica della democrazia) che regge nella mano destra un melograno e in quella sinistra delle spighe di grano, simboli rispettivamente di fecondità e abbondanza.
  • Villa degli Oleandri (Riva Fiorita): di proprietà comunale, in passato veniva utilizzata per feste, concerti e balli. La villa è immersa in un ampio giardino, utilizzato in passato come cinema all'aperto. Oggi ospita un Museo del mare e manifestazioni e spettacoli teatrali.
  • Chiesa della Madonna del Carmine o delle Anime Sante: edificata della seconda metà del Seicento e ad unica navata. L'altare custodisce una tela del 1695 raffigurante la Madonna del Carmine, San Giovanni Evangelista e San Nicola da Tolentino che intercede per le Anime del Purgatorio, opera di Francesco Trevisani. Ai lati dell'altare troviamo due statue che raffigurano rispettivamente: la Fede e la Carità mentre nella parte alta si scorge un'opera di Filippo Ricci del 1760 e raffigurante l'Educazione della Vergine. La chiesa conserva anche una tavola di Vincenzo Pagani (Crocifissione con l'Addolorata Santa Maria Maddalena, San Girolamo e San Giovanni Evangelista).
  • Chiesa del Santissimo Rosario: costruita nel 1728. L'interno si presenta a tre navate. Interessanti sono: una statua dei primi anni del 1700 raffigurante la Madonna del Rosario e l'affresco del catino absidale realizzato dal sangiorgese Sigismondo Nardi alla fine del 1800 raffigurante una Madonna con Bambino e angeli.
  • Palazzo Comunale: al suo interno troviamo conservata una tela datata 1775 raffigurante San Giacomo fra due Santi, opera di Gaetano Gandolfi.
  • Il porto turistico - peschereccio: quello di Porto San Giorgio è uno dei più grandi porti turistici dell'Adriatico con una superficie di 140.000 m² ed in grado di ospitare circa settecento barche. Costruito nel 1984 ha ottenuto negli anni ben diciannove bandiere blu dalla Comunità Europea come riconoscimento di efficienza, organizzazione e pulizia.[6][7]
  • Grazie ad uno sviluppo edilizio notevole, avvenuto lungo la costa tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, Porto San Giorgio può vantare un numero considerevole di eleganti edifici in stile Liberty realizzate appunto nei primi anni del Novecento. Passeggiando per il centro della città se ne trovano diverse, come ad esempio la Villa delle Rose. Costruita nel 1921, presenta all'esterno delle finissime decorazioni in maiolica, e nel 1947 fu donata alle Canossiane le quali recuperarono tutta la struttura che risultò gravemente danneggiata alla fine del secondo conflitto mondiale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016 la popolazione straniera era di 955 persone[9] (5,94% sulla popolazione). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla percentuale sulla popolazione residente erano:

Romania 336 (2,09%)

Albania 123 (0,77%)

Polonia 83 (0,52%)

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto di Porto San Giorgio è attualmente quello dell'area fermana, molto usato per la sua comprensibilità, e caratterizzato dalla presenza della distinzione, mantenuta dal latino, tra le vocali finali u ed o. Molte espressioni derivano dall'antica lingua dei romani, come "gne nòccia", derivante dal latino ne noceat, che significa: "che non ti nuoccia", "che ti sia propizio". Ciò è dovuto in primis all'aver fatto parte della storia di Roma antica e del suo impero e dello Stato Pontificio fino all'Unità d'Italia.

La cittadina è detta in dialetto sangiorgese semplicemente Lu Portu, cioè Il Porto, com'è chiamata generalmente dagli abitanti dell'entroterra, sia del capoluogo e sia della provincia, o modernamente, con italianizzazione pressoché totale, San Giorgio.

Tuttavia la parlata più antica, ora estinta, rivelava alcune influenze abruzzesi settentrionali, che dunque si spingevano fin dentro l'area fermana, come nel caso dei cosiddetti "frangimenti vocalici": ne sono un esempio ó chiusa, che passava ad ò aperta (fiòre, cròce), ò aperta, che si incamminava verso a (mante per "monte"), ed è aperta, che passava ad à (pràgo per "prego", per "bene", tàmpo per "tempo").

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Porto San Giorgio sono attive numerose associazioni di promozione culturale, nei settori della pittura, della musica, del teatro. Vengono altresì organizzate diverse esposizioni di arte e fotografia.

A Porto San Giorgio è stato girato nel 2016 il film Come saltano i pesci.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La pietanza tipica sangiorgese è l'amandovolo, un dolce a base di mandorle e cioccolato fondente, ideato da un pasticciere piemontese stabilitosi in città. Di solito si gusta e si regala sotto il periodo di Natale ma è possibile trovarlo in qualsiasi pasticceria durante tutto l'anno.

Un piatto tipico è il "brodetto alla sangiorgese"[5]. Il Comune di Porto San Giorgio ha infatti codificato per il brodetto la Denominazione Comunale d'Origine (De.Co.). Nella ricetta De.Co. non si possono utilizzare pesci congelati, pesci non dell’Adriatico centrale (sarebbe meglio se provenissero dallo specchio d’acqua della marineria sangiorgese), e tutti gli altri ingredienti devono essere locali. La ricetta ufficiale prevede dunque lo sgombro, il gattuccio e/o palombo, il merluzzo, il suro, lo scorfano, il sanpietro, il gronco, la triglia, il merlano, la baraccola (o razza), la rana pescatrice, la tracina, la gallinella di mare, il pesce prete, il moscardino, la mazzancolla, il cefalo e il granchio. Si devono scegliere almeno 13 diverse specie di questi pesci, e si dovrà accompagnarli con pomodori verdi, prezzemolo, aceto, peperoncino, olio e sale.

A Porto San Giorgio si possono gustare piatti a base di pesce: la carbonara di pesce e tante altre specialità di pesce dell'Adriatico.

La cucina sangiorgese è quella marchigiana (ascolana - maceratese).

A Porto San Giorgio si possono gustare i vincisgrassi, le olive ed i cremini all'Ascolana ed il Ciauscolo.

Sotto il periodo natalizio si può assaggiare il Frustingo, dolce tipico marchigiano a base di frutta secca e fichi.

Porto San Giorgio era la sede della "Ditta Francesco Olivieri" che produceva l'Anisetta “Anisina Olivieri Specialità Premiata”, famosa oggi quella Meletti di Ascoli. Altri liquori che si possono trovare a Porto San Giorgio e tipici marchigiani sono: il Mistrà (liquore all'anice simile alla sambuca) ed il vin cotto (difficilmente in vendita).

Il pane è sciapo, simile al toscano.

Feste, fiere e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Festa del Mare

La festa del mare si svolge il 14 agosto. Elemento cardine della festa del mare di Porto San Giorgio è la famosa è la Padella Gigante dell'Adriatico[10] (il cui manico misura 8 metri, con un diametro di 6 metri sull'orlo e di 4 metri sul fondo; all'interno vengono versati 1000 litri di olio); la festa si tiene a ferragosto in onore della Madonna. La mattina si svolge una messa al porto e una parata in mare di pescherecci, la sera la padella gigante. In poche ore si può assistere a spettacolari fritture di quintali di calamaretti e sarde.

Nata alla fine degli Sessanta del Novecento, la festa intende ricordare un fatto accaduto il 7 aprile 1795, quando i pescatori di Porto San Giorgio scioperarono perché i padroni delle barche non intendevano aumentare la loro paga. I pescatori, preoccupati per i bilanci familiari messi in crisi dallo sciopero, affidarono all'artigiano Tommaso Mostarda la costruzione di una enorme padella allo scopo di consumare insieme le ultime riserve alimentari di ogni famiglia. Quando l'aumento del salario fu concesso, finalmente si tornò a pescare[11].

Festa patronale

Si svolge nella settimana che comprende il 23 aprile ed è caratterizzata dalla tombola, una specie di riffa che viene estratta in piazza, e dal mercato.

Vongolopolis

Ad esser protagonista indiscussa di questo evento estivo è la vongola. Il mollusco è cucininato in mille modi differenti. Degustazioni guidate ma anche numerosi laboratori di cucina ai quali partecipare da spettatori. Puntualmente vengono organizzate gite in peschereccio per conoscere la zona attigua a Porto San Giorgio particolarmente gradite dai bambini ma anche dagli adulti curiosi di scoprire come vengono pescate le vongole.

Proloco in Festa

Partecipazione di rappresentanze culinarie che propongono il meglio della cucina marchigiana ed internazionale.

Altre manifestazioni

Ogni estate a Porto San Giorgio si svolge un festival internazionale di scacchi frequentato da giocatori professionisti di tutto il mondo.

Ogni estate a Porto San Giorgio si svolge un torneo internazionale di tennis under 12 Torneo che in passato ha incoronato talenti poi divenuti assoluti protagonisti del seeding mondiale. Perché l’albo d’oro di questa competizione racconta la storia di piccoli campioni poi destinati a grandi cose: di qui sono passati Ivanisevic, Ancic, Kournikova, Lucic, Hantuchova, Cibulkova ed i nostri Gaudenzi, Fognini, Seppi, Bolelli, Pennetta, Errani e Schiavone.

Radio[modifica | modifica wikitesto]

A Porto San Giorgio, ha avuto sede una delle prime radio private libere nazionali Radio 4, nata nell'estate nel 1975 l'emittente sfruttava le frequenze FM dei 104.500 e 97.300. È stata attiva fino al 1995 quando a mancanza di fondi e sponsor né ha decretato la fine. Negli anni d'oro del basket sangiorgese è stata l'emittente che trasmetteva in diretta le radiocronache delle partite per voce del radiocronista Sandro Ilari.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le virtù climatiche e terapeutiche del luogo erano già note fin dai primi del Novecento e con il decreto ministeriale del 28 ottobre 1927, Porto San Giorgio venne riconosciuta “stazione di cura, soggiorno e turismo”. Se il turismo è la prevalente attività economica locale, essa è stata tuttavia preceduta, ed è tutt’ora affiancata, dalla pesca.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti su strada[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le infrastrutture: la città è attraversata da nord a sud dalla Strada statale 16 Adriatica e parallelamente alla costa dalla linea ferroviaria Adriatica Milano - Bologna - Ancona - Pescara - Bari - Lecce. A sud della città c'è il casello di Porto San Giorgio-Fermo dell'Autostrada A14 Adriatica e nei pressi c'è la SP Pompeiana perpendicolare alla Strada statale 16 Adriatica che si dirama in due strade: la Strada Provinciale Val d'Ete che costeggia il fiume Ete e la SP Castiglionese verso Ovest che termina a Fermo. La SP239 è un'arteria di rilievo, a doppia corsia per ogni senso di marcia, che collega Porto San Giorgio a Fermo e continua con una sola corsia verso i paesi dell'interno fino ad Amandola. A nord dall'estate 2011 si può usufruire anche del casello autoostradale di Porto Sant'Elpidio. Il Trasporto Pubblico di Linea (TPL) è erogato dalla società Trasfer che collega la stazione ferroviaria con il capoluogo di Provincia Fermo con una corsa ogni 20 minuti, ci sono poi i servizi lungo il litorale per collegare Lido di Fermo, Casabianca e Tre Archi e un servizio per la zona sud dove è ubicato il porto turistico.[12]

In passato Porto San Giorgio era collegata a Fermo da una linea filoviaria.

Pista ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Sulla linea di costa non esiste una vera pista ciclabile; esistono soltanto brevi tratti nelle vie interne, di diverse misure e caratteristiche e non delimitate da cordoli. Questo fa di Porto San Giorgio l'unico centro del Piceno non dotato di tratti ciclabili inquadrabili nella realizzanda Ciclovia Adriatica, che una volta completata andrà a collegare tutte le località della costa adriatica.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

È presente la stazione di Porto San Giorgio-Fermo, posta sulla ferrovia Adriatica; fino al 1956 era in funzione anche la Ferrovia Porto San Giorgio-Amandola, a scartamento ridotto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 dicembre 1998 9 giugno 2003 Francesco Amici centro-destra Sindaco [13]
10 giugno 2003 12 aprile 2008 Claudio Brignocchi centro-sinistra Sindaco [13]
13 aprile 2008 14 settembre 2011 Andrea Agostini centro-destra Sindaco [14][15]
15 settembre 2011 20 maggio 2012 Marcella Conversano Commissario prefettizio
21 maggio 2012 in carica Nicola Loira centro-sinistra Sindaco [16]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Porto San Giorgio è gemellato con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte dell'azienda sanitaria unica regionale delle Marche, area vasta n. 4 (A.S.U.R. Marche - A.V. n. 4).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Le attività sportive di maggior successo della cittadina sono da sempre il basket, la ginnastica, il tennis, la vela ed il calico che hanno visto squadre locali e atleti ottenere notevoli successi a livello nazionale ed internazionale.

  • La Sangiorgese Basket fondata nel 1932 col nome Unione Cestistica Sangiorgese ha militato per parecchi anni in C, B1 e B2 fino ad arrivare in serie A2 nel 1984-85 guidata dal Coach Cesare Pancotto. La squadra ha avuto come sponsor la Ci.Da. (dal nome del presidente Ciamarra Dario), la Fleming e la Sabelli, con colori biancoverdi. La Sangiorgese militò 5 stagioni in Serie A2. Dopo la retrocessione dalla serie A2 la Sangiorgese Basket ha militato per diversi anni nel campionato di serie B con ottimi risultati sfiorando in qualche occasione la promozione in serie A, ma il perdurare della crisi economica della società priva di uno sponsor importante ha decretato la fine del sodalizio con il fallimento nel 1996. Nel 2008 la squadra fu rifondata con il nome di Virtus Basket P.S.Giorgio che in pochi anni riesce a comporre un buon settore giovanile e nel 2013 con la squadra senior viene promossa in serie C regionale.
  • In città è presente la società ASD Ginnastica Nardi Juventus. Tra gli atleti più noti ricordiamo l'olimpionico Paolo Ottavi.
  • Porto San Giorgio è sede del Circolo Tennis Porto San Giorgio. Tra gli atleti più noti ricordiamo Gianluigi Quinzi, vincitore nel 2013 del Torneo di Wimbledon ragazzi.
  • Porto San Giorgio è sede del circolo nautico ASD Nautica Picena, fondata nel 1982 come "Circolo Nautico Piceno", che ha conseguito vittorie nei campionati italiani di Optimist e Flying Junior, diventando così il vivaio velico più importante della zona. Tra gli atleti più importanti ricordiamo Matteo Brega (campione italiano Optimist 1994), i fratelli Del Zozzo e Andrea Bazzani (campioni italiani FJ 2002 e 2012) e l'equipaggio composto da Federico Quondamatteo e Andrea Farina (campioni italiani FJ 2017)[17].
  • A Porto San Giorgio ha sede la LNI Porto San Giorgio. Nata nel 1939 dalla fusione tra il Circolo Canottieri Nettuno e il Circolo Canottieri Piceni. Tra gli atleti più noti ricordiamo Andrea Curzi (4 volte campione italiano nella categoria Laser), l'equipaggio composto da Carlo Iommi e Giacomo Ortenzi (campioni italiani FJ 2000 e 2001)[17] e Giacomo Sabbatini velista di fama internazionale, il più giovane Italiano a partecipare alla regata transatlantica per solitari minitransat 6.50.
  • Nel calcio Porto San Giorgio ospita quattro società militanti nelle serie dilettantistiche. La più importante e antica è la Sangiorgese Calcio (che ha partecipato a numerosi campionati di serie D dagli anni 60 fino alla fine degli anni 80), fondata nel 1922 col nome Unione Sportiva Sangiorgese. Nel 2011 la Sangiorgese Calcio non si iscrive al campionato di calico e viene di conseguenza radiata dalla federazione. A raccoglierne l'eredità ci pensa la A.S.D. Nuova Sangiorgese. Nel 2017 dopo dopo aver terminato con la salvezza il torneo di Promozione la società cambia nome in Società Sportiva Dilettantistica Sangiorgese 1922. A Porto San Giorgio sono presenti anche: la ASD Borgo Rosselli, squadra del quartiere sud della città (da cui il nome), in Seconda Categoria; la Polisportiva Umberto Mandolesi 1983, presente nel quartiere nord, in Terza Categoria; la più giovane, l'Olimpia PSG, in Terza Categoria.
  • La squadra principale di calcio a 5 è la Sangiorgese Calcio a 5 che milita in Serie B, ma esistono altre squadre di categorie inferiori tra cui il Futsal Cobà, squadra di calcio a 5 che milita in serie C1.
  • Nell'automobilismo Giampiero Simoni vince nel 1987 il campionato mondiale di gokart.
  • Nel motociclismo si ricorda Enrico Mariani Campione Italiano classe 125cc Anno 1928.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nei bar e nei ritrovi frequentati dai marinai e dalla gente comune si gioca a Trucco, un gioco di carte che richiama, nelle regole, nei termini e nel nome, il "Truco", il gioco tradizionale argentino e uruguaiano. A "Truco" a volte giocano i personaggi dei romanzi di Osvaldo Soriano, scambiandosi ricordi ed illusioni. Il Trucco si gioca anche in Catalogna e in alcune città di mare del sud della Francia, portato anche lì dal girovagare perpetuo di instancabili marinai.
  • Il 15 giugno 1986 i cittadini di Fermo e quelli di Porto San Giorgio vennero chiamati ad esprimere il loro Si o No al referendum consultivo per l'unificazione di Fermo e Porto San Giorgio, proposto dal fermano Abramo Mori. I cittadini fermani si espressero per il Si il 70,61% degli elettori, mentre a Porto San Giorgio il 92% si espresse per il No. Prevalsero in totale i No per 871 voti.
  • Il 30 marzo 1935, a causa di un fortunale dalle straordinarie proporzioni persero la vita undici marinai sangiorgesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fernando Palazzi, Novissimo dizionario della lingua italiana (IV appendice, Nomi degli abitanti di alcuni paesi), Milano, 1957, pag. 1402.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Comuni in provincia di Fermo per densità, su tuttitalia.it.
  5. ^ a b Sangiorgioturismo - Porto San Giorgio, su www.sangiorgioturismo.it. URL consultato il 1º dicembre 2017.
  6. ^ Porto San Giorgio, tuttitalia.it, 24 aprile 2018. URL consultato il 15 agosto 2018 (archiviato il 27 gennaio 2018).
  7. ^ Bandiera Blu: arrivano le prime conferme 2018 per la costa fermana, Cronache Fermane, 24 aprile 2018. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato il 24 aprile 2018).
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Mappe, analisi e statistiche sulla popolazione residente, su ugeo.urbistat.com.
  10. ^ Festa del mare, Porto San Giorgio, Folclore.eu, 18 luglio 2012. URL consultato il 14 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2012).
  11. ^ La Festa del mare, su prolocoportosangiorgio.it (archiviato dall'url originale il 29 ottobre 2016).
  12. ^ www.trasfer.eu, su trasfer.eu.
  13. ^ a b Repubblica.it
  14. ^ Speciale elezioni 2008 - Elezioni comunali - Porto San Giorgio
  15. ^ Dimissione di 11 consiglieri.
  16. ^ Porto San Giorgio - Ballottaggio - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it
  17. ^ a b (IT) International FJ Class Italia, su fjclassitalia.it. URL consultato il 7 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV. Porto San Giorgio. Strenna pubblicata in occasione dei festeggiamenti per l'inaugurazione del nuovo Acquedotto, 16 luglio 1922.
  • Cesare d'Altidona (C. Trevisani). Porto San Giorgio e visite dei dintorni. Fermo, Tipografia Economica, 1929.
  • Giocondo Rongoni. di Sole in Sole. Al Porto di San Giorgio tra '700 e '800. Fermo, Andrea Livi Editore, 1993.
  • Franco Loira, Marta Brunelli, Cristiano Marchegiani, La chiesa di San Giorgio. Storia, Appartenenza, Architettura, Comune di Porto S. Giorgio, Società Operaia di Mutuo Soccorso G. Garibaldi, 2004.
  • Giovan Battista Campanelli, Libro di memorie (a cura di Alfredo Luzi e Clara Muzzarelli Formentini), Pesaro, Metauro Edizioni, 2007.
  • Giarmando Dimarti. Paralipomeni storici, ovvero correzioni ed aggiunte alle dimenticanze della storiografia ufficiale, in Il corriere sociale. Anno XLII, n. 1, febbraio 2008.

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