Monte Rinaldo

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Monte Rinaldo
comune
Monte Rinaldo – Stemma Monte Rinaldo – Bandiera
Monte Rinaldo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Fermo-Stemma.png Fermo
Amministrazione
Sindaco Gianmario Borroni (lista civica "Monte Rinaldo Bene Comune") dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate 43°01′42.2″N 13°34′50.81″E / 43.028389°N 13.580781°E43.028389; 13.580781 (Monte Rinaldo)Coordinate: 43°01′42.2″N 13°34′50.81″E / 43.028389°N 13.580781°E43.028389; 13.580781 (Monte Rinaldo)
Altitudine 485 m s.l.m.
Superficie 7,92 km²
Abitanti 369[1] (31-12-2016)
Densità 46,59 ab./km²
Comuni confinanti Monsampietro Morico, Montalto delle Marche (AP), Montelparo, Montottone, Ortezzano
Altre informazioni
Cod. postale 63852
Prefisso 0734
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 109021
Cod. catastale F599
Targa FM
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 207 GG[2]
Nome abitanti monterinaldesi
Patrono san Leonardo di Noblac
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monte Rinaldo
Monte Rinaldo
Monte Rinaldo – Mappa
Posizione del comune di Monte Rinaldo nella provincia di Fermo
Sito istituzionale

Monte Rinaldo (Monranallo o Montranallu in dialetto fermano[3]) è un comune italiano di 369[1] abitanti della provincia di Fermo nelle Marche.

Il centro storico è medievale, circoscritto all'interno delle mura che corrono intorno alla piazza dove sono situati Palazzo Giustiniani e la Torre Civica. Poco lontano dal centro storico si trova l'area archeologica "La Cuma".

Piazza Umberto I - Palazzo Giustiniani
Area archeologica "La Cuma"
Panoramica
Chiesa di Sant'Anna di Monte Rinaldo

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Questo comune si erge su tre colli tra la valle del fiume Aso e la valle del fiume Ete vivo, a metà strada tra il mare Adriatico e i Monti Sibillini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo millennio a.C., i Piceni, emigrati dalla Sabina, colonizzando il territorio collinare.

In seguito a varie alleanze con i Romani e alla Terza guerra Sannitica, nel III secolo a. C. il territorio passa a poco a poco sotto il controllo di Roma, come testimoniano i resti archeologici del santuario ellenistico- romano, situato oggi nella zona La Cuma e datato al II secolo a. C.

In età longobarda, la sua posizione rese possibile lo sviluppo di attività agricolo-commerciali. Dai resti dell'insediamento romano, posto nei pressi del fiume Indaco, nacquero i centri fortificati del territorio che risalgono al VI secolo.

La storia del nucleo abitativo moderno di Monte Rinaldo inizia successivamente, nei primi anni del 1000, quando si intreccia con quello di Monsampietro Morico. Malugero Melo, figlio di Drogone d'Altavilla, conte normanno delle Puglie, in fuga con la madre Porzia raggiunse le terre fermane, dove sposò una certa Mòrica, e la coppia ebbe tre figli, uno dei quali di nome Rinaldo.

Malugero costruì un castello situato nell'attuale territorio comunale e lo affidò proprio a Rinaldo. Intorno ad esso vennero eretti pievi, castelli, monasteri e borghi, cosicché il centro storico, a partire dal piccolo insediamento franco-longobardo, si espande intorno al XII secolo.

Il territorio di Monte Rinaldo, essendo una zona di frontiera, nel medioevo, fu conteso dal ducato di Fermo, dalla città di Ascoli e dai monaci farfensi della vicina Santa Vittoria.

Il primo documento che menziona "Monte Rinaldi" è la donazione Rainberga del 1032, con cui la badessa di un monastero di Petritoli dona il castello all'Abbazia di Montecassino.

Nella seconda metà del XIII secolo, Monte Rinaldo dipendeva da Fermo. In seguito ha vissuto le vicende degli altri centri abitati della zona: come la nascita dei comuni, la dipendenza secolare dalla città di Fermo, il dominio dello Stato Pontificio, l'invasione napoleonica, fino alla proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Area archeologica La Cuma[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Area archeologica La Cuma.

Si trova sul versante settentrionale della Val d'Aso e prende il nome dalla località in cui è situata.

I monumenti principali presenti all'interno dell'aerea sono un santuario risalente all'età tardo repubblicana (II-I secolo a. C.) e l'annesso portico a due navate[4]. Le strutture sono paragonabili a quelle presenti ad Ancona e Palestrina.

Museo civico archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Museo civico archeologico Monte Rinaldo.

È situato nell'ex chiesa del SS. Crocefisso e raccoglie i reperti provenienti dall'area archeologica poco distante. Fanno parte della collezione i rivestimenti architettonici, ceramiche di epoche differenti, oggetti in bronzo ed ex-voto dedicati alle divinità.[4]

Palazzo Giustiniani[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si inserisce sulla cinta muraria meridionale, i cui resti sono chiaramente individuabili sulla facciata sud. Palazzo Giustiniani mantiene nel suo insieme le caratteristiche tipiche delle residenze signorili dei piccoli centri del fermano e rappresenta una porzione significativa del perimetro della piazza di Monte Rinaldo per le sue particolarità architettoniche come ad esempio le aperture ovali e quelle del piano nobile riccamente decorate.

Il manufatto si sviluppa su quattro livelli e nasce dall'accorpamento di cellule edilizie preesistenti uniformate in facciata nei primi decenni del Settecento grazie all'intervento della famiglia Giustiniani.

Degno di nota il piano nobile, residenza vera e propria della famiglia Giustiniani, caratterizzato da importanti decorazioni parietali e solai in legno dipinti.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Santissimo Sacramento e Rosario[modifica | modifica wikitesto]

In passato era dedicata alla Madonna della Misericordia. Nel 1741, in occasione della visita dell'arcivescovo di Fermo Alessandro Borgia, le Confraternite del Sacramento e del Rosario fecero ricostruire l'edificio, portato a termine nel 1758.

La facciata ha forme barocche. Sui fianchi laterali sono presenti dei contrafforti, elementi verticali destinati a rafforzare l'opera muraria, tra i quali si aprono le finestre.

Veduta della Val d'Aso da Monte Rinaldo

All'interno è presente un'unica navata con due cappelle per lato. Le pareti sono ritmate da elementi architettonici decorativi. La controfacciata presenta strutture lignee con pitture di Antonio Liozzi. Dietro l'altare maggiore è collocata la tela raffigurante la Madonna del Rosario e i Santi Domenico e Caterina da Siena.

L'organo dipinto è della metà del XVIII secolo ed è attribuito a Giuseppe Attilli.[5]

Chiesa di San Leonardo e Flaviano[modifica | modifica wikitesto]

È il luogo di culto più importante di Monte Rinaldo. Da alcuni documenti risulta che è stata costruita nel 1100. In realtà prima ci sono testimonianze di due chiese distinte nel paese, una dedicata a San Leonardo e una a San Flaviano, l'unione dei due titoli è avvenuta nel XVI secolo, quando l'edificio posto vicino alle mura è stato ristrutturato. All'inizio del 1800 all'interno della chiesa esistevano cinque altari, in seguito a lavori di ristrutturazione vennero ridotti a tre. Era presente anche un campanile con tre campane.

Nel 1930 una lettera evidenziava che il tetto risultava fortemente lesionato e fu approvato un progetto che rimosse le cause del deterioramento: il campanile e due altari. La struttura ha così assunto l'aspetto che ha oggi[6].

Chiesa di Santa Maria della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Situata in località La Cuma, è stata edificata nel 1695 con il sostegno economico di Giuseppe Morelli, come ricorda la targa presente sul muro della facciata. Probabilmente fu costruita per richiedere l'intercessione della Madonna affinché proteggesse i campi dalla grandine, infatti ancora oggi viene invocata per la protezione dei raccolti.

Presenta una sola navata in fondo alla quale c'è un altare sul quale è presente un dipinto raffigurante la Madonna, San Giuseppe e Sant’Antonio.

La struttura è addossata alla casa colonica di Luigi Antognozzi, proprietario anche del luogo di culto. Antognozzi negli anni ha provveduto al restauro e alla manutenzione della chiesa.

Ogni anno il 10 giugno si celebra la festa della Madonna della Neve[7].

Chiesa di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

La formella presente sulla facciata dell'edificio ricorda che fu costruita nel 1779 da un privato cittadino, Pasquale Traini. Egli assegnò una donazione di 25 scudi con l'obbligo di celebrare tre messe durante il corso dell'anno: alla ricorrenza delle feste di Sant’Anna, di San Pasquale e il 3 novembre.

Si trova nelle prossimità del torrente Indaco ed è stata realizzata con laterizi e pietra del fiume.

Secondo il racconto di alcuni contadini della zona, non lontano dalla chiesa di Sant'Anna, sarebbe anticamente esistita la chiesa di Sant’Andrea, confermata da diversi documenti. Probabilmente, in seguito a calamità naturali l'edificio ha riportato lesioni strutturali tali da indurne l'abbattimento.[7]

Chiesa del Santissimo Crocefisso[modifica | modifica wikitesto]

È stata edificata nella prima metà del XII secolo e ricostruita nel 1662, è probabile sia stata la prima chiesa parrocchiale di Monte Rinaldo. Originariamente è stata dedicata a San Flaviano e successivamente a Santa Maria del Soccorso.

La struttura è in stile romanico e presenta sulla facciata dei grossi blocchi di tufo simili a quelli presenti nell'area archeologica. All'interno erano presenti quattro altari che nel XIX secolo, in seguito a modifiche strutturali, sono stati ridotti a due, uno di stucco in stile barocco e uno intagliato interamente in legno[6].

L'edificio è oggi sede del Museo civico archeologico.

Persone legate a Monte Rinaldo[modifica | modifica wikitesto]

Conte Antonini[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Monte Rinaldo nel 1556 da una famiglia umile, fin da piccolo ha lavorato nei pascoli. Ha imparato a leggere e scrivere da autodidatta e ha frequentato istituti religiosi dove, aiutato dal padre, ha formato la sua culturale. Fu nominato prete e contemporaneamente svolgeva attività notarile e di insegnante. Visse a Montappone, Ortezzano e Roma. Nel 1585 si fece trasferire a Santa Maria in Monte San Pietrangeli dove fondò il monastero di Carmelitane Scalze e una compagnia della congregazione dell’Oratorio. La sua filosofia di vita era incentrata sulla penitenza e la rinuncia. Colpito da una grave malattia, morì l'11 agosto 1622.[8]

Serafino Antonini[modifica | modifica wikitesto]

Serafino Antonini è a Monte Rinaldo il 27 gennaio 1734 e probabilmente era discendente da Conte Antonini. Don Serafino fu rettore della chiesa matrice di Monte Vidon Corrado. Nel periodo in cui fu parroco di Monte Rinaldo dovette far fronte alla tremenda carestia del 1816-17 durante la quale si impegnò con tutte le sue forze a far fronte alle esigenze. Come don Conte, condusse una vita di rinunce e privazioni. Il 9 aprile 1819 cominciò ad accusare gravi problemi di salute e si spense il 26 luglio dello stesso anno. Durante la convalescenza continuò a testimoniare la sua fede ed ebbe due visioni durante una delle quali si tramanda che abbia predetto il giorno della sua morte. I Monterinaldesi avrebbero voluto tumularlo all'interno della chiesa parrocchiale ma l'editto di Saint Cloud lo impediva. I cittadini riuscirono a farsi concedere l'autorizzazione per seppellirlo nell'attuale chiesa del Crocefisso. Nel 1945 il corpo fu riesumato e riposto nella chiesa della Misericordia.[9]

Alceo Feliciani[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma nel 1810, è considerato cittadino di Monte Rinaldo perché il padre ha abitato in paese fino al giorno delle nozze. Alceo è stato un professionista importante nel campo della storia della chirurgia estetica, nonché un politico risorgimentale che assunse a Roma significativi incarichi lavorando a stretto contatto con Mazzini, Armellini e Angelo Brunetti.

Alceo intraprese gli studi letterari e filosofici ma la sua passione lo portò al conseguimento della laurea in medicina e chirurgia all'Università degli Studi di Roma. Collaborò con Paolo Baroni, chirurgo bolognese e medico personale di Pio IX.

Morì il 7 gennaio 1878.[10]

Mons. Giuseppe Roscioli[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Monte Rinaldo il 25 novembre 1922, era il tesoriere della Chiesa fermana e lauretana. Le autorità ecclesiastiche si accorsero delle sue capacità manageriali e della sua onestà e lo incaricarono di risolvere districate situazioni finanziarie.

La sua carriera ecclesiastica è stata scandita da riconoscimenti e incarichi prestigiosi, come il titolo di Protonotario apostolico soprannumerario conferitogli da Giovanni Paolo II nel 1980.

È morto a Loreto il 26 settembre 1989 in seguito ad una crisi cardiaca.[11]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Pro Loco Cuma di Monte Rinaldo da molti anni svolge attività di promozione del territorio organizzando manifestazioni ed eventi che aiutano la conservazione e la valorizzazione delle risorse culturali, ambientali ed enogastronomiche. Non si trascurano usanze e tradizioni popolari, mirando sempre ad un'attività di pluralismo e solidarietà che possa favorire il raggiungimento delle finalità sociali, civili, etiche e culturali, fondamentali per promuovere lo sviluppo turistico del paese. La Pro Loco Cuma di Monte Rinaldo è associata Unpli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 maggio 2014 in carica Gianmario Borroni Monte Rinaldo Bene Comune Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Zona Territoriale n. 11 di Fermo dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche (in sigla Z.T. n. 11 - A.S.U.R. Marche).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'A.S. Monte Rinaldo '05 è la società di calcio a 5 locale e disputa il campionato CSI; la squadra gioca le partite casalinghe presso il campetto del paese.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Monte Rinaldo è nota per un prodotto gastronomico di nicchia: la bistecca di castrato.

Dal 1931 è prodotto il formaggio pecorino caratterizzato dal sapore aromatico datogli dal serpillo, un'erba che cresce spontanea nella Val d'Aso, fondamentale nutrimento per gli ovini che producono questo particolare pecorino.

Altri importanti piatti della gastronomia monterinaldese sono la porchetta, fatta con maiali grassi e i fegatelli di maiale al forno. Quest'ultimo è un piatto preparato già nei primi anni del Novecento con le interiora e il sangue del maiale, cotti al forno e conditi con il sugo della porchetta.

La zona è inoltre ricca di frutta e verdura prodotta nella Valle. Anche qui, come in tutto il fermano, viene prodotto un particolare vino, chiamato vino cotto, un mosto di uve fatto cuocere in pentoloni di rame[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 421.
  4. ^ a b Monte Rinaldo | Rete Museale dei Sibillini, su www.retemusealedeisibillini.it. URL consultato l'08 giugno 2016.
  5. ^ ilbelpaesemonterinaldo, La chiesa del Santissimo Sacramento e del Rosario a Monte Rinaldo, su Monte Rinaldo, 19 marzo 2014. URL consultato il 09 giugno 2016.
  6. ^ a b Settimio Virgili, Monte Rinaldo, Linea Grafica srl, 2014.
  7. ^ a b Le chiese di Santa Maria della Neve e di Sant’Anna a Monte Rinaldo | LIVING IN MARCHE, su www.livinginmarche.it. URL consultato il 09 giugno 2016.
  8. ^ Settimio Virgili, p.77
  9. ^ Settimio Virgili, p.81
  10. ^ Settimio Virgili, p.88
  11. ^ Settimio Virgili, p.97
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Autori vari, Le guide rosse 5, Touring Club Italiano (TCI), 2005.

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