Parco naturale regionale del Monte San Bartolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Parco naturale regionale del Monte San Bartolo
Parco naturale San Bartolo.jpg
Tipo di areaParco regionale
Codice EUAPEUAP0970
StatiItalia Italia
RegioniMarche Marche
ProvincePesaro e Urbino Pesaro e Urbino
ComuniGabicce Mare e Pesaro
Superficie a terra1584,04 ha
Superficie a mare0 ha
Provvedimenti istitutiviL.R. 15, 28.04.94 - D.G.R. 809, 18.03.96 - D.C.R. 66, 27.05.96 - D.G.R. 2475, 23.10.01
GestoreEnte parco
Mappa di localizzazione
Sito istituzionale

Coordinate: 43°55′13.73″N 12°53′43.56″E / 43.92048°N 12.895432°E43.92048; 12.895432

Monte San Bartolo
Fiorenzuola, spiaggia

Il parco naturale regionale del Monte San Bartolo è un'area naturale protetta della regione Marche, istituita nel 1994, situata a ridosso della costa adriatica nella provincia di Pesaro e Urbino, toccando ed "entrando" a nord nel comune di Gabicce Mare e a sud nel comune Pesaro. Il 5 agosto 2017 è stato interessato da un grave incendio che ha distrutto 142 ettari di terreno compresi tra Fiorenzuola di Focara e Casteldimezzo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ciò che rende importante questo parco è la particolarità del suo territorio, dal momento che su tutta la costa adriatica occidentale sono molto rare falesie e grotte quali questo piccolo promontorio possiede. Anche Dante Alighieri ne fece menzione nella Divina Commedia per il suo promontorio ventoso e pericoloso per i naviganti.

« E fa sapere a' duo miglior di Fano,
A Messer Guido et anche ad Agnolello
Che, se l'antiveder qui non è vano
Gittati saran fuor di lor vasello,
E mazzerati presso alla Cattolica,
Per tradimento d'un tiranno fello.

Tra l'isola di Cipri e di Maiolica
non vide mai sì gran fallo Nettuno,
non da pirate, non da gente argolica.
Quel traditor che vede pur con l'uno,
e tien la terra che tale qui meco
vorrebbe di vedere esser digiuno,
farà venirli a parlamento seco;
poi farà sì, ch'al vento di Focara
non sarà lor mestier voto né preco. »

Inferno XXVIII, 76-90

Queste colline emergono tra le basse sabbiose coste della Romagna e delle Marche ed hanno una strettissima spiaggia formata per lo più da depositi di ghiaia franata dalle pareti sovrastanti.

Molto particolare è un tipo di ciottoli detti cogoli che un tempo venivano raccolti per essere poi utilizzati come materiale da costruzione nei centri abitati dei dintorni[1]. Quest'attività non è più permessa poiché molto probabilmente ha favorito l'accelerarsi dei fenomeni erosivi.

Le ripide falesie qui presenti sono un bellissimo esempio di una formazione stratigrafica del periodo del messiniano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Daniele Sacco, Il paesaggio degli arcivescovi. Processi di trasformazione del territorio tra alto e basso Medioevo nelle Marche settentrionali, All’Insegna del Giglio, 2016, pp. 194. URL consultato il 2 settembre 2020.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]