Monsampolo del Tronto

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Monsampolo del Tronto
comune
Monsampolo del Tronto – Stemma Monsampolo del Tronto – Bandiera
Monsampolo del Tronto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoMassimo Narcisi (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate42°53′52.33″N 13°47′38.33″E / 42.897869°N 13.793981°E42.897869; 13.793981 (Monsampolo del Tronto)
Altitudine158 m s.l.m.
Superficie15,43 km²
Abitanti4 378[1] (30-4-2022)
Densità283,73 ab./km²
FrazioniStella
Comuni confinantiAcquaviva Picena, Castorano, Controguerra (TE), Monteprandone, Offida, Spinetoli
Altre informazioni
Cod. postale63077
Prefisso0735
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044031
Cod. catastaleF380
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 514 GG[3]
Nome abitantimonsampolesi
PatronoSanta Teopista
Giorno festivo14 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monsampolo del Tronto
Monsampolo del Tronto
Monsampolo del Tronto – Mappa
Posizione del comune di Monsampolo del Tronto nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Monsampolo del Tronto è un comune italiano di 4 378 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Centro del subappennino marchigiano, Monsampolo sorge su un terreno collinoso a ridosso della Salaria sulla riva sinistra del fiume Tronto a 20 km da Ascoli Piceno e a 12 km da S. Benedetto del Tronto. Gode di un bel panorama che spazia sulla vallata del Tronto, si apre sulle colline picene, sui monti Sibillini, sul Gran Sasso e sull'Adriatico.

Porta da Mare, "Arco della Morte", XV secolo

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome ha origine agiotoponimica, Monti Sancti Pauli (anno 1100), allude al titolare della prima chiesa castellana dalla quale il Comune prese il nome. Nel XIV secolo si passò dal Monte Santo Paolo al Monte Santo Polo e successivamente, per contrazione del toponimo, a Monsanpolo. Lo stemma del comune presenta tre colli che si ergono sul mare. In origine, sui tre colli era collocato l'apostolo Paolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria

In questa epoca si è evidenziata la preferenza di quegli insediamenti sulla sommità dei colli per le scelte delle aree abitative. A Monsampolo sono stati sfruttati i terrazzi fluviali e la posizione dominate sulle vie di comunicazione.

Età del bronzo

Il ritrovamento di ceramica micenea a Monsampolo sembrerebbe inquadrarsi in una rete commerciale di più vasto raggio. Le foci del Tronto dovevano costituire uno scalo marittimo per l'approvvigionamento di viveri, nonché un centro di smistamento nelle fasi di lavorazione dell'ambra. La frequentazione micenea in Adriatico è da mettersi in relazione con il commercio di questa resina fossile, che arrivava dal Mar Baltico per poi essere inoltrata verso altri mercati in tutto il Mediterraneo, lungo l'antichissima "via dell'ambra". Questo rinvenimento comprova l'esistenza di una rotta adriatica che collegava tutto il Mediterraneo, favorendo la possibilità di scambi e contatti culturali.

Età del Ferro

Tra il IX e il III secolo a.C. nel tratto di costa compreso tra i fiumi Foglia e Pesca e delimitato all'interno degli Appennini, si è sviluppata la Civiltà Picena. Il suo sviluppo è stato condizionato dalle caratteristiche geomorfologiche con una conformazione orografica e idrografica particolare definita "sistema a pettine". Nella regione Marche sono presenti una serie di corsi d'acqua che scendono dalla dorsale appenninica verso il mare con vallate parallele tra loro, in direzione quasi perpendicolare alla costa.

Seconda Età del Ferro

Già nella prima metà del VI secolo a.C. una notevole crescita demografica interessò il Piceno meridionale e la vallata del Tronto. A Monsampolo, Spinetoli, Colli del Tronto, una serie di necropoli disposte a raggiera intorno ai colli documenta una considerevole intensità insediativa, che presuppone una florida economia in quest'area.

Epoca Romana

L'espansionismo di Roma alle soglie del III secolo condusse alla progressiva incorporazione dell'area medio-adriatica nello Stato romano. Il processo di incorporazione del Piceno crebbe progressivamente nel corso del III-II secolo a.C., attraverso un vasto sistema di prefetture, cioè di distretti amministrativi comprensivi di più centri. Agli inizi del I secolo a.C. divampò la Guerra sociale, che vide in Ascoli uno dei capisaldi della resistenza contro Roma, al fine di ottenere i diritti di cittadinanza.

Monsampolo è il luogo natale del letterato Nicola Gaetani Tamburrini, patriota, autore di studi danteschi e promotore della formazione scolastica nell'Italia postunitaria.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo Civico del Convento di S. Francesco[4] che ospita una collezione di arte sacra e alcuni tra i volumi provenienti dal fondo bibliografico della Biblioteca tomistica di Sant'Alessio.

Di notevole importanza culturale è il Museo della Cripta sotto la chiesa parrocchiale di Maria Ss. Assunta.

Nel 2003, durante lavori di restauro della Cripta della Chiesa di Maria SS. Assunta, sono stati portati alla luce oltre 30 corpi umani mummificati. La maggior parte sono mummie naturali, conservatisi per un processo spontaneo di mummificazione; è stato anche osservato un caso di mummificazione antropogenica, ottenuta attraverso un procedimento chirurgico di eviscerazione. Il microclima della cripta ha favorito la disidratazione dei corpi portando alla prolificazione di diversi batteri e alla successiva mummificazione, mentre gli abiti realizzati in fibra vegetale si sono conservati grazie al pH basico delle mura.

L'esame delle vesti ha messo in evidenza, oltre alla varietà delle fogge riconducibili ad un ceto popolare del Piceno, lo straordinario stato di conservazione delle fibre tessili, canapa, lino e ginestra, solitamente sottoposte a completo disfacimento; gli abiti realizzati con tali fibre erano propri di gente povera, contadina, che non aveva possibilità di vestire capi in fibre pregiate quali lana e seta che, al contrario, solitamente si conservano. Tra i pezzi ritrovati: abiti femminili, gilet maschili, calze, cuffie, camicie.

I corpi sono stati seppelliti con le vesti migliori da festa, ricostruite dove necessario in modo filologico dalla restauratrici tessili de "La Congrega" e la storica del costume Thessy Schoenholzer Nichols. Seppur povere le vesti sono ricche di particolari come bottoncini, preziosi merletti e ricami.

Qui si possono osservare, oltre ai corpi mummificati, gli abiti, i tessuti, i rosari, le medaglie, gli anelli e i vari oggetti rinvenuti nello scavo archeologico.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Fiorente è la coltivazione di girasoli e la produzione di olio e vino.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come l'arte del mobile in stile artistico, rinomata soprattutto per le decorazioni di alta qualità che impreziosiscono l'oggetto.[6]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

È prevalentemente caratterizzata dall'industria, importante è quella del settore metalmeccanico, seguono quella del settore plastico, del legno e della distribuzione alimentare.

A Monsampolo del Tronto vi è uno stabilimento dell'industria di serrature CISA, specializzato in fabbricazione di chiavi e cilindri.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Vanto del paese è il panetto (torrone di fichi) e lu frestinghe dolci a base di fichi bianchi secchi e canditi, olive ripiene all'ascolana, e li Kaggiù ravioli al forno ripieni di pecorino. Da non trascurare l'olio localmente prodotto e i vini tipici: il Rosso Piceno Superiore e il Bianco Falerio dei colli ascolani.

Mobilità e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Monsampolo del Tronto.

La località è servita dalla fermata ferroviaria "Monsampolo del Tronto", posta lungo la ferrovia Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto, servita dalle relazioni regionali Trenitalia svolte nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Marche.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico suburbano a Monsampolo è gestito con autocorse svolte dalla società START.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1985 1º giugno 1990 Nazzareno Tacconi Democrazia Cristiana Sindaco [7]
1º giugno 1990 24 aprile 1995 Nazzareno Tacconi Democrazia Cristiana Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Nazzareno Tacconi Lista civica Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Nazzareno Tacconi Lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Remo Schiavi Lista civica Sindaco [7]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Nazzareno Tacconi Lista civica Sindaco [7]
26 maggio 2014 28 novembre 2018[8] Pierluigi Caioni Lista civica Uniti verso il futuro Sindaco [7]
28 novembre 2018 27 maggio 2019 Giuseppe Dinardo Commissario prefettizio [7]
27 maggio 2019 in carica Massimo Narcisi Lista civica Sindaco [7]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra della frazione Stella è denominata Vis Stella e gioca nel campionato di Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Cultura Italia, un patrimonio da esplorare, su culturaitalia.it. URL consultato il 17 novembre 2016.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 10.
  7. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/
  8. ^ Dimissioni della metà più uno dei consiglieri

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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