Cossignano

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Cossignano
comune
Cossignano – Stemma Cossignano – Bandiera
Cossignano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
Sindaco Roberto De Angelis (Dialogo e Sviluppo) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 42°59′02.36″N 13°41′17.09″E / 42.983989°N 13.688081°E42.983989; 13.688081 (Cossignano)Coordinate: 42°59′02.36″N 13°41′17.09″E / 42.983989°N 13.688081°E42.983989; 13.688081 (Cossignano)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 14,95 km²
Abitanti 1 022[1] (30-6-2011)
Densità 68,36 ab./km²
Frazioni Ponte Tesino
Comuni confinanti Carassai, Castignano, Montalto delle Marche, Offida, Ripatransone
Altre informazioni
Cod. postale 63067
Prefisso 0735
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044016
Cod. catastale D096
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cossignanesi
Patrono San Giorgio, santa Maria Assunta
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cossignano
Cossignano
Cossignano – Mappa
Posizione del comune di Cossignano nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Cossignano (Cuësëgnà in dialetto cossignanese) è un comune italiano di 1 022[1] abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cossignano, ampio poco più di 15 km², occupa l'area collinare della dorsale fra le sorgenti del torrente Menocchia e del fiume Tesino. Il centro storico potrebbe essere contenuto in un campo di calcio: misura 180 m per 90 m ed è di forma ovoidale. Il centro sorge più elevato del resto del comune protetto dalla cinta muraria. Cossignano è costituito da colline più o meno dolci e alcuni calanchi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni reperti rinvenuti dagli archeologi mostrano che Cossignano fosse abitato già al tempo dei Piceni. Nel 268 a.C. i Romani occuparono l'area di Cossignano. I Cossinii di Tivoli fecero arrivare un gran numero di schiavi che costruirono una fattoria, disboscarono e resero coltivabili gran parte delle terre circostanti all'attuale comune. I Cossinii avrebbero dunque dato il nome alla zona di fundus Cossinianus o praedium Cossinianum. Un nome più antico dovrebbe essere Castellum Martis, esiste qualche prova sull'esistenza di questo nome rinvenuta nella vicina Cupra Marittima.

Rimane comunque il fatto che il motto di Cossignano sia Ferax et Ferox, motto che rivela sia un'attitudine alla coltivazione della terra, sia all'arte militare. Nel 233 a.C. o 232 a.C. i cossignanesi diventano Cives Romani sine suffragio e iscritti alla tribù Velina insieme agli altri Piceni e agli Umbri. Molti vengono arruolati come soldati di professione nell'esercito di Gaio Mario. Si attesta l'esistenza di un certo Cossineo che morì nella guerra spartacica. Ai tempi di Cesare e Pompeo visse forse il cossignanese più potente della storia del piccolo paese: Lucio Afranio. Lucio Afranio si schierò decisamente dalla parte di Pompeo, fu per un certo periodo governatore di Siria, fu eletto console nel 60 a.C. poi però successivamente alla vittoria di Cesare nella battaglia di Farsalo il suo astro declinò in fretta.

Nell'età cristiana e medievale la storia di Cossignano si legò a quella dello Stato Pontificio, poiché il paese entrò stabilmente in questo stato e fu sempre di parte guelfa. Cossignano deve a papa Niccolò IV, il papa ascolano, un primo riconoscimento di autonomia nel 1291. Nonostante da questa data Cossignano era di fatto autonomo la fondazione si fa risalire al 1303 quando papa Bonifacio VIII concesse la Coelestis Paterfamilias. Le ipotesi su perché proprio il 1303 sono: la prima perché ricorreva il millenario del martirio di San Giorgio, la seconda perché in questo anno Cossignano aveva ottenuto fondi sufficienti per costruirsi un comune e una campana. Probabilmente sono vere entrambe.

Durante il medioevo Cossignano ha adottato una politica difensiva, l'unica possibile poiché non contava più di mille abitanti già allora e aveva un castello in una buona posizione. Per far fronte al bisogno di uomini Cossignano chiedeva soprattutto aiuti ad Ascoli e allo Stato Pontificio. Questo gli provocò l'ostilità di Fermo che era interessata a Cossignano per controllare meglio le mosse della sua eterna rivale Ascoli, e dei paesi che diventavano ghibellini. Nel 1229 il duca di Spoleto Rainaldo concesse Cossignano, con facoltà di demolirla, alla vicina Ripatransone, in ricompensa per aver respinto un assedio di parte guelfa; ma la pace tra Federico II e Gregorio IX salvò il castello dalla distruzione. Nel 1396, Andrea Tomacelli il governatore della Marca decise di risiedere per un breve periodo a Cossignano che divenne il capoluogo della regione da lui governata. Nel 1581 viene redatto lo statuto del Comune di Cossignano. Oggi questo documento è conservato presso l'Archivio di stato a Roma e nella British Library di Londra.

All'indomani della nascita del Regno d'Italia gli intellettuali cossignanesi difesero e mantennero l'autonomia del comune, messa in discussione per via delle esigue dimensioni di Cossignano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente diversi turisti vengono a trascorrere un periodo a Cossignano attratti dalla tranquillità del luogo. Alcune chiese, tuttavia, sono rimaste abbandonate alla morte del curatore

Nell'antica chiesa dell'Annunziata sono presenti vari affreschi di scuola crivellesca (attribuiti a Pietro Alemanno), un affresco attribuito a Cola dell'Amatrice, un affresco e una tela di Vincenzo Pagani.

La chiesa di Santa Maria Assunta che contiene diversi dipinti del 1700 e alcuni precedenti. In una teca è inoltre conservato un prezioso reliquario contenente resti di moltissimi santi, un pezzo di croce molto antica, probabilmente medievale, ma che si dice provenire proprio dalla croce di Cristo. Questi due preziosi oggetti sono un dono di Niccolò IV.

Il palazzo comunale che contiene un quadro di grandi dimensioni raffigurante San Giorgio sceso da cavallo fra Sant'Antonio abate e Sant'Antonio di Padova, una preziosa camicia rossa appartenente a uno dei mille e in cima la campana tubolare risalente al 1303 decorata con uno stemma del comune e una invocazione alla Vergine costituita dalle iniziali dell'Ave Maria e dal motto derivante dall'epitaffio di Sant'Agata, Mentem Tuam Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae Liberationem.

Il torrione, dove nelle rievocazioni storiche è possibile, vedere lo stendardo Cossignanese raffigurante San Giorgio a cavallo, rivisitazione dell'originale perduto da molto tempo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]
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Persone legate a Cossignano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come l'arte del merletto rinomata in tutta Italia.[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Roberto De Angelis lista civica Sindaco
8 giugno 2009 in carica Roberto De Angelis lista civica "Dialogo e Sviluppo" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è la Cossinea. Nella stagione 2013/2014 ottiene la promozione in Seconda Categoria, confermata anche nella stagione 2014/2015.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile al 30-6-2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 12.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN236565956
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