Montalto delle Marche

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Montalto delle Marche
comune
Montalto delle Marche – Stemma Montalto delle Marche – Bandiera
Montalto delle Marche – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoDaniel Matricardi (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate42°59′14.11″N 13°36′24.67″E / 42.987253°N 13.606853°E42.987253; 13.606853 (Montalto delle Marche)Coordinate: 42°59′14.11″N 13°36′24.67″E / 42.987253°N 13.606853°E42.987253; 13.606853 (Montalto delle Marche)
Altitudine513 m s.l.m.
Superficie33,94 km²
Abitanti1 991[1] (30-11-2019)
Densità58,66 ab./km²
FrazioniMadonna del Lago, Patrignone, Porchia
Comuni confinantiCarassai, Castignano, Cossignano, Monte Rinaldo (FM), Montedinove, Montelparo (FM), Ortezzano (FM)
Altre informazioni
Cod. postale63068
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044032
Cod. catastaleF415
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 240 GG[2]
Nome abitantimontaltesi
Patronosan Vito
Giorno festivo15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montalto delle Marche
Montalto delle Marche
Montalto delle Marche – Mappa
Posizione del comune di Montalto delle Marche nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Montalto delle Marche è un comune italiano di 1 991 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Montalto delle Marche è sito nella fascia collinare che va dalla costa Adriatica alla Catena dei Sibillini, ad una distanza percorribile in venti minuti, sia dal mare che dalla montagna. Il territorio comunale nelle sue caratteristiche morfologiche, si estende su una superficie di 34 km².

La composizione abitativa è strutturata in un insediamento centrale, costituito da Montalto capoluogo e tre frazioni: Porchia, Patrignone e un consistente agglomerato urbano in c.da Lago (in zona Valdaso). Le frazioni di Porchia e Patrignone sono paesi di origine medievale con parti di mura di cinta e torri ancora esistenti, un tempo comuni autonomi.

Nel Capoluogo Montalto delle Marche sono ben conservate 3 porte di ingresso al paese, nonché l'intero borgo medievale, che si suddivide in tre zone principali: il Cassero, la Peracchia e Piazza Umberto I.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio era frequentato già nella preistoria: nel Museo Civico sono raccolti numerosi reperti del neolitico (6.000 a.c.) e della cultura appenninica (2.500 a.c.), picena (VII sec. a.c.), romana e successive. Nel XIV secolo le comunità locali si organizzano nei liberi comuni di Montalto, Patrignone, Porchia.

Nel 1418 Montalto elegge autonomamente il Podestà e nel XV secolo è terra di Consulta dove si tengono le sedute del Presidato Farfense, all'interno dello Stato Pontificio.

Dal 1586, su volontà del Pontefice Sisto V (originario di Montalto) la città è sede del Presidiato omonimo che comprendeva 13 comuni (Stato di Montalto). Per volere del Papa, inoltre, viene fondata una Zecca.

Nel 1798, durante l'invasione Francese, Montalto insorge contro l'esercito napoleonico: il Vescovo Mons. Castiglioni, futuro Papa Pio VIII, verrà arrestato per ordine di Napoleone e deportato a Mantova.

Con la restaurazione del 1816, Montalto diviene Capoluogo di distretto e include i Governi di Amandola, Offida, Ripatransone e dal 1832, quello di San Benedetto del Tronto. Il presidiato di Montalto verrà infine soppresso definitivamente nel 1861 con la fine dello Stato Pontificio e l'Unità d'Italia.

Va inoltre ricordato che la cittadina ha dato i natali all'architetto Giuseppe Sacconi, progettista del Vittoriano di Roma.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Concattedrale di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di Sant'Agostino
  • Museo Sistino Vescovile
  • Palazzo Sacconi
  • Palazzo Paradisi e Chiesa San Pietro
  • Museo Archeologico
  • Palazzo Pasqualini
  • Palazzo del Governatore dello Stato di Montalto (ora Municipio)
  • Pinacoteca Civica
  • Chiesa di Santa Maria in Viminatu (loc. Patrignone)
  • Chiesa di Santa Lucia (loc. Porchia)
  • Oratorio della Madonna di Reggio (Beata Vergine della Ghiara)
  • Chiesa della Madonna Tonna
  • Chiesa dell'Annunziata
  • Museo delle carceri

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Archivi Storici (Montalto, ex comuni di Patrignone e Porchia)[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono conservati pregevoli antichi documenti tutti restaurati, oltre 350 pergamene di cui la più antica un "Breve Recordationis" del 1170, il Castrum Vetustior del 1320 e i manoscritti di Felice Peretti. Al suo interno, una biblioteca storica con numerose cinquecentine e pregevoli edizioni storiche curata dal Centro Studi "Sisto V".

Museo Archeologico di Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Il museo è ospitato nel palazzo dei Presidi fatto costruire da Papa Sisto V tra il 1587-1588 come sede al governo dello Stato di Montalto. Anticamente questi locali costituivano la residenza del capo delle guardie carcerarie e sono collegati direttamente con il piano superiore oggi sede del Museo delle Carceri.

L'ingresso al Museo si trova in Piazza Umberto I, 12. Le collezioni del Museo Archeologico raccolgono reperti delle epoche preistoriche, paleocristiana, del periodo piceno e del periodo romano.

Museo delle Carceri[modifica | modifica wikitesto]

Situato all'interno delle antiche carceri del Presidato Sistino, il Museo delle Carceri del Presidato Sistino ha al suo interno essenziali arredi ricostruiti sulla base di un Inventarium del 1604 che unitamente ai graffiti ed ai disegni dei reclusi sulle pareti delle celle , contribuiscono al recupero della dimensione storica dell’ambiente . Al suo interno è istallato un impianto fonico con cui si raccontano le storie autentiche dei carcerati drammatizzate da una compagnia teatrale . Per oltre quattro secoli attraverso questa struttura carceraria sono transitati rei di fatti delittuosi talvolta compiuti con gli stessi oggetti del quotidiano lavoro agricolo trasmutati in pericolose armi di offesa : un rastrello, una falce … , ma anche persone povere , carcerate per debiti contratti in conseguenza di carestie , epidemie ecc.

Museo Sistino Vescovile[modifica | modifica wikitesto]

Presso il Seminario Vescovile (Diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto), l'archivio del capitolo, con i preziosi documenti dell'antica Diocesi di Montalto creata da Sisto V

Pinacoteca Civica[modifica | modifica wikitesto]

La Pinacoteca è ubicata all’ultimo piano del palazzo municipale. In essa vi sono raccolti paramenti, dipinti ed opere di vario genere salvate dalla dispersione e tutte sistematicamente restaurate. Tra le opere più interessanti: arredi e abiti dei Magistrati (chiamati Priori) della fine del ‘500, la collezione di medaglie d’oro che il Papa Sisto V volle a corredo del loro abbigliamento; il quattrino della zecca di Montalto ; alcuni dipinti a soggetto sacro del XVII – XVIII secolo ; una serie di ritratti, tra cui quelli di Papa Sisto V e di sua sorella Camilla Peretti ; una porta della città del XVII secolo in legno intagliato detta Porta dei Leoni; un raro dipinto ad olio su rame raffigurante l'adorazione dei Magi del XVII sec. ; raccolta di fotografie storiche di Montalto e del territorio della fine dell’800 e dei primi del ‘900 ; in una stanza è stato ricomposto lo studio dell’arch. Giuseppe Sacconi , autore dell’Altare della Patria a Roma . È divisa in quattro sale principali (Montalto /Sistina, Patrignone , Porchia, Valdaso) a significare l’unità territoriale delle 4 comunità che attualmente costituiscono il comune di Montalto.

Museo Etnografico "l'acqua, la terra, la tela"[modifica | modifica wikitesto]

Il museo etno antropologico denominato “L’ACQUA, LA TERRA , LA TELA” è allestito nel sottosuolo del palazzo municipale . Gli ambienti offrono una suggestiva architettura, con volte reali , archi , un antico pozzo per l’acqua nonché , nel sottosuolo, un piccolo labirinto di grotte con incroci di cunicoli a volta . Gli oggetti e gli attrezzi depositati, in perfetto stato di conservazione e restaurati, sono illustrati da pannelli descrittivi a carattere didattico : le pale di un mulino , i telai, il carro , gli aratri, i gioghi ecc.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come l'arte del merletto rinomata in tutta Italia.[4]

Eventi e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella città esistono molte associazioni attive, tra cui la Pro Loco Montalto delle Marche, l'Associazione Giovanile "MyClan" e l'Associazione "Streghe e Folletti".

La Notte delle Streghe e dei Folletti[modifica | modifica wikitesto]

Ideata e allestita per la prima volta nell'Agosto del 1991 dalla Pro Loco, "La Notte delle Streghe e dei Folletti" è l'evento caratteristico di Montalto delle Marche. Si svolge ogni anno, il 12-13-14 agosto, grazie all'organizzazione dell'Associazione "Streghe e Folletti". Nell'entroterra piceno, rivivono, nell'incanto delle fiabe, streghe e folletti, nel suggestivo centro storico, tra vicoli e piazzette della cittadina, fino al rogo della strega.

Associazione Giovanile Montaltese "MyClan"[modifica | modifica wikitesto]

Fondata dai ragazzi di Montalto delle Marche nel 1º aprile 2010, l'Associazione Giovanile Montaltese, meglio nota con il nome "MyClan", è una delle associazioni più attive del territorio. Organizza numerosi eventi (tornei sportivi, mostre, presentazioni di libri, concerti, party a tema), oltre alla festa patronale di San Vito martire e alla "Casserata. Una Sagra del Cassero", che si tiene tutti gli anni nel terzo fine settimana di luglio.

Coro "La Cordata"[modifica | modifica wikitesto]

Il coro "La Cordata" di Montalto delle Marche è un coro di ispirazione alpina e popolare di sole voci maschili. Nel 1984, durante un'escursione al monastero di S. Leonardo poco sopra le gole dell'Infernaccio sui Monti Sibillini, un piccolo gruppo di ragazzi improvvisò a quattro voci il “Signore delle Cime” suscitando in Padre Pietro Lavini, ammirazione ed incoraggiamento a proseguire. Tre anni più tardi quel piccolo coro che cantava con tanto entusiasmo, con l'aiuto di altri amici divenne “La Cordata”, una formazione maschile, composta da 30 elementi, che attraverso lo studio del canto della montagna, alpino e popolare, si ritrovano per la gioia di cantare insieme. Nasce il 29 maggio 1987 a Montalto Marche, un centro ricco di storia e tradizioni musicali, situato sulle verdi colline dell'entroterra marchigiano, poco distante dalla catena dei monti Sibillini. L'8 dicembre dello stesso anno nella Chiesa S. Maria in Viminatu di Patrignone, Don Tiberio Caferri battezza il neonato coro nel suo primo concerto, Renato Cacciamani ne inventa il nome realizzando graficamente lo stemma e trenta timidi coristi in pantaloni neri e maglione rosso, presentati da Patrizia Serafini intonano il primo canto “Sul Ponte di Perati”, nell'armonizzazione di Don Fernando Morresi. Da quel giorno si propone di migliorare la propria vocalità, mantenendo inalterato il modo semplice di cantare tipico della canzone d'ispirazione popolare. Maturando progressivamente la preparazione musicale, partecipa ad oltre 265 importanti concerti e rassegne corali in varie città italiane e straniere, riscuotendo ovunque unanimi consensi di pubblico e di critica, con giudizi positivi di commissioni d'ascolto ed illustri personaggi della coralità italiana come Giorgio Vacchi (Coro Stelutis Bologna), Mario Lanaro (Coro Brigata Alpina Julia), Gianni Malatesta (Coro Tre Pini Padova), Bepi De Marzi (Coro "I Crodaioli”, Arzignano), Silvio e Mauro Pedrotti direttori del coro della SAT di Trento. Da segnalare il Concerto nell'Aula Magna del Conservatorio Giuseppe Verdi (Torino). Il coro è diretto fin dalla fondazione dal M° Patrizio Paci, alpino durante il servizio militare a Trento, dove matura la passione per i canti della montagna, interpretati secondo lo stile tradizionale tipico del modello trentino, da cui trae ispirazione per vocalità e repertorio, fino a personali armonizzazioni ed elaborazioni corali di melodie popolari italiane, in particolare marchigiane, alcune interpretate ed incise anche da celebri cori, Veneti, Trentini, Emiliani, Piemontesi e Friulani, lavori di prossima pubblicazione e consultabili nel sito: www.labachecadellepartiture.blogspot.com. Nel 1992 viene conferito al coro il Premio ARCOM (Ass. Reg. Cori Marchigiani), per impegno continuo e crescita musicale costante. Partecipa inoltre a trasmissioni radiofoniche e televisive, come “Andar per Cori”, trasmessa dalla sede regionale RAI - Ancona ed “Utile e futile” in diretta su Raiuno. Dal 1988 organizza il Festival degli Appennini, ospitando il meglio della coralità popolare.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Guido Mastrosani Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Guido Mastrosani Democratica Sindaco
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Raffaele Tassotti Montalto viva Sindaco
27 maggio 2019 in carica Daniel Matricardi Montalto viva Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra della città è F.C. Montalto 1979 che milita nel girone B marchigiano di Promozione. È nato nel 1979. I colori sociali sono il giallo ed il rosso.

Vedi anche la frazione Porchia

Motocross[modifica | modifica wikitesto]

In contrada Lugugnano è attiva dal 2001 una pista di motocross (Lugugnano Cross Park) conosciuta a livello internazionale, che richiama molti piloti sia amatoriali che professionisti.È anche attiva una scuola di motocross e una squadra corse (Lmt Racing Team) che pratica agonismo sia a livello regionale che nazionale.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 è stato ripristinato il circolo tennis "Il Salice" un campo in terra rossa che ha visto crescere gli appassionati di questo sport del comune Piceno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 12.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN133412842 · WorldCat Identities (ENlccn-n85019392
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