Carassai

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Carassai
comune
Carassai – Stemma Carassai – Bandiera
Carassai – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Polini (lista civica Nuovi Orizzonti) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate 43°01′55.86″N 13°41′01.43″E / 43.032183°N 13.683731°E43.032183; 13.683731 (Carassai)Coordinate: 43°01′55.86″N 13°41′01.43″E / 43.032183°N 13.683731°E43.032183; 13.683731 (Carassai)
Altitudine 365 m s.l.m.
Superficie 22,24 km²
Abitanti 1 100[1] (01-01-2016)
Densità 49,46 ab./km²
Frazioni Rocca Monte Varmine
Comuni confinanti Cossignano, Montalto delle Marche, Monte Vidon Combatte (FM), Montefiore dell'Aso, Ortezzano (FM), Petritoli (FM), Ripatransone
Altre informazioni
Cod. postale 63063
Prefisso 0734
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 044010
Cod. catastale B727
Targa AP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 2 067 GG[2]
Nome abitanti carassanesi
Patrono san Barnaba
Giorno festivo 11 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carassai
Carassai
Carassai – Mappa
Posizione del comune di Carassai nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Carassai (Carassà in dialetto carassanese[3]) è un comune italiano di 1 100 abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Valle del torrente Menocchia da Carassai

Carassai è posto sulla cresta che divide le valli dell'Aso e del Menocchia, a 365 m.s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età piceno-romana[modifica | modifica wikitesto]

Si può avanzare l'ipotesi che l'intero territorio carassanese fosse densamente popolata già al tempo dei Piceni, la dorsale collinare ed i sottostanti pendii dovettero essere abitati da diverse tribù, che avevano edificato un numero considerevole di piccoli villaggi, localizzati presso siti ben difendibili e non lontani da sorgenti o corsi d'acqua. Con la romanizzazione del Piceno, iniziata nel III secolo a.C., i villaggi furono gradualmente sostituiti dai vicus, come testimoniato dal ritrovamento di numerosi reperti di epoca romana.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Intorno all'anno Mille, nel territorio dell'odierna Carassai sorgevano numerosi luoghi di culto, oltre a svariati castelli la cui importanza era relazionata al numero degli abitanti, all'efficacia delle difese e alla vastità dei possedimenti; i centri fortificati di maggior rilievo erano quelli di Monte Varmine, Camporo e Carassai.

Le origini del nome

Nell'XI-XII secolo in tale sito doveva sorgere un villaggio, che trovandosi a pochi chilometri dal fiume Aso era stato denominato Asignano (Asinanum), forse dai suoi abitanti. Tra il 1200 e il 1400 l'insediamento assunse il nome di Carnassalis (Carnasciale). Solo successivamente, e a seguito di adattamenti linguistici, il nome Carnassalis sarebbe divenuto l'odierno Carassai: a conferma di ciò si segnala che, dopo la metà del Cinquecento, almeno nell'uso comune, il paese e già indicato col termine Carassai.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria del buon Gesù: il primitivo impianto venne eretto su suolo di proprietà lateranense intorno al 1470. In origine fu una semplice aula, all'interno della quale operavano le confraternite di Santa Maria del Buon Gesù e del Santissimo Rosario. Nel corso del XVIII secolo vennero apportate delle nuove modifiche: a partire dall'aggiornamento degli apparati decorativi cinquecenteschi, adeguati al corrente gusto barocco, fino al rialzamento della navata centrale, portata a termine nel 1742.
  • I Camminamenti Militari : edificati tra il Trecento e il Quattrocento, rappresentano il luogo più suggestivo di Carassai, sono in sostanza un passaggio semi sotterraneo per le truppe che ha preso la forma attuale quando, nel ‘500, fu autorizzata dalle autorità Fermane la costruzione di case a ridosso delle mura cittadine.
  • Il Castello Vecchio: è il nucleo più antico di Carassai che nel tempo è andato a costituire la Cittadella del Castello Nuovo. A pianta circolare, questo nucleo di abitazioni conserva un’atmosfera unica e un ambiente ideale per soggiorno turistico vacanziero. Qui non circolano auto e i pochi abitanti non trovano difficoltà, con la bella stagione, a mettere fuori i tavoli per il pranzo o la cena.
  • La Chiesa di San Lorenzo Martire : costruita nel 1424, si trova all’interno del Castello Vecchio
  • Lavatoi Pubblici : furono realizzati nei primi del Novecento con una tettoia dalle decorazioni al piombo e lavabi in travertino dove un le donne del paese si recavano a lavare i panni fino agli anni '70.
  • Il portale del palazzo nobiliare di Boffo da Massa : secondo la tradizione popolare, questa è la casa di Boffo di Massa, Signore di Carassai tra 1382 e il 1387.
  • Oratorio di Santa Monica : piccola chiesa datata 1699, presente in Piazza Matteotti, in stile tardo-barocco. Recentemente ristrutturata, è diventata un piccolo scrigno di interessanti tesori d’arte, tele e tavole ancora in corso di attribuzione.
  • Il Museo Civico Archeologico Antiquarium : questo museo ospita reperti che sono stati raccolti, attraverso gli anni, nel territorio comunale.
  • Chiesa di Sant’Angelo in Piano: di chiara origine monastica e la sua costruzione è da collocare attorno all’anno mille (957). Alcuni documenti, seppur più tardivi di due secoli, attestano che vicino alla detta chiesa vi era un monastero.
  • I Giardini Pubblici : rappresentano uno dei luoghi più ameni, ideale per le famiglie, che soprattutto nella bella stagione, offre una stupenda passeggiata fra alberi secolari, cespugli odorosi, prati verdi e fioriti allo sciacquìo discreto della fontana pubblica.
  • Il nuovo Cimitero di Carassai: progettato dal famoso architetto urbanista romano ma di origini Carassanesi Mariano Pallottini.

Persone legate a Carassai[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[5] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 104 persone (9,45%).

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

L'antico borgo di Carassai è formato da due nuclei di origine medievale. Il primo, denominato Castello Vecchio, sembra risalire all'epoca feudale; nel corso del tempo subì numerose distruzioni e fu più volte ricostruito. La seconda entità è costituita dal cosiddetto Castello Nuovo, edificato a partire dagli ultimi decenni del Trecento, ma sviluppatosi soprattutto nel XV secolo.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Rocca Monte Varmine[modifica | modifica wikitesto]

A 4 km dal paese di Carassai, si erge imponente il castello di Monte Varmine, del XIV secolo con resti del IX, di probabile origine longobarda; si tratta di uno dei castelli delle Marche, rimasto integro, con le sue mura poderose, l'alta torre dai merli ghibellini (35 m), munita di arciere e piombatoi.

È uno dei pochi esempi di fattoria fortificata del Piceno. Dall'alto mastio della rocca, si può ammirare e contemplare un meraviglioso paesaggio multiforme.

Il castello è meta di visitatori e costituisce un polo di attrazione per tutta la zona ed un punto di riferimento storico per i paesi circostanti, oltre ad un punto paesaggistico, visto che si erge su un colle tra il verde di piante secolari.

Pur insistendo sul territorio di Carassai, Rocca Monte Varmine è proprietà del comune di Fermo, che l'ha ereditata dall'Opera Pia Brefotrofio, insieme ai suoi 700 ettari di terreno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Luigi Polini lista civica Sindaco
8 giugno 2009 24 maggio 2014 Tiziana Pallottini lista civica Sindaco
25 maggio 2014 in carica Vincenzo Polini lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale, la Polisportiva Carassai, disputa il campionato di Prima Categoria marchigiana girone D.

A Carassai c'è anche una squadra di calcio a 5 che milita in Serie D, ma gioca le partite a Montefiore dell'Aso, presso il palazzetto del paese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat al 1° gennaio 2016
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 140.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  5. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Leopardi. Vita di Niccolo Bonafede vescovo di Chiusi. Pesaro
  • G. P. Polini, Storia di Carassai, Liguori Napoli 1975
  • G. Michetti, Rocca Monte Varmine, Fermo 1986
  • L. Pallottini, Itinerario culturale-archeologico turistico di Carassai, Archeoclub di Carassai, Pollenza (MC) 1989
  • E. Tassi (a cura di), Storia della chiesa e della confraternita di Santa Monica di Carassai, Comitato per la promozione dello studio e della cultura, Carassai 1990
  • L. Mozzom e G. Paoletti (a cura di), Lorenzo Lotto, Comune di Jesi Pinacoteca Comunale, 1996
  • S. Virgili, Carassai. Pagine di vita paesana, Carassai 1997
  • G. Paci - R. ROSSI, Monete ed inscrizioni romane di Carassai, Tivoli editrice 1997
  • L. Pallottini, I castelli del territorio di Carassai e Rocca Monte Varmine, Archeoclub di Carassai, Grottammare (AP) 1957
  • S. Virgili, Castrum Campori dopo la distruzione, Carassai 1998
  • G. Capriozzi Vittozzi, Oggetti, idee, culti egizi nelle Marche, Tivoli, Editrice Tivoli 1999
  • F. Regi e S. Virgili. Personaggi Piceni, Centobuchi (AP) 2000
  • G. Pannelli, B. Alfei e A. Satinelli (a cura di), Varietà di olivo nelle Marche. Assam, Urbania (PU) 2001
  • L. Pallottini, Novana nel Piceno, Fermo 2004
  • L. Pallottini. Vicende fermane del Cinquecento, in Il Montani Associazione ex Allievi dell'I.T.I. Montani, Fermo 2006
  • S. Virgili, 11 castello di Monte Varmine, Fermo, Andrea Livi Editore, 2007

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247823946
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