Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto

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Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto
Dioecesis Sancti Benedicti ad Truentum-Ripana-Montis Alti
Chiesa latina
San Benedetto T Madonna della Marina 01.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi di Fermo
Regione ecclesiastica Marche
Mappa della diocesi
Vescovo Carlo Bresciani
Vicario generale Romualdo Scarponi
Vescovi emeriti Gervasio Gestori
Sacerdoti 103 di cui 62 secolari e 41 regolari
1.303 battezzati per sacerdote
Religiosi 48 uomini, 132 donne
Diaconi 15 permanenti
Abitanti 141.860
Battezzati 134.300 (94,7% del totale)
Superficie 456 km² in Italia
Parrocchie 54 (5 vicariati)
Erezione 1º agosto 1571 (Ripatransone)
24 novembre 1586 (Montalto)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Santa Maria della Marina
Concattedrali Santi Gregorio Magno e Margherita
Santa Maria Assunta
Santi patroni Madonna di Loreto
Indirizzo Piazza Sacconi 1, 63039 San Benedetto del Tronto [Ascoli Piceno], Italia
Sito web www.diocesisbt.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il palazzo vescovile di Ripatransone.

La diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto (in latino: Dioecesis Sancti Benedicti ad Truentum-Ripana-Montis Alti) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Fermo appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2014 contava 134.300 battezzati su 141.860 abitanti. È retta dal vescovo Carlo Bresciani.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi, costituita da tre entità territoriali non contigue tra loro, si estende su 19 comuni, tre province e due regioni italiane:

Confina a nord con l'arcidiocesi di Fermo, a sud con le diocesi di Ascoli Piceno e Teramo-Atri, a ovest con le arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche e Spoleto-Norcia.

Sede vescovile è la città di San Benedetto del Tronto, dove si trova la basilica cattedrale di Santa Maria della Marina, mentre nelle altre sedi storiche di Ripatransone e Montalto si trovano le concattedrali, dedicate rispettivamente ai Santi Gregorio Magno e Margherita e a Santa Maria Assunta.

Il territorio copre un'estensione di 456 km² ed è suddiviso in 54 parrocchie, raggruppate in 5 vicarie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna diocesi nasce nel 1986 dall'unione di due precedenti sedi episcopali: la diocesi di Ripatransone, eretta nel 1571, che nel 1983 assunse il nome di Ripatransone-San Benedetto del Tronto; e la diocesi di Montalto, istituita nel 1586.

Ripatransone[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Ripatransone fu eretta da papa Pio V il 1º agosto 1571 con la bolla Illius fulciti, ricavandone il territorio dalle diocesi circostanti di Fermo, Ascoli e Teramo, e dalle abbazie nullius di Farfa e di Campo Fellone.

Fu nominato primo vescovo della nuova diocesi il nolano Lucio Sassi, che fece il suo ingresso solenne in diocesi il 23 marzo 1572. Tre anni dopo rinunciò al suo incarico e più tardi fu creato cardinale da papa Clemente VIII. Anche il suo successore, Filippo Sega, rimase per soli tre anni sulla sede ripana; fu poi trasferito a Piacenza e più tardi ottenne anche lui il cardinalato.

Nel 1586 parte del territorio della diocesi fu ceduto per l'erezione della diocesi di Montalto, e cioè i territori di Montalto, Porchia, Patrignone, Montedinove, Rotella e Force.[3]

In origine Ripatransone era immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 1589 entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Fermo, eretta a sede metropolitana con la bolla Universis orbis ecclesiis del 24 maggio.

Al momento dell'erezione della diocesi fu eretta a cattedrale la chiesa di San Benigno, di cui oggi resta solo il campanile. Nel 1597 il vescovo Pompeo De Nobili pose la prima pietra della nuova cattedrale, che verrà inaugurata nel 1623. L'anno precedente la città ripana accolse il simulacro della Madonna di San Giovanni (proveniente da Loreto), proclamata patrona della città e della diocesi.

Al vescovo Lorenzo Azzolini si deve la fondazione del seminario di Ripatransone nel 1623 nei locali dell'ospedale di San Pastore (oggi Istituto Santa Teresa). Nel 1820 il seminario venne trasferito nel monastero di Santa Chiara.

Al momento dell'unione con Montalto, la diocesi di Ripatransone era costituita dai comuni di Acquaviva Picena, Colonnella, Cossignano, Cupra Marittima, Grottammare, Martinsicuro, Monteprandone, Ripatransone e San Benedetto del Tronto.

Montalto[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Montalto fu eretta da papa Sisto V il 24 novembre 1586 con la bolla Super universas, ricavandone il territorio dalle diocesi di Ripatransone, di Fermo (Montelparo, Comunanza e Montemonaco) e di Ascoli (Castignano).[3] A questi centri il papa univa l'abbazia di Santa Maria in Montesanto, nullius dioecesis costituita in terra d'Abruzzo, con i suoi possedimenti e le sue parrocchie, e disponeva che ogni vescovo ne avrebbe ricoperto il titolo di abate.

In origine Montalto era immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 1589 entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Fermo, eretta a sede metropolitana con la bolla Universis orbis ecclesiis del 24 maggio.

Sisto V fu molto munifico nei confronti della nuova diocesi e di Montalto: vi istituì la tipografia e la zecca, offrì numerosi paramenti e oggetti sacra, fondò vitalizi a favore delle ragazze povere per facilitarne il matrimonio, istituì due fiere annuali, dette avvio ad opere di ricostruzione della città; inoltre Montalto divenne il capoluogo del presidato omonimo, che comprendeva anche Ripatransone, che fu attivo fino al 1810.[4] Per volere dello stesso pontefice fu dato avvio, nel mese di maggio 1589, alla costruzione della nuova cattedrale, in sostituzione della precedente chiesa di Santa Maria ad collem.

Il primo vescovo montaltese è stato Paolo Emilio Giovannini, che nei suoi vent'anni di episcopato compì sette visite pastorali alla nuova diocesi. Al successore Paolo Orsini si deve nel 1630 la celebrazione del primo sinodo diocesano; a causa dell'assenza di un adeguato palazzo vescovile, visse per la maggior parte del suo tempo a Montelparo. Girolamo Codebò (1645-1661) fondò il seminario vescovile, sostenuto ed ingrandito da Lucantonio Accoramboni (1711-1735), che lo trasferì nell'ex convento degli Agostiniani, e rifatto da Pietro Paolo Mazzichi nell'Ottocento in piazza della Cattedrale.

Tra i vescovi montaltesi si deve segnalare in particolare Francesco Antonio Marcucci, nativo di Force (1717). A soli 27 anni fondò la congregazione delle Suore Pie Operaie dell'Immacolata Concezione. Divenne vescovo di Montalto nel 1770 e al contempo vicegerente della diocesi di Roma (dal 1774 al 1786); nel 1781 dette le dimissioni da vescovo di Montalto e fu nominato patriarca titolare di Costantinopoli; tuttavia mantenne l'amministrazione della diocesi di Montalto fino alla sua morte nel 1798. Visitò di persona la sua diocesi nel 1771 e tenne un sinodo nel 1777.

Durante l'occupazione francese, il vescovo Francesco Saverio Castiglioni fu deportato prima a Pavia (1808) e poi a Milano per essersi rifiutato di prestare il giuramento di fedeltà al regime napoleonico; ritornò nella sua diocesi nel 1814; due anni dopo venne creato cardinale e infine divenne papa con il nome di Pio VIII nel 1829.

Le diocesi unite[modifica | modifica wikitesto]

Le diocesi furono unite in persona episcopi il 18 dicembre 1924, sotto il vescovo montaltese Luigi Ferri[5], con sede a Ripatransone.

Grazie all'opera e all'interessamento del vescovo Vincenzo Radicioni (1951-1983), con il decreto In dioecesi Ripana della Congregazione per i Vescovi, emanato l'11 febbraio 1973, ma reso noto soltanto il 25 marzo[4], la chiesa di Santa Maria della Marina di San Benedetto del Tronto fu elevata al rango di concattedrale.

Il vescovo aveva da sempre in progetto di elevare la più popolosa San Benedetto a città vescovile, e aveva a tal fine già avviato le opere edilizie necessarie allo scopo: ristrutturazione della futura cattedrale, costruzione in via Formentini (1959) di un edificio destinato a fungere da nuovo palazzo vescovile.[4] La sua iniziativa ebbe successo il 7 aprile 1983, quando la Santa Sede, con il decreto Quo aptius della Congregazione per i Vescovi trasferì la sede episcopale da Ripatransone a San Benedetto del Tronto e la diocesi assunse il nome ufficiale di Ripatransone-San Benedetto del Tronto. Contestualmente le sedi di Montalto e di Ripatransone-San Benedetto del Tronto furono unite aeque principaliter con il nome di "diocesi di Montalto e Ripatransone-San Benedetto del Tronto" e con sede vescovile in quest'ultima città.

Il 30 settembre 1986, in forza del decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, è stata stabilita la plena unione delle due diocesi e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale; la concattedrale di San Benedetto del Tronto è stata elevata al rango di nuova cattedrale diocesana, mentre le altre cattedrali divennero concattedrali.

Nel 1998 vengono istituiti i «Musei sistini del Piceno», una rete di musei di arte sacra, costituiti da una decina di sedi sparse nel territorio diocesano.

Cronotassi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Ripatransone[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Montalto e Ripatransone-San Benedetto del Tronto[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2014 su una popolazione di 141.860 persone contava 134.300 battezzati, corrispondenti al 94,7% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Ripatransone
1950 58.609 58.609 100,0 102 68 34 574 52 125 22
1970 86.453 86.723 99,7 104 58 46 831 56 228 31
1980 85.500 86.000 99,4 89 52 37 960 55 176 35
diocesi di Montalto
1950 32.348 32.351 100,0 63 56 7 513 7 48 34
1970 30.000 30.000 100,0 47 41 6 638 7 54 37
1980 31.500 31.700 99,4 40 35 5 787 6 26 39
diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto
1990 113.000 114.000 99,1 110 73 37 1.027 1 43 172 50
1999 120.703 123.103 98,1 104 65 39 1.160 5 43 175 53
2000 121.770 124.190 98,1 104 65 39 1.170 5 44 176 53
2001 121.295 125.230 96,9 103 61 42 1.177 5 58 159 53
2002 121.870 126.100 96,6 105 63 42 1.160 5 58 159 53
2003 122.130 127.200 96,0 102 60 42 1.197 6 61 158 53
2004 121.000 126.900 95,4 101 59 42 1.198 6 54 156 54
2005 121.000 126.700 95,5 98 58 40 1.234 6 52 154 54
2007 130.230 134.500 96,8 102 59 43 1.276 6 57 189 54
2010 130.696 137.135 95,3 104 60 44 1.256 9 50 136 54
2014 134.300 141.860 94,7 103 62 41 1.303 15 48 132 54

Parrocchie[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchie divise per vicaria:

Venerabile Padre Giovanni dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Maria della Marina, Cattedrale di San Benedetto del Tronto
  • Madonna del Suffragio (San Benedetto del Tronto)
  • Sant'Antonio di Padova (San Benedetto del Tronto)
  • San Benedetto Martire (San Benedetto del Tronto)
  • San Filippo Neri (San Benedetto del Tronto)
  • San Giuseppe (San Benedetto del Tronto)
  • San Pio X (San Benedetto del Tronto)
  • San Niccolò (Acquaviva Picena)
  • San Savino (Ripatransone)

San Giacomo della Marca[modifica | modifica wikitesto]

  • Regina Pacis (Centobuchi)
  • Sacro Cuore (Centobuchi)
  • San Cipriano (Colonnella)
  • San Giovanni Evangelista (Colonnella)
  • Sacro Cuore (Martinsicuro)
  • Santa Madre Teresa di Calcutta (Martinsicuro)
  • San Niccolò (Monteprandone)
  • Cristo Re (Porto d'Ascoli)
  • San Giacomo della Marca (Porto d'Ascoli)
  • Santissima Annunziata (Porto d'Ascoli)
  • Sacra Famiglia (Porto d'Ascoli)
  • Santa Maria Bambina e San Gabriele dell'Addolorata (Villa Rosa)

Madonna di San Giovanni (Beata Vergine di Loreto)[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Maria Assunta (Cossignano)
  • San Basso (Cupra Marittima)
  • Sant'Andrea Apostolo (Cupra Marittima)
  • San Giovanni Battista (Grottammare)
  • San Martino di Tours (Grottammare)
  • Madonna della Speranza (Grottammare)
  • Gran Madre di Dio (Grottammare)
  • San Pio V (Grottammare)
  • Madonna di Fatima (Valtesino di Ripatransone)
  • Maria Ausiliatrice (Trivio di Ripatransone)
  • Santi Benigno e Michele Arcangelo (Ripatransone)
  • Santi Gregorio e Niccolò (Ripatransone)

Beata Maria Assunta Pallotta[modifica | modifica wikitesto]

  • San Pietro Apostolo (Castignano)
  • Santa Caterina di Alessandria (Comunanza)
  • San Paolo Apostolo (Force)
  • Santa Maria Assunta (Montalto Marche)
  • Santa Maria in Viminato (Patrignone)
  • Santa Lucia (Porchia)
  • San Pietro Apostolo (Valdaso di Montalto Marche)
  • San Lorenzo (Montedinove)
  • San Michele Arcangelo (Montelparo)
  • San Benedetto Abate (Montemonaco)
  • Santi Pietro e Paolo (Montemonaco)
  • San Giorgio (Montemonaco)
  • San Lorenzo (Rotella)

Santa Maria in Montesanto[modifica | modifica wikitesto]

  • San Pietro Apostolo (Cerqueto del Tronto)
  • Santa Maria della Misericordia (Faraone)
  • San Giuseppe (Paolantonio)
  • Santa Maria in Montesanto e Sant'Angelo (Ripe di Civitella)
  • Sant'Egidio Abate (Sant'Egidio alla Vibrata)
  • Santa Maria del Carmine (Villa Lempa)

Santi, venerabili e servi di Dio[modifica | modifica wikitesto]

Santi, venerabili e servi di Dio ricordati in diocesi:

Santi[modifica | modifica wikitesto]

Venerabili[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Antonio Marcucci, 1717-1798, nativo di Force, vescovo di Montalto, fondatore delle Suore dell'Immacolata Concezione
  • Giovanni dello Spirito Santo, 1881-1905, sacerdote passionista, nativo di San Benedetto del Tronto

Servi di Dio[modifica | modifica wikitesto]

  • Lavinia Sernardi, 1588-1623, madre di famiglia, nativa di Grottammare
  • Simone Filippovich, 1732-1802, sacerdote francescano, morto a Ripatransone
  • Domenico Cesari, 1912-1949, nativo di Foce di Montemonaco, soldato e impiegato
  • Maria Addolorata Luciani, 1920-1954, monaca passionista, morta a Ripatransone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I comuni di Castignano, Force e Rotella sono condivisi con la diocesi di Ascoli Piceno, mentre il territorio di Comunanza con l'arcidiocesi di Fermo.
  2. ^ Questi due comuni sono condivisi con la diocesi di Teramo-Atri.
  3. ^ a b Cappelletti, III, p. 722.
  4. ^ a b c Alfredo Rossi, Vicende ripane, Centobuchi, 2002.
  5. ^ AAS 16 (1924), p. 498.
  6. ^ Il 19 febbraio 1593 fu nominato vescovo di Modena
  7. ^ Durante il periodo di sede vacante, è stato amministratore apostolico Ludovico Luigi Ugolini, che il 24 maggio 1824 fu nominato vescovo di Fossombrone.
  8. ^ Durante il periodo di sede vacante, fu nuovamente nominato amministratore apostolico Luigi Maria Canestrari.
  9. ^ Il 16 settembre 1748 è nominato arcivescovo titolare di Sebastea.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Ripatransone[modifica | modifica wikitesto]

Per la sede di Montalto[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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