Diocesi di Foligno

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Diocesi di Foligno
Dioecesis Fulginatensis
Chiesa latina
Foligno075.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve
Regione ecclesiastica Umbria
Mappa della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Gualtiero Sigismondi
Vicario generale Giovanni Nizzi
Sacerdoti 68 di cui 36 secolari e 32 regolari
948 battezzati per sacerdote
Religiosi 54 uomini, 115 donne
Diaconi 16 permanenti
Abitanti 68.300
Battezzati 64.500 (94,4% del totale)
Superficie 350 km² in Italia
Parrocchie 39
Erezione I secolo
Rito romano
Cattedrale San Feliciano
Santi patroni San Feliciano
Indirizzo Piazza Mons. Faloci Pulignani 3, 06034 Foligno, Italia
Sito web www.diocesidifoligno.it
Dati dall'Annuario pontificio 2008 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
L'abbazia di Sassovivo, nei pressi di Foligno, fondata nell'XI secolo.
Il palazzo delle Canoniche, nei pressi della cattedrale, antica residenza dei canonici della cattedrale, oggi ospita la sede del museo capitolare diocesano di Foligno.
Stampa riproducente sant'Angela da Foligno, mistica e terziaria francescana, la più conosciuta santa della diocesi.

La diocesi di Foligno (in latino: Dioecesis Fulginatensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2013 contava 64.500 battezzati su 68.300 abitanti. È retta dal vescovo Gualtiero Sigismondi.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende la città e gran parte del comune di Foligno, esclusa la parrocchia di Verchiano (frazioni di Verchiano, Curasci, Roccafranca, Colle, Camino, Croce di Verchiano, Croce di Roccafranca, Crescenti, Ali, Caposomiggiale, Tito, Paraonda e metà della frazione di Vionica) che appartiene all'arcidiocesi di Spoleto-Norcia, nonché i comuni di Spello e Valtopina, e la frazione di Armenzano, appartenente al comune di Assisi.

Sede vescovile è la città di Foligno, dove si trova la cattedrale di San Feliciano.

Il territorio si estende su 350 km² ed è suddiviso in 39 parrocchie, raggruppate in cinque zone pastorali:[1]

  • zona pastorale "Città", 17 parrocchie: Cattedrale di San Feliciano, Buon Pastore, Sacro Cuore, Santissimo Nome di Gesù, Maria Santissima Immacolata, San Francesco, San Giacomo, San Giovanni Evangelista in Fiamenga, San Giuseppe Artigiano, San Michele Arcangelo in Cave, San Nicolò, San Salvatore, Santa Maria in Campis, Santa Maria Infraportas, Sant'Angela da Foligno, Santo Stefano in Maceratola, Santi Primo e Feliciano in Budino;
  • zona pastorale "Campagna", 6 parrocchie: San Egidio in Borroni, San Michele Arcangelo in Scafali, San Michele Arcangelo in Sterpete, San Pietro Apostolo in Corvia, San Pietro Apostolo in Sant'Eraclio, San Silvestro Papa in Cancellara;
  • zona pastorale "Spello", 4 parrocchie: Santa Croce, San Lorenzo Martire, Santa Lucia, Santa Maria Maggiore;
  • zona pastorale "Valle del Topino", 6 parrocchie: Maria Santissima Assunta in Pieve Fanonica, San Giovanni Battista in San Giovanni Profiamma, San Martino in Vescia, San Pietro Apostolo in Valtopina, Santa Maria Assunta in Belfiore, Sante Maria ed Anna in Capodacqua;
  • zona pastorale "Valle del Menotre - Montagna", 6 parrocchie: Santi Apostoli Pietro e Paolo in Rasiglia, Maria Santissima Assunta in Colfiorito, Parrocchia di Maria Santissima Assunta in Scopoli, Sant'Ansovino in Casenove, San Biagio in Pale, Sant'Elena in Annifo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione, sintetizzata nel Seicento dal presbitero e storico folignate Ludovico Jacobilli, attribuisce la fondazione della diocesi a san Crispolto inviato ad evangelizzare l'Italia dall'apostolo Pietro. Altri vescovi sono tradizionalmente attribuiti a Foligno, tra cui san Feliciano, vissuto nella prima metà del III secolo, che molti storici indicano come primo vescovo di Forum Flaminii, evangelizzatore di quasi tutta la regione circostante e che sarebbe morto a Foligno.

Dal punto di vista storico, per i primi secoli cristiani, sono pochi i vescovi che si possono attribuire con certezza a Foligno. Il primo è Urbano, che prese parte al concilio lateranense indetto da papa Felice III nel 487 e che fu sottoposto ad indagine da parte di papa Gelasio I (492-496), ma morì prima che l'inchiesta avesse termine.[2] Segue Fortunato, che partecipò ai concili indetti all'epoca di papa Simmaco nel 499, nel 501 e nel 502.[3] Nei successivi tre secoli e mezzo sono noti: il vescovo Floro, che fu presente al concilio romano voluto da papa Agatone nel 680 per condannare l'eresia monotelita,[4] Domenico, che assistette ai concili di Pavia dell'850 e di Roma dell'853; e Argisio, che fu tra i padri del concilio convocato da papa Niccolò I nell'861 per giudicare Giovanni di Ravenna.[5]

Tra VII e VIII secolo Foligno assorbì la vicina e soppressa diocesi di Foro Flaminio, il cui ultimo vescovo documentato è Decenzio, che assieme a Floro di Foligno fu presente al concilio romano del 680.

La primitiva sede episcopale si trovava nella città romana di Fulginium situata in zona precollinare nei pressi di Santa Maria in Campis; successivamente, dopo le invasione barbariche, fu trasferita a Civita, vicino all'attuale Miglio San Paolo.[6] Attorno alla tomba di san Feliciano si sviluppò nell'alto medioevo il castrum Sancti Feliciani, dove verso la fine dell'XI secolo venne trasferita la sede vescovile folignate.

Il vescovo più importante nel corso dell'XI secolo è san Bonfilio, che figura per la prima volta come vescovo di Foligno nel 1072. Nel 1096 partì per la Terra santa per partecipare alla prima crociata; creduto morto, attorno al 1100 il papa nominò al suo posto il vescovo Andrea; ritornato in patria nel 1104, dette le dimissioni da vescovo e si ritirò a vita eremitica a Storaco e poi a Fara presso Cingoli, dove morì il 27 settembre 1115.[7]

All'epoca di san Bonfilio risale anche la fondazione dell'abbazia di Sassovivo, la più importante del territorio, fondata da Mainardo, monaco dall'abbazia di Santa Maria di Sitria; «arricchita da varie donazioni, l'abbazia giunse a possedere 92 monasteri, 41 chiese e 7 ospedali: un vasto patrimonio, sparso per l'Italia centrale».[6]

Nel 1133 fu costruita una nuova cattedrale per volontà del vescovo Marco, come attesta una epigrafe sulla facciata della chiesa.[6] Venne consacrata nel 1145 dal vescovo Benedetto in occasione della celebrazione a Foligno di un concilio, presieduto dal cardinale Giulio del titolo di San Marcello[8] e ampliata nel 1201. Nel XIII secolo furono erette anche le chiese di San Claudio, di San Domenico e di San Giovanni Profiamma.

Con la bolla IncomprehensibiIis et ineffabilis[9] dell'11 giugno 1138, papa Innocenzo II confermò alla Chiesa folignate i confini della sua diocesi, al cui territorio apparteneva l'antica diocesi di Foro Flaminio e parte della soppressa diocesi di Plestia.

Nel corso del Duecento la città si era schierata con l'imperatore Federico II nella sua lotta contro il papato e per questo motivo aveva perso la dignità episcopale (1243), che le fu restituita il 31 marzo 1265 con la bolla Sicut magni di papa Clemente IV.

«Tra XIII e XIV secolo eminenti figure di asceti hanno illustrato il cammino della Chiesa di Foligno. Tali sono la beata Angela da Foligno (†1309), la cui spiritualità è permeata di cristocentrismo, e il beato Pietro Crisci (†1323), il beato Tomassuccio (†1377 ca.), il beato Paoluccio Trinci (†1391 ca.) che, nel 1368, diede inizio alla regolare osservanza (da cui ebbe inizio la famiglia dei frati minori dell'osservanza) e la beata Angelina da Montegiove (†1435), fondatrice delle terziarie regolari di san Francesco[6]

Nel corso del Cinquecento Foligno vide la nascita di una serie di iniziative per la riforma della vita del clero e dei laici, legate in vario modo alla figura del vescovo Isidoro Chiari (1547- 1555), che svolse un'importante azione di rinnovamento spirituale nella diocesi, promuovendo una visita pastorale della diocesi e indicendo ben quattro sinodi diocesani.[10] Tra queste iniziative sono da segnalare la nascita dell'oratorio del Buon Gesù ad opera di Giovan Battista Vitelli (1538-1621), che aveva lo scopo di assistere i moribondi; la compagnia di San Martino per l'educazione della gioventù e per varie iniziative caritative; la fondazione del conservatorio di Sant'Orsola ad opera di Paola de Meo per l'educazione delle ragazze.[6]

Il seminario diocesano fu eretto nel 1649 durante l'episcopato di Antonio Montecatini (1642-1668). Solo agli inizi del Settecento i vescovi si attivarono per l'attuazione dei decreti del concilio di Trento. Tra questi è da segnalare il vescovo Giosafat Battistelli (1717-1735): «Alla sua attività di riformatore si deve la fondazione di importanti istituzioni pastorali, quali le Scuole pie, la Pia opera della dottrina cristiana, l'opera delle Sacre missioni e degli esercizi spirituali per il clero e la riforma del seminario diocesano. Vero punto di riferimento è stato però il sinodo diocesano, pubblicato nel 1724 e restato in vigore praticamente fino al sinodo di monsignor Siro Silvestri (1955-1975), celebrato nel 1959.»[6]

Il 29 aprile 1772 papa Clemente XIV scorporò il territorio dell'antica diocesi di Spello, in cui erano oltre cinquanta chiese, dalla diocesi di Spoleto e l'aggregò a quella di Foligno.[11]

Nel 1937 la parrocchia di Annifo, nel comune di Foligno, fu scorporata dalla diocesi di Nocera Umbra e Gualdo Tadino e annessa a quella folignate.[12]

Il 15 agosto 1972 la diocesi, fino ad allora immediatamente soggetta alla Santa Sede, è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Perugia.[13]

Nella seconda metà del XX secolo la diocesi ha dovuto affrontare lo spopolamento delle zone di montagna e il trasferimento della popolazione verso la città, con il conseguente sradicamento dalle tradizioni delle parrocchie rurali, oggi quasi deserte.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi viventi ordinati nella diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 68.300 persone contava 64.500 battezzati, corrispondenti al 94,4% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 51.340 51.340 100,0 120 70 50 427 84 242 61
1970 58.650 58.650 100,0 114 61 53 514 1 68 222 66
1980 62.800 62.800 100,0 90 59 31 697 1 65 182 68
1990 62.100 62.900 98,7 92 52 40 675 3 45 198 38
1996 66.565 66.900 99,5 80 48 32 832 5 42 151 39
2000 66.565 66.900 99,5 80 48 32 832 5 42 151 39
2001 67.000 67.250 99,6 84 50 34 797 5 43 154 37
2002 67.200 67.700 99,3 83 51 32 809 5 40 137 37
2003 64.900 65.250 99,5  ? 49  ?  ? 5 5 128 37
2004 65.150 65.500 99,5  ? 47  ?  ? 5 7 124 39
2005 65.300 65.700 99,3  ? 46  ?  ? 5 8 123 39
2006 65.450 67.950 96,3  ? 47  ?  ? 5 8 120 39
2007 65.450 67.950 96,3 78 46 32 839 12 39 118 39
2013 64.500 68.300 94,4 68 36 32 948 16 54 115 39

Santi e beati legati alla diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal sito web della diocesi.
  2. ^ a b Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. II, Roma 2000, pp. 2345-2346.
  3. ^ a b Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma 1999, pp. 860-861.
  4. ^ a b Giovanni Domenico Mansi, Sacrorum conciliorum nova et amplissima collectio], vol. XI, Florentiae 1765, col. 303.
  5. ^ Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, IV, p. 402.
  6. ^ a b c d e f Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  7. ^ a b Ugolino Nicolini, Bonfiglio, santo, Dizionario biografico degli italiani, vol. XII, 1971.
  8. ^ a b Marina Rossi, Benedetto, Dizionario biografico degli italiani, vol. VIII, 1966.
  9. ^ Testo della bolla in: Cappelletti, Le chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, IV, pp. 407-409. Anche: Kehr, Italia pontificia, IV, p. 44, nº 2.
  10. ^ Soprintendenza archivistica per l'Umbria - Diocesi di Foligno, L'Archivio storico della diocesi di Foligno - Inventario, Foligno 2011, p. 13.
  11. ^ Cappelletti, op. cit., pp. 433-434.
  12. ^ AAS 29 (1937), p. 399.
  13. ^ AAS 64 (1972), pp. 667-668.
  14. ^ Santo ricordato da una favolosa e anacronistica passio del XII secolo, venerato a Bettona, come protovescovo della diocesi di quella città. Agostino Amore, Crispolito, Baronzio, Tutela e compagni, Bibliotheca Sanctorum, vol. IV, coll. 320-321.
  15. ^ Santo menzionato nel martirologio romano come vescovo di Martana, probabilmente da identificare con l'omonimo vescovo di Tours. Testi agiografici medievali l'hanno fatto di volta in volta vescovo di Todi, di Foligno, di Spoleto e di Bettona, e all'origine dell'evangelizzazione di Terni. Secondo Jacobilli, succedette a Crispoldo, suo compagno. Agostino Amore, Brizio, santo, Bibliotheca Sanctorum, vol. III, coll. 540-542.
    Tra Brizio e Feliciano le varie cronotassi divergono sul numero e sui nomi dei vescovi: Jacobilli inserisce tre vescovi anonimi; Ughelli un solo vescovo anonimo; Lanzoni un anonimo e Antimo; Gams un anonimo, forse da identificare con Leviano; Sensi non cita alcun anonimo, ma inserisce Leviano.
  16. ^ Patrono di Foligno, è ricordato come protovescovo di Forum Flaminii.
  17. ^ Successore di san Feliciano.
  18. ^ Avrebbe preso parte a due concili, entrambi spuri, Suessa nel 303 e Roma nel 327.
  19. ^ Attribuito al tempo di papa Giulio I (337-352) senza alcuna prova (Lanzoni, p. 450).
  20. ^ Secondo Cappelletti apparterrebbe alla diocesi di Bevagna. Jacobilli gli attribuisce 28 anni di episcopato, succedendo a Fortunato. Probabilmente non fu mai vescovo di Foligno, ma un semplice eremita che tradizioni agiografiche successive hanno insignito della dignità episcopale. Mario Sensi, Vincenzo, vescovo di Foligno (?), santo, Bibliotheca Sanctorum, vol. XII, coll. 1140-1141.
  21. ^ Fu vescovo di Vulsiniae (Bolsena) e non di Fulginiae (Lanzoni), storicamente documentato nel 595 (Pietri).
  22. ^ a b c d e f g Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen kaisern], pp. 236–238.
  23. ^ Dopo Anselmo, Jacobilli inserisce un Gerardo di Sora, ignoto a tutti gli altri autori.
  24. ^ Un episcopus electus è menzionato nel 1206; Sensi ipotizza che possa trattarsi di Egidio.
  25. ^ Silvano Borsari, Berardo, Dizionario biografico degli italiani, vol. VIII, 1966.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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