Cultura appenninica

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L'Europa nella media età del bronzo:
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La cultura appenninica[1] o civiltà appenninica fu una cultura dell'età del bronzo diffusa nell'Italia peninsulare, e in particolare nelle regioni percorse dalla dorsale degli Appennini, in Emilia-Romagna ad est del fiume Panaro, nelle isole Eolie ed in alcuni lembi della Sicilia.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Cronologicamente la cultura appenninica viene suddivisa in tre fasi principali:

  • Proto Appenninico
  • Appenninico
  • Subappenninico [2]:
Secolo prima di cristo
Proto Appenninico I XVI
Proto Appenninico II XV
Appenninico XIV
Subappenninico XIV-XII

La fase appenninica piena (1400 a.C. circa) è contemporanea al periodo centrale della civiltà delle terramare in Italia settentrionale, alle culture di Thapsos e del Milazzase in Sicilia ed è compresa nel periodo caratterizzato in Sardegna dalla civiltà nuragica. Tra i ritrovamenti dei prodromi di questa cultura a Ischia e a Lipari, i residui di rame trovati in quest'ultima isola sono stati datati al carbonio 3050±200 a.C., per cui la protofase potrebbe essere anche anteriore, ma la datazione tradizionale dell'intero periodo è XVIII-XII secolo a.C.[3]

Nelle bronzo recente si assistette alla diffusione della fase subappenninica che Salvatore Puglisi definisce cosi:

«...La facies subappannenica rappresenta, nella nostra concezione, un modo di essere della originaria cultura pastoralistica per l'integrazione di strati sociali agricoli (terramaricolo-protovillanoviani) nelle più importanti basi sedentarie, e che solo molto tardi, alla fine di un processo discontinuo e graduato da nord a sud di trasformazione dei caratteri tipici (quali la perdita della decorazione incisa, lo sviluppo di particolari anse sopraelevate, l'impianto dell'economia agricola sussidiaria), può avere una identificazione cronologica unitaria per tutta la penisola»

(Salvatore Puglisi La civiltà appenninica. Sansoni editore p.80)

Cultura materiale[modifica | modifica wikitesto]

Ceramica appenninica

La cultura appenninica è caratterizzata in un primo periodo da una ceramica rozza e sono rari gli oggetti in metallo. Successivamente con la diffusione del bronzo si osserva anche una ceramica di qualità migliore decorata con una pasta biancastra a base di gesso [4]. La facies subappenninica si contradistingue per la perdita della decorazione incisa e lo sviluppo di anse sopraelevate e per una metallurgia simile a quella padana e transalpina[5].

Economia e rapporti commerciali[modifica | modifica wikitesto]

I ritrovamenti di utensili legati al latte hanno permesso di ipotizzarne un carattere prevalentemente pastorale e migrazioni stagionali, con insediamenti in capanne o in ricoveri temporanei.

I rapporti con la civiltà micenea, importanti specialmente per la definizione della cronologia, sono testimoniati da frammenti di ceramiche importate.

Aspetti funerari[modifica | modifica wikitesto]

I defunti erano inumati in tombe scavate nella terra, in grotticelle artificiali o in tombe dolmeniche. Tra le più grandi necropoli eneolitiche d'Italia, si segnala quella scoperta nel 2009 alla periferia sud-occidentale della città di Forlì, estesa per una superficie di circa 5000 metri quadrati[6]. Nella fase subappeninica si diffonde in alcune aree la pratica della cremazione (Anzio, Cavallo Morto, Canosa di Puglia, Contrada Pozzillo, Torre Castelluccia).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La definizione, che è subentrata a quella di "civiltà extraterramaricola", si deve al paletnologo Ugo Rellini (vedi bibliografia) all'inizio degli anni trenta.
  2. ^ Giovanni Ugas - L'alba dei Nuraghi (2005) pg. 37
  3. ^ (EN) Cornell, Tim (1995). The Beginnings of Rome: Italy and Rome from the Bronze Age to the Punic Wars, C.1000-263 BC (illustrated ed.). Routledge. p. 32. ISBN 0415015960, 9780415015967.
  4. ^ Delia Guasco-Popoli Italici - L'Italia prima di Roma (2006) pg. 16
  5. ^ APPENNINICA, Civilta R.Peroni 1994
  6. ^ Forlì al crocevia della Preistoria di Romagna

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • U. Rellini, Le stazioni enee delle Marche di fase seriore e la civiltà italica (Monumenti antichi dei Lincei, 34), 1931, pp. 129–272.
  • S. M. Puglisi, La civiltà appenninica. Origine delle comunità pastorali in Italia, Sansoni, Firenze 1959.
  • M. A. Fugazzola Delpino, Testimonianze di cultura appenninica nel Lazio (collana Origines. Studi e materiali pubblicati a cura dell'Istituto italiano di preistoria e protostoria), Sansoni, Firenze 1976.
  • I. Macchiarola, La ceramica appenninica decorata, De Luca, Roma 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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