Appenninia

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Appenninia è un toponimo, oggi desueto, con cui alcuni geografi agli inizi del Novecento indicavano l'Italia peninsulare, in contrapposizione con l'Italia continentale, definita Padania, termine che al contrario ha avuto una certa fortuna a partire dagli anni novanta del Novecento per l'uso politico-ideologico da parte della Lega Nord.

Il toponimo "Appenninia" fu riportato tra gli altri dal geografo Angelo Mariani, che pubblicò nel 1910 per Hoepli un manuale dal titolo Geografia economico sociale dell'Italia[1] in cui la trattazione dell'argomento è suddivisa in due parti, Padania e Appenninia, con riferimento ad atti parlamentari del Regno d'Iitalia[2].
Ettore Ricci, nell'opera Costituzione e storia geologica d'Italia (1935) suddivise poi ulteriormente il Nord in Padania e Alpinia, oltre all'Appenninia e alle due isole maggiori, Sicilia e Sardegna.

Appenninia è anche una località presso Ca' dl'Abat (Case dell'Abate), sita a sud-est di Civago, frazione del comune di Villa Minozzo (RE). Si trova nell'alto Appennino reggiano, quasi ai confini con la regione Toscana e nel punto più interno della valle del Dolo. "Appenninia" fu anche una stazione sciistica dell'Appennino reggiano, sorta nel 1967 (attualmente è chiusa) e distesa sul versante nord del monte Giovarello, a 1.125 m s.l.m.

Inoltre alcune mappe riportano il toponimo sulla riva nordoccidentale del lago di Scanno, all'incirca in località Tassido Coda e Villalago Riviera, ma non ne rimane traccia nella cultura locale.

Note[modifica | modifica wikitesto]