Teopista martire

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Santa Teopista
Santa Teopista Matera Duomo.JPG
Statua della santa sulla facciata della cattedrale di Matera
 

Martire

 
MorteII secolo
Venerata daTutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza20 settembre
Attributipalma
Patrona diMatera

Teopista, in latino Theopista (dai termini greci théos e pístos, cioè "credente in Dio") (... – Roma, II secolo), fu una martire romana durante il principato di Adriano.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda agiografica ripresa dalla Leggenda Aurea di Iacopo da Varagine, sarebbe stata la moglie di Placido, un militare dedito alla beneficenza, ma anche alla persecuzione dei cristiani: un giorno Placido stava inseguendo un cervo, quando questi si volse a lui mostrando tra le corna una croce sormontata dalla figura di Gesù che gli diceva: «Placido, perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere». Placido rientrò a casa e narrò tutto alla moglie Teopista, la quale gli riferì di aver avuto quella notte una visione nella quale uno sconosciuto le preannunciava che l'indomani ella si sarebbe recata da lui con il marito. Placido, la moglie e i due figli, Agapio e Teopisto, si recarono l'indomani dal vescovo, si convertirono e si fecero battezzare. Placido ricevette il nome di Eustachio.

La Leggenda Aurea narra che Eustachio, lasciato l'esercito romano, sia stato poi perseguitato dalla sorte, come Giobbe, perdendo prima tutti gli averi e poi smarrendo la moglie ed infine i figli, ma che, come Giobbe, non abbia mai insultato la provvidenza e che quindi, dopo numerosi anni di separazione, la famiglia si sia miracolosamente riunita. Ritornati a Roma, l'imperatore Adriano li fece arrestare in quanto cristiani e condannare a morte. Furono torturati e, salvatisi misteriosamente dalle fiere del Colosseo, morirono infine arroventati dentro un bue di bronzo.

Secondo lo storico Henri Delahaye, Eustachio e Teopista non sarebbero esistiti ma sarebbero frutto di leggende popolari del tempo: la vicenda familiare ricalcherebbe un storia leggendaria dell'India. A riprova della sua teoria il Delahaye cita l'assenza di menzioni sui santi fino al V secolo e il fatto che né il Deposito Martyrum né il Martirologio Gerominiano parlano di Eustachio e Teopista.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica ricorda santa Teopista, assieme al marito Eustachio e ai figli Agapio e Teopisto, il 20 settembre. Santa Teopista e sant'Eustachio sono venerati in particolare modo nelle città di Ischitella e Matera di cui sono i santi patroni. La leggenda vuole che Matera, assediata dai saraceni, fosse stata salvata dall'intervento miracoloso di Eustachio e dei suoi famigliari in vesti di cavalieri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La historia di santo Eustachio, il quale era pagano, nominato prima Placido cittadino di Roma, & per bocca del nostro Signore, il quale gli apparse si battezzò, e si pose il nome Eustachio, & a la moglie Teopista, & à duoi figliuoli, che haueua l'vno Agabito, & l'altro Teopisto, Firenze: alle Scale di Badia, 1613
  • Paolo Schiavi e Luigi Girolami, Santa Teopista: la storia e la fiera, Monsampolo del Tronto 1999.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]