Simboli delle Marche
Bandiera delle Marche
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La bandiera delle Marche, come quella di molte altre regioni italiane, fece la sua prima apparizione il 4 novembre 1995 (giornata delle Forze Armate) quando il presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro volle esibire in una sala del Quirinale le bandiere delle regioni italiane. In mancanza di una legge in proposito[1], la bandiera fu delineata inserendo lo stemma regionale (adottato con la L.R. 15 marzo 1980, n. 13) su uno sfondo bianco.
Stemma delle Marche
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Lo stemma delle Marche rappresenta un picchio verde stilizzato, che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola M, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo spagnolo[2]. È stato disegnato da Maurizio Catani e Gianni Veroli.

Il picchio è stato scelto in quanto esso era l'animale totemico dei Piceni, che nell'Età del ferro abitavano la maggior parte del territorio delle odierne Marche unificandone le culture, sino a quell'epoca diversificate. La rappresentatività dell'immagine è confermata dal fatto che i centri piceni erano diffusi in tutte le provincie delle Marche; ad esempio: Pesaro, Fano, Canavaccio di Urbino e Novilara nella provincia di Pesaro Urbino; Fabriano, Jesi, Ancona, Castelfidardo e Osimo nella Provincia di Ancona; Matelica, Tolentino, Cingoli, Montecassiano nella provincia di Macerata; Belmonte Piceno, Porto Sant'Elpidio, Fermo nella Provincia di Fermo; Offida, Ripatransone, Cupramarittima nella Provincia di Ascoli Piceno.
Centri piceni erano presenti anche nell'Abruzzo settentrionale, ma il nucleo principale della cultura di questo popolo era nel territorio delle attuali Marche[3].
Si legge nella legge di adozione dello stemma[4]:
La tradizione di cui parla la legge è quella greca e romana, di cui si riportano alcuni esempi:
«I Piceni sono giunti qui dalla Sabina, sotto la guida di un picchio che indicò il cammino ai capostipiti. Da ciò deriva il loro nome: essi infatti chiamano picus quest'uccello, e lo ritengono sacro ad Ares. Sono stanziati a partire dalle montagne sino alle pianure e al mare...»
«La regione picena, nella quale si trova Ascoli, è detta così perché, quando i Sabini si misero in viaggio verso Ascoli, un picchio si posò sul loro vessillo»
«Quando gli abitanti di questa regione vennero qui dal territorio dei Sabini, un picchio si posò sulle loro insegne e da questo nacque il nome di Piceno»
Galleria d'immagini
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Bandiera della Marca Anconitana
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Bandiera della Repubblica di Ancona
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Bandiera della Repubblica Anconitana
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Anche molte altre regioni italiane, non avendo leggi specifiche di adozione della bandiera, si trovarono ad elaborarne di provvisorie per rispondere alla richiesta del presidente: vedi [1]. Tali regioni sono: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria. Le bandiere così preparate provvisoriamente, tutte sulla base del relativo stemma regionale, sono poi entrate in uso corrente.
- ^ Bandiera Marche, su rbvex.it.
- ^ La fonte da cui sono tratte le notizie relative ai centri abitati piceni sono: Delia Lollini Civiltà Picena, in Popoli e civiltà dell'Italia antica, integrata con il catalogo della mostra Piceni popolo d'Europa.
- ^ La legge di adozione dello stemma è la n. 13 del 15 marzo 1980; vedi il sito ufficiale della regione Marche alla pagina; la legge è consultabile alla pagina: Legge di adozione dello stemma
- ^ Padania - Flags of Padania "Nations" - Part 1 (Italy), su www.crwflags.com. URL consultato il 29 luglio 2022.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- L.R. 15 marzo 1980, n. 13, su consiglio.marche.it.