Repubblica Anconitana

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la repubblica marinara (XI - XVI secolo), vedi Repubblica di Ancona.
Repubblica Anconitana
Flag of the Repubblica Anconitana.svg
Informazioni generali
Capoluogo Ancona
Dipendente da Flag of France.svg Repubblica Francese
Amministrazione
Forma amministrativa Occupazione militare
Organi deliberativi Municipalitá di Ancona
Evoluzione storica
Inizio 17 novembre 1797
Causa Trattato di Campoformio
Fine 7 marzo 1798
Causa Costituzione della Repubblica Romana
Preceduto da Succeduto da
Flag of the Papal States (pre 1808).svg Marca di Ancona Flag of the Repubblica Romana 1798.svg Dipartimento del Metauro

La cosiddetta Repubblica Anconitana fu una municipalità rivoluzionaria che venne proclamata dall’Armata d'Italia del giovane generale Bonaparte il 19 novembre 1797, fra le altre repubbliche giacobine.

Aveva sede ad Ancona e comprendeva i territori che, nello Stato Pontificio, facevano parte della Marca di Ancona con capitale Macerata, ovvero l'attuale territorio delle Marche, divenuti base militare navale ai sensi del trattato di Tolentino, in modo da garantire un porto sull’Adriatico per la marina francese.

Dopo soli 117 giorni, il 7 marzo 1798, venne unita alla Repubblica Romana.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Napoleone Bonaparte vittorioso nella sua campagna italiana costringe il 20 giugno 1796 papa Pio VI a firmare l'armistizio di Bologna in cui permetteva l'occupazione di Ancona (assieme alla stessa Bologna e Ferrara) da parte dell'esercito francese. Nel febbraio del 1797, il 22 piovoso V, per ordine dello stesso Napoleone nasce il Consiglio rivoluzionario o Municipalità che si pose a governo della città.[1]

L'arrivo delle nuove idee dell'illuminismo e del giacobinismo e la liberazione dal dominio pontificio porta ad un primo momento di euforia, ma ci si rese subito conto che, per sostenere i costi della guerra, i francesi avrebbero razziato tutti gli edifici cristiani dalle loro opere d'arte, compreso il quadro della Madonna del Duomo.

Successivamente venne firmato il trattato di Tolentino in cui si stabiliva che Ancona sarebbe stata occupata dai francesi sino alla "pace continentale", successivamente sarebbe tornata sotto lo Stato Pontificio. Proprio per evitare questo, i cittadini, ma anche la Municipalità, spingevano per la proclamazione della repubblica. Intanto con il trattato di Campoformio la pace fra Francia ed Austria era fatta e, secondo gli accordi di Tolentino, Ancona doveva tornare sotto il dominio pontificio.

La repubblica anconitana[modifica | modifica wikitesto]

Ma questo non piaceva né alla città, come già detto, né a Napoleone, che voleva danneggiare il Pontefice. Il 17 novembre 1797 nasce quindi la "Repubblica Anconitana", sotto la protezione della Repubblica francese e della Repubblica Cisalpina. Seguirono l'esempio di Ancona molte città vicine, tra cui Senigallia, Jesi, Osimo, Macerata, Pesaro, Urbania, Urbino e Fano. Si formò quindi una specie di Direttorio in cui ogni Municipalità aveva un rappresentante. Le casse della città erano sempre vuote, continua perciò la predazione di chiese, monasteri e seminari. Il 15 febbraio 1798 il generale Berthier proclama la Repubblica Romana, che avrebbe compreso anche il territorio di Ancona, ed il 7 marzo la Municipalità non può far altro che prenderne atto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Natalucci, Il periodo francese, in La vita millenaria di Ancona, Ancona, Libreria Canonici, 1975, pp. 7-20.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]