Repubblica Elvetica

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Repubblica Elvetica
Repubblica Elvetica – Bandiera Repubblica Elvetica - Stemma
Repubblica Elvetica - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale République helvétique
Helvetische Republik
Repubblica Elvetica
Lingue parlate Francese, tedesco, italiano
Capitale Berna
Politica
Forma di governo Repubblica
Nascita 12 aprile 1798
Causa Invasione francese
Fine 10 marzo 1803
Causa Atto di Mediazione
Territorio e popolazione
Bacino geografico Svizzera
Popolazione 4.500.000 nel 1800
Economia
Valuta Franco elvetico
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo, Protestantesimo
Evoluzione storica
Preceduto da Early Swiss cross.svg Vecchia Confederazione
Succeduto da Flag of Switzerland (Pantone).svg Svizzera
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Storia della Svizzera
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Antichità

Medioevo

Età moderna

Età contemporanea


La Repubblica Elvetica fu uno stato unitario costituito in luogo dell'antica Confederazione Svizzera dei tredici cantoni. La nascita della Repubblica Elvetica segnò per la Svizzera la fine dell'Ancien Régime e l'inizio della modernizzazione del Paese. Si trattò peraltro di un processo che aveva preso avvio con la Rivoluzione francese e che solo in parte può essere visto come il risultato di lotte politiche interne nei cantoni svizzeri contro le oligarchie urbane al potere. La Repubblica Elvetica fu piuttosto un regime politico imposto dalla Francia.

Nascita della Repubblica Elvetica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1797, Peter Ochs e Frédéric-César de La Harpe tentarono di convincere il generale Bonaparte a suscitare una rivoluzione anche in Svizzera. Ma malgrado le sollecitazioni dei francesi, soltanto il Paese di Vaud si sollevò parzialmente il 24 gennaio 1798, con l'instaurazione a Losanna, dopo un sollevamento pacifico, della "République lémanique".

L’esercito francese aveva, nel frattempo, occupato nel dicembre 1798 la parte meridionale del Vescovato di Basilea e il 28 gennaio 1798 era penetrato nell’attuale Canton Vaud, territorio direttamente soggetto alla città di Berna. L’invasione francese diede avvio a rivolte e sommosse in molti Cantoni, sfociate talora nella caduta dei vecchi governi d’Ancien régime. Malgrado la persistenza di nuclei di resistenza nella Svizzera centrale tali eventi comportarono il crollo dell’antica Confederazione.

Il 28 marzo 1798 il Commissario francese Lecarlier convocò ad Aarau un'assemblea costituente, la quale adottò per la neonata Repubblica un testo fondamentale sostanzialmente ricalcato sul modello francese.

Sulle rovine della vecchia Confederazione, costituita da una molteplicità di entità con diverso status giuridico sorgeva dunque una Repubblica unitaria e indivisibile. Questa ebbe tuttavia una vita breve e tormentata. In quel lustro la Svizzera conobbe infatti, oltre all’occupazione da parte di eserciti stranieri, vari mutamenti costituzionali e frequenti colpi di stato, generati dalle lotte fra la fazione centralista e quella federalista e spesso anche da mere rivalità personali.

La breve e tormentata esistenza dello Stato unitario[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica unitaria non godette del favore dei contemporanei, se si eccettua il sostegno di una ristretta élite urbana. Si trattava in effetti di un regime imposto dall’esterno, che si distinse pure per le molte misure impopolari introdotte. Particolarmente invise furono la coscrizione militare obbligatoria, le restrizioni imposte ai culti tradizionali, le nuove imposte (che incidevano su una situazione economica già fortemente compromessa dalla guerra), la modifica delle autonomie locali.

Lo stesso Napoleone parlò delle vicende della Repubblica Elvetica come di uno spettacolo affligente ed arrivò, riguardo alla Svizzera, alla conclusione che "la nature a fait votre Etat fédératif, vouloir la vaincre ne peut pas être d’un homme sage" ("la natura ha reso il vostro Stato federativo, volerla vincere non è da uomini saggi"). Coerentemente il 18 febbraio 1803 promulgò l’Atto di Mediazione, che, senza tornare al passato, concesse tuttavia alla Svizzera un ordinamento di tipo federale, che permise di assicurare per un decennio la quiete interna.

L'organizzazione costituzionale[modifica | modifica sorgente]

La costituzione della Repubblica Elvetica del 1798 si basava sostanzialmente sulla costituzione direttoriale francese del 1795 di natura centralistica. Il progetto preparato in Svizzera da Ochs fu ulteriormente modificato dai membri del Direttorio della Repubblica Francese, alla cui preventiva valutazione era stato sottoposto. Il principio ispiratore della nuova Repubblica era tutto racchiuso nel primo articolo della sua carta fondamentale: "la Repubblica Elvetica è una e indivisibile. Non ci sono più frontiere fra i Cantoni e i paesi soggetti, né da Cantone a Cantone [...] eravamo deboli per la nostra debolezza individuale, saremo forti per la forza di tutti".

La costituzione dopo aver espressamente formulato alcune delle idee fondamentali dell’ideologia illuministica e ribaditi i diritti fondamentali dell'uomo, disegnava l’apparato statuale secondo una rigida applicazione del principio della separazione dei poteri secondo la forma di governo direttoriale importata dalla Francia.

Il potere esecutivo era rappresentato, come in Francia, da un Direttorio di cinque membri, il potere legislativo da un parlamento composto da due camere: Senato e Gran Consiglio. Al vertice del potere giudiziario si trovava una Corte Suprema, costituita da un membro e da un supplente per ogni Cantone. Essa cassava in ambito civile le sentenze dei tribunali inferiori viziate per difetto di competenza o per violazione delle forme o della legge (articolo 89), mentre operava quale ultima istanza nelle cause cosiddette di alto criminale, ossia quelle comportanti la pena di morte, la deportazione o la reclusione per dieci o più anni. Per le altre cause penali e per le controversie civili l’ultima istanza rispetto ai tribunali distrettuali era costituita dal Tribunale Cantonale, che fungeva pure da giudice di primo grado per i reati di alto criminale, per i quali esso poteva pronunciare una sentenza capitale esclusivamente con una maggioranza dei due terzi. In molti Cantoni venne organizzato per la prima volta un pubblico ministero.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Progetto di suddivisione della Repubblica Elvetica del 15 gennaio 1798
Suddivisione della Repubblica Elvetica dopo l'ingresso del Canton Rezia il 21 aprile 1799

In analogia con quanto fatto in Francia con i dipartimenti, la Repubblica Elvetica fu divisa in cantoni, che non avevano più vera autonomia, ma erano solo suddivisioni amministrative. Inoltre, per smantellare le strutture dell'Ancien Régime (che in Svizzera erano le repubbliche aristocratiche) furono stabilite nuove frontiere fra i cantoni. Anche i comuni furono degradati a mere unità amministrative e i loro diritti furono omologati ed i loro privilegi aboliti. La Repubblica Elvetica introdusse i distretti, che sono rimasti unità statistiche fino alla metà del XX secolo. Secondo l'articolo 18 della Costituzione del 28 marzo 1798 i cantoni erano provvisioriamente ventidue:

Nei mesi successivi vi furono ulteriori modificazioni, e il 21 aprile 1799, giorno dell'effettivo ingresso del Canton Rezia nella Repubblica, il numero totale dei cantoni era di diciannove:

Suddivisione della Repubblica Elvetica prevista nella Seconda Costituzione

Fra gli ultimi mesi del 1801 ed i primi del 1802 ebbero luogo ulteriori modifiche, che furono inserite nel testo della Seconda Costituzione della Repubblica Elvetica. Questa era inoltre una vera costituzione federale, che resituiva autonomia ai cantoni:

  • il cantone dell'Oberland venne restituito al cantone di Berna;
  • il cantone di Baden fu aggregato all'Argovia;
  • il cantone di Waldstätten fu nuovamente suddiviso nei cantoni di Uri, Schwyz, Unterwalden e Zug;
  • i cantoni di Bellinzona e Lugano furono uniti nel nuovo Canton Ticino;
  • il cantone di Fricktal fu creato con i territori della Bresgovia asburgica a sud del Reno;
  • il Vallese venne assegnato alla Francia, di cui divenne il dipartimento del Sempione.

Valutazione storiografica[modifica | modifica sorgente]

Anche dopo il suo tumultuoso epilogo la Repubblica Elvetica ha conservato un’immagine assai negativa sia nel ricordo popolare sia nella storiografia prevalente. Negli studi più recenti si può constatare una valutazione più ponderata di questo periodo storico; in effetti non si può negare che il periodo unitario abbia rappresentato un passo decisivo per la modernizzazione della Svizzera, in particolare in campo legislativo.

Note[modifica | modifica sorgente]


Altri progetti[modifica | modifica sorgente]