Repubblica Piemontese

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Repubblica Piemontese
Repubblica Piemontese – Bandiera
Motto: Libertà, Virtù, Eguaglianza
Dati amministrativi
Nome ufficialeGoverno Provvisorio Piemontese
Lingue ufficialiitaliano
Lingue parlatepiemontese
CapitaleTorino
Dipendente daFlag of France.svg Francia
Politica
Forma di governoOccupazione militare
Nascita1798 con Barthélemy Joubert
CausaEsautorazione di Carlo Emanuele IV
Fine1799 con Jean Moreau
CausaInvasione austriaca
Territorio e popolazione
Bacino geograficoPiemonte
Suddivisione4 dipartimenti
Economia
Valutascudo piemontese
Religione e società
Religioni preminenticattolicesimo
Norditalien und Mittelitalien 1799.jpg
Evoluzione storica
Preceduto daKingdom of Savoy.svg Regno di Sardegna
Succeduto daKingdom of Savoy.svg Regno di Sardegna

1leftarrow blue.svgVoce principale: Storia del Piemonte.

Il termine di repubblica piemontese è usato dalle fonti storiografiche per indicare il periodo rivoluzionario della prima conquista francese del Piemonte a fine Settecento, in cui iniziò l'opera di assimilazione della regione alla potenza transalpina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 aprile 1796 con l'armistizio di Cherasco Vittorio Amedeo III di Savoia fu costretto a cedere alla Francia Nizza e Savoia e consegnare anche tutte le fortezze, che divennero presidi militari francesi a guardia delle mosse del re, per il momento ancora tollerato sul trono fino alla sua morte avvenuta solo pochi mesi dopo. Le ambiguità del nuovo sovrano, suo figlio Carlo Emanuele IV, vennero però poi sempre meno tollerate dal Direttorio, in un'antipatia che esplose dopo la partenza di Napoleone per l'Egitto.

Il 9 dicembre 1798, di fronte al rifiuto del re alla proposta di alleanza contro l'Austria, il Direttorio ordinò al generale Joubert di deporre il re, che fece appena in tempo a darsi alla fuga, dichiarando decaduta la monarchia. Vennero creati cinque ministeri, Interni, Giustizia, Finanze, Lavori Pubblici, e Guerra, sotto il controllo dell'ex ambasciatore francese divenuto Commissario civile, mentre vennero introdotte alcune tipiche istituzioni rivoluzionarie quali la Guardia nazionale, e rimosse le vecchie Intendenze provinciali sostituendole con Direzioni finanziarie sotto la sorveglianza di commissari locali. Nel frattempo, i membri di Casa Savoia ripararono in Sardegna, sotto la protezione inglese, rifiutando di siglare un trattato di pace che sancisse la cessione della loro sovranità sul Piemonte.

Il 2 aprile 1799, di fronte alla dichiarazione di guerra dell'Austria, il Direttorio dichiarò sciolto il governo provvisorio, nominando Commissario unico con pieni poteri l'ambasciatore Musset, il quale procedette a sua volta a rimuovere le amministrazioni provinciali creando quattro dipartimenti:

Il 3 maggio 1799, avendo le armate tedesche invaso la regione, il Direttorio proclamò lo stato di emergenza, istituendo la legge marziale sotto il governo militare dell'Amministrazione Generale del Piemonte insediatasi a Pinerolo data l'infida situazione della capitale.

il 26 maggio 1799 le truppe austro-russe, dopo la vittoria sui francesi, entrarono a Torino e restaurarono la monarchia e l'antico regime, annullando ogni legge repubblicana, e nominando un Consiglio supremo sabaudo. Tuttavia, paradossalmente, neanche gli austriaci si fidavano del tentennante sovrano piemontese, e affidarono quindi il vero potere ad un'amministrazione militare del tutto simile a quella francese scacciata, con un Commissario imperiale e un Comando militare.

Tuttavia nel giugno del 1800 Napoleone ritornò in Italia e, dopo la vittoriosa battaglia di Marengo, il 20 giugno ripristinò in buona parte il precedente assetto territoriale repubblicano: nacque quella che nella storiografia è nota come repubblica subalpina, preludio della successiva annessione del Piemonte alla Francia (1802).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]