Valnerina

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Valnerina
CastelSanFelicePanorama2.jpg
Vallo di Nera
Stati Italia Italia
Regioni Marche Marche, Umbria Umbria
Province Macerata Macerata, Perugia Perugia, Terni Terni
Località principali
Comunità montana Comunità montana Valnerina
Fiume Nera
Altitudine media: m s.l.m.
Sito ufficiale del Servizio Turistico della Valnerina Sito web

Coordinate: 42°43′N 12°50′E / 42.716667°N 12.833333°E42.716667; 12.833333

La Valnerina in prossimità di Terni, in direzione di Torre Orsina e Arrone

La Valnerina è la valle del fiume Nera, che nasce presso i Monti Sibillini nelle Marche, attraversa una zona montuosa nell'Umbria sud-orientale, per poi raggiungere Terni e di lì sfociare nel Tevere presso Orte.

La valle si caratterizza per il suo carattere montuoso; stretta e tortuosa, si divide tra le province di Terni, Perugia e Macerata. Tra i maggiori centri attrattivi si hanno Ferentillo, Visso, Scheggino e Vallo di Nera, mentre dalla vallata si raggiungono facilmente Norcia, Cascia e Spoleto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Con il termine "Valnerina" si intende, anche da un punto di vista amministrativo, l'insieme dei comuni gravitanti attorno l'alta e media valle del Nera e ricadenti nelle province di Macerata e Perugia. Confina ad est con l'alta Valle del Tronto tra Lazio e Marche, mentre a sud-est confina con l'alta valle del Velino, a sud-ovest con Piana Reatina. L'alta valle è segnata invece dai Monti Sibillini.

Inoltre, si tende a includere in questa toponomastica, per ragioni storiche, linguistiche e culturali, anche comuni quali Norcia, Cascia e i rispettivi territori, malgrado i centri suddetti non vi rientrino in senso geografico stretto, essendo dislocati sul versante montano orientale e isolati rispetto al corso del fiume.

Per quanto concerne il comprensorio della "Valnerina Ternana", esso si identifica in sostanza con la parte finale e "bassa" della valle: un territorio caratterizzato da una più marcata antropizzazione e segnato dallo sviluppo, tra l'Ottocento e il Novecento, di una forte componente industriale, favorita dalle ingenti risorse idriche del bacino del Nera, della quale sono ancora visibili le tracce (come gli imponenti stabilimenti chimici dismessi di Papigno o l'ancora attiva centrale idroelettrica di Galleto). Da notare che alla "Valnerina Ternana" corrisponde, peraltro, l'area naturale protetta denominata Parco fluviale del Nera.

Situata lungo un'importante direttrice viaria, è stata al centro del Ducato di Spoleto in epoca longobarda, alla quale risale l'abbazia di San Pietro in Valle presso Ferentillo. Nel XVI secolo si sviluppò a Preci un'importante scuola chirurgica. Durante la seconda guerra mondiale la zona fu interessata da un forte movimento resistenziale, con la valle al centro delle attività della Brigata Garibaldina Antonio Gramsci, che nel marzo del 1944 creò tra i territori di Arrone, Cascia e Leonessa la prima zona libera d'Italia.

La maggiore attrazione turistica è la cascata delle Marmore, presso la fine della valle a 6 km da Terni. Tutti i paesini della zona, molti dei quali in via di spopolamento, presentano una caratteristica architettura medievale.

Comuni interessati[modifica | modifica wikitesto]

In ogni caso, a prescindere dalle entità governative, nella Valnerina ricadono i seguenti comuni:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è basata sull'agricoltura, la tradizionale pastorizia, la raccolta di tartufi, l'allevamento della trota e la produzione di salumi; il Nera presenta anche attrattive per coloro che praticano il Kayak, mentre i Monti Sibillini hanno un certo richiamo per l'escursionismo. Anche il turismo religioso ha un notevole impatto sull'economia (Cascia e Norcia, ma anche altre chiese e monasteri come l'Abbazia di San Pietro in Valle).

La Valnerina nei media[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Benigni si è servito di alcuni stabilimenti industriali dismessi a Papigno, sul fondo della valle presso Terni, per girare le scene del campo di concentramento de La vita è bella e per la realizzazione di Pinocchio.

La Valnerina è citata nel videogioco Assassin's Creed: Brotherhood.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Polia, "per Maria. La Madonna nell'arte sacra e nelle tradizioni popolari della Valnerina", Guerra Edizioni, Perugia, 2008.
  • Ferentillo Segreta "L'abbazia di san Pietro in valle Suppegna", Carlo Favetti, ed. Visconti, Terni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]