Mario Polia

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« La nostra epoca non sa più godere, perché non ha saputo accettare il dolore come fonte dell'umana esistenza. Sfiaccato dalle comodità, soffocato dal ritmo della vita, sazio di piaceri, che non sanno proporre altro al di là di se stessi, il cuore si stordisce ed allontana lo spettro della morte senza, peraltro, superarne il timore »

(Mario Polia in "Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina")
Mario Polia

Mario Polia (Roma, 20 maggio 1947) è uno storico, antropologo, etnografo, e archeologo italiano, specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Polia nasce a Roma dove si laurea in Archeologia presso l'Università "La Sapienza". Per diversi anni è stato direttore del programma di ricerca, allestito dal Ministero degli Affari Esteri e del Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia, che ha studiato lo sciamanesimo andino nel contesto di un'indagine sulle tradizioni indigene.

È professore di Antropologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma[1], direttore del Museo Demo-antropologico di Leonessa[2], paese del reatino dove attualmente risiede, Presidente del Centro Studi delle Tradizioni Picene a Ascoli Piceno[3].

Nell'anno 1999 ha vinto il Premio Paolo Toschi[4] per la ricerca sul campo. Già docente di Antropologia Medica, presso la Pontificia Universidad Católica di Lima, ha fondato il periodico di antropologia religiosa "I quaderni di Avallon".

Alterna attività di saggista a quella di conferenziere in Italia e all'estero.

Cordigliera delle Ande
L'esistenza dell'El Dorado. Il nome di Mario Polia nel 2001 compare nelle cronache giornalistiche di tutto il mondo[5] (come: Die Zeit, El País, Le Monde, The New York Times per citarne alcune) per la scoperta fatta durante una ricerca presso gli archivi romani della Compagnia di Gesù. Selezionando circa settemila documenti inviati dai missionari gesuiti a Roma, l'attenzione di Polia si sofferma sul primo volume della Peruana Historia, una collezione di manoscritti degli anni compresi tra il 1567 e il 1625, e in particolare su una lettera alla pagina 38. La lettera descrive la relazione che il gesuita Padre Andrea Lopez, rettore del Collegio dei Gesuiti a Cuzco, fa a Claudio Aquaviva, (il quinto Generale dell'Ordine dei gesuiti dal 1581 al 1615), o al suo successore Muzio Vitelleschi, su una sua visita presso il misterioso luogo del Paititi (nome incas dello spagnolo El Dorado). Nel rapporto Padre Andrea Lopez parla di un “miracolo avvenuto nel regno del Paititi per la grazia di Dio” in una "città ricchissima abbondante di oro, argento e pietre preziose" dove la popolazione conosceva l'uso della metallurgia e dell'architettura monumentale e possedeva un'organizzazione politica molto evoluta con a capo un monarca che ricorda l'impero incaico. La cronaca del religioso gesuita racconta come il Re del Paititi, una volta convertitosi, offrì di costruire "una chiesa fatta con blocchi di oro massiccio". Secondo Polia tale scoperta potrebbe costituire la "prova dell'esistenza di uno dei luoghi più misteriosi del mondo, l'El Dorado". Il Padre Generale dell'Ordine dei Gesuiti considerò interessante il rapporto di Padre Lopez tanto che ne informò il papa richiedendogli l'autorizzazione per evangelizzare l'area. Quindi, secondo Polia, la Chiesa Cattolica sapeva dell'esistenza dell'El Dorado fin dal XVI secolo, e probabilmente ne conosceva anche l'esatta ubicazione. Lo studioso ipotizza che "il Vaticano non ne abbia mai diffuso la notizia per il timore che se rivelato avrebbe potuto rinnescare la corsa all'oro".

Attività nelle Ande[modifica | modifica wikitesto]

Polia è attivo fin dal 1971 nel campo scientifico della ricerca archeologica e antropologica nelle Ande peruviane[6]. Tra le numerose attività che ha creato e diretto si annovera la Missione "Ande Settentrionali", organizzata dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia, attivata dal 1987 sulla Cordigliera di Wamaní, Dipartimento di Piura, nelle provincie di Ayabaca e Huancabamba. Nel campo archeologico è stato svolto, in coordinazione con l'organo governativo Instituto Nacional de Cultura del Perú, un programma metodico di scoperta e catalogazione del patrimonio monumentale e delle aree cimiteriali. Qui, fin dal 1993, sono iniziati scavi sistematici di necropoli appartenenti all'antico gruppo etnico degli Ayawak'a. Questo formava parte, prima della conquista incaica, dell'etnia Wayllakuntur di origine alto-amazzonica e di derivazione Shuar (o Jíbaro). Le ricerche intraprese dalla Missione "Ande Settentrionali" sono in assoluto le prime; esplorazioni e scavi hanno permesso di costituire il primo nucleo di dati utili a scrivere un capitolo della storia sconosciuta del Perù pre-incaico.

Pubblicazioni in lingua spagnola sulle civiltà andine[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua attività, svolta per la Pontificia Universidad Católica di Lima, Mario Polia ha pubblicato:

  • Despierta, remedio, cuenta...”: advinos y médicos del Ande. 2 volumi, 1996.
  • "La cosmovisión religiosa andina en los documentos inéditos de la Compañia de Jesús", 1998.

Nel Fondo Editoriale del Parlamento della Repubblica del Perù ha pubblicato:

  • "La sangre del cóndor. Shamanes de los Andes", 2000.
  • "Glosario Del Curanderismo Andino En El Departamento De Piura (Perù)", Universidad Nacional Mayor de San Marcos, 2005.

Progetti di ricerca demoantropologica in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Mario Polia coordina diversi progetti sul territorio italiano finalizzati alla ricerca demoantropologica e alla salvaguardia della memoria storica. In particolare ha studiato due aree dell'Italia centrale: il territorio intorno alla città di Leonessa, nel reatino, e il territorio intorno ad Ascoli Piceno. Il metodo da lui seguito prevede da un lato l'attenta ricerca scientifica delle fonti esistenti e della bibliografia prodotta, dall'altro l'indagine diretta sul campo attraverso interviste a testimoni e portatori della tradizione orale e della memoria storica, soprattutto in ambito rurale, che egli chiama "informatori". Attraverso queste ricerche, che egli espone nelle relative pubblicazioni interpretando i dati etnografici raccolti dalle interviste, Polia si pone l'obiettivo di tracciare un profilo genuino della cultura popolare per quanto riguarda la percezione del sacro evidenziandone le due anime in essa esistenti: l'anima magica, autoctona e l'anima devozionale, cristiana. Altro scopo è quello di ricercare quegli elementi comuni tra le varie forme popolari tradizionali occidentali che attraverso uno studio scientifico comparativo risulteranno incredibilmente spesso affini.

Successivamente la stessa metodologia scientifica è stata applicata sullo studio della Valtournenche nella Valle d'Aosta ai piedi del monte Cervino e soprattutto della Valnerina in Umbria, dove, per incarico dell'Associazione dei Comuni, coordina un programma di ricerche sul campo che prevede la realizzazione di una linea di prodotti editoriali differenziati.

Opere di demoantropologia sul territorio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Su Leonessa:

  • "Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina" Il Cerchio Edizioni, Rimini, 2002.[7]
  • "Rustica musa. L'espressività dei contadini e pastori dell'Appennino sabino" con Fabiola Chavez Hualpa. Terra dei padri, (non viene riportata alcuna data di stampa: è stato presentato per la prima volta nel 2011 a Rieti)[8]
Sibilla

Su Ascoli Piceno:

  • "Tra Sant'Emidio e la Sibilla. Forme del sacro e del magico nella religiosità popolare ascolana" Arnaldo Forni Editore, Bologna, 2004.[9]

Inoltre, attraverso il Centro Studi Tradizioni Picene, di cui è direttore, Polia dirige la collana editoriale "Tradizioni e Memorie" il cui primo prodotto è la ristampa, per la Lìbrati Edizioni, del libro:

Il secondo libro della stessa collana è la stampa della tesi di laurea del 1947 di Elvira Felci avente come relatore il professor P. Toschi:

  • "Poesia popolare ascolana" di Elvira Felci con commento e note dello stesso Polia, Lìbrati, Ascoli Piceno, 2011[11]
  • "L'Aratro e la Barca. Tradizioni picene nella memoria dei superstiti", Lìbrati, Ascoli Piceno, 2013[12]

Sulla Valtournenche:

  • "Vótornéatse. Profilo di una cultura alpina", Musumeci, Aosta, 2007.

Sulla Valnerina:

  • "Per Maria. La Madonna nell'arte sacra e nelle tradizioni popolari della Valnerina", Guerra Edizioni, Perugia, 2008.[13]
  • "Tra Cielo e Terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Edicit, Foligno, 2009.[14]
  • "Santa Rita da Cascia. La vita e i luoghi", San Paolo Edizioni, Milano, 2010.
  • "Le Piante e il Sacro. La percezione della natura nel mondo rurale della Valnerina", Editore Quater, Foligno, 2010.[15]

Il primo italiano a scrivere di JRR Tolkien[modifica | modifica wikitesto]

Il suo breve libro Omaggio a Tolkien costituisce il primo saggio in lingua italiana sul celebre scrittore inglese. Siamo nel 1980. Appena tre anni prima Rusconi pubblica la versione economica del Signore degli Anelli che molto contribuirà alla diffusione della popolarità del romanzo. Nel 1979, inoltre, le sale cinematografiche di tutto il mondo proiettano Il Signore degli Anelli in versione animata diretta dal regista statunitense di origine palestinese Ralph Bakshi. Il saggio di Polia è il primo di una lunga serie di pubblicazioni, articoli, contributi che egli dedica a Tolkien cercando di evidenziarne gli aspetti letterali ispirati ad alcuni concetti chiave comuni agli studi di Polia storico delle religioni e Polia antropologo: la Tradizione, l'Arte ed il Mito.[16]

Unico Anello.png

Opere e articoli su JRR Tolkien[modifica | modifica wikitesto]

  • "Omaggio a J.R.R. Tolkien: fantasia e tradizione", Rimini, Edizioni Il Cerchio, 1980.
  • "Il senso dell'arte tradizionale ed il ruolo della fantasia in J.R.R. Tolkien" in Dal mito alla fantasia, Chieti, Marino Solfanelli Editore, pp. 29-42, 1983.
  • "Il problema del male nell'opera di J.R.R. Tolkien", La Cosa Vista, 1989, 10, pp. 23-26, 1989.
  • "Creatore di mondi. Tolkien e la cosmogonia" in J.R.R. Tolkien. Creatore di Mondi (con T. Bologna, G. de Turris, S. Giuliano, P. Gulisano, A. Morganti), Rimini, Il Cerchio iniziative editoriali, pp. 29-58, 1992.
  • "I simboli e il tempo storico nell'opera di J.R.R. Tolkien" in Il tempo tra scienza, fantastico e mito, Aosta, Keltia Editrice (Gli Ontani vol. 1), pp. 51-68, 1992.
  • "I Tie Istyasse - La Fantasia Creatrice", L'Eco della Contea, I, 9-10, p. 10, 1998.
  • "Il cuore profondo di Tolkien", Minas Tirith, VI, 12, pp. 77-103, 2004.
  • "Che cos'è la Tradizione", Minas Tirith, 2005, 13, pp. 93-116, 2005.
  • "Lo scudo, la lancia, la spada", Minas Tirith, 2005, 13, pp. 93-99, 2005.

I Quaderni di Avallon[modifica | modifica wikitesto]

"I Quaderni di Avallon" è una collana periodica di monografie fondata da Mario Polia con l'impegno di divulgare, sotto un profilo prettamente scientifico, temi di rilevanza antropologica e spirituale.

Polia ha partecipato, con contributi monografici e tematici, fin dal numero "0" interamente scritto da lui stesso.

Monografie dei Quaderni di Avallon firmate da Mario Polia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. 0 - Il mistero imperiale del Graal - Il mistero della Dama.
  • N. 1 - Roma antica.
  • N. 2 - Il Medioevo e la via cavalleresca.
  • N. 3 - Le vie solari dell'Eroe e del Guerriero.
  • N. 4 - Oriente e Occidente: incontro o scontro?.
  • N. 5 - Il Sacro e il Politico (con M. Manzin, G. Ferracuti, F. Fransoni, P. Zarcone, A. Morganti).
  • N. 9 - Prospettive sull'uomo (con R. Pernoud, M. Borrmans, P. Zarcone, G. Ferracuti, A. Piras, U. Balistreri).
  • N. 10 - Una proposta per il futuro: la Tradizione (con J. Ries, M. Schneider, R. Guénon, F. Cardini, F. Masini, N. D'Anna, dossier su R. Guénon).
  • N. 11 - Oltre il nichilismo (con R. Fondi, P. Coda, C.F. Carli, G. Ferracuti, P. Zarcone, S. De Vita, V. Centorame).
  • N. 12 - Sulle orme di Cristo (con Mons. G. Biffi, D. Steindl-Rast O.S.B., A. Rabassini,N. D'Anna, P. Zarcone, A. Ricciotti).
  • N. 13 - Culto e cultura (con F. Gentile, J. Ries, M. Linscott Ricketts, L. Rapgai, G. Ferracuti, A. Gentili).
  • N. 15 - Ecologia/Ecologie (R. Fondi, P. Verni, G. Zannoni, V. Centorame, G. Ferracuti, A. Ricciotti, C. Monastra).
  • N. 18 - L'amore (con A.K. Coomaraswamy, S. Floro Di Zenzo, S.R. Xuanpo, P. Zarcone, G. Ferracuti, A. Morganti, L.Valli, A. Piras, G. Crupi).
  • N. 22 - I genocidi culturali (con A. Del Noce, C. Demetrescu, C. Pucci, F. Gentile, A. Ferrari, E. Fasana, M. Blondet, V. Centorame, A. Morganti, A. Alpago Novello, dossier su "Il genocidio tibetano".
  • N. 23 - L'esperienza mistica (con A. Terranova, Ieromonaco Silvano, M. Del Bianco, N. D'Anna, A. Piras, K. Hafiz Alamin, H.V. Guenther, K. Von Durkheim, M. Manzin).
  • N. 25 - Il potere del Mito (con N. D'Anna, G. Dumézil, E. Jünger, F.G. Jünger, A. Piras, C. Demetrescu).
  • N. 26 - 500 anni di Americhe (con Finzi, F. Gentile, R. Luraghi, F. Cardini, K.D. Raj Pant, G. Favaro, J. Macera Dall'Orso, M. Blondet, M. Veneziani).
  • N. 38 - Parlare con Dio. La preghiera ( con G. Benzi, M. La Floresta, A. Gentili, J. Ries, S. Roshi).
  • N. 46-47 - Avallon. Numero speciale del ventennale (con Paratore, M. Mecozzi, M.L. Tartaglia, G. Ferracuti, O. Sogen).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • "Il paradiso del diavolo" (con Ennio de Concini) Editore SugarCo, Milano, 1991.
  • "Pérou: Trésors de l'Empire Inca" (con Marie-Paule Duverne) Minerva, France.
  • "Il sangue del condor. Sciamani delle Ande" Xenia, Milano, 1997.
  • "Gli indios dell'Amazzonia " Xenia, Milano, 1997.
  • "Il Perù prima degli Incas" Xenia, Milano, 1998.
  • "Gli Incas" Xenia, Milano, 1999.
  • "Shamán. La búsqueda..." Luis Hurtado, editor. Córdoba (España), 2000.
  • "Tra Sant'Emidio e la Sibilla. Forme del sacro e del magico nella religiosità popolare ascolana" Arnaldo Forni Editori, Bologna, 2004.
  • "Perù" White Star, Vercelli, 2006.
  • "Vótornéatse. Profilo di una cultura alpina", Musumeci, Aosta, 2007.
  • "I Signori delle Montagne. Il mondo mitico e religioso delle Ande", Istituto Nazionale della Montagna, Bologna, 2007.
  • "Per Maria. La Madonna nell'arte sacra e nelle tradizioni popolari della Valnerina", Guerra Edizioni, Perugia, 2008.
  • "Apocalissi. La fine dei tempi nelle religioni" (con Gianluca Marletta), SugarCo, Milano, 2008.
  • "Tra Cielo e Terra. Religione e magia nel mondo rurale della Valnerina, Edicit, Foligno, 2009.
  • "Santa Rita da Cascia. La vita e i luoghi", San Paolo Edizioni, Milano, 2010.
  • "L'Aratro e la Barca. Tradizioni picene nella memoria dei superstiti", Lìbrati, Ascoli Piceno, 2013.

Per “Il Cerchio-Iniziative Editoriali” ha pubblicato vari saggi monografici concernenti aspetti antropologico-religiosi. Fra questi:

  • "Omaggio a J. R. R. Tolkien: fantasia e tradizione" (1980).
  • "J.R.R. Tolkien Creatore di Mondi" (con T. Bologna, G. de Turris, S. Giuliano, P. Gulisano, A. Morganti), 1992.
  • "Furor: guerra, poesia, profezia", 1983.
  • "La voluspà. I detti di Colei che vede". Testo norreno a fronte, 1983.
  • "L'etica del Bushido. Considerazioni sulla via dell'aristocrazia guerriera nipponica", 1989.
  • "L'etica del Bushido. Introduzione alla tradizione guerriera giapponese", 1989.
  • "Le rune e gli dèi del nord", II edizione, 1994.
  • "Il mistero imperiale del Graal", II edizione, 1996.
  • "Avallon. Numero speciale del ventennale", 2000.
  • "Imperivm: origine e funzione del potere regale nella Roma arcaica", 2002.
  • "Mio padre mi disse. Tradizione, religione e magia sui monti dell'alta Sabina", 2002.
  • "Il seme e la pienezza. Cristianesimo e altre religioni", 2003.

Opere curate[modifica | modifica wikitesto]

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "Lull Ramon. Phantasticus: disputa del chierico Pietro con l'insensato Raimondo" Il Cerchio, Rimini, 1997.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 2000, durante la presidenza di Carlo Azelio Ciampi, gli è stata conferita l'onorificenza di:

Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 2 giugno 2000. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Missioni archeologiche italiane: la ricerca archeologica, antropologica, etnologica., Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale delle Relazioni Culturali, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1997, pp. 261–266.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Missioni archeologiche italiane: la ricerca archeologica, antropologica, etnologica., Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale delle Relazioni Culturali, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1997.