Mistrà (bevanda spiritosa)

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Mistrà
Mistrà.jpg
Bottiglia di Mistrà Pallini
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegioniMarche
Lazio
Umbria
Dettagli
Categoriabevanda
RiconoscimentoP.A.T.
Settoreliquori

Il mistrà è un liquore secco, tipico marchigiano, ottenuto con l'impiego di distillati naturali di piante aromatiche come l'anice verde e l'anice badiana (gradazione alcolica 42%).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Trae le sue origini dalla conquista dell'omonima città (situata a circa 8 km dall'antica Sparta) da parte della Repubblica di Venezia, avvenuta nel 1687 e terminata nel 1715. I veneziani scoprirono l'ouzo greco e lo portarono in patria, battezzandolo con il nome della città conquistata. Da quel momento il mistrà divenne il liquore per eccellenza della Serenissima. Le dominazioni austriaca e francese segnarono il declino della sua popolarità in Veneto.

Il mistrà, a differenza dell'anisetta e della sambuca, entrambi dal sapore dolce, ha un gusto molto secco, che lo rende ideale per correggere il caffè ma può essere bevuto anche liscio. A Venezia era anche bevuto alla maniera dell'ouzo e del pastis francese, mischiato con acqua. Alla fine dell'Ottocento il mistrà venne riscoperto da Girolamo Varnelli, che ne interpretò e perfezionò la ricetta, partendo dall'intenzione di creare un decotto contro la malaria per i pastori transumanti in Maremma, creando il Varnelli, l'Anice Secco Speciale, tipico prodotto marchigiano.

Essendo un prodotto di tradizione contadina, normalmente viene prodotto e consumato in casa, il Varnelli così come il mistrà Pallini, invece è commercializzato su vasta scala.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Su proposta della Regione Marche e della Regione Lazio, il Ministero ha concesso il riconoscimento come prodotto tradizionale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]