Chiesa del Cuore Immacolato di Maria (Ascoli Piceno)

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Chiesa del Cuore Immacolato di Maria
Ascoli Piceno 2015 by-RaBoe 322.jpg
StatoItalia Italia
RegioneMarche Marche
LocalitàAscoli Piceno
Religionecristiana cattolica di rito romano
TitolareSacro Cuore di Maria
Diocesi Ascoli Piceno
ArchitettoVincenzo Pilotti
Inizio costruzione1953
Completamento1958

Coordinate: 42°51′00.61″N 13°35′17.38″E / 42.85017°N 13.58816°E42.85017; 13.58816

La chiesa del Cuore Immacolato di Maria si trova nel quartiere di Porta Maggiore, nella zona Caldaie, ad Ascoli Piceno. Gli ascolani ed in particolare gli abitanti di Porta Maggiore, di solito, la chiamano la "chiesa dei Frati" poiché vi celebrano i francescani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è stata progettata dall'architetto Vincenzo Pilotti in uno stile riecheggiante Secessione ed Art déco, e fu costruita in cinque anni, tra il 1953 ed il 1958. I Francescani, prima di questa sistemazione, avevano avuto a disposizione la chiesa ed il convento del Carmine, dal 1912 al 1955 quando furono costretti a trasferirsi dalla chiesa di Sant'Egidio, in corso Mazzini, poiché era pericolante.

Nel 1957 il vescovo Morgante decretò costituita la nuova parrocchia del Cuore Immacolato di Maria. Nel 2010 la chiesa è stata ridipinta con i colori azzurro e viola.

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa conserva interessanti opere di arte contemporanea. Sulla facciata principale si aprono tre ingressi, di cui il centrale, presenta il portale di bronzo realizzato da Aldo Sergiacomi nel 1958. L'interno, a navata unica con nicchie laterali rivestite in laterizio, si caratterizza per i grandi pannelli in ceramica modellati da Cleto Capponi e da Giuseppe Marinucci, posti nella parte medio - alta delle pareti.

L'ultima cappella della navata destra ospita il Crocifisso che risale al 1636 quando fu scolpito dal francescano Innocenzo da Petralia, insieme con altre tre immagini di Gesù in croce. Il Crocifisso che si trova nella chiesa è molto venerato ad Ascoli perché ritenuto miracoloso. Don Giuseppe Fabiani ne parla in un articolo sul settimanale cattolico Il Nuovo Piceno, uscito nel 1959, dove racconta della grande devozione dell'artista che aveva lavorato solo di venerdì, sempre in ginocchio e a digiuno.

All'esterno della chiesa vi sono alcuni pilastri che intervallano le absidi laterali e su questi svettano statue in pietra di otto santi francescani. Successivamente, nel 2010, l'interno è stato dipinto dei colori azzurro e rosa.

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