L'Aquila

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L'Aquila
comune
L'Aquila – Stemma L'Aquila – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
L'Aquila – Veduta
Panorama della città
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoPierluigi Biondi (FdI) dal 28-6-2017
Territorio
Coordinate42°21′14.43″N 13°23′31.17″E / 42.354008°N 13.391992°E42.354008; 13.391992 (L'Aquila)Coordinate: 42°21′14.43″N 13°23′31.17″E / 42.354008°N 13.391992°E42.354008; 13.391992 (L'Aquila)
Altitudine714 m s.l.m.
Superficie473,91 km²
Abitanti69 947[2] (31-1-2021)
Densità147,6 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAntrodoco (RI), Barete, Barisciano, Borgorose (RI), Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Crognaleto (TE), Fano Adriano (TE), Fossa, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pietracamela (TE), Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tornimparte
Altre informazioni
Cod. postale67100
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066049
Cod. catastaleA345
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona E, 2 514 GG[4]
Nome abitantiaquilani
Patronosan Massimo, sant'Equizio, san Pietro Celestino, san Bernardino da Siena
Giorno festivo10 giugno
PIL(nominale) 1,8 mld [1]
PIL procapite(nominale) 25 708 [1]
MottoImmota Manet
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
L'Aquila
L'Aquila
L'Aquila – Mappa
Posizione del comune dell'Aquila nella sua provincia
Sito istituzionale

L'Aquila (AFI: /ˈlakwila/,[5] pronuncia,[?·info] Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di 69 947 abitanti,[2] capoluogo dell'omonima provincia e della regione Abruzzo. Si trova al centro della conca aquilana, lungo il fiume Aterno e alle pendici del Gran Sasso.

La città fu fondata nel 1254 in funzione anti-feudale da 99 castelli, piccoli agglomerati urbani nati in seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, che si federarono per costruire una grande città. Distrutta poi da Manfredi di Sicilia, nel 1266 Aquila venne ricostruita come libero comune con Carlo I d'Angiò.[6] Amiternum e Forcona erano le due città anticamente presenti nei dintorni dell'attuale capoluogo che, in seguito alla fondazione di Aquila, persero importanza e decaddero.

Parte del Regno di Napoli e capoluogo prima dell'Abruzzo Ulteriore e poi dell'Abruzzo Ulteriore Secondo, nel XV secolo, grazie alla sua economia, Aquila divenne la seconda città dello stato per importanza, subito dopo Napoli.[6] Sotto il dominio asburgico, tra il XVI e il XVII secolo, la città visse un periodo di altalenante crescita economica che venne però bruscamente interrotta dal catastrofico terremoto del 1703, che per molti anni riportò la città nella decadenza. Conobbe infatti un nuovo sviluppo economico e culturale soltanto nell'Ottocento.

Nonostante i forti terremoti del 1315, del 1461, del 1703 e del 2009, in città è ancora presente un ampio patrimonio storico che mostra uno strato medievale testimoniato soprattutto dalla cinta muraria, uno rinascimentale che caratterizza numerosi palazzi e chiese e infine uno barocco e neoclassico dovuto alle ricostruzioni post sisma settecentesche.

L'Aquila è sede di un giubileo annuale, la Perdonanza Celestiniana, istituita da papa Celestino V nel 1294 tramite la sua bolla pontificia Inter sanctorum solemnia e Patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO dal 2019.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Aquila.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La Fontana luminosa e il Gran Sasso alle spalle

L'Aquila sorge nell'omonima conca nella media valle dell'Aterno. Il centro storico è situato su di un colle a un'altitudine di 714 metri sul livello del mare, il che la rende terza tra i capoluoghi di provincia italiani più alti,[N 1][6][7] mentre le frazioni sono situate sul declivio o sulla sommità dei colli circostanti. Nel secondo dopoguerra, l'espansione urbanistica si è concentrata nella periferia occidentale della città, in una zona a carattere prevalentemente pianeggiante.[8] La città è circondata dai monti del Gran Sasso e dalla catena del Sirente-Velino (in particolare del gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno).[9]

La città è situata a sinistra del fiume Aterno ed è lambita da altri tre fiumi, affluenti del primo: il Vetoio (a Coppito), il Raio (a Sassa) e il Vera (a Tempera).[10] Nel territorio comunale ci sono anche 3 laghi di piccole dimensioni (il lago Vetoio e i due laghi di Bagno)[11][12] e all'interno di esso ricade una piccola parte del lago di Campotosto.[13] Il terrirorio comunale presenta un'exclave in territorio montano, al confine con il parco regionale naturale del Sirente - Velino e la riserva naturale Montagne della Duchessa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica dell'Aquila.

In base alle medie climatiche ufficiali 1951-2000 pubblicate dall'ARSSA Abruzzo, relative alla stazione meteorologica del centro storico, la media annua delle temperature minime si attesta a +6,5 °C, la media annua delle massime a +17,3 °C, mentre la temperatura media annua è pari +11,9 °C. La massima assoluta, di +40 °C, è stata rilevata il 27 agosto 1960, mentre l'estremo negativo è di -17,8 °C, registrato il 17 febbraio 1956; inoltre è stato rilevato un -22,3 °C il 16 febbraio 1929.[14][15] Il valore termico più basso registrato nel territorio comunale spetta però alla stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare[16] situata presso l'Aeroporto dei Parchi, che il giorno 11 gennaio 1985 arrivò a toccare i -23,4 °C.[17] Le precipitazioni sono in media di 713 mm annui con 92 giorni piovosi, mentre sono 68 i giorni di gelo durante l'anno.[18]

Vista del Gran Sasso dal centro cittadino

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo davanti al toponimo

Il regio decreto n. 1891 del 23 novembre 1939 introdusse l'articolo (maiuscolo) e l'apostrofo, modificando il nome della città in "L'Aquila".[19]
Il cambiamento di denominazione ha creato un'ambiguità linguistica sulla correttezza delle espressioni "dell'Aquila", "di L'Aquila", "de L'Aquila" o simili.[20] In realtà, nello stesso decreto del 1939, è stato definito come nome ufficiale della provincia quello di "Provincia dell'Aquila", cosa che elimina ogni possibile dubbio.[19] Tuttavia, entrambe le forme sono accettabili, anche se si preferisce l'uso della preposizione articolata.[21]

Quando fu scelto il sito per la fondazione della città, si individuò un luogo chiamato Acculi (o Acculae).[22] La zona era in una posizione strategica tra i due poli entro i quali doveva nascere il nuovo centro urbano e cioè i due centri di Forcona e Amiternum. Acculi, vicina anche al fiume Aterno, corrisponde all'attuale Borgo Rivera, dove si trova la fontana delle 99 cannelle; al tempo della fondazione vi era in quell'area una chiesa con un monastero, Santa Maria ad Fontes de Acquilis, così chiamato perché era una zona ricca di sorgenti.[22] Fu dunque scelto per la nuova città il nome di Aquila, che riprendeva il toponimo già esistente, ma che richiamava anche l'emblema dell'aquila imperiale: secondo il diploma di fondazione attribuito all'Imperatore Corrado IV.

Nello stemma della città appare infatti un'aquila. Lateralmente appare la scritta Immota manet e inoltre l'abbreviazione PHS.[23] Il motto "Immota manet" significa "Resta ferma". L'espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda. L'iscrizione PHS non ha un'origine certa: secondo alcuni, si tratta di un errore di trascrizione del cristogramma IHS; altri pensano che significhi "Publica Hic Salus", cioè "qui [c'è] la salute pubblica". Secondo un'altra tesi, PHS starebbe per "post hanc stragem", riferendosi alla rinascita dopo un sisma (dopo la strage, resta ferma, resiste).[24] La città, originariamente chiamata "Aquila", divenne dopo l'unità d'Italia "Aquila degli Abruzzi" e cambiò nuovamente nome durante il regime fascista, acquisendo l'attuale denominazione "L'Aquila".[19]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Aquila.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La conca aquilana era abitata già nei tempi più antichi. Prima della conquista da parte di Roma, tutta la valle dell'Aterno fu luogo di insediamento per i Sabini e per i Vestini,[25] i cui territori confinavano proprio nel punto dove in futuro sarebbe sorta la città.

Dopo la conquista dei Romani, avvenuta nel III secolo a.C.,[26] nella località oggi nota come San Vittorino, esisteva la città di Amiternum, di cui ancora oggi si possono visitare i resti di un teatro e di un anfiteatro, testimoni dell'importanza assunta nel tempo dalla città. La città diede i natali a uno dei maggiori storici romani, Sallustio, e fu sede episcopale insieme alle vicine città di Forcona e Pitinum.[27] Sopravvissuta alla caduta dell'Impero Romano d'occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza, fino a essere completamente abbandonata con la fondazione dela nuova città.[28]

XIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fondazione dell'Aquila.

Nel 1229 gli abitanti dei castelli della zona si ribellarono al feudalesimo imposto dai baronati normanno-svevi[29] e, dopo essersi rivolti a papa Gregorio IX, ottennero il permesso di fondare la città, ma l'iniziativa non si concretizzò.[29] Gli abitanti ottennero nuovamente il permesso della costruzione di una nuova grande città di nome "Aquila" il 20 maggio 1254, con un Privilegium di Corrado IV di Svevia,[29] di cui è rimasta testimonianza nel cosiddetto Diploma di Federico II.[29][30]

Le vicende della fondazione dell'Aquila sono raccontate da Buccio di Ranallo (autore di una Cronica rimata che narra la storia della città dal 1254 fino al 1362); in più, importanti testimonianze sulla storia dell'Aquila e del territorio abruzzese sono riportate nei manoscritti dello storico settecentesco Anton Ludovico Antinori.[31] Secondo la leggenda, la città fu fondata da 99 castelli, ognuno dei quali costruì in città una chiesa, una piazza e una fontana. A ricordo della fondazione, la campana della Torre civica batte ancora oggi 99 rintocchi e il primo grande monumento della città, la fontana delle 99 cannelle, celebra i castelli.[32]

Gestita da un podestà e da un libero consiglio, la città ebbe organizzazione autonoma e propri statuti.[33] Contribuirono all'ascesa di Aquila la posizione strategica e la crescente importanza in ambito religioso, suggellata dal trasferimento della sede vescovile da Forcona nel 1257 ad opera di papa Alessandro IV.[34]

Nel 1259, colpevole di essere rimasta fedele alla Chiesa nella contesa tra papato e impero, fu rasa al suolo da Manfredi di Sicilia. Aquila venne ricostruita nel 1266 su autorizzazione di Carlo I d'Angiò. La città di Aquila, riconoscente, si sottomise spontaneamente al nuovo conquistatore, riacquistando nel tempo il prestigio e la preminenza precedentemente perduti.[9]

Celestino V[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1288 l'eremita Pietro da Morrone, decise di edificare all'Aquila la basilica di Santa Maria di Collemaggio, autorevole esempio di arte romanica e monumento simbolo della città. Proprio nella basilica, l'eremita venne incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294. Nello stesso anno, Celestino emanò la bolla Inter sanctorum solemnia, con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutta l'umanità,[35] ponendo come condizioni per l'ottenimento del perdono: l'ingresso nella basilica nell'arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno e l'essere "veramente pentiti e confessati". La bolla è valida ancora oggi e anticipò di sei anni l'introduzione dell'anno santo, avvenuta per volere di papa Bonifacio VIII nel 1300;[36] può essere quindi considerato il primo giubileo della storia. La porta di Celestino V, situata sul lato settentrionale della basilica è dunque a tutti gli effetti una Porta santa.[37] Dal 2019, la Perdonanza Celestiniana è parte della lista dei patrimoni immateriali dell'umanità.[38]

Dal XIV al XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

La città dell'Aquila sorge su un territorio ad alta sismicità e fin dalla sua fondazione è stata funestata da numerosi e distruttivi eventi tellurici. Il primo terremoto di cui si abbia notizia risale al 13 dicembre 1315.[39] Un altro forte terremoto si verificò il 9 settembre 1349, ebbe un'intensità pari a magnitudo 6,5 della scala Richter e produsse danni valutabili nel X grado della scala Mercalli.[40] Furono sbrecciati e atterrati ampi tratti delle mura cittadine e crollarono moltissime case e chiese. Le vittime furono ottocento[41] e, poiché all'epoca gli abitanti di Aquila erano meno di diecimila, si trattò di quasi il 10% della popolazione. La gran polvere che si alzò, gravò sulla città per molto tempo, impedendo il salvataggio repentino di coloro che erano stati travolti dalle macerie.[42] La difficile e laboriosa ricostruzione scoraggiò una parte della popolazione, che preferì tornare ai villaggi e castelli dai quali erano venuti i loro avi. Di fronte all'esodo massiccio della popolazione e alla conseguente prospettiva di veder prematuramente cancellata la città, Camponeschi fece presidiare le mura cittadine e ne fece chiudere con tavoloni di legno le brecce.[41]

La guerra dell'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerra dell'Aquila.

La città, rimasta fedele alla casa reale degli Angiò-Durazzo, venne individuata come obiettivo sensibile durante la guerra contro gli aragonesi. Questi ultimi assoldarono Braccio Fortebraccio da Montone, promettendogli la signoria dell'Aquila nel caso in cui fosse riuscito a prenderla. Dopo un anno di assedio (1423-1424) Aquila, anche se stremata ed esausta, ne uscì vincente: si affrancò così dal potere regio e rafforzò il suo ordinamento sociale che venne liberato dai vincoli feudali, preparandosi così a un periodo di rinascita.[43]

Il Rinascimento e il terremoto del 1461[modifica | modifica wikitesto]

Il Quattrocento corrisponde all'età d'oro della città di Aquila. Terminata la ricostruzione, prosperò grazie ai suoi commerci, in particolare di lana, estendendo le proprie relazioni fino a Firenze, Genova e Venezia e anche verso paesi quali la Francia, i Paesi Bassi e la Germania.[44]

La città tenne, a vario titolo, una zecca sin dal 1382, sotto Luigi I d'Angiò,[45] istituzione rinnovata anche dagli Aragonesi e gli Spagnoli, mentre è del 1458, da parte di Ferrante d'Aragona, la licenza di istituire l'Università. Nel 1482 Adam Burkardt, allievo di Johannes Gutenberg, vi impiantò una tipografia, assicurando larga diffusione di opere preziose.[46][47]

In questo tempo la città fu famosa anche per la prolungata dimora di tre grandi santi francescani: Bernardino da Siena, Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca. Alla morte del primo, avvenuta in città il 20 maggio 1444, la popolazione chiese e ottenne da papa Eugenio IV il permesso di custodirne le spoglie. Venne così edificata allo scopo la basilica di San Bernardino nel 1472.[48]

Il portale d'Ingresso del Forte spagnolo con lo stemma di Carlo V
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 1461.

Il 26 novembre 1461 si verificò un nuovo violento sisma di intensità stimata in magnitudo 6,4 della Scala Richter e distruttività pari al X grado della Scala Mercalli.[49] Successivamente alla scossa principale del 26 novembre, seguì una serie di eventi sismici che si protrassero per circa due mesi, con ulteriori forti scosse. Le fonti riportano della pressoché totale distruzione di Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant'Eusanio Forconese.[50]

Il dominio spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, il Regno di Napoli, e con esso Aquila, era passato agli Aragonesi. Nel 1527 la cittadinanza aquilana si ribellò al nuovo dominatore, provocando l'immediata rappresaglia spagnola. Il viceré Filiberto di Chalons la devastò e la separò dal suo contado.[22] Inoltre, inflisse una multa pesantissima, che superava ogni possibilità degli aquilani e con questo denaro contribuì alla costruzione del Forte spagnolo, sul cui portale campeggia la scritta Ad reprimendam aquilanorum audaciam, ovvero "per la repressione dell'audacia degli aquilani", finalizzato a scoraggiare ogni possibile successiva ribellione.[22] In seguito, la città tentò faticosamente di rialzarsi, ma la sua ripresa venne nuovamente rallentata dai terremoti del 1646 e del 1672.

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 1703.

Nel Settecento la città fu interessata da uno sciame sismico, che culminò con un violentissimo terremoto che, ancora una volta, la rase al suolo. La prima scossa della lunga sequenza si verificò il 14 ottobre 1702, ma la maggiore venne registrata il 2 febbraio del 1703 e si stima che abbia avuto una magnitudo 6,7 della Scala Richter causando devastazioni stimate nel X grado nella Scala Mercalli.[51]

Quasi tutte le chiese e gli edifici pubblici cittadini crollarono o riportarono gravissimi danni.[52] Si stima che nelle varie scosse che colpirono la città, quell'anno siano morte oltre 6 000 persone.[53] Le chiese di San Bernardino (di cui rimasero in piedi solo il coro, la facciata e le mura laterali), San Filippo, il Duomo, San Francesco, Sant'Agostino e tutti i palazzi della città risultarono rasi al suolo oppure pesantemente danneggiati.[54]

La Basilica di San Bernardino in una incisione di Strafforello Gustavo (1899)

La pace di Vienna (1738) pose fine alla dominazione austriaca:[55] la città quindi divenne parte del Regno delle Due Sicilie. Nel 1799 il Regno venne occupato dai francesi napoleonici che instaurarono la Repubblica Partenopea supportata dagli intellettuali illuministi. Successivamente, dopo un primo ritorno dei Borbone sul trono di Napoli, nel 1806 i francesi ripresero possesso del Regno con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat. Anche questa volta, un'insurrezione provocò la reazione degli occupanti e Aquila venne saccheggiata.

XIX secolo e XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Risorgimento e il titolo di capoluogo[modifica | modifica wikitesto]

Durante il Risorgimento, gli aquilani parteciparono attivamente ai moti sotto la guida di Pietro Marrelli, che il 20 novembre del 1860 ospitò ad Aquila, nel Convento di San Giuseppe, Giuseppe Mazzini in persona.[56][57]

Con l'unità d'Italia, fu assegnato alla città il ruolo di capoluogo della regione geografica Abruzzi e Molise (fino al 1970 le regioni non esisteranno come ente amministrativo italiano, venendo considerate solamente come enti statistici). In quell'occasione il nome della città fu modificato in Aquila degli Abruzzi.[58]

Grande Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grande Aquila.

Nel 1927, una legge, nota col nome di Grande Aquila, sancì l'accorpamento di 8 comuni dell'aquilano al comune di Aquila degli Abruzzi.[59][N 2] Nel 1947 Lucoli, dopo essere stato per 20 anni parte del capoluogo, fu l'unico comune a tornare autonomo, a differenza degli altri sette comuni soppressi.[60] Inoltre, nell'ambito del riordino provinciale disposto dal regime fascista, vennero istituite le province di Pescara e di Rieti: quest'ultima in massima parte composta dai territori ceduti da parte aquilana dell'intero Circondario di Cittaducale, per un totale di 1362 km² e 70 000 abitanti circa,[61] mentre alla provincia pescarese venivano ceduti i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli.[62]

Nel 1939 la città assume la denominazione definitiva di L'Aquila.[63]

I Moti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Moti dell'Aquila.

Nel 1970 nasce ufficialmente la Regione Abruzzo. La scelta di situare diversi assessorati a Pescara provoca numerose reazioni e polemiche in città. Ne seguiranno anche veri e propri disordini e scontri di piazza, i cosiddetti Moti dell'Aquila, prevalentemente guidati e sponsorizzati dai partiti locali di estrema destra del tempo. L'accordo finale riconoscerà alla città il ruolo di capoluogo dell'Abruzzo,[64] mentre Pescara ospiterà diversi uffici ed assesorati regionali (fra cui quelli della sanità, dei trasporti e del turismo) e regolari riunioni di Giunta e Consiglio.[64]

XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 2009.
Il Palazzo del Governo dopo il sisma, simbolo della distruzione

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila venne colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw (5.9 Ml secondo la scala Richter) e tra l'8º e il 9º grado della Scala Mercalli, con epicentro situato a Roio.[65] Il bilancio finale fu di 309 vittime e oltre 1 500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città portò a 65 000 il numero degli sfollati. Nei giorni successivi al sisma principale altre forti scosse, pur se di intensità minore, colpirono l'aquilano: una forte scossa di magnitudo 5.6 Mw alle ore 19.47 del 7 aprile 2009, una di magnitudo 5.4 Mw alle ore 2:52 del 9 aprile 2009 e una di 5.2 Mw alle ore 21:38 del 9 aprile 2009.

Il sisma riversò la sua forza sull'abitato e sui paesi limitrofi, tra i quali Onna, Roio, Villa Sant'Angelo, Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Il capoluogo stesso presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultarono gravemente danneggiate o quasi completamente crollate.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto comunale dell'Aquila descrive lo stemma e il gonfalone della città.[66]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stemma dell'Aquila.

«D'argento all'aquila dal volo abbassato di nero, coronata, rostrata, linguata e armata d'oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi.»

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

«L'ornamento comprende, oltre il civico stemma, le insegne degli storici Quarti di San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta, i quali anticamente designavano anche le parti extra moenia del territorio comunale e che sono eretti a comporre il simbolo dell'unità comunale.»

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Monumenti e luoghi d'interesse dell'Aquila.

Il centro storico è circondato ancora oggi dalle mura medievali, con le loro numerose porte di accesso, e all'interno di esse ci sono i quattro Quarti.

Chiesa di San Silvestro
Chiesa di Santa Giusta

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiese dell'Aquila.

Le chiese in centro storico ancora attive sono oltre 60, indice del grande numero di chiese che la città ospitava in passato, alcune delle quali distrutte dai terremoti o nel piano regolatore della città degli anni '30.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Tra le principali chiese del centro storico vi sono:

Costruita alla morte di San Bernardino da Siena, il suo interno fu ricostruito dopo il terremoto del 1703 in stile barocco e ospita il mausoleo di Maria Pereyra Camponeschi e il mausoleo di San Bernardino (opera di Silvestro dell'Aquila).
Basilica romanica costruita per volere di Pietro da Morrone nel 1288, è stata sede di incoronazione papale ed è sede di un giubileo annuale unico nel suo genere. Nel 1972 è stata sottoposta a un importante restauro con cui si sono eliminate le aggiunte barocche avvenute in seguito al terremoto del 1703 ed è stato riportato alla luce l'originario stile romanico. Sul lato settentrionale presenta la prima Porta santa costruita al mondo.[37]
Chiesa risalente alla metà del XIV secolo, è frutto di una quasi totale ricostruzione della chiesa trecentesca distrutta dal sisma del 1703, notevoli furono le modifiche planimetriche, con la rotazione della facciata verso via Sassa, e il rifacimento seguendo lo stile gesuitico romano. Il 20 maggio 2013 dopo essere stata velocemente restaurata dal sisma del 2009, è stata elevata al rango di basilica minore, la terza della città dopo quelle di Collemaggio e San Bernardino.[67]
Intitolata ai santi Giorgio e Massimo, è la chiesa episcopale dell'Arcidiocesi dell'Aquila. Venne edificata nel XIII secolo e abbattuta dal terremoto del 1703.[68] Successivamente venne restaurata in stile barocco mentre la facciata è in stile neoclassico. Il progetto durò molti anni, e fu aperta al pubblico nel 1734, anche se la costruzione poté dirsi ultimata solamente negli anni 20 del XX secolo.
Chiesa capoquarto del rione di Santa Giusta, nonché una delle più antiche della città, era inizialmente intitolata a San Giorgio da cui prende il nome l'intero quartiere. La chiesa, eretta nel trecento (dopo il terremoto del 1349), presenta una facciata a conci levigati con coronamento orizzontale, portale romanico e rosone con decorazioni floreali e umane.[69]
Chiesa capoquarto del rione di Santa Maria Paganica, sorge sul punto più elevato della città[69] e presenta un impianto settecentesco dovuto alla ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1703. Di originale conserva la parte bassa dell'esterno con il portale strombato della facciata con il motivo della Madonna col Bambino nella lunetta, e un portale laterale anch'esso strombato nello stile romanico aquilano.
Chiesa capoquarto del rione di San Giovanni (o San Marciano), dopo il 1703 assunse il titolo di parrocchia ufficiale del quartiere, essendo la vecchia chiesa di San Giovanni andata perduta. L'impianto, nonostante i terremoti del 1461 e 1703, si è mantenuto nello stile romanico medievale, simile a quello di Santa Giusta e San Pietro a Coppito, con la conservazione del portale romanico a tutto sesto.
Chiesa capoquarto del rione di San Pietro a Coppito, sorge nell'omonima piazzetta abbelita da un grazioso fontanile a pianta dodecagonale. Eretta nel XIII secolo, la chiesa è un classico esempio di romanico aquilano, con la facciata a coronameno orizzontale, il portale ricco di decorazione e sovrastato da una finestra circolare e l'adiacente torre campanaria.
eretta nel luogo in cui un tempo sorgeva il Palazzo Reale,[70] fu re Carlo II di Napoli a donarlo ai frati domenicani. Nel 1703, il terremoto fece crollare il tetto della chiesa distruggendo l'interno e uccidendo seicento fedeli;[70] successivamente l'interno venne ricostruita in stile settecentesco. Di romanico-gotica restano solo la parte bassa della facciata con il portale strombato e due oculi ciechi, che in precedenza erano rosoni, e forse dove si trova il finestrone centrale v'era il terzo rosone; poi vi è l'abside posteriore tripartita con finestre di chiaro gusto gotico.
Eretta nella prima metà del XIV secolo e più volte restaurata in seguito ai terremoti del 1461 e del 1703, presenta un grande portale romanico a pietre di colore bianco e rosso, analoghe a quelle che ricoprono la facciata di Santa Maria di Collemaggio, sormontato da un grande rosone centrale. All'interno è presente una copia della Visitazione di Raffaello che sostituisce l'originale trafugata dagli spagnoli nel 1655 e oggi al Museo del Prado.[71]
Chiesa barocca costruita nel 1713 sul lato più lungo di Piazza Duomo,[72] presenta una caratteristica facciata concava e una piccola cupola, opera del Valadier.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Giusta fuori le mura (Bazzano)
Eremo della Madonna D'Appari (Paganica)

Nelle frazioni, le chiese presenti sono un centinaio. Di seguito sono elencate soltanto le chiese storiche di maggiore rilievo artistico.

Piccolo santuario romanico addossato a una parete rocciosa nella vallata del Gran Sasso, vicino alla frazione di Paganica. Eretto nel XII secolo sul luogo in cui, secondo la leggenda, vi fu l'apparizione della Vergine Maria, è oggi meta di camminate e pellegrinaggi. La struttura è attaccata al massiccio di pietra del Corno Grande, di notevoli dimensioni, e si apre con una struttura rettangolare slanciata, che termina a campanile a vela.
Si trova nella località omonima a nord dell'Aquila, e fu costruito a partire dal 1415 per volere di San Giovanni da Capestrano e San Bernardino. Nel 1703, danneggiato dal terremoto, subì profonde modificazioni all'interno. L'esterno presenta una facciata a capanna, con porticato sopra al portale. Il centro della facciata è decorato da un rosone, mentre sulla sinistra sorge il piccolo campanile a vela. Il chiostro esterno è rimasto nella forma originale, composto da arcate con contrafforti, e finestre a tutto sesto, attaccate l'una all'altra. Sulle pareti delle mura, all'interno del chiostro, vi sono 18 lunette riguardanti la vita di Giovanni da Capestrano. L'interno a navata unica possiede di originale molti affreschi di Saturnino Gatti (XV secolo).
Importante chiesa romanica dell'XI secolo, si trova in contrada San Vittorino, eretta sopra una cappella preesistente dove venne sepolto nel V secolo il cadavere del vescovo Vittorino di Amiterno, martire sotto Nerva. Furono proprio gli abitanti di Amiternum a edificare in suo onore un santuario la cui presenza, sotto il nome di ecclesia sancti Victorini, è attestata già dall'anno 763 in un documento dell'abbazia di Farfa.[73] Tracce della chiesa di origine altomedievale sono visibili nei resti rinvenuti sotto l'abside e nella zona della cosiddetta chiesa vecchia posta a nord dell'attuale,[74] databili tra l'VIII e il IX secolo, periodo in cui fu dedicata all'arcangelo Michele.[75]
Prospetto della chiesa di Santa Maria Assunta di Assergi
Chiesa principale di Bazzano posta nella parte alta, costruita nell'XI secolo presso la piccola grotta dove fu bruciata la martire Santa Giusta da Bazzano nel III secolo. La chiesa ha un impianto interno a tre navate, a forma basilicale, la cui abside termina nella roccia della grotta dove fu martirizzata la santa. Le pareti sono tutte affrescate, risalenti al XIII secolo. La facciata solenne è a capanna suddivisa orizzontalmente da cornici marcapiano, e verticalmente da colonnette, che si intersecano con le marcapiano. Il portale romanico è decorato sulla cornice, affiancato da due piccolissimi rosoni floreali. Il campanile è a vela. I castellani di Bazzano edificarono nel quarto di Santa Giusta, nella città aquilana, la chiesa omonima, dedicata sempre alla santa (XIII-XIV secolo).
Parrocchiale del XIII secolo, situata al centro di Assergi, è legata al culto di San Franco Pellegrino, originario di Assergi, a cui sono stati attribuiti poteri taumaturgici. Chiese molto singolare e variegata, costruita sulle stesse mura del centro fortificato, il cui fenomeno di fusione è molto ben visibile guardando l'abside. La struttura rettangolare è a capanna tripartita, con un rosone centrale nella facciata a raggi, molto simile a quello della Basilica di Collemaggio. L'interno a tre navate è di gusto rinascimental-barocco.
  • Santuario di San Pietro della Ienca
Piccola chiesa nel territorio di Assergi, del XIII secolo, resa celebre dalla visita pastorale di Papa Giovanni Paolo II. La chiesetta è molto robusta e compatta, a pianta rettangolare, costruita in pietra, a navata unica. La facciata è preceduta da un piccolo giardino con fontanile di pietra per l'abbeveratoio delle pecore, e con una statua di bronzo di San Giovanni Paolo II.[76]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palazzi dell'Aquila.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Camera di Commercio - Palazzo del Convitto
Incrocio dei Quattro Cantoni (Corso Vittorio Emanuele)
Palazzetto dei Nobili
Palazzo Pica Alfieri
Palazzo Margherita
Palazzo Fibbioni (restauro 2014)
Sito in Piazza Palazzo, le sue origini risalgono al 1294, quando vi era il cosiddetto "Palazzo di Giustizia o del Capitano", ospitante il Capitano che amministrava giuridicamente la città.[77] La torre civica è pre-trecentesca, sebbene la struttura attuale risalga alla costruzione definitiva del 1310. Nel 1596 la regina Margherita d'Austria si recò ad Aquila e ordinò all'architetto Girolamo Pico Fonticulano di ricostruire il palazzo in stile rinascimentale. Il palazzo assunse grande importanza, divenendo prima sede della provincia e poi del comune nel XIX secolo, quando la provincia si spostò in piazza San Marco. Danneggiato dal terremoto dell'Aquila del 2009, i lavori di ricostruzione termineranno nel 2021.[78]
Realizzato nel 1888 da Carlo Waldis sul luogo in cui sorgeva il convento di San Michele Arcangelo, è detto Palazzo dell'Emiciclo per la forma esedra della facciata. Ha ospitato le principali mostre ed esposizioni cittadine prima di diventare sede del consiglio regionale. Il porticato, realizzato con dodici colonne doriche che sostengono un soffitto semplice, si conclude alle estremità con due edicole; inoltre è suddiviso nel mezzo da un corpo principale a balconata, con doppie colonne doriche. Danneggiato dal sisma del 2009, il palazzo è stato riaperto nel 2018.
Di stile barocco e ubicato in Piazza Santa Giusta, il palazzo venne edificato nel 1776 da Loreto Cicchi di Pescocostanzo ed è caratterizzato da una balconata di sei colonne in stile borromiano sovrastante il portale. Dal 2003 è sede della Presidenza della Regione Abruzzo. Tuttavia per i danni del terremoto del 2009, tutti gli uffici in esso ospitati sono stati trasferiti in Palazzo Silone.
Palazzo rinascimentale posto dietro all'abside di Santa Maria Paganica, fu costruito su preesistenze medievali da Silvestro dell'Aquila. Il cardinale Antinori suppone la sua costruzione nel 1494.[50] Nel settecento venne venduto alle monache di Santa Maria dei Raccomandati e inglobato nell'omonimo convento, oggi sede del Museo archeologico. L'ingresso è caratterizzato da una monumentale scala fiancheggiata da semicolonne scanalate sormontata da una grande arcata. Fino al terremoto del 2009 fu sede dell'Università degli Studi dell'Aquila.
Realizzato in Piazza Santa Maria Paganica dopo il terremoto del 1703, su progetto dall'architetto Francesco Fontana,[79] fu edificato solamente tra il 1732 e il 1743 sul luogo di un vecchio complesso di impronta rinascimentale. Dopo la morte del proprietario Filippo Ardinghelli, i lavori si interruppero, e vennero completati in falso barocco. Il palazzo presenta un grande balcone sul piano superiore della facciata. Nei primi anni del Novecento è stata aggiunta la loggia centrale con doppia scalinata. Dopo i lavori di restauro a causa del sisma del 2009, ospiterà il MAXXI L'Aquila.
Edificato dopo il terremoto del 1703, riformando l'asse del corso Vittorio Emanuele. Il palazzo sovrastò il diroccato palazzo Ciampella, e appartenne nella prima metà dell'Ottocento alla famiglia del Marchese Antonini, e successivamente a Francesco Cappelli. La struttura ha una tipica costituzione neo-rinascimentale unita ad elementi di neogotico ottocentesco. La facciata ha l'ingresso in bugnato con tre portali, mentre i livelli della struttura sono in tutto tre.
Realizzato nel 1685 lungo via Andrea Bafile (anticamente via Roma), venne completamente restaurato in seguito al terremoto del 1703. Ludovico Alfiero lo acquistò nel 1685, trasformandolo con lo stile barocco aquilano, rappresentato dall'artista Francesco Fontana. Il palazzo ha una facciata tripartita, opera di Pietro Paolo Porani (1726), ed è caratterizzata da balconata sorretta da quattro colonnette, che sovrasta i due portali di ingresso.
Sorge su uno dei principali assetti cittadini del centro cittadino, corso Vittorio Emanuele II. La struttura è stata costruita con chiaro gusto rinascimentale, e portale a tutto sesto in bugnato.
Costruito nell'Ottocento presso il convento di San Francesco a Palazzo (XIII secolo), il palazzo è posto presso i Quattro Cantoni. Nel 1867 il convento è stato sconsacrato e tra il 1876 e il 1878 si sono completati i lavori di trasformazione del convento in sede del Convitto con biblioteca provinciale, dedicata al filosofo Salvatore Tommasi. Nei primi anni del Novecento c'è stato il completamento dei portici all'altezza dell'incrocio dei due corsi del centro, infatti sono proprio i portici ad arco a tutto sesto a caratterizzare la parte a ovest del corso Vittorio Emanuele, appartenenti sia all'ex monastero Francescano che a Palazzo Federici, prospettante su Piazza Duomo.
Risalente al XIII secolo, era la sede del monastero degli Agostiniani, attaccato alla chiesa omonima rivolta in Piazza San Marco (il Palazzo prospetta su Piazza della Repubblica). Il palazzo fu completamente ricostruito da Giovan Battista Contini dopo il terremoto del 1703: i lavori iniziarono nel 1707 e durarono fino al 1730. La facciata del palazzo è caratterizzata da un colonnato che sorregge l'architrave con la scritta "Palazzo del Governo". Il terremoto del 2009 ha gravemente danneggiato la struttura, diventata uno dei simboli del sisma.
Sito in Piazza Santa Margherita, prospiciente il Palazzo Camponeschi, sorge sul preesistente Palazzo della Camera; ampliato nel 1601 dall'architetto Giulio De Spazzina in direzione di piazza Santa Margherita, per la volontà della Congregazione dei Nobili. Il palazzo fu riedificato dopo il terremoto del 1703 nel periodo 1708-1715, ed era la sede dove venivano eletti i camerlenghi fino all'abolizione del feudalesimo. Esso è decorato da una intonacatura color arancio, e da una fontana posta all'entrata.
Risalente al XVI secolo, nel XIX secolo fu utilizzato come scuola e poi Cassa di Rsparmio, ceduto dal bancario Giulio Farinosi Branconi. Il palazzo, restaurato dopo il terremoto del 2009, è agibile, e ha una struttura manierista del Seicento, con richiami all'arte settecentesca; in seguito al terremoto del 1703 le due facciate hanno stili differenti.
  • Le Cancelle
Ubicate in via Simeonibus, rimontate negli anni '30 nella posizione attuale, poiché prima si trovavano accanto al Duomo, sono dei particolari archi ogivali legati fra loro, risalenti al XV secolo, inseriti alla base di un palazzo rinascimentale. Antico mercato del pesce, è in stato di abbandono dal 1830, dopo che in seguito alla visita di re Ferdinando IV di Borbone nel 1796, si optarono vari progetti per lo spostamento delle logge del pesce nella città storica.
Situato nella zona periferica aquilana, nel quartiere di Pettino, il palazzo fu edificato tra il 1990 e il '98 e ospita molti uffici della Regione Abruzzo, in particolare dopo il terremoto che ha reso inagibili le altre sedi cittadine. Esso è intitolato allo scrittore marsicano Ignazio Silone.
Costruito a Borgo Rivera nel 1934 poco distante dalla chiesa di San Vito, e affacciato sul piazzale delle 99 cannelle, fu abbandonato dopo gli anni '60 e recuperato in seguito al sisma del 2009 come sede provvisoria del Museo Nazionale d'Abruzzo dal dicembre 2015. La struttura è un complesso di casette contigue a capanna di colore ceruleo.

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

Le principali fontane della città sono:

Costruita nel 1272 nell'attuale Borgo Rivera, è opera dell'architetto Tancredi da Pentima ed è uno dei monumenti principali della città.[80] In origine, la fontana era più semplice e aveva meno cannelle. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata e ampliata, con l'aggiunta di nuovi lati, la sostituzione di conci corrosi dagli elementi atmosferici, del rivestimento in pietra bianca e rosa, la ricostruzione di altri mascheroni, la selciatura e, infine, la chiusura a cancellata.
Creata da Nicola D'Antino nel 1934 all'ingresso del corso Vittorio Emanuele dal piazzale del Castello, è una fontana a pianta circolare con al centro due nudi femminili in bronzo sorreggenti la caratteristica "conca abruzzese". Il piedistallo in marmo ha i tipici caratteri geomtrici del razionalismo e in origine aveva i fasci littori.
Sono le due fontane poste alle estremità di Piazza Duomo. Risalgono al XIV secolo, ma la forma attuale risale al restauro di Nicola D'Antino tra il 1929 e il 1932. Alla base sono formate da una vasca circolare, con al centro una vasca più piccola, da basamento a due statue di bronzo raffiguranti due uomini che con un catino versano l'acqua.
Fu realizzata nel 1881 come opera di riqualificazione postunitaria del Corso Vittorio Emanuele, presso Piazza Regina Margherita. La statua centrale del Nettuno è in terracotta, dipinta in bronzo, posta su un basamento a roccia, inserita in una nicchia dove scorre l'acqua. La facciata monumentale dove si trova tale nicchia è una parte della vecchia chiesa di San Francesco a Palazzo, demolita nel 1876 per costruire il Palazzo del Convitto e della biblioteca provinciale.

Rifugi di montagna[modifica | modifica wikitesto]

I rifiugi montani siti nel territorio comunale sono:

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello Cinquecentesco (Forte spagnolo)

Tra le principali architetture militari della città ci sono:

Fortezza tuttora cinta da un fossato vuoto, si trova nella parte settentrionale della città, a ridosso delle mura. Costruita dagli spagnoli, è una struttura a pianta quadrata con quattro bastioni agli angoli. La realizzazione è iniziata nel 1534 e terminata nel 1567, su progetto di Pedro Luis Escrivà.[81] Per la costruzione furono demolite le storiche Porta Paganica e Porta Barisciano, con l'edificazione della nuova Porta Castello. Il materiale di costruzione è il travertino e il castello è collegato a terra da un ponte in pietra presso l'accesso principale. Il grande portale è in pietra bianca, con sopra lo stemma dell'aquila bicipite, simbolo della Casa d'Asburgo. Fino al sisma del 2009 era sede del Museo nazionale d'Abruzzo.
  • il Torrione
Parte di una tomba romana del I secolo, o di un pilastro di un antico acquedotto medievale del XIII secolo,[82] è comunque un lembo di una torre con alla base una camera funebre. Si trova nel moderno rione omonimo, in via Cardinale Mazzarino. Il terremoto del 2009 ha fatto crollare 5 dei 15 metri di altezza della struttura.
Nel 1276, a poco più di vent'anni dalla seconda fondazione della città, vennero realizzate le mura che ancora oggi cingono il centro cittadino. Sono state più volte rimaneggiate e restaurate nel corso dei secoli, con l'aggiunta di porte (quelle originali sono dodici), lo spostamento di alcuni tratti (come nel XVI secolo per far posto al Forte spagnolo e la demolizione di altri (nel Novecento con la creazione dell'area degli impianti sportivi e il Quartiere Eritrea).

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Costa Masciarelli

Tra le principali strade e piazze dell'Aquila vi sono:

Vicolo medievale che si sviluppa sul costolone più ripido del centro storico, quello che va da Piazza Duomo a Collemaggio. È caratterizzato da palazzi medievali, antichi portali, scorci e scalinate di assoluto valore artistico che lo rendono uno dei posti più belli e interessanti della città.
Incrocio del Corso Vittorio Emanuele con Corso Principe Umberto e Via San Bernardino, nel quale si incrociano quattro palazzi: Palazzo Fibbioni (XVII secolo), Palazzo del Convitto (XVIII secolo), palazzo Ciolina (XVII secolo), Palazzo INA (XX secolo).[83]
Strada del centro storico, al confine tra Quarto San Giorgio e Quarto Santa Maria. La strada di aspetto rinascimentale è intitolata a Braccio da Montone, il capitano di ventura che assediò la città nel 1424 durante la Guerra dell'Aquila. Sorgono in questa strada Palazzo Alfieri, Palazzo Romanelli e l'accesso medievale dalle mura di Porta Bazzano.
  • Via San Bernardino con la sua scalinata
Assetto longitudinale dell'impianto rinascimentale, ospita la Basilica di San Bernardino. Le architetture più rilevanti sono il palazzo razionalista dell'INA, il Teatro Comunale (XVI secolo), ricostruito in stile liberty, ed all'estremo della via la Porta Leone del XIII secolo. La scalinata si trova davanti alla basilica e porta a Piazza Bariscianello, ed è caratterizzata da due ordini di nicchie a grandezza d'uomo. Fino agli anni '60 sulla scalinata i pastori transumanti lasciavano il gregge a pascolare il muschio delle fessure.
Arteria principale cittadina, attraversa trasversalmente la città dalla Fontana luminosa fino a Piazza Duomo dove si unisce con viale Crispi. Affiancata per un lungo tratto da portici, è meta di passeggio e shopping.
  • Corso Principe Umberto
Il corso attuale, che dai Quattro Cantoni porta a Piazza Palazzo, risale al XX secolo. Il corso è composto di alcuni palazzi liberty, e il più interessante al livello architettonico è il Palazzo del Convitto, con i caratteristici portici.
La piazza maggiore della città, ospita dal 1303 il mercato cittadino. Su di essa si affacciano molti dei monumenti aquilani, fra cui la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, la Chiesa delle Anime Sante ed il palazzo Arcivescovile.
È una piazza alberata posta su Corso Umberto I contenente al centro la statua di Sallustio, lo storico romano nato ad Amiternum. Ospita Palazzo Margherita, la sede del Municipio, e il Palazzo della Provincia, sede della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi. Originalmente vi era un castello collegato alle mura, rappresentato oggi dalla medievale Torre Civica.
  • Via XX Settembre
È uno slargo parallelo le mura, realizzato nel primo '900, che parte dalla via di Porta Napoli, e giunge fino alla via del Complesso di San Domenico. La parte del viale di Porta Napoli è caratterizzata dalla storica via di accesso, realizzata per Ferdinando II, e dalla chiesa di Santa Chiara.

A ovest del centro storico c'è il rione Borgo Rivera, risalente al XIII secolo, quando fu costruita la Fontana delle 99 cannelle, lungo le mura di Porta Rivera. Il borgo è caratterizzato dunque dalla piazza della fontana, e da un piccolo tempio cristiano, la Chiesa di San Vito alla Rivera. Nel 1934 circa fu costruito nella zona il mattatoio. Porta Rivera, semplice arco di pietra a tutto sesto, fa da ingresso al borgo.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

I siti archeologici del capoluogo sono 2, entrambi di antiche città:

Sito a San Vittorino, a nord dell'Aquila,[84] ospita un anfiteatro del I secolo d.C., un teatro di età augustea e una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi. Vi sono inoltre resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto. Vicino all'abitato di San Vittorino, nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane.
Sito a Civita di Bagno, nell'area sono state ritrovate mura e terme della città (IV secolo - VIII secolo); nel primo medioevo era di rilevante importanza per la presenza della prima Cattedrale di San Massimo, di cui oggi si conservano ampi resti (le tre absidi, le colonne centrali, le mura del perimetro e il campanile.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

La piana di Campo Imperatore in inverno

Tra le principali aree naturali della città vi sono:

Detto anche "Tratturo Magno", è il più grande tratturo italiano, usato dai pastori transumanti per il viaggio in Puglia fino alla fiera di Foggia del mercato della dogana. Il percorso è un lungo sentiero sterrato di 244 km che i pastori percorrevano a partire da settembre, partendo dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio (la fiera del bestiame si teneva nella piazza del Forte spagnolo), per poi scendere nel quartiere Sant'Elia e proseguire in direzione di Navelli.[85]
Esteso parco nazionale costituito intorno al massiccio del Gran Sasso, è meta ambita da turisti, naturalisti, escursionisti e sportivi. Una parte del territorio comunale è compreso in esso.[86] Sul versante aquilano sorge l'altipiano di Campo Imperatore, caratterizzato da laghetti meteoritici e da una notevole diversità di flora e di fauna; è raggiungibile tramite una moderna funivia e ospita un'importante stazione sciistica comprendente 15 km di piste per lo sci alpino e oltre 60 km per lo sci nordico.
Area protetta costituita intorno alle sorgenti del fiume Vera, è sita nei pressi della frazione di Tempera.[87] Il parco ha dei percorsi che dalla frazione porta direttamente alle sorgenti, risalendo il corso del fiume.[87]

Parchi cittadini[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso al Parco del Sole, presso Collemaggio

Tre sono i principali parchi della città. Il maggiore è il parco del Sole, vicino a Collemaggio, nella zona sud della città; intorno al Forte spagnolo c'è il Parco del Castello; nella periferia ovest si trova "Piazza d'Armi" che comprende anche alcuni impianti sportivi, come la pista d'atletica.

Nella città ci sono anche quattro pinete: a Monteluco (Pineta di Roio),[88] sopra il convento di San Giuliano (Pineta di San Giuliano), sui tornanti del Passo delle Capannelle (Pineta di Arischia/Pizzoli) e, infine, le pinete di Pesco Croce e Colle Cerasitto (le Pinete di Bagno).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo dato, aggiornato al 31 dicembre 2018, attesta a 69.478[2] gli abitanti residenti del Comune dell'Aquila.

Abitanti censiti[89]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2019 la popolazione straniera residente era di 5 788 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[90]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetto aquilano.

Il dialetto della città dell'Aquila, così come nell'area settentrionale della provincia e nella Marsica occidentale, si distingue dai restanti dialetti abruzzesi, inserendosi nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani.[91] Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio reatino-aquilano, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o e -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino: caballus), ma scrio per "io scrivo" (latino: scribo).[91]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Perdonanza Celestiniana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Perdonanza Celestiniana.
Manoscritto originale della Bolla del Perdono

La Perdonanza Celestiniana si svolge ogni anno nei giorni del 28 e 29 agosto. Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294. La bolla è oggi conservata nella cappella blindata della torre del Palazzo Comunale.[92] Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l'autorità civile a indire la Festa del Perdono, rispettando, comunque, il dettato di papa Celestino. E ancora oggi è il sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la bolla del Pontefice, poco prima dell'apertura della porta santa della basilica di Collemaggio da parte di un cardinale invitato dall'arcidiocesi.[93]

Processione del Cristo Morto[modifica | modifica wikitesto]

La processione del Cristo Morto all'Aquila è una delle tradizioni cristiane più antiche della città. Nel 1954 l'artista Remo Brindisi e padre Fedele Brindisi realizzarono 16 dei 20 simulacri che vengono ancora oggi portati in processione. L'inizio del percorso parte della basilica di San Bernardino, attraversando le vie principali del centro, e ogni anno il feretro di Gesù deposto è scortato da varie associazioni di medici, chirurghi, avvocati, insieme ai quattro stendardi dei Quarti storici, sotto la musica del Misere del teatino Saverio Selecchy. Le origini della processione risalgono al XVI secolo: si svolse per la prima volta nell'anno 1505-1506,[94] quando la Confraternita di San Leonardo fece realizzare le figure per la celebrazione. Il rito ebbe termine nel 1768, proibito da re Ferdinando IV per questioni di ordine pubblico e solo nel 1954, per interessamento dei Frati Minori di San Bernardino, il rito venne ripristinato.[95]

Altre ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle sopracitate Perdonanza e processione del Cristo Morto, sono altre ricorrenze tradizionali del capoluogo:

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è sede delle seguenti istituzioni:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti i seguenti archivi e biblioteche:[97]

  • Archivio di Stato
  • Biblioteca dell'Agenzia Regionale per la Promozione Culturale
  • Biblioteca Arcivescovile "Cardinale Carlo Confalonieri"
  • Biblioteca della Camera di Commercio
  • Biblioteca del Club Alpino Italiano
  • Biblioteca del Consiglio Regionale d'Abruzzo "Ignazio Silone"
  • Biblioteca del Convento di San Bernardino
  • Biblioteca del Convento di Santa Chiara
  • Biblioteca del Convento di San Giuliano
  • Centro Documentazione Ambientale L'Aquila (Biblioteca, Emeroteca)
  • Biblioteca della Deputazione di Storia "Anton Ludovico Antinori"
  • Biblioteca della Giunta Regionale "Benedetto Croce"
  • Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi
  • Biblioteca dei Salesiani
  • Biblioteca San Pio X
  • Biblioteca della Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli
  • Mediateca Regionale "Giovanni Tantillo"
  • Mediateca del Museo Sperimentale d'Arte Contemporanea
  • Sistema Bibliotecario dell'Università dell'Aquila

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

All'Aquila sono presenti i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN situati sotto l'omonimo massiccio e dove si effettuano delle ricerche nel settore della fisica delle particelle. Tra gli esperimenti qui svolti si possono annoverare quelli sui decadimenti rari o quelli sulle particelle di materia oscura provenienti dall'universo.[98] La struttura ha collaborazioni permanenti con centri in Germania, Giappone, Stati Uniti e con il CERN di Ginevra. Inoltre, nel polo universitario di Roio c'è la Società Italiana della Scienza e della Ingegneria, che si occupa di ricerca e divulgazione scientifica.[99]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

All'Aquila sono presenti 34 scuole dell'infanzia, 23 scuole primarie, 8 scuole secondarie di primo grado e 16 scuole secondarie di secondo grado.[100] Degno di nota è il liceo "Domenico Cotugno", il migliore liceo classico della regione.[101]

Università[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è sede di una Università, fondata nel 1458 da Ferrante d'Aragona, la più antica d'Abruzzo, e conta oltre sedicimila iscritti. Comprende sette dipartimenti[102] ed è sede della laurea magistrale di eccellenza europea in Ingegneria matematica.[103] L'attività di ricerca dell'ateneo viene svolta attraverso i dipartimenti e due centri di eccellenza: il CETEMPS[104] e il DEWS.[105] Nel 1994 L'Aquila è fra le otto città fondatrici dell'Unione degli universitari,[106] ad oggi il più grande sindacato universitario italiano.

Interno della sede dell'Accademia

La città è sede di un ateneo pubblico dedicato all'alta formazione artistica, l'accademia di belle arti. Fondata nel 1970, per circa vent'anni l'Accademia ha trovato spazio all'interno di Palazzo Carli Benedetti, in pieno centro storico, prima di essere trasferita nella moderna struttura di Via Leonardo Da Vinci progettata da Paolo Portoghesi. L'Accademia dispone di 8 percorsi.[107]

Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, presso Assergi

Dal 1979 è presente in città un ateneo privato collegato alla facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense di Roma, l'Istituto superiore di scienze religiose, che ha come scopo la formazione dei fedeli all'arricchimento della propria vita cristiana e alla loro partecipazione all'evangelizzazione.[108]

Nel campo della formazione musicale, in città è attivo il Conservatorio Alfredo Casella, nato nel 1967 come sezione staccata del Conservatorio di Santa Cecilia e divenuto autonomo l'anno successivo.[109]

Sede del "Gran Sasso Science Institute" nel Palazzo dell'ex GIL

All'Aquila ha sede anche il Gran Sasso Science Institute, una scuola superiore universitaria a statuto speciale, nata nel 2012 come istituto di ricerca e di alta formazione dottorale dipendente dall'INFN, stabilizzata e resa autonoma nel 2016.[110] L'istituto è nato in seguito all'idea di rilanciare il capoluogo dopo il terremoto del 2009.[111]

Altre strutture formative nel capoluogo sono:

Fino al 2009, in città operava la Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli, un importante centro di formazione internazionale sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.[117]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei principali siti museali d'Abruzzo è il Museo nazionale d'Abruzzo, con sede, fino al 2009, nel Forte spagnolo; per via dell'inagibilità del castello, la sede provvisoria è il l'ex mattatoio comunale sito in Borgo Rivera, nei pressi della Fontana delle 99 cannelle.[118][119] Il museo è diviso in una sezione archeologica, che comprende i reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi di Amiternum e Peltuinum, una artistica, una di oreficeria e, infine, una piccola sezione di arte contemporanea. Simbolo del museo è lo scheletro di un Archidiskodon Meridionalis Vestinus, un gigantesco animale di epoca preistorica simile a un mammut.[120]

La Madonna di Fossa, conservata nel Museo Nazionale

Nel capoluogo hanno sede anche la casa museo Signorini Corsi, costituita nel 1967,[121] con dipinti quali la Madonna con il bambino e San Giovannino di stretto ambito leonardesco, la Natività con fuga in Egitto attribuibile al Botticelli e Martirio di San Lorenzo di Battistello Caracciolo,[122] il Museo archeologico di Santa Maria dei Raccomandati, che ospita un'importante collezione archeologica, e il Museo sperimentale d'arte contemporanea, che raccoglie opere e organizza mostre permanenti di artisti contemporanei di levatura internazionale.[123]

Altri musei del capoluogo sono il MAXXI L'Aquila presso palazzo Ardinghelli, sede distaccata del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, nel quale è esposta una collezione permanente di opere d'arte contemporanee,[124] il museo di scienze naturali e umane, nella località di San Giuliano, che ospita esemplari di fauna e flora abruzzese, fossili e reperti archeologici,[125] e il museo delle ceramiche, nato in seguito al restauro del convento di San Domenico, che ha permesso il ritrovamento e il recupero di una notevole quantità di materiali ceramici cronologicamente compresi tra il duecento (epoca di fondazione della città) e il novecento.[126]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Arte all'Aquila e Arte in Abruzzo.

L'Aquila è stratificata su tre stili per via dei terremoti che si sono succeduti nei secoli: medievale, rinascimentale e barocco.[127] Ciononostante, ad Amiternum, nei pressi di San Vittorino, sono presenti dei resti quali un anfiteatro, teatro, una domus e basilica.[128][129] A Forcona, vicino Civita di Bagno, sono presenti i resti della Cattedrale primaziale di San Massimo, a pianta rettangolare con tre navate e tre absidi esterne.[130]

La città di Aquila alla fondazione aveva uno stile duecentesco. Delle primitive chiese rimane poco a causa del terremoto del 1349.[40] Poco dopo la fondazione si costruì la Basilica di Santa Maria di Collemaggio in stile romanico, per volontà di papa Celestino V.[131] Nel 1454, iniziò la costruzione della Basilica di San Bernardino,[132] massima espressione dell'arte rinascimentale in Abruzzo e tra i più importanti d'Italia.[133] Nel XVI secolo fu edificato il Forte spagnolo, su progetto dell'architetto Pedro Luis Escrivà,[134] che portò alla demolizione di un tratto delle mura cittadine.[135]

Dopo il sisma del 1703, gran parte del patrimonio edilizio cittadino andò distrutto o fortemente danneggiato.[136] La ricostruzione di tutte le chiese avvenne sotto in stile barocco.[137] Nel 1713, in ricordo delle vittime del sisma, fu costruita la Chiesa delle Anime Sante.[138] Nel XIX secolo fu realizzato il Palazzo del Convitto, sede della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi[139] e fu progettata la facciata del Duomo in stile neoclassico da Giambattista Benedetti.[131] Tra la seconda metà dell'Ottocento e il primo Novecento, in campo pittorico si distinse Teofilo Patini di Castel di Sangro, che già a Napoli era divenuto famoso per le sue tele di denuncia sociale riguardo alle misere condizioni degli abitanti delle montagne abruzzesi, con opere quali Bestie da soma (1886) e Pulsazioni e palpiti (1888).

Nel primo Novecento, Collemaggio subì restauri sulla facciata per un crollo dovuto al terremoto di Avezzano del 1915.[140] Durante il fascismo, la città ebbe un nuovo sviluppo edilizio e monumentale razionalista, con la costruzione di edifici quali la Casa del Balilla, la Casa della Giovane Italiana e la chiesa di Cristo Re.[141] Nel 1934 lo scultore Nicola D'Antino realizzò la Fontana Luminosa, nei pressi del castello,[142] e restaurò la Fontana Vecchia di Piazza Duomo.[143] Nel secondo Novecento l'architetto Mario Moretti si occupò di smantellare l'apparato barocco post-sisma 1703 di diverse le chiese medievali aquilane per cercare di recuperare lo stile originario, destando proteste per la distruzione di elementi quali soffitti a cassettoni lignei e stucchi.[144]

Dopo il sisma del 2009, le opere principali e rappresentative del segno della ricostruzione sono la Cappella delle Vittime del 2009 e l'Auditorium del Parco realizzato da Renzo Piano nel 2012.[145]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

il teatro comunale

La strutture teatrali principali della città sono il teatro comunale, realizzato tra il 1857 e il 1872, seguito dal Ridotto del Teatro comunale, un piccolo foyer attiguo questa struttura, e dal moderno "Auditorium del Parco".

L'attività teatrale cittadina si poggia sul Teatro Stabile d'Abruzzo (TSA), uno dei 17 teatri stabili italiani.[146] Fondato nel 1963 da Luciano Fabiani, Errico Centofanti, Giuseppe Giampaola, inizialmente col nome di Teatro Stabile dell'Aquila. Attualmente il TSA è diretto da Giorgio Pasotti.[147] Fino al 2015, in città operava il Teatro Stabile d'Innovazione L'Uovo, poi fusosi con il TSA,[148] che si rivolgeva ad un pubblico giovanile e aveva sede nel Teatro San Filippo.

Auditorium del Parco

Altre istituzioni stabili sono l'Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana (ATAM), che propone una sua stagione e distribuisce spettacoli nelle sale minori delle due regioni, e la compagnia TeatroZeta,[149] dal 2007 riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.[150] In Piazza San Marco ha sede, invece, il Teatro Sant'Agostino, spazio amatoriale spesso a ingresso libero in cui opera spesso la Retrobottega dei Guitti, associazione teatrale interamente formata da studenti universitari.[151] Altre compagnie solo "Il Draghetto", presso il Teatro Dedalus, e "Il piccolo resto".

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cinema in Abruzzo.

La città dell'Aquila è protagonista nella pellicola La roccia incantata (1950) di Giulio Morelli, con Dina Sassoli, tratta da un soggetto di Cesare Zavattini. I luoghi delle riprese e dell'ambientazione sono stati il centro, di cui sono visibili la Piazza Duomo, il corso Vittorio Emanuele (portici del Convitto Nazionale), la fontana delle 99 cannelle, la scalinata monumentale di San Bernardino, alcune chiese (Santa Maria Paganica e San Silvestro), e il sagrato di Santa Maria di Collemaggio; mentre altri luoghi sono stati il santuario della Madonna di Roio, Campo Imperatore e Assergi, il paese della protagonista della storia, di cui sono stati girate ampie panoramiche del centro, e della piazza principale con la chiesa dell'Assunta.

Altri film girati all'Aquila e dintorni sono stati L'orizzonte degli eventi (2005) di Daniele Vicari con Valerio Mastandrea, girato e ambientato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, L'amore non basta (2007), in parte girato all'Aquila, e poi dopo il terremoto del 2009 i documentari Draquila - L'Italia che trema (2010) di e con Sabina Guzzanti e Il giorno della Shoah (2009) di Pasquale Squitieri con Giorgio Albertazzi. Nel 2017, il regista abruzzese Davide Cavuti dirige il documentario Preghiera[152] con Lino Guanciale, Michele Placido, Edoardo Siravo, Paola Gassman, Ugo Pagliai,[153] ispirato al progetto Vitae sempre di Cavuti. Nel 2019, il documentario L'Aquila, 03:32 - La generazione dimenticata, di Simona Ercolani e Felice Cappa, con Lino Guanciale e la regia di Dario Acocella. Sempre nel 2019, esce per la Rai la serie tv L'Aquila - Grandi speranze per la regia di Marco Risi, che narra le vicende di alcune famiglie aquilane colpite dal terremoto del 2009.

Il primo evento dedicato al cinema in città fu il Cineforum Primo Piano, fondato da Gabriele Lucci a metà degli anni settanta. Nel 1981, sempre per opera di Lucci, nacque l'Istituto Cinematografico dell'Aquila, ente stabile di produzione e diffusione della cultura cinematografica in Italia e all'estero.

Con la manifestazione "Una Città in Cinema", per anni grandi professionisti del cinema mondiale hanno portato la loro esperienza e le loro abilità all'Aquila, radunandosi nella kermesse incentrata sull'aspetto tecnico del cinema. Contando su tali esperienze, nei primi anni novanta, Gabriele Lucci ha promosso la fondazione dell'Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell'Immagine, scuola di alta formazione di livello universitario, nata con il concorso dell'Istituto Cinematografico, della Regione Abruzzo e del Comune dell'Aquila, che all'insegnamento di docenti ha associato grandi professionisti del cinema e della comunicazione multimediale.

Rocca Calascio, usata come set di Ladyhawke (1985)

L'Istituto Cinematografico, chiamato "La Lanterna Magica", custodisce inoltre un prezioso fondo culturale, la "Cineteca dell'Aquila", con un patrimonio di circa 1.500 pellicole, talune copie uniche o assai rare, richieste dai festival di tutto il mondo, dagli Istituti Italiani di Cultura, da enti e associazioni che operano in campo culturale nel settore cinematografico. È attiva presso l'ente anche una mediateca, con 15.000 titoli tra video, libri, pubblicazioni e riviste in campo cinematografico, con un servizio in convenzione regionale che mediamente raggiunge i 500 prestiti al giorno. Il 21 dicembre l'Istituto Cinematografico propone l'iniziativa Notte Noir, un programma di eventi nella notte più lunga dell'anno.

Le due istituzioni citate hanno sede nel Palazzo dell'Immagine, nel Parco di Collemaggio, e costituiscono un vero e proprio centro dell'immagine multimediale e audiovisiva. Nel complesso è inoltre insediata l'Abruzzo Film Commission, ente fondato dal Comune dell'Aquila e dalle più importanti istituzioni stabili cittadine, per la promozione dell'Abruzzo, dei suoi centri storici, del suo patrimonio ambientale e delle sue valenze naturali, come set per le produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

In città opera il Conservatorio Alfredo Casella,[109] che dal 1967 unisce all'attività didattica l'organizzazione di concerti nel territorio. Il conservatorio aveva la sua sede storica di fianco alla basilica Santa Maria di Collemaggio;[154] dopo il terremoto la scuola è stata collocata in una struttura temporanea in Via Francesco Savini.

Ennio Morricone, cittadino onorario dell'Aquila

Da 75 anni è inoltre presente in città la "Società Aquilana dei Concerti Bonaventura Barattelli",[155] diretta anche dal compositore aquilano Nicola Costarella,[155] e che nelle sue numerose stagioni ha spesso ospitato concerti di artisti internazionali.

Le altre associazioni musicali del territorio sono la "Corale L'Aquila", un coro polifonico a quattro voci,[156], la "Corale Novantanove", interprete di polifonia sacra e profana,[157] la "Schola Cantorum San Sisto", con un repertorio comprendente dagli albori della polifonia sacra e profana a brani rinascimentali,[158] "Le Cantrici di Euterpe", che si dedicano alla musica antica,[159] la "Cappella Ars Musicalis", per sole voci femminili, con un repertorio classico e tradizionale,[160] la "Corale Gran Sasso", per voci miste,[161] e il "Coro della Portella", per sole voci maschili, dedicato al canto popolare abruzzese e alpino.[162]

Operano in città anche i "Solisti Aquilani"[163] e l'"Istituzione Sinfonica Abruzzese".[164]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina abruzzese.
Antipasto tipico

La tradizione gastronomica aquilana è molto legata alla cucina di montagna e alla tradizione culinaria abruzzese.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta tipici dell'Abruzzo come i "maccheroni alla chitarra",[165] i ravioli, le "fregnacce" (pasta sfoglia tagliata male), accompagnati da sughi della tradizione in genere a base di salsa di pomodoro e carne di agnello o con brodi vegetali o di pollo. Tipico primo piatto dell'area dell'aquilano sono gli "anellini alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali vari a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera sono i piatti a base di legumi come le "sagne" servite con ceci o fagioli oppure le lenticchie e le patate.

Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono legate alla tradizione pastorale dell'Abruzzo: quindi sono molto usate le carni ovine. Ricetta tipica aquilana è quella della pecora alla cottora. Non mancano, ovviamente, gli arrosticini, peraltro diffusi anche nel resto della regione.

La zona di Navelli, ai margini della conca aquilana, è inoltre famosa sin dal Medioevo per la produzione di una eccellente qualità di zafferano, importato dagli spagnoli nel XVI secolo,[166] che ha ottenuto recentemente la certificazione DOP.

Rinomata anche per la produzione dolciaria di torroni (qui hanno sede numerose aziende storiche del settore) e delle tipiche Ferratelle, dolci fatti con stampi in metallo dal tipico disegno a rombi in rilievo.

I prodotti tipici locali e del circondario aquilano, anticamente legati all'agricoltura, all'allevamento, alla pastorizia delle zone limitrofe, che tutt'oggi in parte sopravvivono, sono:[167]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventi che si tengono all'Aquila sono:

  • la "Future Web Conference": si tiene tutti gli anni tra maggio e giugno),[168] un evento gratuito di un giorno in cui vengono presentate le ultime novità nello sviluppo delle tecnologie per il web.
  • L'Aquila Jazz: si tiene nei primi giorni di settembre nel centro storico, oppure nel piazzale della Basilica di Collemaggio, con serate di concerti che vedono impegnati artisti internazionali.[169]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica dell'Aquila e Stradario dell'Aquila.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Centro storico dell'Aquila.
Veduta aerea del centro dell'Aquila

L'Aquila è una città di fondazione. Il centro storico possiede due strade principali: Corso Vittorio Emanuele (direzione nord-sud, che porta a Piazza Duomo) e Corso Principe Umberto, che diventa poi Via San Bernardino (direzione est-ovest, che porta all'omonima basilica).[8] L'incrocio tra queste due vie sono i Quattro Cantoni.[8] Il centro storico è delimitato dalle mura cittadine,[8] risalenti al XIII e al XIV secolo, nelle quali si aprono diverse porte; le principali sono Porta Paganica a nord, Porta Rivera a sud, Porta Bazzano ad est e Porta Barete ad ovest.[22][135]

Il decreto Grande Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Grande Aquila.

Nel 1927, il governo fascista abolì 8 comuni e li incorporò al comune di Aquila degli Abruzzi: Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio e Sassa.[59] A questi, si aggiunge la frazione di San Vittorino, fino ad allora parte del comune di Pizzoli. Dopo vent'anni, nel 1947, Lucoli è l'unico dei comuni soppressi a tornare comune autonomo.[60]

Sviluppo moderno dei nuovi quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni sessanta e settanta, in particolare dopo l'apertura della A24, che collegava la città a Roma, L'Aquila conosce una'importante espansione urbanistica, soprattutto nella periferia ovest del capoluogo, l'odierna Pettino, e successivamente intorno al centro storico.[8] I nuovi quartieri furono il Torrione, presso il Forte spagnolo e Torretta, nei pressi del cimitero comunale.

Dopo il terremoto dell'Aquila del 2009, diverse zone quali Coppito, Sant'Elia, Sassa e Paganica furono individuate dal piano d'emergenza come terreno per la costruzione di nuove abitazioni con la collaborazione del Progetto C.A.S.E..[170]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Quarti dell'Aquila.
CoA Quarto di San Pietro.svg CoA Quarto di Santa Maria.svg
CoA Quarto di Santa Giusta.svg CoA Quarto di San Marciano.svg
I quattro stemmi così come appaiono collocati nel gonfalone (in senso orario a partire dall'angolo in alto a sinistra: San Pietro, Santa Maria, San Marciano, Santa Giusta)

I Quarti sono la suddivisione del centro storico che risale alla fondazione della città. Ogni Quarto fa riferimento al castello che l'ha fondato ed è caratterizzato da una sua bandiera, da uno stemma in scudetto sannitico e da un colore.[171] I Quarti sono:

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è suddivisa in 12 consigli territoriali di partecipazione, ognuno dei quali è retto da un Presidente e da un Consiglio:[172]

  • I - L'Aquila Centro
  • II - Roio
  • III - Sassa
  • IV - Preturo
  • V - Coppito-Pettino
  • VI - Arischia
  • VII - Torrione
  • VIII - S. Barbara-Pile
  • IX - Camarda
  • X - Paganica
  • XI - Bagno
  • XII - Pianola

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Frazioni dell'Aquila.
Piazza Umberto I a Paganica

La città possiede 49 frazioni.[173] Le principali sono: Arischia, Bagno, Camarda, Paganica Preturo, Roio e Sassa, ovvero i comuni soppressi nel 1927.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia dell'Abruzzo.

Nella seconda metà del XX secolo L'Aquila, come il resto della regione, è passata da un'economia tradizionalmente agricola allo sviluppo del commercio e del turismo, soprattutto invernale. Grazie alla presenza di numerosi enti e al ruolo amministrativo che la città ricopre, è particolarmente sviluppato il settore pubblico. A partire dalla metà degli anni 2000 e poi a seguito del terremoto del 2009 la città ha subito un deciso impulso alla modernizzazione, specie nelle periferie ovest ed est, con realizzazione di centri commerciali, strade a scorrimento veloce ed i nuovi nuclei abitativi temporanei post emergenza. Tali nuove sistemazioni urbanistiche hanno provocato numerose critiche della cittadinanza: i nuovi nuclei abitativi, sorti per lo più in zone periferiche o interamente agricole della città sono spesso privi di tutti i servizi che caratterizzavano la precedente vita cittadina dei residenti, che come nuovo punto di riferimento quotidiano hanno potuto rivolgersi solo ai centri commerciali, acuendo nella popolazione il senso di perdita, non solo materiale ma anche delle precedenti convenzioni sociali.[174][175][176]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è stata sede di un polo industriale ed elettronico che nel momento del suo massimo sviluppo, durante gli anni settanta, con la sola Italtel ha dato lavoro a 5000 dipendenti (la metà circa donne).[177]

Tra il finire degli anni settanta e gli anni ottanta l'area ha attratto anche l'industria farmaceutica (Sanofi-Aventis, Dompé e Menarini), inoltre, nella zona di Bazzano, sono sorti i siti industriali di Scoppito-Sassa Scalo, Genzano-Pile e Bazzano-San Demetrio ne' Vestini che hanno richiamato aziende come Intecs e Thales Alenia Space.

Con la fine dell'IRI il polo ha perso importanza per l'economia cittadina e questo ha spostato l'occupazione sempre più verso il settore del terziario pubblico.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Abruzzo.

Il settore turistico ha vissuto, negli ultimi anni, una netta ripresa. Si divide principalmente in una parte culturale, legata al patrimonio artistico e architettonico della città, e una sportivo-naturalistica, legata agli sport montani e l'escursionismo.

Scorci del centro storico

Per il suo carattere medievale e per il gran numero di chiese e palazzi storici, il centro dell'Aquila riceve la maggior parte delle presenze turistiche della zona: tra i monumenti più visitati vi sono la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Basilica di San Bernardino e il Forte spagnolo, sede del Museo nazionale d'Abruzzo.

Nei dintorni dell'Aquila è presente inoltre l'area archeologica della città romano-sabina di Amiternum, di cui è possibile osservare i resti tra cui un teatro e un anfiteatro di età augustea.

A seguito del recente terremoto i centri storici dell'Aquila e dei borghi circostanti sono stati dapprima chiusi e, successivamente, parzialmente riaperti: i principali monumenti della zona rimangono inaccessibili ai non addetti con notevoli conseguenze per l'economia locale. Parallelamente, si è però assistito al fenomeno del turismo da terremoto, legato all'effetto dei danni del terremoto sugli edifici della città, causato anche dall'amplificazione che l'evento ha avuto sui media nazionali e internazionali. Nel 2014 è stata riaperta la Basilica di San Bernardino e nel dicembre 2015 il MUNDA (Museo Nazionale d'Abruzzo), presso la fontana delle 99 cannelle.

Altro flusso turistico è invece legato alle attrattività naturalistiche dell'area. Nel comprensorio aquilano infatti insistono il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco naturale regionale Sirente-Velino e il Parco territoriale attrezzato delle Sorgenti del Fiume Vera. Nei dintorni della città si trovano inoltre il Lago Sinizzo e le Grotte di Stiffe, grotta geologicamente attiva ma aperta ai turisti; più distante dall'Aquila è il Lago di Campotosto che d'inverno si presenta spesso completamente ghiacciato. Nella zona vi sono diverse aree verdi come la Pineta di Roio e quella di San Giuliano (parzialmente distrutta da un grave incendio nel 2007). L'area è inoltre un polo di attrattivo per gli sport invernali: gli impianti di Campo Imperatore, Campo Felice e, più distanziata, Ovindoli che insieme costituiscono il comprensorio sciistico delle Tre Nevi, sono una nota meta turistica con presenze da tutte le regioni del centro Italia.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Duomo

Le principali arterie di collegamento stradale dell'Aquila sono l'autostrada A24, che collega il capoluogo abruzzese alla costa tirrenica (Roma) e all'Adriatico (Teramo),[178] la Statale 17, che collega la città all'A25, e quindi a Pescara,[178] e a Sulmona,[179] e la Statale 80, che rappresenta un collegamento alternativo alla A24.[179] La città, inoltre, è servita da due tangenziali: la tangenziale est, che collega Bazzano al casello L'Aquila Est dell'A24 e al centro storico,[179] e la tangenziale sud, che collega la frazione di Pianola con il casello L'Aquila Ovest e il nucleo industriale di Pile.[179]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione dell'Aquila

La città è attraversata dalla linea ferrovia Terni-Sulmona, a binario unico e non elettrificata. All'interno del territorio comunale ci sono 3 stazioni ferroviarie: L'Aquila, Paganica e Sassa-Tornimparte.[180] In città ci sono anche altre 4 fermate ferroviarie: L'Aquila Sassa N.S.I., L'Aquila Campo di Pile, Bazzano e L'Aquila San Gregorio.[180]

Fra il 1922 e il 1935 operò anche la Ferrovia L'Aquila-Capitignano;[181] di recente è stata pensata anche per una prosecuzione verso Teramo.[182] Era anche in progetto il collegamento con Roma, ma anche questo non venne mai realizzato.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

A L'Aquila c'è l'Aeroporto dei Parchi "Giuliana Tamburro", come aeroporto di aviazione generale.[183] In precedenza lo scalo era aperto anche ai voli commerciali.[184]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti pubblici sono gestiti dall'AMA (Azienda mobilità aquilana), con sede in località Campo di Pile[185] e capolinea nel Terminal di Collemaggio. Le principali linee urbane hanno partenza dal Terminal stesso, che ospita anche il principale parcheggio cittadino, disposto su tre livelli sotterranei. Dal terminal si può raggiungere piazza Duomo mediante un sistema di tappeti mobili sotterranei.[186]

Metropolitana di superficie[modifica | modifica wikitesto]

Nel tentativo di limitare il traffico privato di automobili tra il centro e la zona ovest, era in costruzione una linea di tram su gomma che avrebbe dovuto collegare l'Ospedale e l'Università, siti in Coppito, con il centro cittadino. L'esecuzione del progetto subì vari ritardi sia per problemi legati alla progettazione che al tracciato. La linea avrebbe dovuto passare per viale della Croce Rossa, la Fontana Luminosa fino al parcheggio di Collemaggio.[187]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci dell'Aquila.
La torre di Palazzo Margherita vista da Piazza Duomo

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Gran Sasso d'Italia-Italo Acconcia

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale, L'Aquila Calcio 1927, nota semplicemente come L'Aquila Calcio, venne fondata nel 1927. Nel 1934 è stata la prima formazione abruzzese a conquistare la partecipazione al campionato di Serie B. Dopo molti anni tra i dilettanti, la squadra aquilana nel 1998 è tornata tra i professionisti e vi è rimasta fino al 2004, quando è stata radiata. Ripartita dal campionato regionale di Eccellenza, la squadra raggiunse nuovamente la Lega Pro nel 2013, ma dopo due campionati in cui sfiorò la zona playoff la squadra retrocedette nel 2016 in Serie D. Dal 1933 al 2016 ha giocato le sue partite interne allo Stadio Tommaso Fattori, per poi trasferirsi nel nuovo Stadio Gran Sasso d'Italia-Italo Acconcia.

Nell'estate del 2018 fu ufficializzata la mancata iscrizione al successivo campionato di Serie D per problemi finanziari, e la compagine societaria si sciolse. Nello stesso anno una nuova società ha rilevato la squadra, che partecipa nel campionato regionale di Eccellenza 2020-2021.

Lo stadio Tommaso Fattori

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di Rugby a 15 locale, L'Aquila Rugby Club, venne fondata nel 1936 grazie a Tommaso Fattori costituendosi come Polisportiva L'Aquila Rugby, e partecipò nel 1948 al campionato italiano di I divisione. Nel 1951 venne promossa per la prima volta in Serie A e nel 1967 conquistò il suo primo scudetto. Con 55 partecipazioni nella massima serie, 5 scudetti, 2 coppe Italia e numerosi trofei di livello giovanile, fu la principale società rugbystica abruzzese. La squadra si è sciolta nell'estate del 2018 rinunciando all'iscrizione per il campionato successivo.[202]

Altre squadre del circondario proseguono la tradizione sportiva cittadina: la Gran Sasso Rugby fondata negli anni duemila milita attualmente in Serie A-2, mentre la Polisportiva Paganica Rugby disputa il campionato di serie C pur vantando trascorsi in Serie A e B. La CUS L'Aquila Rugby invece è stata rifondata nel 2011 da alcuni ex-giocatori in collaborazione con alcuni studenti universitari.

Impianti della Funivia del Gran Sasso

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli altri sport praticati in città spicca l'atletica leggera, in cui sono emersi numerosi atleti vincitori di titoli italiani, come Concetta Milanese, 7 volte campionessa italiana di getto del peso femminile, Fabio Andreassi, velocista campione italiano nella staffetta 4×100 metri, Gianni Lolli, velocista campione italiano juniores nei 100 m.

Lo stadio di atletica di Piazza d'Armi è stato riaperto, dopo le interruzioni dovute al sisma del 2009, il 14 maggio 2014, prendendo il nome di Stadio Isaia Di Cesare, tecnico sportivo aquilano.[203]

Sport invernali, escursionismo e alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a circa 20 km dall'Aquila in località Campo Imperatore a 2200 sul livello del mare, è situato un importante complesso turistico e sciistico, noto come Campo Imperatore, rifugio in cui il 26 luglio 1943 fu portato Benito Mussolini che vi trascorse 48 giorni di prigionia. Ancora oggi sono a disposizione dei visitatori gli alloggi di prigionia del Duce. In provincia vi sono numerose stazioni sciistiche, fra le quali le più note Campo Felice e Ovindoli, nel Parco naturale regionale Sirente-Velino.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

All'Aquila aveva sede fino al 2012 la formazione ciclistica Acqua & Sapone.[204] Il comprensorio aquilano è stato inoltre più volte tappa del Giro d'Italia:

Edizione Tappa Percorso km Vincitore di tappa
1914 Bari > L'Aquila 428,0 Italia Luigi Lucotti
1924 Foggia > L'Aquila 304,3 Italia Giuseppe Enrici
1935 Porto Civitanova > L'Aquila 171,0 Italia Gino Bartali
1936 Campobasso > L'Aquila 204,5 Italia Gino Bartali
1950 15ª Perugia > L'Aquila 185,0 Italia Giancarlo Astrua
1954 Napoli > L'Aquila 252,0 Svizzera Carlo Clerici
1965 Perugia > L'Aquila 180,0 Italia Guido Carlesi
1971 Pescasseroli > Gran Sasso[205] 198,0 Spagna Vicente López Carril
1985 14ª Frosinone > Gran Sasso[205] 195,0 Italia Franco Chioccioli
1989 Roma > Gran Sasso[205] 179,0 Danimarca John Carlsen
1999 Pescara > Gran Sasso[205] 253,0 Italia Marco Pantani
2005 Celano > L'Aquila 215,0 Italia Danilo Di Luca
2010 11ª Lucera > L'Aquila 262,0 Russia Evgenij Vladimirovič Petrov
2019 Vasto > L'Aquila 185,0 Spagna Pello Bilbao

Pattinaggio[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una grande tradizione nel pattinaggio di velocità, disciplina in cui ha dato i natali a tre campioni del mondo: Corrado Ruggeri (1968), Armando Capannolo (2002) e Gregory Duggento (2006). Principali impianti della città sono il Palazzetto dello sport e il complesso sportivo "Verdeaqua".

Nel settembre del 2004 L'Aquila ha ospitato insieme a Sulmona e Pescara i Campionati Mondiali di Pattinaggio, a cui hanno preso parte 46 rappresentative nazionali.

Equitazione[modifica | modifica wikitesto]

Piergiorgio Bucci, cavaliere vice-campione europeo e due volte campione italiano nella disciplina del salto ostacoli, è aquilano di Paganica e ha iniziato la sua carriera agonistica nel Centro Ippico Saint Just di Paganica e nel Circolo Ippico Aterno dell'Aquila.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Tra le altre società sportive operano in città la CUS Pallamano L'Aquila, attualmente in Serie B, e L'Aquila Basket che milita nel campionato di serie C1.

Sono inoltre presenti dei campi da golf in località Santi di Preturo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Dopo Enna (931 metri) e Potenza (819 metri)
  2. ^ Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio e Sassa
Referenze
  1. ^ a b Filippo Tronca, I REDDITI ABRUZZESI: PRIMA PESCARA, L'AQUILA SECONDA E SEMPRE PIU' RICCA, su Abruzzo Independent, 5 maggio 2016. URL consultato il 27 marzo 2019 (archiviato il 27 marzo 2019).
  2. ^ a b c Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2021.
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  203. ^ Inaugurata la nuova pista dell'Aquila, a Piazza D'Armi - da fidalabruzzo.org Archiviato il 26 novembre 2015 in Internet Archive.
  204. ^ Presentazione della formazione ciclistica Acqua & Sapone Archiviato il 20 ottobre 2012 in Internet Archive.
  205. ^ a b c d Arrivo sul Gran Sasso, nel territorio comunale dell'Aquila

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia sull'Aquila.
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  • Enrico Cavalli, Le origini sociali dello sport e del calcio aquilano, L'Aquila, Biemme, 2011.
  • Domenico Chiodi, Storia del tennis Aquilano 1921/1995, L'Aquila, Gruppo Tipografico Editoriale, 1997;
  • Domenico Chiodi, L'Aquila cinquanta anni di calcio amatoriale, L'Aquila, Gruppo Tipografico Editoriale, 1995;
  • Domenico Chiodi, Storia del calcio Aquilano, L'Aquila, Gruppo Tipografico Editoriale, 1992;
  • Domenico Chiodi, Le 170 chiese di L'Aquila dal Duecento al Novecento, L'Aquila, Editrice Futura, 1988;
  • Alessandro Clementi, Storia dell'Aquila. Dalle origini alla prima guerra mondiale, Roma-Bari, Laterza, 1998, ISBN 88-420-5453-4;
  • Alessandro Clementi, L'università dell'Aquila dal placet di Ferrante I d'Aragona alla statizzazione. 1458-1982, Roma-Bari, Laterza, 1992, ISBN 88-420-3997-7;
  • Alessandro Clementi, Elio Piroddi, L'Aquila, Roma-Bari, Laterza, 1988, ISBN 88-420-2799-5;
  • Alessandro Clementi, L'arte della lana in una città del Regno di Napoli (sec. XIV-XVI), L'Aquila, Japadre, 1979, ISBN 88-7006-078-0;
  • Luigi Mammarella, L'Abruzzo ballerino. Cronologia dei terremoti in Abruzzo dall'epoca romana al 1915, L'Aquila, Adelmo Polla Editore, 1990;

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