Castelnuovo (San Pio delle Camere)

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Castelnuovo
frazione
Castelnuovo – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
ComuneSan Pio delle Camere-Stemma.png San Pio delle Camere
Territorio
Coordinate42°17′41″N 13°37′44″E / 42.294722°N 13.628889°E42.294722; 13.628889 (Castelnuovo)Coordinate: 42°17′41″N 13°37′44″E / 42.294722°N 13.628889°E42.294722; 13.628889 (Castelnuovo)
Altitudine850 m s.l.m.
Abitanti228[2]
Altre informazioni
Cod. postale67020
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Nome abitanticastelnovesi
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno (natività) e 29 agosto (decollazione)[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelnuovo
Castelnuovo

Castelnuovo è una località abruzzese dell'altopiano di Navelli, unica frazione del comune italiano di San Pio delle Camere (AQ), dal cui centro abitato dista circa 3 km.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

     Castelnuovo

     San Pio delle Camere

     Peltuinum


                     SS17                      Via Claudia Nova/Tratturo Magno

Il paese è situato nella parte centro-settentrionale dell'altopiano di Navelli ed è costruito su una collina argillosa caratterizzata da molte grottoni sotterranei sia artificiali che naturali (in dialetto castelnovese vertùnë);[3] la sua posizione risulta quindi sopraelevata rispetto alla piana stessa e agli altri centri della zona.[4]

Nell'antichità era in posizione strategica perché situato sulla via Claudia Nova e, in seguito, sul Tratturo Magno che collegava le città di L'Aquila e Foggia.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castelnuovo è attestato per la prima volta nel 1173 come feudo del territorio valvense ceduto dal signore di Pettorano a un certo Gualtiero di Attenolfo: nel suo territorio ricadevano anche i centri di Stefanescu, Riga e Torre di Peltuinum.[6] Il borgo fortificato nella parte superiore del paese risale infatti al XII secolo, mentre il centro abitato sottostante è stato costruito a partire dal secolo successivo;[7] l'edificazione del borgo avvenne attraverso la spoliazione della vicina città romana di Peltuinum,[8] i cui materiali furono utilizzati anche in altri centri medievali limitrofi.[9] Nel 1254 partecipò forse alla fondazione della città dell'Aquila (lo storico Anton Ludovico Antinori lo identifica con il castello denominato "Torre di Maiardone") e nel 1423 si arrese all'esercito di Braccio da Montone, che durante la guerra dell'Aquila stava conquistando tutti i castelli della zona.[10] Nel XVI secolo Castelnuovo fu feudo prima di Michele di Betrion, poi dei Carafa e, infine, dei Caracciolo di Marano.[11]

Tabella dei terremoti[12]
Anno Intensità (scala Mercalli)
1456 VIII
1461 IX-X
1703 X
1762 IX
1915 VIII
1950 VI
2009 IX-X

Dal XV secolo inizia la lunga serie di eventi sismici che causarono notevoli danni all'abitato: il terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1456, il terremoto dell'Aquila del 1461 (a seguito del quale morirono 28 persone) e quello del 1703, il terremoto della valle dell'Aterno del 1762, il terremoto della Marsica del 1915, il terremoto del Gran Sasso del 1950-1952 e infine quello dell'Aquila del 2009 (nel quale sono morte 5 persone); è stato ricostruito come in quattro di questi eventi (1461, 1703, 1762 e 2009) il borgo abbia subito una distruzione pari o maggiore al IX grado della scala Mercalli, cioè la quasi completa distruzione dell'abitato.[13] Nonostante ciò, però, non è mai avvenuto un fenomeno di dislocamento del centro e anzi è stato sempre ricostruito; dopo il terremoto del 1703, in particolare, venne riempito il fossato del castello e furono aperte nuove vie nei bastioni medievali, ma il riutilizzo dei materiali di crollo nella ricostruzione ha causato un deterioramento della resistenza sismica degli edifici.[14] Al 2019, dopo dieci anni dal sisma del 2009, il centro storico del paese risultava ancora in macerie senza interventi di ricostruzione.[15]

Nel contesto della leggi eversive della feudalità e della riorganizzazione amministrativa del regno di Napoli sotto il dominio napoleonico, nel 1806 Castelnuovo ricadde come comune autonomo nel circondario di Barisciano, a sua volta facente parte del distretto di Aquila; nel 1811 tutti i comuni del circondario furono riuniti a quello centrale, mentre nel 1829 San Pio delle Camere e Castelnuovo si separarono, formando comune autonomo con sede nel borgo di San Pio.[16]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vista del borgo fortificato e, sullo sfondo, della chiesa parrocchiale, come danneggiate dal terremoto dell'Aquila del 2009 (2020).

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale

La chiesa è il monumento religioso principale del borgo, situata nella parte più elevata del paese, di fianco alla zona fortificata; la parrocchia è intitolata ai Santi Stefano e Silvestro,[17] ma l'edificio è anche citato con l'attribuzione a San Giovanni Battista, patrono del paese.[18]

La costruzione della chiesa risale al XIII secolo circa, ma l'impianto attuale è stato creato con il rifacimento successivo al terremoto del 1703 in stile barocco;[19] restaurata a seguito di lievi danni riportati con il terremoto di Umbria e Marche del 1997, con il sisma del 2009 è collassata, lasciando intatte solo parti delle pareti perimetrali, mezzo campanile e l'abside.[20]

La chiesa era a pianta rettangolare a due livelli, con suddivisione marcapiano, e a navata unica con copertura con volte a botte lunettata; la facciata semplice, con una finestra centrale circolare e un portale con cornice rinascimentale. Il campanile è l'unico elemento medievale, costruito in pietra, con tre settori e due ordini di archi.[21]

Chiesa di Santo Stefano

La chiesa è situata fuori dal borgo, lungo la strada statale 17 in direzione sud rispetto all'abitato; l'edificio è stato danneggiato dal terremoto del 2009.

La costruzione risale al XIII secolo, presenta una pianta a croce latina ed è stata realizzata attraverso i materiali di spoglio della città di Peltuinum; la facciata è in muratura con pietra a vista, con portale centrale sovrastato da un'apertura circolare, con imbotto in pietra e conci a spicchio di diverse cromie, e da un campanile centrale a vela. L'interno è invece risalente al XV secolo e presenta una serie di affreschi rinascimentali di scuola locale tra cui una Madonna col Bambino, un San Silvestro e scene della vita di Cristo.[22][23]

Chiesa della Madonna della Neve (o Madonna della Cona)

La chiesa si trova fuori dal centro abitato, lungo la strada che conduce a Carapelle Calvisio; edificata tra il XIII e il XIV secolo, presenta una navata unica e un affresco rappresentante la Madonna col Bambino.[24]

Facciata di palazzo Sidoni, danneggiato a seguito del terremoto del 2009, visto dalla piazza antistante (2020).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Sidoni

Il palazzo Sidoni è un edificio della parte del paese sviluppatasi sui fianchi della collina dal periodo medievale e risalente alla metà dell'Ottocento; la pianta dell'edificio è quadrangolare e la facciata simmetrica, con l'apertura principale ad arco a tutto sesto in posizione centrale sovrastata da un balcone, e caratterizzata da elementi decorativi a bugnato.[25]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Borgo fortificato

Il borgo fortificato di Castelnuovo è la parte più antica ed elevata del paese: presenta una caratteristica forma a castello a pianta quadrata con un'urbanistica in stile romano (strade ortogonali sviluppate intorno a due arterie principali centrali).[26] Questo tipo di impiantistica è unico nell'ambito geografico dell'Abruzzo aquilano e solamente la città dell'Aquila stessa (costruita nel XIII secolo) presenta un'organizzazione planimetrica simile; inoltre, per la costruzione del borgo, furono riutilizzati materiali proveniente dalla vicina città romana di Peltuinum.[27]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Festa della natività di San Giovanni Battista

La sera della vigilia del 24 giugno, data della natività del Santo patrono del paese, davanti a ogni abitazione viene acceso un piccolo fuoco, ognuno dei quali viene saltato tre volte. Il giorno successivo, dopo la cerimonia purificatrice del salto del fuoco, viene celebrata la festa patronale.[1]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Castelnuovo, come tutto il comune di San Pio delle Camere, rientra all'interno dell'area di coltivazione dello zafferano dell'Aquila, prodotto di denominazione di origine protetta.[28]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Castelnuovo sorge lungo la strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico, attraverso cui è collegato, tra l'altro, al capoluogo comunale di San Pio delle Camere, al capoluogo provinciale e regionale (L'Aquila) e alla rete autostradale, in particolare alla autostrada A24 a nord e alla autostrada A25 a sud; né il comune di San Pio delle Camere né quelli confinanti sono invece serviti da alcuna stazione ferroviaria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La devozione dei Castelnovesi per il patrono San Giovanni Battista, su comunesanpiodellecamere.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  2. ^ San Pio delle Camere, Castelnuovo, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 4 maggio 2020.
  3. ^ Castelnuovo, distrutto dal terremoto e dimenticato, su 6aprile.it. URL consultato il 16 maggio 2020.
  4. ^ Forlani 2009, pp. 9-10.
  5. ^ Forlani 2009, p. 9.
  6. ^ Di Pietro, Annibali 1990, pp. 19-20.
  7. ^ Uggeri Patitucci 2007, p. 222.
  8. ^ Breschi 2011, p. 20.
  9. ^ Storia del Comune, su comune.pratadansidonia.aq.it. URL consultato il 10 settembre 2020.
  10. ^ De Matteis 1996, p. 36.
  11. ^ Di Pietro, Annibali 1990, p. 20.
  12. ^ Galadini, Varagnoli 2015, p. 28.
  13. ^ Galadini, Varagnoli 2015, pp. 28-29.
  14. ^ Di Pietro, Annibali 1990, pp. 24-25; Galadini, Varagnoli 2015, p. 29.
  15. ^ Terremoto L'Aquila, dieci anni di beffe, su espresso.repubblica.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  16. ^ Geostoria amministrativa dell'Abruzzo, su asciatopo.xoom.it. URL consultato il 5 maggio 2020.
  17. ^ SS. Stefano e Silvesto in Castelnuovo, su chiesadilaquila.it. URL consultato il 16 maggio 2020.
  18. ^ Castelnuovo nove anni dopo, il terzo paesaggio della non ricostruzione, su abruzzoweb.it. URL consultato il 16 maggio 2020.
  19. ^ Mazzolani 2010, p. 248.
  20. ^ Una nuova chiesa per Castelnuovo, su ilcentro.it. URL consultato il 16 maggio 2020.
  21. ^ Chiesa dei Santi Stefano e Silvestro (Castelnuovo, San Pio delle Camere), su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 16 maggio 2020.
  22. ^ La Chiesa di Santo Stefano, su comunesanpiodellecamere.it. URL consultato il 7 maggio 2020.
  23. ^ Chiesa di Santo Stefano (Castelnuovo, San Pio delle Camere), su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 7 maggio 2020.
  24. ^ San Pio delle Camere, cenni storici e turistici, su abruzzo24ore.tv. URL consultato il 24 agosto 2020.
  25. ^ Mazzolani 2010, p. 429.
  26. ^ Mazzolani 2010, p. 428.
  27. ^ Di Pietro, Annibali 1990, pp. 17-18.
  28. ^ Zafferano dell'Aquila - Aree di produzione, su zafferanodop.it. URL consultato il 1º settembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Breschi, Ricostruire dopo il terremoto, Volume 1, Alinea Editrice, 2011, ISBN 9788860556158.
  • Carlo De Matteis (a cura di), La Guerra dell'Aquila, cantare anonimo del XV secolo, Textus, 1996, ISBN non esistente.
  • Piero Di Piero, Sandro Annibali, Il Borgo fortificato di Castelnuovo, L'Aquila, Litografia Gran Sasso, 1990, ISBN non esistente.
  • Maria Cristina Forlani (a cura di), L'Università per il terremoto. Castelnuovo e l'altopiano di Navelli, Alinea Editrice, 2009, ISBN 9788860554444.
  • Fabrizio Galadini, Claudio Varagnoli (a cura di), Marsica 1915 - L’Aquila 2009: Un secolo di ricostruzioni, Gangemi Editore, 2015, ISBN 9788849291841.
  • Federico M. Mazzolani (a cura di), Urban Habitat Constructions Under Catastrophic Events: Proceedings of the COST C26 Action Final Conference, CRC Press, 2010, ISBN 9780203833636.
  • Stella Uggeri Patitucci (a cura di), Archeologia del paesaggio medievale, All’Insegna del Giglio, 2007, ISBN 9788878143722.

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