Arischia

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Arischia
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Comune Coat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila
Territorio
Coordinate 42°25′07″N 13°20′32″E / 42.418611°N 13.342222°E42.418611; 13.342222 (Arischia)Coordinate: 42°25′07″N 13°20′32″E / 42.418611°N 13.342222°E42.418611; 13.342222 (Arischia)
Altitudine 860 m s.l.m.
Abitanti 1 299 (31/12/2009)
Altre informazioni
Cod. postale 67011
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Cod. catastale A406
Nome abitanti Arischiesi
Patrono san Benedetto 21 marzo
Giorno festivo 21 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arischia
Arischia

Arischia è una frazione del comune di L'Aquila. Dista 14 km a nord-ovest del capoluogo ed ha un'altitudine di 860 metri s.l.m.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini di Arischia sono tuttora molto incerte, tuttavia reperti archeologici ne testimoniano l'esistenza già in epoca romana.

Epoca medievale: la guerra dell'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Probabilmente la località nota nel medioevo con il nome di Ariscla nel XII secolo doveva essere situata più a nord a circa 2 km di distanza dall'attuale abitato, nei pressi della fortificazione esistente in periodo normanno a controllo del valico presso l'attuale passo delle Capannelle lungo il percorso che collegava la conca aquilana con il versante teramano[1], distrutta la quale venne successivamente ricostruita nel sito attuale.
Dopo la dissoluzione del contado aquilano di cui fece parte dal XIII al XVI secolo, passò come baronia ad alcune famiglie tra cui i Porcinari e gli Alfieri-Ossorio.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra dell'Aquila.

Epoca moderna: il decreto del 1927 e il 1947[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grande Aquila.

È stato uno dei borghi che contribuirono alla fondazione della città dell'Aquila e fino al 1927 è stato comune a sé stante.

Trattasi del Regio Decreto-legge del 29 luglio 1927 (anno V epoca fascista) numero 1564 che prevede la soppressione e l'annessione al comune di Aquila degli Abruzzi dei comuni di Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, nonché la frazione di San Vittorino del comune di Pizzoli. Nel 1947 Lucoli dopo essere stato per 20 anni una frazione dell'Aquila fu il solo a riuscire a ritornare comune autonomo a differenza degli altri 7 comuni soppressi.

Secondo alcuni studi sarebbe stato originario del luogo lo scultore Silvestro de Ariscola vissuto nel secolo XV che lavorò al sepolcro di Maria Pereira moglie di Pietro Lalle Camponeschi nella basilica di San Bernardino.

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno la seconda domenica di ottobre si tiene la tradizionale "Fiera di ottobre" con il palio dei rioni "Renzo Martellucci" giunto alla 22ª edizione.

Cultura e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

È sede del “Museo del Legno” presso il centro visite del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

È attraversata dalla strada turistica denominata Strada maestra del Parco che sale al Passo delle Capannelle ed è una meta turistica estiva.

Terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Arischia è uno borghi aquilani devastati dal terremoto del 6 aprile 2009. Nonostante non ci siano state vittime dovute a crolli di abitazione il borgo è stato in parte distrutto dal sisma. Numerose abitazioni nelle zone Fossato e Colle sono state abbattute in seguito ai danni strutturali riportati. La chiesa parrocchiale è profondamente danneggiata, la scuola elementare Ten. Crescenzo Taranta inaugurata nel 1958 è stata abbattuta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Benedetto[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa del XIII secolo è stata ristrutturata in forma rinascimentale all'interno con tre navate. La facciata è stata ricostruita in forme fedeli dopo il crollo del 2009; è tripartita in stile medievale, con tre rosoni e il centrale con orologio incastonato. Anche i portali sono tre, con relative lunette. L'interno è decorato da stucchi e tele del Seicento.

Fontanile medievale[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte dei resti delle mura che circondano il borgo. La fontana medievale si compone di tre arcate principali e altre secondarie, mentre la facciata è in stile rinascimentale con iscrizione latina e stemma della città Aquila.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfonso Forgione, I castelli di Ocre, Ariscola e San Vittorino (L’Aquila)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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