La roccia incantata

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La roccia incantata
La roccia incantata (1949).png
Titoli di testa del film
Paese di produzioneItalia
Anno1949
Durata81 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, sentimentale
RegiaGiulio Morelli
SoggettoGiulio Morelli
SceneggiaturaGiulio Morelli, Cesare Zavattini, Raffaele Saitto, Vinicio Marinucci
ProduttoreSilvio Federici
Casa di produzioneRoio Film
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaVincenzo Seratrice
MusicheRaffaele Gervasio
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La roccia incantata è un film del 1949, diretto da Giulio Morelli, con protagonisti Dina Sassoli e Mirko Ellis.

Girato ed ambientato tra Roma e l'Abruzzo (tra L'Aquila, Assergi e Campo Imperatore) la pellicola rientra nel filone melodrammatico-sentimentale, popolarmente detto strappalacrime, ed in seguito ribattezzato dalla critica neorealismo d'appendice, molto in voga tra il pubblico italiano negli anni del secondo dopoguerra (1945-1955).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è raccontata per flashback da un'ormai demente Lucia, ricoverata nel manicomio di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, distrutta dall'amore per Aldo.

La pastorella Lucia di Assergi vive in un rifugio alpino sul Gran Sasso d'Italia, e conosce il giovane romano Aldo, futuro architetto, che per una distorsione alla caviglia durante un'escursione in montagna, deve trascorrere qualche giorno nel rifugio per rimettersi. Presto i due si innamorano, e Aldo promette a Lucia di sposarla quando ritornerà da Roma per sbrigare questioni di lavoro. Lucia scopre di essere incinta di Aldo e lo raggiunge nella capitale, ma costui è cambiato e tenta di convincerla ad abortire perché le sue decisioni non sono più quelle di prima. Lucia è disperata, non ha un soldo, e deve guadagnarsi da vivere a Roma, lavorando come domestica, finché in un asilo di orfani da alla luce il bambino. Dopo alcuni anni riottiene a Campo Imperatore il posto di custode del rifugio e torna in Abruzzo assieme al figlio, ma qui il bambino muore per un male. Tornata sola sul Gran Sasso, Lucia ritrova Aldo in una delle sue passeggiate di montagna, e lo rincorre minacciandolo col fucile, ma Aldo mette un piede in fallo e precipita in un crepaccio, morendo. Così Lucia impazzisce, venendo ricoverata nel sanatorio.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato a Roma, ma principalmente tra L'Aquila, la frazione Assergi e le vette del Gran Sasso d'Italia, e presso la seggiovia di Campo Imperatore. Sono infatti riconoscibili i luoghi del centro storico aquilano, come il corso Vittorio Emanuele, la Piazza Duomo, la scalinata della basilica di San Bernardino, Piazza Santa Maria Paganica e il piazzale della basilica di Santa Maria di Collemaggio, con l'annesso ospedale psichiatrico, dove avvengono alcuni flashback della protagonista Lucia. Ad Assergi invece è riconoscibile il centro storico, con la torre d'ingresso, e la chiesa madre di Santa Maria Assunta, con la fontana del piazzale dove sono girate alcune scene, e infine il santuario della Madonna d'Appari posto tra Paganica e il paese.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito da una piccola società di distributori indipendenti, il film è stato trasmesso alcune volte in televisione sulle reti della Rai, ma non è mai stato pubblicato né in VHS né in DVD.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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