Inter sanctorum solemnia

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Inter sanctorum solemnia, documento originale conservato all'Aquila
Inter sanctorum solemnia
Bolla pontificia
Stemma di Papa Celestino V
Pontefice Papa Celestino V
Data 1294
Argomenti trattati Indulgenza plenaria

La Inter sanctorum solemnia nota anche come Bolla del perdono è una Bolla pontificia emessa da Papa Celestino V il 29 settembre del 1294, a meno di un mese dalla sua elezione a Sommo Pontefice. La bolla elargisce l'indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si recheranno nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio della città dell'Aquila dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29.

Da 723 anni nella città dell'Aquila si celebra quindi questo antico rito religioso chiamato Perdonanza; l'evento può essere considerato precursore del Giubileo istituito nel 1300 da Papa Bonifacio VIII. La tradizione popolare vuole che per lucrare l'indulgenza si debba attraversare una porta specifica detta Porta Santa, ed aperta solo in occasione della Perdonanza. Nella bolla comunque si cita solo l'entrare nella chiesa ed è da ricordare che tale porta è di epoca postuma.

Il documento è conservato presso la Torre civica di Palazzo Margherita in L'Aquila, sede del municipio cittadino, posto in un'apposita cappella blindata da cui viene estratto per le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana[1]. Solo nel 2009, in seguito al terremoto del 6 aprile, è stata spostata altrove per motivi di sicurezza. Nel 2015 l'originale è stato inoltre eccezionalmente esposto per sei mesi nella mostra Il Tesoro d'Italia ad Expo Milano 2015.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Ecco la traduzione[2][3] del testo originale in latino:

« Celestino vescovo, servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che vedranno la presente lettera, salute e apostolica benedizione.

Tra le solennità dei Santi, è da annoverare, tra le più importanti, quella di San Giovanni Battista, in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiaia, tuttavia fu fertile di virtù e fonte eloquente di sacri doni, voce degli Apostoli avendo concluso il ciclo dei profeti, annunziò la presenza di Cristo, lucerna del mondo offuscato, sulla terra ricoperta dalle tenebre dell'ignoranza, mediante l'annuncio del verbo e mediante miracolose indicazioni, onde per cui segui il suo glorioso martirio misteriosamente ordinato dall'arbitrio di una donna impudica. Noi che nel giorno della decollazione dello stesso Santo, nella chiesa aquilana di S. Maria di Collemaggio, dell'Ordine di San Benedetto, ricevemmo l'insegna del diadema posta sul nostro capo, desideriamo che sia onorato con più venerazione mediante inni, canti e devote suppliche dei fedeli. Affinché, adunque, in detta chiesa, la festività della decollazione di S. Giovanni sia esaltata con particolari onoranze e tanto più devotamente e tanto più ferventemente sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, quanto più in tale chiesa la supplice preghiera di coloro che cercano il Signore troverà le gemme risplendenti dei doni spirituali della Chiesa, che gioveranno nei tabernacoli eterni, per la misericordia di Dio onnipotente e confidando nell'autorità dei suoi beati apostoli SS Pietro e Paolo, annualmente assolviamo dalla colpa e dalla pena, che meritano per tutti i loro peccati, commessi fin dal battesimo, tutti coloro che veramente pentiti e confessati saranno entrati nella predetta Chiesa dai vespri della vigilia della festività di S. Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività.

Dato in L'Aquila, il 29 settembre nell'anno primo del nostro pontificato »

(Papa Celestino V; 29 settembre 1294)

L'autenticità del documento è stata confermata nel 1967 da Papa Paolo VI[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b La Bolla del Perdono, perdonanza-celestiniana.it. URL consultato l'8 marzo 2011.
  2. ^ Alessandro Clementi, La Bolla del Perdono: testo e traduzione, perdonanza-celestiniana.it. URL consultato l'8 marzo 2011.
  3. ^ Walter Capezzali, La Perdonanza Celestiniana, aq-net.it. URL consultato l'8 marzo 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]