Roberto Matta

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Roberto Matta nel 1960
Premio Premio Imperiale 1995

Roberto Sebastián Antonio Matta Echaurren (Santiago del Cile, 11 novembre 1911Civitavecchia, 23 novembre 2002) è stato un architetto e pittore cileno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Matta nacque a Santiago del Cile l'11 novembre del 1911 da una famiglia di origini spagnole, basche e francesi[1]. Dopo gli studi in architettura, nel 1934 si trasferisce a Parigi, dove lavora con Le Corbusier ed entra in contatto con intellettuali come Rafael Alberti e Federico García Lorca. Conosce André Breton e Salvador Dalí e aderisce al surrealismo, elaborando una pittura incentrata su morfologie psicologiche. Di lui nel 1944 Breton scrive: «Matta è colui che maggiormente tien fede alla propria stella, che è forse sulla strada migliore per arrivare al segreto supremo: il controllo del fuoco».[2] È costantemente in movimento, dalla Scandinavia, dove conosce Alvar Aalto, a Londra, dove incontra Henry Moore, Roland Penrose e René Magritte. A Venezia conosce De Chirico.[3]

Roberto Matta, There Figures, 1958c, Centro M.T. Abraham per le arti visuali.

All'inizio della Seconda guerra mondiale fugge a New York assieme a molti altri artisti d'avanguardia. Qui esercita una decisiva influenza su alcuni giovani artisti come Jackson Pollock e Arshile Gorky. Viene allontanato dal gruppo surrealista (in cui però fu successivamente riammesso), accusato di aver indirettamente provocato il suicidio di Gorky a causa della sua relazione con la moglie del pittore armeno. Trasferitosi a Roma nel 1949 diventerà un importante punto di raccordo tra l'espressionismo astratto e il nascente astrattismo italiano. Lasciata Roma nel 1954, si trasferisce a Parigi, mantenendo uno stretto legame con l'Italia. Dagli anni sessanta elegge Tarquinia come sua residenza parallela, stabilendosi in un ex convento dei frati Passionisti.

Tra il 1973 e il 1976 progetta e costruisce, con il pittore e scultore Bruno Elisei, l'Autoapocalipse, una casa edificata riciclando vecchie automobili, come provocazione contro il consumismo. I primi due moduli vengono esposti per la prima volta a Tarquinia (Chiesa di S. Maria in Castello) ed a Napoli (Campi Flegrei), poi ultimata (tre moduli) viene esposta a Bologna (Galleria d'arte moderna), Terni (piazza del Comune), La Spezia (centro Allende), Firenze (rampe di San Niccolò-Forte Belvedere).[4] Nel 1985 il Centre Georges Pompidou di Parigi gli dedica una grande retrospettiva, e nello stesso anno Chris Marker gli dedica un documentario, Matta '85.

Nei primi anni novanta Matta progetta una serie di cinque obelischi-totem-antenne, alti 10 metri e realizzati in metallo, che chiamò Cosmo-Now[5], con l'intento di essere installati in ciascuno dei continenti quale simbolo di concordia e di pace planetaria; la locazione scelta per l'Europa era la località italiana di Gubbio, legata a Francesco d'Assisi. Le sue opere sono esposte nei più importanti musei del mondo (Londra, New York, Venezia, Chicago, Roma, Washington, Parigi, Tokyo).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È il padre dei gemelli Gordon Matta-Clark, 19431978, Batan Matta-Clark 1943-1976, di Pablo Echaurren, nato nel 1951, di Federica Matta, nata nel 1956 di Ramuntcho Matta, nato nel 1960 e di Alisée Matta, nata nel 1970.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze cilene[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Educativo e Culturale Gabriela Mistral - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine al Merito Educativo e Culturale Gabriela Mistral
«Per il suo eccezionale contributo alle arti riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale.»
— 1997

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Premio Principe delle Asturie per l'arte (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per l'arte (Spagna)
— 1992

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Roberto Matta
  2. ^ Da Maurizio Fagiolo Dell'Arco (a cura di). La creation d'un mythe collectif. Surrealismo, omaggio a André Breton. Agenzia d'Arte Moderna, Roma 1976.
  3. ^ Sempre in vena di scherzare, presentato da un amico gli andò incontro e chiese "De Chirico? Quello vero o quello falso?".
  4. ^ Renato Nicolai. L'Autoapocalipse. Editori Riuniti, Roma, 1980.
  5. ^ R. Sebastián Matta Echaurren, Cosmo now. Il verbo dei continenti, RAI-ERI, 1993. ISBN 8839707719

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arrigo Cipriani, Prigioniero di una stanza a Venezia, 4ª ed., Milano, Feltrinelli, 2012, ISBN 978-88-07-49089-7.
  • Monografia mostra 1963, Matta: peintures, dessins, 15 novembre, 7 décembre 1963, Galerie Iolas, Genève, Galerie Edwin Engelberts, edizioni Genève: Galerie Iolas.[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La terza traccia dell'album Apollo: Atmospheres and Soundtracks di Brian Eno è ispirata all'opera dell'artista cileno. Si tratta di un brano strumentale intitolato semplicemente Matta.
  • Il Museo Berardo di Lisbona accoglie il visitatore, proprio dopo l'ingresso, con un enorme olio su tela di Matta (Whatchman, What of the Night?), 1968, mt. 3 x mt. 10.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN17231698 · ISNI: (EN0000 0001 0822 9692 · SBN: IT\ICCU\CFIV\028965 · LCCN: (ENn50006533 · GND: (DE11857888X · BNF: (FRcb119395121 (data) · ULAN: (EN500057123