Arrigo Serpieri

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sen. Arrigo Serpieri
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Arrigo Serpieri
Luogo nascita Bologna
Data nascita 15 giugno 1877
Luogo morte Firenze
Data morte 29 gennaio 1960
Titolo di studio laurea in Scienze Agrarie
Professione Docente universitario
Legislatura XXX
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione dell'educazione nazionale e della cultura popolare
  • Membro della Commissione dell'agricoltura
  • Vicepresidente della Commissione dell'agricoltura
Arrigo Serpieri
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Professione docente universitario
Partito Partito Nazionale Fascista
Legislatura XXVII, XXVIII, XXIX

Arrigo Serpieri (Bologna, 15 giugno 1877Firenze, 29 gennaio 1960) è stato un economista, politico e agronomo italiano. Esperto di economia agraria, è stato sottosegretario del ministero dell'Agricoltura durante il ventennio fascista.

È stato, inoltre, Presidente dell'Accademia dei Georgofili (1926-1944), Senatore dal 1939, Rettore dell'Università di Firenze dal 1937 al 1942.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Bologna il 15 giugno 1877, condusse studi classici e frequentò la Scuola Superiore di Agricoltura di Milano dove si laureò nel 1900 con una tesi sulla mezzadria. Sin dalla gioventù frequentò l'azienda dello zio a San Giorgio di Piano, che era ritenuta all'avanguardia per l'epoca. Inizialmente entrò nel corpo docente della scuola milanese come docente di estimo, ma presto, nel 1906 si trasferì a Perugia dopo aver vinto tramite concorso una cattedra presso la Scuola Superiore di Agricoltura di Perugia.

Insegnò qui solo un anno, tornando a Milano l'anno seguente quando ottenne la cattedra titolare nella sua scuola d'origine. Tra i lavori in cui si evince l'orma di Serpieri vi è la legge Luzzatti del 2 giugno 1910, che favorì la selvicoltura svincolandola dal mero intervento di riassesto idrogeologico.

Nel 1911 sotto il ministro dell'Agricoltura Raineri cominciò la sua collaborazione con le istituzioni, scrivendo la Legge Forestale e dirigendo, l'anno successivo, essendo ministro Nitti, il neonato Istituto Nazionale Forestale di Firenze. Lì riprese ad insegnare economia ed estimo. L'IFF era l'unico centro di ricerca postuniversitario in ambito forestale; sotto la guida di Serpieri produsse testi fondamentali del settore.

Serpieri spinse a separare lo studio dei problemi di forestazione con lo studio dei problemi delle aree montane. In seguito l'IFF divenne Istituto Superiore Agrario e Forestale, e poi Facoltà Agraria e Forestale. Nella Prima guerra mondiale si arruolò volontario nel Genio militare, come sottotenente, ma venne presto assegnato alla gestione dei servizi forestali e all'approvvigionamento, dove ottenne il grado di capitano per meriti di guerra e ricevette una croce di ferro.

Il periodo fascista[modifica | modifica wikitesto]

Di idee riformiste, si iscrisse al Partito Nazionale Fascista dal luglio 1923. Dal 1919 al 1935 gli fu attribuita la presidenza del Segretariato per la Montagna. A partire dal 1º agosto 1923 fu sottosegretario di Stato per l'Economia nazionale, nel primo governo Mussolini dove rimase fino al luglio 1924. Il suo apporto al T.U.Sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi e il Regio decreto-legge n. 3267 del 30 dicembre 1923, rettificò ulteriormente la Legge Forestale, e rimase attuale fino alla revisione attuata nel 1952 (legge del 25 luglio 1952, n. 991, comunemente nota come "1ª legge sulla montagna") ad opera di Amintore Fanfani che trasferì la competenza del patrimonio forestale dallo Stato alle Regioni.

Serpieri si operò per spingere lo Stato ad intervenire nel finanziamento del credito agrario, in modo da favorire gli investimenti e la contrazione di mutui per lo sviluppo delle imprese. Tentò di combattere il latifondo con l'omonimo decreto n. 753 del 18 maggio 1924, minacciando l'esproprio ai latifondisti che non avessero trasformato le loro fattorie in moderne aziende. Riformò l'organizzazione degli Istituti agrari, trasferendone le competenze al ministero dell'Economia (prima erano divisi tra Economia, Istruzione e Agricoltura) e creando anche gli Istituti tecnici agrari per la formazione di personale con qualifiche intermedie.

Nel 1924 fu eletto deputato alla Camera in Emilia nel Listone fascista[1]. Era un sostenitore della piccola proprietà agraria, della competitività, e riteneva che il futuro non sarebbe stato nel latifondo ma nelle imprese indipendenti. Però nel 1927 "nel rispetto del ruolo dell'iniziativa privata affermò la subordinazione del diritto di proprietà ai più complessivi interessi produttivistici sociali e territoriali della Nazione"[2].

Serpieri ebbe il grande merito di iniziare il processo di distinzione tra l'economia aziendale e la tecnica agraria, sino ad ora trattati parallelamente nei testi di agricoltura in modo approssimativo. Fu a tutti gli effetti il fondatore dell'economia agraria, e fu uno dei principali fautori delle opere di bonifica compiute durante il ventennio. Fu considerato il padre del concetto di bonifica integrale e presiedette la commissione organizzatrice della 1ª Mostra nazionale delle Bonifiche che nel 1932 il regime organizzò in celebrazione del decennale della marcia su Roma. Rieletto nel 1929 alla Camera, da quell'anno al 1935 fu sottosegretario nel Ministero dell'Agricoltura e foreste, con delega alla Bonifica integrale[3], dove varò il Testo unico sulla bonifica integrale (Legge n. 215 del 13 febbraio 1933), dove definì il tipo di intervento statale nelle opere di bonifica e dove spinse in favore degli interventi necessari sulle aree montane; stabilì inoltre diverse forme di finanziamento, tra cui anche alcune a fondo perduto, e definì un piano integrato di costruzione di opere edili e di servizi necessari allo sviluppo del paese. La legge andava a colpire gli interessi di numerosi ricchi proprietari terrieri, influenti in politica, che portarono all'emarginazione di Serpieri all'interno delle gerarchie del governo.[senza fonte] Nel 1934 tornò ancora alla Camera del Regno [4].

Serpieri può essere definito uno dei padri della bonifica del Tavoliere delle Puglie e dell'Agro pontino. Lasciato il governo nel 1935, anche per l'ostilità della destra agraria del partito, nel 1937 divenne rettore dell'università di Firenze e nel 1939 fu nominato dal re Senatore del Regno nella XXX Legislatura, dove fu vicepresidente della commissione Agricoltura[5]. Nel 1939 fuanche insignito del Premio Mussolini dell'Accademia d'Italia.

Fedele a Mussolini, dopo l'armistizio di Cassibile aderì alla Repubblica Sociale Italiana[6];

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra fu dichiarato decaduto dal Senato ed epurato dall'università. Ebbe un ruolo politico secondario, con cui combatté aspramente le politiche agricole del Mercato Europeo Comune (MEC). Continuò i suoi studi e l'insegnamento a partire dal 1947 quando fu reintegrato, fino al 1952[7].

Nel 1954 vinse il premio Marzotto per la sezione Agraria e alimentazione. Morì a Firenze, città che amava, il 30 gennaio 1960.

Biblioteca personale[modifica | modifica wikitesto]

I libri, gli estratti da riviste, i fascicoli di periodici, gli opuscoli che costituirono materiale di studio e di lavoro di Arrigo Serpieri durante gli anni trascorsi all'Istituto Nazionale Forestale di Firenze sono conservati presso la sede di Agraria della Biblioteca di Scienze Tecnologiche, Università degli Studi di Firenze.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Studio sul vigneto specializzato nel basso Bolognese; 1901.
  • Il contratto agrario e le condizioni dei contadini nell'alto Milanese; 1910.
  • Le proposte di modificazione alla legge forestale; 1911.
  • La guerra e la crisi del legname in Italia; con G. Segale; 1916.
  • Il legno greggio; con G. Segale; 1917.
  • Programma di indagine economico-agraria; con V. Peglion; 1918.
  • Il metodo di stima dei beni fondiari; 1917
  • Per l'approvvigionamento del legname nel dopoguerra; 1919.
  • Le montagne, i boschi, i pascoli; 1920.
  • Studi sui contratti agrari; 1920.
  • Le agitazioni dei contadini nell'Italia settentrionale e centrale e la riforma dei patti agrari; 1920.
  • Per un'organica illustrazione della montagna italiana - Esperimenti di statistica forestale; 1921.
  • La politica agraria del governo nazionale; 1924.
  • La politica agraria in Italia ed i recenti provvedimenti legislativi; 1925.
  • Guida a ricerche di economia agraria; 1929.
  • Problemi della terra nell'economia corporativa; 1929.
  • La bonifica integrale; 1930.
  • La guerra e le classi rurali italiane; 1930.
  • Fra politica ed economia rurale; 1934.
  • La bonifica delle terre; 1937.
  • La riforma agraria in Italia; 1946.
  • Istituzioni di economia agraria, 1947
  • La legislazione sulla bonifica; 1948.
  • Le cooperative agricole per la conduzione dei terreni in Italia; con U. Sorbi, 1955.
  • Istituzioni di Economia agraria 1956.
  • Scritti giornalistici 1947-1958, 1971

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://storia.camera.it/deputato/arrigo-serpieri-18770610/leg-regno-XXVII/componentiorgani#nav=
  2. ^ Fondo Serpieri
  3. ^ http://storia.camera.it/governi/i-governo-mussolini#nav
  4. ^ http://storia.camera.it/deputato/arrigo-serpieri-18770610/leg-regno-XXIX#nav
  5. ^ http://notes9.senato.it/web/senregno.nsf/d973a7c868618f05c125711400382868/05c2b604c350db6c4125646f00608c14?OpenDocument
  6. ^ Renzo De Felice, Mussolini l'alleato, vol. II "La guerra civile (1943-1945)", Einaudi, Torino, 1997, p. 112n
  7. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/arrigo-serpieri_res-c284fd13-87e8-11dc-8e9d-0016357eee51_(Enciclopedia-Italiana)/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio Marasti, Il fascismo rurale. Arrigo Serpieri e la bonifica integrale, Settimo Sigillo, Roma 2001
  • Giancarlo Di Sandro, Arrigo Serpieri: tra scienza e praticità di risultati. Dall'economia agraria alla bonifica integrale per lo sviluppo del paese, Franco Angeli, 2015

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]