Barilla

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Barilla
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Barilla sede Parma.jpg
Sede centrale e stabilimento a Parma
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione28 settembre 1877 a Parma
Fondata daPietro Barilla
Sede principaleParma
Persone chiave
SettoreAlimentare
Prodotti
Fatturato3,627 miliardi di [1] (2019)
Utile netto267 milioni di [1] (2019)
Dipendenti8.481[1] (2019)
Slogan«Buono per te, Buono per il pianeta»
«Dove c'è Barilla, c'è casa»
Sito webwww.barillagroup.com/

Barilla è un'azienda multinazionale italiana del settore alimentare, operante nel mercato della pasta secca, dei sughi pronti, dei prodotti da forno, della farina e del pane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento nel 1927

Barilla fu fondata nel 1877 a Parma, in strada Vittorio Emanuele 252, come bottega che produceva pane e pasta da Pietro Barilla sr., discendente di una famiglia di panettieri.[2]

La ditta si ingrandì nel 1908, e i Barilla presero in affitto un fabbricato (che successivamente diventò di loro proprietà) e vi inaugurò nel 1910 il nuovo pastificio, dotato di un forno a "produzione continua", in zona Barriera Vittorio Emanuele. Nello stesso anno, lo scultore parmigiano Emilio Trombara realizzò il primo marchio dell’azienda, “il garzone con l’uovo”.[3]

Dopo la morte di Pietro Barilla sr. la direzione della ditta passò interamente nelle mani dei figli Riccardo e Gualtiero. Fu a partire da allora che Barilla aumentò la produzione e la distribuzione dei prodotti, grazie a un'innovazione tecnologica, che le consentì di trasformarsi rapidamente, nel corso degli anni venti e trenta, nella più importante azienda del settore in Emilia-Romagna.

Lo sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 Gualtiero Barilla morì, lasciando il fratello Riccardo alla guida dell’azienda insieme a sua moglie Virginia. Nel 1947 anche Riccardo morì e la gestione passò ai figli Pietro e Gianni, esponenti della terza generazione, i quali erano già entrati nell'azienda di famiglia molti anni prima, rispettivamente come responsabile commerciale e responsabile della produzione.

Fu proprio con l'avvento dei due fratelli Barilla che l'azienda parmense conobbe una fase di grande sviluppo, e nel 1952 fu sospesa la produzione del pane per concentrarsi unicamente in quella della pasta di semola e all'uovo. In quegli anni la Barilla si trasformò rapidamente da azienda di livello regionale a una azienda con una forte presenza nel Nord Italia, grazie alla qualità dei prodotti venduti a prezzi equilibrati e alla sua capacità innovativa, come per esempio l'utilizzo del cartoncino per confezionare la pasta.

Nel 1955 venne inaugurato il nuovo stabilimento in viale Vittorio Veneto (strada in seguito intitolata a Riccardo Barilla) e la Barilla incrementò la produzione arrivando a raggiungere le 600 tonnellate al giorno di prodotto. Fu così che negli anni del boom economico la Barilla divenne azienda leader nella produzione e nel mercato nazionale della pasta. Nel 1960 si trasformò in società per azioni, e negli anni successivi aprì nuovi stabilimenti, a Rubbiano presso Solignano, che segnò l'ingresso di Barilla nel settore dei cracker e dei grissini, e a Pedrignano, alle porte di Parma.

La cessione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 i fratelli Barilla, in disaccordo sulle strategie,[4] cedettero il pacchetto di maggioranza alla multinazionale statunitense W. R. Grace and Company.[5]

Sotto la gestione statunitense Barilla nel 1973 acquisì il controllo della Voiello, e nel 1975 ampliò la propria produzione a quella dei prodotti da forno (biscotti, merende, torte) con il marchio Mulino Bianco.

Il riacquisto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 Pietro Barilla decise di ricomprare dagli statunitensi la maggioranza del capitale della società[4] e di investire pesantemente per il suo rilancio. Per tutti gli anni ottanta la Barilla registrò una rapida crescita che le consentì di affermarsi come la più importante azienda nel settore della pasta in Italia.[6]

A partire dai primi anni novanta la Barilla avvia una politica di espansione a livello nazionale e internazionale. Nel 1991 acquisisce la società greca Misko, nel 1992 rileva la società italiana Pavesi, aumentando la propria posizione nel mercato nazionale.[7]

La quarta generazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Pietro Barilla morì all'età di 80 anni e la gestione della società passò ai figli Guido, Luca, Paolo ed Emanuela. Si giunse così alla quarta generazione Barilla, e per tutti gli anni novanta l'azienda emiliana continuò il processo di internazionalizzazione iniziato all'inizio del decennio sotto la gestione di Pietro, aprendo nel 1999 il primo stabilimento produttivo nell’Iowa, negli Stati Uniti.

Questa espansione continuò con l'acquisizione di varie società estere nel settore food, come l’azienda Misko in Grecia (1991), l’azienda turca di pasta Filiz (1994), il produttore svedese di pane croccante Wasa (1999), la joint venture con la messicana Herdez nel 2002 (marchi di pasta Yemina e Vesta). Nel 2002 rileva la società tedesca Kamps AG, poi ceduta nel 2013 al Gruppo ceco Agrofert.[8] All’interno di Kamps c’è Harrys che produce pane morbido, ed è un marchio tuttora appartenente al Gruppo Barilla. Nel 2007 Barilla apre un secondo stabilimento produttivo negli Stati Uniti, ad Avon. Nel 2008 cede invece i marchi Tre Marie e Sanson all'azienda produttrice di gelati Sammontana[9]; nel 2012 cede anche la Number 1 Logistics al Gruppo FISI[10].

Da dicembre 2013 la società adotta una nuova strategia per lo sviluppo: aprire ristoranti ("Casa Barilla"), di modo da avere un rapporto diretto con il cliente. Il primo è a New York, il secondo è in California.[11]

Albero genealogico della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

 BARILLA
 
 
 Pietro sr.
1845-1912
⚭ Giovanna Adorni
 
      
Ines
1879-1925
Gualtiero
1881-1919
Aldina
1877-1969
Riccardo
1880-1947
⚭ Virginia Fontana
Socrate
1885-1886
Gemma
1888-1980
 
   
 Giovanna
1910-1992
⚭ Mino Allegro
Giovanni (Gianni)
1917-2004
⚭ Gabriella D'Alco
Pietro
1913-1993
⚭ Maria Maddalena Da Lisca
 
    
 Paolo
1961
Emanuela
Luca
1960
Guido Maria
1958
⚭ Federica Marchini
⚭ Nicoletta Marassi

Gruppo Barilla[modifica | modifica wikitesto]

Alla guida dell'azienda c'è, da oltre 143 anni, la famiglia Barilla. A partire da ottobre 2012 l'amministratore delegato è Claudio Colzani[12].

Tra i soci del gruppo, figura dal 1979 la famiglia elvetica Anda-Bührle[13], grande azionista anche del gruppo Oerlikon.

L'assetto produttivo di Barilla si basa su 28 poli produttivi, tra pastifici, fornerie e mulini. I mulini di proprietà, controllati direttamente da Barilla, forniscono circa il 70% della materia prima occorrente alla produzione; l'azienda possiede e gestisce direttamente otto pastifici: Pedrignano (PR), Foggia, Caserta, Tebe (Grecia), Bolu (Turchia), Ames (Iowa-USA), Avon (New York - USA) e San Luis Potosí (Messico), nei quali si producono circa 900.000 tonnellate di pasta l'anno, differenziate in 160 formati di pasta di semola e oltre 30 di pasta all'uovo secca e ripiena[12].

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2018 il Gruppo ha registrato un fatturato pari a 3,483 miliardi di euro, con un utile netto di 251 milioni di euro. Nel 2019 il fatturato è stato di 3,627 miliardi di euro (con un aumento del 4% rispetto all'anno precedente), mentre l'utile netto ha raggiunto i 267 milioni di euro (+6% sul 2018).[1]

Slogan pubblicitario[modifica | modifica wikitesto]

Logo Barilla pasta e sughi contemporaneo

Mentre in Italia, per la pasta Barilla, era utilizzato lo slogan "Dove c'è Barilla c'è casa", se ne usavano di molto diversi in altri paesi: negli Stati Uniti d'America la Barilla è conosciuta come The choice of Italy (trad. "La scelta dell'Italia"), mentre in francese ne viene utilizzato uno simile, Les pâtes préférées des Italiens (trad. "La pasta preferita degli italiani"). In russo è semplicemente tradotto dall'italiano: "Там где есть Барилла там дом" (Tam gde esti’ Barilla tam dom) cioè "Dove c'è Barilla, c'è casa". Dal 2017 viene usato a livello internazionale lo slogan Masters of Pasta.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

La Barilla ha una divisione interna, la First, che si occupa dei servizi per la vendita al dettaglio, e l'Academia Barilla, centro internazionale nato nel 2004, dedicato alla diffusione, alla promozione e allo sviluppo della Cultura Gastronomica Italiana nel mondo.

Dal 1987 esiste l'Archivio Storico Barilla, con sede sempre a Parma, per la conservazione delle documentazioni storiche prodotte dall'azienda.

Dal 1981 al 1994 il marchio Barilla è stato lo sponsor, il primo da quando sono consentite le sponsorizzazioni nelle divise nel campionato italiano di calcio, della società calcistica A.S. Roma.

Nel 2009 viene costituito il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN)[14], una corporate think tank per esprimere la propria posizione, e proporre una serie di raccomandazioni per i singoli cittadini, per il mondo imprenditoriale e per le istituzioni[15].

Nel 2017 inizia la collaborazione tra Barilla e il tennista svizzero Roger Federer, che diventa il primo testimonial globale dell'azienda ed è protagonista, insieme allo chef stellato Davide Oldani, dello spot "Masters of Pasta"[16] trasmesso in 40 paesi.[17] Contemporaneamente, Barilla prosegue la collaborazione con il mondo dello sport attraverso la sponsorizzazione della nazionale italiana di pallacanestro[18], della sciatrice statunitense Mikaela Shiffrin[19] e della tennista Cori Gauff.[20]

Marchi e società del Gruppo Barilla[modifica | modifica wikitesto]

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L'Archivio storico Barilla[21] è stato creato nel 1987 per iniziativa di Pietro Barilla, per raccogliere, conservare e valorizzare la documentazione storica aziendale, a partire dal 1877. Dopo che negli anni settanta il cospicuo archivio aziendale era andato disperso e in parte distrutto, è stato effettuato un capillare recupero di tutto il materiale possibile, cartaceo e non, entro e fuori l'azienda. Si trova nello storico stabilimento a Pedrignano, alle porte di Parma, e ospita, nel fondo omonimo[22], circa 50.000 pezzi divisi per settore, comprendenti anche la documentazione prodotta dai marchi successivamente entrati nel Gruppo: Mulino Bianco, Pavesi, Voiello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d barillagroup.com, 28 maggio 2020, https://www.barillagroup.com/sites/default/files/Bilancio%20Economico%20Barilla%202019_ITA.pdf. URL consultato il 29 luglio 2020.
  2. ^ 1877-2017: BARILLA COMPIE 140 ANNI STORIA DI UN’AZIENDA DI FAMIGLIA ITALIANA DAL CIBO “BUONO” A “BUONO PER TE E BUONO PER IL PIANETA”, su barillagroup.com. URL consultato il 31 luglio 2020.
  3. ^ IL PRIMO MARCHIO BARILLA (1910), su archiviostoricobarilla.com. URL consultato il 31 luglio 2020.
  4. ^ a b Guido Barilla intervistato su Rai3, su gazzettadiparma.it, 21 aprile 2013. URL consultato il 5 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2018).
  5. ^ "Negli Usa per restare i primi nel mondo", su ilsole24ore.com, 27 febbraio 2016. URL consultato il 5 maggio 2018.
  6. ^ In realtà almeno nel 1986 la maggioranza azionaria risultava di proprietà di società olandesi e svizzere, vedasi risposta di Mazzola:
    423ª Seduta pubblica resoconto stenografico (PDF), Senato della Repubblica, 11 marzo 1986, p. 10. URL consultato il 25 novembre 2013.
  7. ^ Gruppo Barilla - Pavesi
  8. ^ Kamps ceduta alla Agrofert (2012), barillagroup.it, 3 giugno 2013. URL consultato il 25 novembre 2013.
  9. ^ Massimo Sideri, Le Tre Marie, Guido Barilla incassa 110 milioni, in Corriere della Sera, Milano, 10 giugno 2008, p. 28. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
  10. ^ Barilla Group cede Number 1 Logistics al Gruppo FISI, barillagroup.it, 3 luglio 2011. URL consultato il 25 novembre 2013.
  11. ^ Casa Barilla, Pasta Kitchen, US, su casabarilla.com. URL consultato il 31 luglio 2020.
  12. ^ a b Annual review 2006 (PDF), barillagroup.it, 2007. URL consultato il 25 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2008).
  13. ^ Una Barilla a stelle e strisce
  14. ^ Barilla Center for Food & Nutrition, su barillacfn.com. URL consultato il 25 novembre 2013.
  15. ^ La misurazione del benessere delle persone: il BCFN Index (ZIP), barillacfn.com. URL consultato il 4 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2015).
  16. ^ LA VERA FESTA É SEMPRE IN CUCINA FEDERER E OLDANI SCALDANO IL PARTY NEL NUOVO SPOT BARILLA CON UNA TRAVOLGENTE “SPAGHETTATA” IMPROVVISATA, su barillagroup.com. URL consultato il 29 luglio 2020.
  17. ^ Storia Barilla, su archiviostoricobarilla.com. URL consultato il 29 luglio 2020.
  18. ^ BARILLA RINNOVA LA SPONSORSHIP CON LA NAZIONALE ITALIANA DI BASKET, su barillagroup.com. URL consultato il 29 luglio 2020.
  19. ^ BARILLA RINNOVA LA SUA PARTNERSHIP CON LA STELLA STATUNITENSE DELLO SCI ALPINO E MEDAGLIA D'ORO OLIMPICA MIKAELA SHIFFRIN, su barillagroup.com. URL consultato il 29 luglio 2020.
  20. ^ UNA NUOVA FUORICLASSE SI AGGIUNGE ALLA SQUADRA BARILLA, su barillagroup.com. URL consultato il 29 luglio 2020.
  21. ^ Archivio storico Barilla, su archiviostoricobarilla.com. URL consultato il 27 luglio 2020.
  22. ^ Fondo Barilla, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 23 maggio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Ivardi Ganapini, G. Gonizzi - Barilla: cento anni di pubblicità e comunicazione - Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 1994, ISBN 88-366-0451-X.
  • G. Gonizzi - Barilla: centoventicinque anni di pubblicità e comunicazione [1877-2002] - Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2003, ISBN 88-8215-697-4.

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